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mercoledì 25 novembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: WEC

Probabilmente la FIA non si sarebbe aspettata, nel 2012, un così grande successo per la sua neonata serie chiamata World Endurance Championship. Era dal 1992 che non esisteva un campionato mondiale che mettesse insieme prototipi e GT in un calendario composto da gare di durata, e nel corso degli anni questa mancanza era stata a malapena rimpiazzata dalla crescente popolarità della 24 Ore di Le Mans, dietro a una sapiente opera di comunicazione e di marketing dell'ACO.

Eppure, eppure... sembra proprio che la passione per il WEC cresca sempre di più, anche in un paese insospettabile come l'Italia, tralasciando comunque il fatto che basterebbe una vittoria Ferrari in F1 per far girare di nuovo la testa a molti tifosi estemporanei. Al di là di queste guerre di quartiere inutili, c'è un fatto incontestabile che gli abituali appassionati di endurance riconosceranno. Nel WEC, attualmente, ci sono tutti gli elementi per una narrazione epica delle corse, con le grandi marche (Porsche, Audi, Toyota) che si sfidano nella miglior classe (la LMP1) grazie alle gesta di piloti di prestigio quali Mark Webber, André Lotterer, Lucas Di Grassi, Sebastien Buemi, Loic Duval - più o meno tutti con le stesse possibilità di vittoria.

© Nick Dungan

Escludendo Le Mans, che ha regole d'ingaggio diverse, nel WEC 2015 il parco partenti ha raggiunto una certa stabilità, con circa 30 vetture presenti a ogni appuntamento guidate da equipaggi per la maggioranza full time. Questa particolarità ha portato alla formazione di classifiche molto corte, evitando la parcellizzazione dei sedili che si vede talvolta in altri campionati. E inoltre è d'aiuto anche per il pubblico, così maggiormente in grado di riconoscere i propri beniamini e fidelizzare il proprio interesse. Non sarebbe male nemmeno differenziare le livree delle varie LMP1 - che sono dannatamente identiche - ma questo è un desiderio personale.

Con la campionessa uscente Toyota un po' in sordina sono state Audi e Porsche a combattere per la corona 2015, con numerose battaglie in pista che hanno entusiasmato. Il divario tra le due compagini tedesche è stato ridottissimo per tutta la stagione, ma a trionfare alla fine è stata la Porsche, grazie soprattutto alle quattro vittorie in fila (Nurburgring, Austin, Fuji, Shanghai) del trio Timo Bernhard/Brendon Hartley/Mark Webber. I campioni del mondo 2015 hanno però dovuto faticare non poco per portare a casa l'ambito riconoscimento, per via del rocambolesco round finale in Bahrain.

I vincitori: Hartley, Webber e Bernhard © John Rourke


Tra le dune del deserto la Porsche poi vincitrice della classifica assoluta ha subito numerose noie tecniche (al motore, soprattutto) che hanno quasi fatto pensare a un ritiro dalla gara; un'eventualità che avrebbe portato a una vittoria Audi nel campionato con Fassler/Lotterer/Treluyer. A salvare la leadership di Bernhard/Hartley/Webber (5° in gara) ci sono stati altri due eventi: i guai meccanici dell'Audi di Di Grassi/Duval/Jarvis finiti poi sesti e soprattutto la grande gara della vettura gemella di Dumas/Jani/Lieb vittoriosi sulla linea del traguardo dopo un bel duello tra Lieb e Treluyer. Se nella disfida avesse trionfato Treluyer, l'Audi avrebbe raccolto i punti necessari per chiudere il campionato in testa...

Fassler/Treluyer/Lotterer © John Rourke

La battaglia tra Porsche e Audi si è protratta per tutto il campionato, e anche nella 24 Ore di Le Mans è stata confermata l'incredibile vicinanza tecnica tra le due marche. Mentre Bamber/Hulkenberg/Tandy hanno festeggiato una meritata vittoria - una grande impresa, considerando anche la minor esperienza sul circuito francese - l'Audi ha infranto il record della pista per ben due volte, prima con Albuquerque e poi con Lotterer.




Nella classifica riservata alle vetture GT ha trionfato - con tre successi - Richard Lietz, alfiere del Team Manthey che in sostanza ha portato in pista delle Porsche semiufficiali (come l'AF Corse fa con la Ferrari). Per l'austriaco è il primo titolo WEC che va a impreziosire una carriera di alto livello, avendo lui già vinto a Le Mans per tre volte (sempre con le GT). Per l'AF Corse le soddisfazioni maggiori sono arrivate dagli affiatatissimi Bruni/Vilander, vincitori a Silverstone e al Fuji, e da Rigon/Calado/Beretta, secondi a Le Mans dietro la scatenata Chevrolette Corvette di Gavin/Milner/Taylor. Anche l'Aston Martin ha potuto festeggiare una vittoria grazie alla prestazione di MacDowall/Rees/Stanaway nella 6 ore di Spa.

La LMP2 è stata conquistata dalla G-Drive Racing n°26 di Bird/Canal/Rusinov. Il trio, per altro ben assortito, ha vinto in 4 appuntamenti ma ha concluso la gara più importante - Le Mans, chiaramente - solo al terzo posto, dietro al team KCMG con base a Hong Kong (piloti Bradley, Howson e Lapierre, quest'ultimo finalmente vincitore in una gara nella quale aveva sempre sognato di trionfare).

La Ligier G-Drive di Bird, Canal e Rusinov © John Rourke

Nella LMGTE AM è arrivato l'unico successo un po' italiano nel WEC, grazie ad Andrea Bertolini e alla "sua" Ferrari 458 Italia. Il pilota nato a Sassuolo ha accompagnato alla vittoria la SMP Racing e i compagni Aleksey Basov e Viktor Shaitar. Un team che si può definire a tutti gli effetti italo-russo! Le tre vittorie ottenute, compresa la classica di Le Mans, sono state fondamentali per la classifica. Che sarebbe potuta essere diversa se Paul Dalla Lana, pilota canadese che veleggia tra gli status silver e bronze della FIA (e quindi eleggibile per la categoria AM), non avesse distrutto la propria Aston Martin mentre era in testa alla 24 Ore di Le Mans, per giunta a soli 45 minuti dalla bandiera a scacchi.


