venerdì 30 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: FIA Euro F3

Un pazzo, pazzo, pazzo campionato. In questa frase è riassunta tutta la stagione del FIA European F3 Championship, serie altresì riconosciuta come Euro F3.

Si tratta di un campionato tra i più completi d'Europa, capace di ospitare oltre 30 vetture in griglia ad ogni occasione e in grado di mettere a disposizione oltre 33 trofei per il vincitore, essendoci 11 appuntamenti da 3 gare ciascuno. Inoltre c'è la presenza di un parco partenti di buon livello, in rappresentanza di team di spessore. Tutto sembra perfetto. Eppure, in questo 2015, il campionato è stato in alcuni momenti una roulette russa.



Il punto di non ritorno è stato raggiunto a Monza, quando i commissari - spaventati per quanto accadeva in pista e fuori pista - decisero di interrompere la seconda gara per le troppe scorrettezze. Non solo: anche la gara 3, fatta partire sotto osservazione e con una tolleranza al massimo di due episodi, venne interrotta per l'incapacità dei piloti di partecipare in modo sano alla competizione.

Del resto, chi non avrebbe alzato almeno un sopracciglio osservando quelle gare? I commissari cosa avrebbero potuto fare di diverso, vista l'enorme quantità di bussate in pieno rettilineo, di capottamenti, di tagli di chicane, di incontrollato utilizzo della pista oltre ogni ragionevole limite, di sorpassi azzardati e di detriti sparsi ovunque?


Una penalità giusta. E l'interruzione immediata della gara è servita per mandare un messaggio: non si tratta di un videogioco o di un libro: l'incidente grave è in agguato e il motorsport è una cosa seria. Lance Stroll, uno dei peggiori di quel giorno, ha infatti rischiato la pelle con un crash alquanto evitabile e stupido.



Monza e Spa, in questo senso, sono stati i peggiori weekend in assoluto. Fortunatamente, però, l'azione in pista - quella corretta e degna di applausi - non è mancata nel resto della stagione. Felix Rosenqvist, svedese classe '91, ha vinto il campionato alla sua quarta stagione grazie a un formidabile finale con 6 vittorie nelle ultime 9 gare. Un vero specialista della serie che probabilmente cambierà aria nel 2016, sperando che Mercedes continui a fornirgli il supporto che merita. Il pilota ha tutte le carte in regola per avere successo in qualsiasi serie nella quale approderà.

Felix Rosenqvist

Come del resto ha le carte in regola anche il nostro Antonio Giovinazzi. Il pugliese è un talento davvero importante per il nostro panorama giovanile e quest'anno lo ha dimostrato ampiamente, con il secondo posto finale in campionato grazie a 6 vittorie. Oltre a questi risultati Giovinazzi ha vinto anche il Masters F3 a Zandvoort (gara non valevole per il campionato) e ha debuttato nel DTM (con Audi). Se nel mondo del motorsport ci fosse un po' più di giustizia - economicamente parlando - Antonio diventerebbe immediatamente uno dei prospetti più interessanti a livello europeo, sia a livello tecnico (è veloce e concreto) sia a livello mentale.

Antonio Giovinazzi

Il titolo di miglior rookie è andato a un altro super talento del panorama giovanile. Parliamo del monegasco Charles