Dalla Lana, Lamy e Mathias Lauda hanno vinto in tre occasioni e concluso altrettante volte al secondo posto nella propria classe, precedendo per ben 5 volte l'equipaggio della SMP Racing alla fine vincitore. Mi piace pensare che il trio possa considerarsi, nel profondo dell'animo, altrettanto campione.

Vanno spese delle parole anche per Patrick Dempsey. La sua carriera da attore si è notevolmente ridotta per fare spazio a un'attività non altrettanto redditizia ma decisamente soddisfacente: le corse di alto livello. Ottima scelta: quest'anno è arrivato il primo adrenalinico podio a Le Mans (2° nella LMGTE AM) e la prima vittoria (al Fuji). La trasformazione da McDreamy a McSpeedy è quasi completa...

Patrick Dempsey © Nick Dungan


Classifica Piloti - primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie):
Timo Bernhard/Brendon Hartley/Mark Webber (GER/NZL/AUS - Porsche) 166 (4)
Marcel Fassler/André Lotterer/Benoit Tréluyer (SWI/GER/FRA - Audi) 161 (2)
Romain Dumas/Neel Jani/Marc Lieb (FRA/SWI/GER - Porsche) 138.5 (1)
Lucas Di Grassi/Loic Duval/Oliver Jarvis (BRA/FRA/GBR - Audi) 99
Sebastien Buemi/Anthony Davidson (SWI/GBR - Toyota) 79
Mike Conway/Stéphane Sarrazin/Alex Wurz (GBR/FRA/AUT) 79
Kazuki Nakajima (JAP - Toyota) 75
Nick Tandy (GBR - Porsche & KCMG) 70.5
Earl Bamber/Nico Hulkenberg (NZL/GER - Porsche) 58
Sam Bird/Julien Canal/Roman Rusinov (GBR/FRA/RUS - G-Drive) 33.5
* a punti anche Bonanomi (Audi)

Classifica GT - primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie di classe):
Richard Lietz (AUT - Porsche/Manthey) 145 (3)
Gianmaria Bruni/Toni Vilander (ITA/FIN - Ferrari/AF Corse) 131.5 (2)
Michael Christensen (DAN - Porsche/Manthey) 127 (3)
James Calado/Davide Rigon (GBR/ITA - Ferrari/AF Corse) 123
Frédéric Makoviecki (FRA - Porsche/Manthey) 118 (1)
Patrick Pilet (FRA - Porsche/Manthey) 100 (1)
Alex MacDowall/Fernando Rees (GBR/BRA - Aston Martin) 84 (1)
Christoffer Nygaard/Marco Sorensen (DEN/DEN - Aston Martin) 81
Richie Stanaway (NZL - Aston Martin) 78
Darren Turner (GBR - Aston Martin) 67
* a punti anche Bertolini (Ferrari), Fisichella (Ferrari), Cressoni (Ferrari), Gianmaria (Ferrari), Castellacci (Aston Martin), Roda (Chevrolet), Ruberti (Chevrolet), Mapelli (Porsche)

Classifica LMP1 - Privati (tra parentesi il numero di vittorie di classe):
Mathias Beche/Nicolas Prost (SWI/FRA - Rebellion) 134 (2)
Alexandre Imperatori/Dominik Kraihamer (SWI/AUT - Rebellion) 108 (2)
Pierre Kaffer/Simon Trummer (GER/SWI - ByKolles) 104 (2)
Daniel Abt (GER - Rebellion) 83 (1)
Nick Heidfeld (GER - Rebellion) 69
Matheo Tuscher (SWI - Rebellion) 25 (1)

Classifica LMP2 - primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie di classe):
Sam Bird/Julien Canal/Roman Rusinov (GBR/FRA/RUS - G-Drive) 178 (4)
Richard Bradley/Matthew Howson (GBR/GBR - KCMG) 155 (2)
Pipo Derani/Ricardo Gonzalez/Hustavo Yacaman (BRA/MEX/COL - G-Drive) 134 (1)
Paul-Loup Chatin/Nelson Panciatici (FRA/FRA - Signatech) 86 (1)
Nicolas Lapierre (FRA - KCMG) 84 (1)
Nick Tandy (GBR - KCMG) 71 (1)
Pierre Ragues/Oliver Webb (FRA/GBR - SARD Morand) 70
Jonny Kane/Nick Leventis/Danny Watts (GBR/GBR/GBR - Strakka) 63
Ryan Dalziel/David Heinemeir Hansson/Scott Sharp (GBR/DEN/USA - Extreme Speed) 62
Ed Brown/Jon Fogarty (USA/USA - Extreme Speed) 62

Classifica LMGTE AM - primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie di classe):
Aleksey Basov/Andrea Bertolini/Viktor Shaitar (RUS/ITA/RUS - Ferrari/SMP) 165 (3)
Emmanuel Collard/Francois Perrodo (FRA/FRA - Ferrari/AF Corse) 148 (1)
Paul Dalla Lana/Pedro Lamy/Mathias Lauda (CAN/POR/AUT - Aston Martin) 144 (3)
Rui Aguas (POR - Ferrari/AF Corse) 136 (1)
Patrick Long/Marco Seefried (USA/GER - Porsche/Dempsey) 131 (1)
Patrick Dempsey (USA - Porsche/Dempsey) 116 (1)
Khaled Al Qubaisi (EAU - Porsche/Abu Dhabi) 82
Christian Ried (GER - Porsche/Abu Dhabi & Dempsey) 79
Francesco Castellacci/Stuart Hall (ITA/GBR - Aston Martin) 54
Gianluca Roda/Paolo Ruberti (ITA/ITA - Chevrolet/Larbre) 52
* a punti anche Cressoni (Ferrari), Gianmaria (Ferrari), Mapelli (Porsche)

mercoledì 21 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: DTM

Si è chiusa con la solita grande festa di Hockenheim una delle stagioni in realtà più particolari e controverse della storia del DTM. L'ormai celebre team radio di Wolfgang Ullrich - "Push him out!" - gridato a Scheider per fare in modo che le Mercedes di Wickens e Wehrlein andassero fuori pista (in quel del Red Bull Ring) è stato uno dei momenti più strani e imbarazzanti della stagione 2015.


Una stagione che, per altro, non ha avuto alcun mattatore. Con tredici piloti vittoriosi e diciotto a podio in 18 gare non si può certo sostenere che ci siano sostanziali divari. Il vincitore del campionato Pascal Wehrlein, per altro il più giovane della storia del DTM (è un classe '94), ha vinto la metà delle gare del più diretto inseguitore Jamie Green, e ha conquistato un numero di podi praticamente identico a quello dei principali avversari.

Pascal Wehrlein

La Mercedes ha trionfato nel campionato piloti ma ha invece dovuto soccombere a BMW e Audi nel costruttori, con il marchio bavarese primo in classifica. Per entrambi i titoli è stata la regolarità a premiare i vincitori. Soprattutto Wehrlein ha costruito un bel bottino di punti concludendo nella top ten ben quindici gare. In una serie nella quale tutti hanno avuto la loro opportunità di vittoria, lui ha gestito piuttosto bene i suoi sforzi nonostante guidasse una vettura quasi sempre tra le più pesanti in pista.



Già, perché in questo 2015 anche la zavorra ha giocato un ruolo nella definizione dei valori in campo. Mentre invece l'altra rivoluzione della serie rispetto alla tradizione, cioè l'opportunità di correre due gare a ogni weekend, ha dato modo a tanti piloti di giocarsi qualche chances in più.

Ottima la stagione di Edoardo Mortara, impreziosita da una vittoria al Red Bull Ring. Il pilota italiano nato a Ginevra è diventato ormai un veterano della serie e quest'anno ha colto il miglior piazzamento finale in classifica da quando corre nella categoria. C'è stato spazio anche per un altro "emigrato in Germania", cioé Antonio Giovinazzi. Il pilota di Martina Franca è stato chiamato da Audi per sostituire lo squalificato Scheider per le gare di Mosca, dopo il famigerato scandalo accennato nel primo paragrafo di questo post. Non è andato a punti ma è stata, per Antonio, un'esperienza certamente gradita, la ciliegina su una torta stagionale davvero gustosa visti i successi nella F3 Europea.

Edoardo Mortara

Tra gli ex F1 Di Resta è stato il migliore, pur senza cogliere la vittoria. I fasti del 2010 sono ancora lontani. Timo Glock è risultato essere ancora più indietro in classifica, ma nel suo ruolino di marcia compare almeno una vittoria, colta a Oschersleben. Proprio Glock, in un'intervista per Autosport, aveva ammesso di aver avuto difficoltà ad abbandonare lo stile di guida tipico della F1, soprattutto riguardo gli spazi di frenata e il peso (le vetture DTM pesano almeno il doppio).

Stagione difficile anche per il vincitore della Blancpain Sprint Series 2014 Maximilian Götz. Il pilota tedesco, che l'anno scorso guidava una GT3, ha patito non solo problemi di ambientamento ma anche qualche difficoltà di messa a punto per le vetture del team Mücke; infatti anche Daniel Juncadella è rimasto indietro in classifica, con solo un punto di vantaggio sul collega.

Wehrlein precede in questa foto la n°22 (Lucas Auer) e la n°1 di Wittmann, il campione '14 quest'anno non altrettanto in palla. Si riconoscono anche Tomczyk (n°77), Juncadella (n°12) e Glock (n°16) con la sempre bellissima livrea della Deutsche Post

La stagione 2015 è stata quindi una delle più combattute degli ultimi anni, e grazie anche alle polemiche a seguito dello scandalo Audi è stata anche una delle più mediaticamente in vista. Lo spettacolo in pista non è comunque mancato, e questo è il miglior modo per assicurare alla serie il futuro che merita.


La classifica finale piloti (tra parentesi il numero di vittorie):

Pascal Wehrlein (GER - HWA/Mercedes) 169 (2)
Jamie Green (GBR - Rosberg/Audi) 150 (4)
Mattias Ekström (SWE - Abt/Audi) 147 (2)
Edoardo Mortara (ITA - Abt/Audi) 143 (1)
Bruno Spengler (CAN - MTEK/BMW) 123
Marco Wittmann (GER - RMG/BMW) 112 (1)
Maxime Martin (BEL - RMG/BMW) 94 (1)
Paul Di Resta (GBR - HWA/Mercedes) 90
Gary Paffett (GBR - Art/Mercedes) 89
Mike Rockenfeller (GER - Phoenix/Audi) 83 (1)
Antonio Felix da Costa (POR - Schnitzer/BMW) 79 (1)
Augusto Farfus (BRA - RBM/BMW) 77
Robert Wickens (CAN - HWA/Mercedes) 61 (1)
Tom Blomqvist (GBR - RBM/BMW) 59 (1)
Timo Glock (GER - MTEK/BMW) 56 (1)
Christian Vietoris (GER - HWA/Mercedes) 56
Miguel Molina (SPA - Abt/Audi) 54 (1)
Timo Scheider (GER - Phoenix/Audi) 51 (1)
Martin Tomczyk (GER - Schnitzer/BMW) 27
Daniel Juncadella (SPA - Mücke/Mercedes) 26
Nico Müller (SWI - Rosberg/Audi) 26
Maximilian Götz (GER - Mücke/Mercedes) 25
Lucas Auer (AUT - Art/Mercedes) 18
Adrien Tambay (FRA - Abt/Audi) 3

La classifica finale costruttori (tra parentesi il numero di vittorie):

BMW 602 (4)
Audi 595 (7)
Mercedes 534 (7)

sabato 13 dicembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: Euro V8

Dal campionato Superstars del 2013 all'attuale EuroV8 è passata davvero tanta acqua sotto i ponti. Un fiume di incertezze e di sparpagliamenti che ha generato, fortunatamente, anche qualche speranza. Maurizio Flammini aveva chiuso i battenti della Superstars series, a fine 2013, e addirittura tre entità avevano deciso di colmare il vuoto: EuroV8, Michelin Touring Car Championship e Trofeo V8 Cup di Peroni. Solo la prima è rimasta, ed è stato un bene: troppi minuscoli campionati non sono attrattivi quanto una serie unica e forte che possa offrire una griglia sufficientemente decente.



Quello dell'EuroV8 è però stato un interregno, visto che nel 2015 verrà lanciato nell'orbita del motorsport il nuovo campionato SuperTouringSeries. Una novità non solo di nome, si spera: la categoria merita una griglia più corposa, con molti più marchi e team in pista.

La stagione 2014, tuttavia, è stata comunque all'altezza dal punto di vista dello spettacolo. A trionfare è stato Francesco Sini, classe '80, ormai specialista del mondo V8. La sua stupenda Camaro SS del Solaris Motorsport ha impressionato non solo per la bellezza ma anche per le ottime prestazioni.

Francesco Sini

Sini ha conquistato il campionato con un solo punto di vantaggio sul ceco Tomas Kostka, pilota eclettico che gareggia sia in pista sia nei rally. Kostka, alla guida della Audi RS5 preparata da Audi Sport Italia, è andato forte quanto Sini, complessivamente. Sini ha vinto 4 gare, due volte è arrivato 2°, ha siglato un giro veloce ma si è ritirato due volte (nel weekend nero del Mugello); Kostka ha vinto anche lui 3 volte, con 3 pole e 3 giri veloci, e si è ritirato una volta in meno. Una sfida davvero ad armi pari, in un certo senso equa anche nel computo dei campionati: mentre a Sini è andato il titolo piloti, Kostka e Audi Sport Italia hanno portato a casa il titolo riservato ai team.

Il podio del Sachsenring: Kostka, Zonzini, Dionisio

Gli altri 3 piloti a vincere almeno una gara delle 10 disputate nel campionato sono stati Nicola Baldan (Mercedes C63 - Roma Racing Team), Niccolò Mercatali (BMW M3 E92 - BMW Dinamic) e per due volte Eddie Cheever III. Quest'ultimo ha guidato solamente nel primo weekend a Monza, vincendo in entrambe le gare, siglando due giri veloci e una pole. Se avesse continuato con questo ritmo, avrebbe certamente detto la sua per il campionato; tuttavia la sua stagione in EuroV8 si è conclusa per lasciare spazio all'avventura nella Nascar Whelen Euro Series.

Un altro pilota che non si è mai schiodato dal podio (4 terzi posti in 4 gare disputate) è Mimmo Schiattarella, anche lui come Sini con Solaris Motorsport, ma alla guida di una Lumina CR8 anziché della Camaro. La Superstars prima e l'EuroV8 ora hanno rappresentato il suo ritorno alle corse di alto livello, sebbene non siano impegni full-time.

Gara 1 a Monza: Schiattarella (3°), Cheever III (1°) e Baldan (2°)


Ottimo anche il campionato di Max Mugelli, quinto alla fine con due podi conquistati insieme al team BMW Dinamic. Anche Mugelli si è "convertito" alle V8 dopo una vita passata nelle GT.


Dietro di lui Copetti, Dionisio, Romanini e Baccarelli sono stati gli unici ad aver completato almeno 7 prove in campionato. Tutti gli altri piloti hanno presentato programmi parziali, portando la griglia a un massimo di 18 vetture a Monza e scendendo a un minimo di 11 in gara 2 a Vallelunga. Le trasferte a Brno e in Germania (Sachsering e Hockenheim) non hanno influito sulla partecipazione delle scuderie e dei piloti; in futuro potremmo vedere altre gare fuori dal territorio italiano (con un aumento degli appuntamenti in calendario, si spera) visto che l'obiettivo, già comunque posto ai tempi di Flammini, è di crescere a livello europeo e non solo a livello nazionale.

Ecco la classifica finale piloti (tra parentesi il numero di vittorie):
Francesco Sini (Solaris/Chevrolet Camaro) 169 (3)
Tomáš Kostka (CZE - Audi Sport Italia/Audi RS5) 168 (3)
Nicola Baldan (Roma Racing Team/Mercedes C63 AMG) 147 (1)
Niccolò Mercatali (BMW Dinamic/BMW M3 E92) 109 (1)
Max Mugelli (BMW Dinamic/BMW M3 E92) 107
Maurizio Copetti (BMW Dinamic/BMW M3 E92) 92
Ermanno Dionisio (Audi Sport Italia/Audi RS5) 88
Diego Romanini (CAAL/Mercedes C63 AMG) 82
Davide Stancheris (Audi Sport Italia/Audi RS5) 71
Domenico Schiattarella (Solaris/Chevrolet Lumina CR8) 68
Eddie Cheever III (Roma Racing Team/Mercedes C63 AMG) 53 (2)
Leonardo Baccarelli (CAAL/Mercedes C63 AMG) 49
Giovanni Berton (Solaris/Chevrolet Lumina CR8) 43
Domiziano Giacon (Giudici/Tecnodom/BMW M3 E92) 37
Emanuele Zonzini (SRM - Audi Sport Italia/Audi RS5) 28
Francesco Ascani (Todi Corse/BMW M3 E90) 21
Giovanni Lavaggi (MRT/Lexus IS-F 500) 21
Jonathan Giacon (Giudici/Tecnodom/BMW M3 E92) 20
Giampiero Pindari (BMW Dinamic/BMW M3 E92 e CAAL/Mercedes C63 AMG) 17
Giuseppe Cipriani (Hartmann/Mercedes C63 AMG) 12
Alessandro Battaglin (MRT/Chrysler 300C SRT-8) 9
Hans Hartmann (DAN - Hartmann/Mercedes C63 AMG) 9
Gianni Giudici (Giudici/BMW M3 E92) 9
Silvano Bolzoni (Tecnodom/BMW M3 E92) 9
Francesca Linossi (BMW Dinamic/BMW M3 E92) 8
Kevin Giacon (Tecnodom/BMW M3 E92 e MRT/Chrysler 300C SRT-8) 8
Nico Caldarola (Roma Racing Team/Mercedes C63 AMG) 5
Gabriele Volpato (Walter Conforti/BMW 550i E60) 2

Qui invece la classifica per i team (tra parentesi il numero di vittorie):
Audi Sport Italia 290 (3)
Solaris Motorsport - Chevrolet (SUI) 280 (3)
Team BMW Dinamic 270 (1)
Roma Racing Team - Mercedes 207 (3)
CAAL Racing - Mercedes 133
Scuderia Giudici - BMW 49
Team MRT - Chevrolet / Lexus 31
Hartmann Racing (DAN) - Mercedes 21
Todi Corse - BMW 21
Italy Tecnodom - BMW / Audi 20


Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
WEC - WTCC - WRC - World RX - GP2 - GP3 - Auto GP/FA1 - Super Formula - F3 European Championship - Euroformula Open - DTM - BTCC - V8 Supercars - Super GT - Stock Car Brasil - Turismo Carretera - Nascar Sprint Cup - Nascar Nationwide Series - Nascar Camping World Truck Series - Nascar Whelen Euro Series - F.Renault 3.5 (WSR) - F.Renault 2.0 Eurocup - F.Renault 2.0 NEC - F.Renault 2.0 Alps - F.Renault 2.0 UK - United Sportscar Championship (USC) - ELMS - Asian Le Mans Series - Blancpain Endurance Series - Blancpain GT Sprint - International GT Open - Indycar - Indy Lights - Pro Mazda - US F2000 - Mobil 1 Porsche Supercup - Super Trofeo Lamborghini Europe - Trofeo Maserati - Eurocup Clio - European Rally Championship (ERC) - African Rally Championship (ARC) - Middle East Rally Championship (MERC) - Asia-Pacific Rally Championship (APRC) - Codasur South America Rally Championship - North America and Central America Rally Championship (NACAM) - CIVM - CITE - Campionato Italiano Prototipi - Campionato Italiano Rally - F4 Italia - Carrera Cup Italia - Lotus Cup Italia - Clio Cup Italia - Green Hybrid Cup


venerdì 5 dicembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: WEC

C'è profumo di rivincita nell'aria, per chi ama l'endurance. Il 2015 sarà un'annata fondamentale per il WEC - alias World Endurance Championship - perché avrà tutte le carte in regola per diventare uno dei campionati più combattuti di sempre. Gli organizzatori, FIA e ACO, dovranno definitivamente far saltare il banco per ricreare, finalmente, le stesse epiche condizioni che a cavallo degli anni '60-'70 avevano fatto sì che l'endurance attirasse più attenzione della F1.

Nel 2015 avremo infatti due Audi, due Toyota, due Porsche e due Nissan LMP1 pronte a darsi battaglia per conquistare il campionato, con l'aggiunta probabile di una Audi e sicura di una Porsche per la 24 Ore di Le Mans. I migliori piloti al mondo cominciano a guardare alla serie non più come a un ripiego ma come a un'alternativa alla F1. Lotterer, che nel 2014 ha guidato la Caterham F1 e la Audi R18 e-tron quattro, ha fatto sapere a tutti che l'Audi è decisamente più divertente da guidare, e per certi versi, anche più performante. Oddio, era la Caterham, e non la Mercedes. Ma fa comunque pensare...

Lotterer, Fassler, Treluyer nel loro cortile di casa: Le Mans...

La stagione appena conclusa (con il botto, visto la gran legnata che hanno preso Webber e Cressoni nelle ultime battute della 6 ore di Interlagos) ha dimostrato che, comunque vada, c'è tanto lavoro da fare per raggiungere la F1. Il numero di partecipanti, sempre superiore alle 25 unità, è buono, ma superabile: nella LMP2 sono state solo 4 le vetture iscritte, decisamente poco visto che nell'ELMS la griglia era di tutt'altra consistenza. Se verranno confermate le LMP1 prima descritte, potrebbe esserci lo spazio per una griglia di 40 unità, considerando almeno 10 vetture per categoria: è un obiettivo assolutamente fattibile.

Il matrimonio tra Hulkenberg e Porsche è stato sorprendente. Altri piloti di F1 sarebbero interessati a correre a Le Mans, Nico potrebbe essere solamente il primo di una bella lista

La LMP1-H, classe regina, è andata alla Toyota con 5 vittorie su 8 appuntamenti. La casa nipponica ha però mancato la vittoria a Le Mans, andata all'Audi dopo una tiratissima battaglia. La Porsche è in crescita e a Interlagos, ultima gara annuale, ha centrato la sua prima vittoria nell'anno del debutto. Nella LMP1-L, classe che comprende le LMP1 non dotate di una motorizzazione ibrida, il solo Rebellion (con le Lola-Toyota) ha corso tutta la stagione.

Il titolo piloti è andato alla coppia Toyota Davidson-Buemi, due ex F1 che hanno trovato l'eldorado fuori dal Circus. Soprattutto Buemi ha potuto tappare la bocca a chi pensava di avere a che fare solo con uno scarto dello Junior Team Red Bull. I due hanno vinto 4 gare, con l'aiuto di Nicolas Lapierre per le sole vittorie di Silverstone e Spa. Il trio delle meraviglie Audi, ovvero Lotterer-Treluyer-Fassler, ha portato a casa il trofeo di Le Mans e la gara di Austin, ma nel resto della stagione non ha in realtà convinto del tutto.

I campioni, Davidson e Buemi. Non bellissimi, ma piuttosto veloci...

Dietro di loro, ecco l'equipaggio Porsche Lieb-Dumas-Jani, che nelle ultime 4 gare ha davvero scalato la classifica: 4° al Fuji, 3° a Shanghai, 2° in Bahrain, 1° a Interlagos. A pari punti con loro si sono classificati i portacolori dell'Audi Di Grassi e Kristensen. Per il danese questa è stata l'ultima stagione; una carriera spettacolare con ben 9 successi a Le Mans! Buona la prima stagione per Mark Webber sull'altra Porsche, con tre podi all'attivo, mentre Kazuki Nakajima si è tolto anche lui qualche sassolino dalla scarpa cogliendo tre 2° posti.

La F1 spesso non rende giustizia alle doti velocistiche dei piloti, come dimostrato da Kazuki Nakajima.
Il pilota giapponese è stato velocissimo per tutta la stagione.


In LMP2 la griglia è stata piuttosto ristretta per tutto l'anno. Sono stati decisivi i ritiri, e a vincere infatti è stato l'unico pilota a ritirarsi solo una volta, ovvero il russo Sergey Zlobin del team connazionale SMP Racing (Oreca-Nissan). Il russo ha vinto una sola gara (Le Mans, insieme a Ladygin e Mika Salo), ma è salito sul podio altre cinque volte. Destino beffardo per il G-Drive Racing di Pla, Canal e Rusinov: 4 vittorie e due 3° posti non sono bastati per conquistare il titolo. Stesso discorso per il KMCG di Howson e Bradley, vincitore di tre gare (con l'aiuto di Imperatori e Matsuda). La categoria, quasi un campionato russo più che mondiale, ha bisogno di nuovi competitor per tornare davvero entusiasmante.

Sergey Zlobin, Anton Ladygin e Mika Salo, vincitori a Le Mans nella LMP2

Nella LMGTE Pro, dove corrono piloti professionisti con le GT più performanti, è stata la AF Corse a dettare il ritmo, grazie alla super coppia Bruni-Vilander. Ormai non ci sono più parole per descrivere l'enorme bravura di questi due piloti, affiatati e poco inclini agli errori. Bruni è considerato nell'ambiente come uno dei migliori piloti in assoluto, e anche quest'anno ha dimostrato di meritare queste attenzioni: insieme al compagno finlandese ha vinto a Spa, a Le Mans (terzo pilota Fisichella), al Fuji e in Bahrain. Dietro di loro altri specialisti: Makowiecki, Lietz e Pilet, in forza al Team Manthey (Porsche) vincitore di due gare; Stefan Mucke e Darren Turner, piloti ufficiali Aston Martin (mattatori nelle americhe, con le vittorie di Austin e Interlagos). I successi di Bruni e Vilander sono stati decisivi per la conquista del titolo costruttori GT da parte di Ferrari, davanti a Porsche e Aston Martin.

La Ferrari n°51 di Bruni-Vilander

Nella LMGTE Am il campionato è stato un assolo del team Aston Martin, con 7 vittorie totali. Lamy, Nygaard e Dalla Lana si sono aggiudicati tre gare, una in più invece per il trio danese Thiim, Poulsen e David Heinemeier Hansson, un programmatore informatico di primissimo livello! Solo Spa non è stata conquistata dalle Aston, per via della vittoria AF Corse di Cioci-Venturi-Perez Companc.

Pedro Lamy e il suo inconfondibile casco
Per finire, una parola sugli italiani del WEC. Oltre ai già citati Bruni e Fisichella, il team AF Corse ha portato in pista anche Rigon (vincitore del premio "rivelazione dell'anno"), Gianmaria, Casè, Cioci, Venturi, Pier Guidi, Rugolo e Bertolini. Hanno corso con delle 458 Italia anche Federico Leo, Gianluca Roda, Paolo Ruberti e Matteo Cressoni. In LMP2 la SMP Racing ha schierato Maurizio Mediani, mentre nella LMP1 Andrea Belicchi ha corso per il 5° anno consecutivo nel Rebellion Racing. Apparizione anche per Marco Bonanomi a Spa e a Le Mans, con buone prestazioni. La speranza è che Audi possa promuoverlo presto in uno dei due equipaggi a tempo pieno nel WEC, chiudendo quel vuoto lasciato da Emanuele Pirro e Dindo Capello.

Per tutte le classifiche, ecco qui il link.

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giovedì 23 ottobre 2014

Il riassunto della stagione 2014: DTM

Da quando sono tornati hanno mancato solo il 2013. E quest'anno, con Marco Wittmann, hanno dominato. Alla BMW sono molto felici di aver mollato la F1 e il WTCC e di essere tornati in forza nel campionato di casa, l'amato e odiato DTM che per anni ha vissuto la sfida un po' monotona tra le sole Audi e Mercedes.

Marco Wittmann
Proprio le Mercedes C-Coupé, al contrario di quanto accaduto nella massima Formula, alla prima gara erano sembrate parecchio in difficoltà. Goffe e in fondo allo schieramento. Dalla seconda gara, con la vittoria di Vietoris, le cose sono andate migliorando fino alla versione B disponibile per tutti all'ultimo appuntamento, con i piloti finalmente soddisfatti e fiduciosi per il 2015.

Anche l'Audi (con la RS5) non ha brillato nel carniere, con le uniche due vittorie collezionate nelle ultime due gare. Non si può però dire che non abbiano lottato e portato a casa punti pesanti: dopo Wittmann, nei primi 5 in campionato sono tre i piloti della casa degli anelli (Ekstrom, Rockenfeller e Mortara).

Mortara, unico italiano al via, ha fatto dimenticare un 2013 opaco con ottime prestazioni: due podi (terzo ad Oschersleben e al Nurburgring) e tre quarti posti. Peccato per le due pessime gare ad Hockenheim, a inizio e a fine stagione, perché sarebbe stata alla sua portata la terza posizione finale in classifica. Edo è un cavallo di razza e sarebbe bello vederlo alla 24 Ore di Le Mans, una corsa nella quale potrebbe mostrare il suo vero ritmo.

Edoardo Mortara

Degli ex F1, Paul Di Resta si aspettava sicuramente di più dal suo ritorno nel campionato: 15° posto finale e un filotto di quarti posti. Non tanto meglio è andata per Glock, 16° con un podio al Red Bull Ring. Decisamente orrenda la stagione di Petrov, ultimo in classifica. Il russo è stato l'unico a non andare a punti, riuscendo solamente a Zandvoort ad avvicinarsi a tale obiettivo (11°).

Petrov guarda tristemente il monitor dei tempi...

Per il 2015 la Mercedes sarà probabilmente ancora in debito di un'auto (7 iscritte) rispetto a BMW e Audi; questo fatto ha generato polemiche, perché secondo queste ultime si creerebbe uno squlibrio di risorse a favore della casa di Stoccarda. Forse aspettano il 2017, quando si andrà a completare l'avvicinamento al Super GT giapponese riguardo i regolamenti tecnici. Se tutto andrà bene, si potranno vedere sulla griglia altri stemmi, rendendo meno oneroso l'investimento dei soli marchi tedeschi.



Il team RMG di Wittmann e Martin ha vinto il campionato dei team grazie alla sempre veloce BMW M4, portando a casa ben 5 vittorie.Ecco la classifica finale (tra parentesi le vittorie):

Marco Wittmann (GER-BMW) 156 (4)
Mattias Ekström (SVE-Audi) 106 (2)
Mike Rockenfeller (GER-Audi) 72
Christian Vietoris (GER-Mercedes) 69 (1)
Edoardo Mortara (ITA-Audi) 68
Martin Tomczyk (GER-BMW) 49
Maxime Martin (BEL-BMW) 47 (1)
Pascal Wehrlein (GER-Mercedes) 46 (1)
Timo Scheider (GER-Audi) 44
Jamie Green (UK-Audi) 43
Bruno Spengler (CAN-BMW) 42
Robert Wickens (CAN-Mercedes) 41 (1)
Augusto Farfus (BRA-BMW) 39
Adrien Tambay (FRA-Audi) 36
Paul di Resta (UK-Mercedes) 36
Timo Glock (GER-BMW) 33
Miguel Molina (SPA-Audi) 32
Daniel Juncadella (SPA-Mercedes) 22
Nico Müller (SUI-Audi) 10
Joey Hand (USA-BMW) 8
António Félix da Costa (POR-BMW) 6
Gary Paffett (UK-Mercedes) 5


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mercoledì 1 ottobre 2014

Il riassunto della stagione 2014: Blancpain Endurance Series

Il belga Laurens Vanthoor, pilota ufficiale Audi, è il campione della Blancpain Endurance Series 2014, bissando così il successo ottenuto l'anno precedente nel FIA GT.

Il successo di Vanthoor è da considerare "di qualità". Il belga del team WRT che schiera le Audi R8 LMS Ultra non era mai riuscito a salire sul gradino più alto del podio nelle prime tre gare, delle mini-endurance da 3 ore. Per la 24 ore di Spa e la 1000 km del Nurburgring, però, Vanthoor e compagni hanno dimostrato di essere una spanna sopra gli altri, conquistando in entrambe le occasioni sia la pole position sia la gara. Un dominio da corsa sprint che non è semplice realizzare in gare endurance, per antonomasia difficili e legate a tante variabili poco controllabili dai team.

Laurens Vanthoor sorretto sul podio da Cesar Ramos e Mies

Ottima figura anche per le Bentley Continental GT3 del team inglese M-Sport, grazie alle vittorie assolute di Silverstone e del Paul Ricard da parte del trio tutto britannico Kane-Smith-Meyrick. Nella gara di Monza di inizio stagione avevano vinto invece Demoustier-Parente-Premat con le Mclaren MP4-12C dell'ART Grand Prix.

Nella categoria PRO-AM, Andrea Rizzoli e Stefano Gai dell'italianissimo team Villorba Corse (Ferrari 458 Italia GT3) hanno conquistato un meritato trofeo finale. La mancanza di una vittoria di tappa non ha mai pregiudicato la loro posizione in classifica; grazie ad un rendimento costante i due hanno potuto veleggiare appaiati verso un successo oltre le più rosee aspettative, visto che è valso anche il titolo riservato ai team.

La Ferrari di Gai e Rizzoli

Il trofeo riservato ai Gentlemen Drivers è stato conquistato dall'americano Peter Mann e dal portoghese Francisco Guedes, alfieri dell'AF Corse.

La Ferrari numero 51 di Mann e Guedes

Oltre ai campioni già citati, sono stati moltissimi i grandi piloti ad aver dedicato alla Blancpain Endurance Series un impegno continuativo durante la stagione, come l'ex F1 Jerome D'Ambrosio, lo specialista delle prove di durata Frank Stippler, il talento delle turismo James Nash, l'esperto Stephane Ortelli, Duncan Tappy, Yelmer Buurman, Nico Verdonck, Harold Primat, Andy Soucek, Kevin Korjus, Kevin Estre, Nicolas Armindo, Olivier Pla e i nostri Stefano Comandini, Eugenio Amos e Andrea Sonvico.

Presenze una tantum anche per i campioni di Le Mans Treluyer, Lotterer e Fassler, per l'ex sciatore Didier Cuche; per l'ex portiere della nazionale francese di calcio Fabien Barthez; per uno stuolo di fortissimi piloti italiani come Bertolini, Pantano, Bonanomi, Piccini, Montermini, De Lorenzi, Bontempelli, Zampieri, Castellacci, Cioci, Pier Guidi e Cerruti.

Fabien Barthez

Le soddisfazioni maggiori per l'Italia sono arrivate, oltre che dai Villorba Boys, dai successi di classe dei ferraristi Bertolini e Cioci (insieme ai belgi Machiels e Hommerson) alla 24 Ore di Spa e di Colombo-Comandini-Amos alla 3 Ore di Monza, alla guida della BMW Z4 GT3 della ROAL Motosport. La AF Corse ha vinto il titolo dei team per la categoria Gentlemen. Bilancio positivo per la Ferrari (e per la 458 Italia GT3) soprattutto in questa categoria, avendo vinto le prime tre gare della stagione con il team tedesco GT Corse by Rinaldi.

Il calendario 2014 tappa per tappa, con i vincitori di classe:
3 Ore di Monza - Pro Demoustier, Parente, Premat (Mclaren/Art Grand Prix); Pro AM Colombo, Comandini, Amos (BMW/ROAL Motorsport); Gentlemen Ehret, Mattschull, Schmickler (Ferrari/GT Corse Rinaldi)
3 Ore di Silverstone - Pro Kane, Meyrick, Smith (Bentley/M-Sport); Pro AM Strauss, McMillen, Buncombe (Nissan/RJN); Gentlemen Mattschull, Schmickler (Ferrari/GT Corse Rinaldi)
3 Ore del Paul Ricard - Pro Kane, Meyrick, Smith (Bentley/M-Sport); Pro AM Catsburg, Hassid (BMW/TDS); Gentlemen Ehret, Mattschull, Schmickler (Ferrari/GT Corse Rinaldi)
24 Ore di Spa - Pro Rast, Vanthoor, Winkelhock (Audi/WRT); Pro AM Hommerson, Machiels, Bertolini, Cioci (Ferrari/AF Corse); Gentlemen Mann, Guedes, Mezard, Talkanitsa (Ferrari/AF Corse)
1000 Km Nurburgring - Pro Mies, Cesar Ramos, Vanthoor (Audi/WRT); Pro AM Catsburg, Hassid (BMW/TDS); Gentlemen Loggie, Westwood (Audi/Parker)

La gara di Spa, con ben 61 equipaggi al via (220 piloti!), è stata... pazza. Nelle prime ore una quantità pazzesca di incidenti ha decisamente condizionato l'andamento della gara, con la safety car costretta a uscire più e più volte. Sono stati davvero dei botti incredibili, con conseguenze fortunatamente ridotte sull'incolumità dei piloti. Marcus Mahy, gentlemen driver britannico, è finito all'ospedale dove è stato poi sottoposto a un'operazione chirurgica e alle cure che lo hanno finalmente messo fuori pericolo; il suo incidente terrificante, che aveva fatto temere il peggio, ha costretto il direttore di corsa a interrompere la gara per un'ora.


Al Nurburgring, invece, è stato protagonista il meteo. Vanthoor è stato aiutato dai problemi tecnici e di guida dei team rivali, ma a ben vedere la loro supremazia non è mai stata intaccata nonostante le mille insidie della pioggia battente.

Ecco la classifica finale per la classe regina, la PRO (in corsivo i piloti che hanno presenziato a tutti gli appuntamenti):
Laurens Vanthoor (BEL) 107
Andy Meyrick (UK) 71
Guy Smith (UK) 71
Steven Kane (UK) 71
Edward Sandström (SWE) 67
Stéphane Ortelli (MON) 67
Grégory Guilvert (FRA) 67
Maximilian Buhk (GER) 64
César Ramos (BRA) 64
Sergei Afanasiev (RUS) 53
Stef Dusseldorp (NED) 53
Harold Primat (SUI) 52
Nico Verdonck (BEL) 52
Gregoire Demoustier (FRA) 49
Alvaro Parente (POR) 49
Kevin Korjus (EST) 48
Kevin Estre (FRA) 48
Andy Soucek (SPA) 48
James Nash (UK) 47
Frank Stippler (GER) 47
Markus Winkelhock (GER) 43
René Rast (GER) 43
Christopher Mies (GER) 33
Marc Basseng (GER) 33
Lucas Luhr (GER) 32
Dirk Werner (GER) 32
Markus Palttala (FIN) 32
Alexandre Premat (FRA) 31
Bernd Schneider (GER) 30
Lucas Wolf (GER) 29
Abdulaziz Al Faisal (SA) 29
Hubert Haupt (GER) 29
Andreas Simonsen (SWE) 29
Nicolas Lapierre (FRA) 18
Maximilian Götz (GER) 18
Jazeman Jaafar (MAL) 18
Jerome D'Ambrosio (BEL) 15
Antoine Leclerc (FRA) 15
Duncan Tappy (UK) 15
Marcel Fässler (SUI) 12
Benoit Treluyer (FRA) 12
André Lotterer (GER) 12
Adam Christodoulou (UK) 9
Yelmer Buurman (NED) 9
Mike Parisy (FRA) 9
Warren Hughes (UK) 9
Alexander Sims (UK) 9
Stephen Jelley (UK) 3
Ahmad Al Harthy (OMA) 3
Michael Caine (UK) 3
Sun Zheng (CHN) 2
Congfu Cheng (CHN) 2
André Couto (MAC) 2
Gabriele Gardel (SUI) 2
Jonathan Hirschi (SUI) 2
Fredy Barth (SUI) 2
Fabian Hamprecht (GER) 1
Filip Salaquarda (CZE) 1
Albert von Thurn und Taxis (GER) 1
Tomas Enge (CZE) 1
Peter Kox (NED) 1

L'Audi R8 LMS Ultra guidata da Laurens Vanthoor

La classifica dei team (solo quelli che hanno preso parte a tutte le gare):
Belgian Audi Club Team WRT (Audi R8 LMS Ultra - BEL) 122
M-Sport Bentley (Bentley Continental GT3 - UK) 90
HTP Motorsport (Mercedes SLS AMG GT3 - GER) 90
ART Grand Prix (Mclaren MP4-12C GT3 - FRA) 84
Sainteloc Racing (Audi R8 LMS Ultra - FRA) 80
Black Falcon (Mercedes SLS AMG GT3 - GER) 63
Oman Racing Team (Aston Martin V12 Vantage - OMA) 24

Sono scese in pista anche le Jaguar XK della Emil Frey Racing, le BMW Z4 GT3 del team Marc VDS e del Triple 888, le Lamborghini Gallardo FL2 del Reiter Engineering. In sostanza, 8 differenti costruttori tutti di alto livello. Nelle altre classi si sono aggiunte anche le Ferrari 458 Italia GT3, le Porsche 997 GT3 R e la Nissan GT-R Nismo del team RJN.

Per la classe Pro-AM, Stefano Castellacci non è riuscito a vincere il titolo a causa di un cambio di casacca alla vigilia della 1000 km del Nurburgring. Passando dal Villorba all'AF Corse, Castellacci non ha potuto raggiungere lo stesso punteggio di Gai e Rizzoli. Villorba ha vinto per tre punti di margine la classifica dei team davanti al francese TDS Racing.

Nella classe Gentlemen, Mann e Guedes hanno vinto di un soffio la classifica piloti davanti a Mattschull. Il tedesco si deve mangiare le mani: a causa del prematuro ritiro alla 24 Ore di Spa, non ha potuto collezionare quei punti che gli avrebbero permesso di rimanere con ampio margine in testa alla categoria. Questo zero a Spa si è riflettuto pesantemente anche sulla classifica dei team, con l'AF Corse vincitore per un punto soltanto davanti, appunto, al GT Corse by Rinaldi.

Ecco gli highlights (ufficiali) della Blancpain Endurance Series 2014:




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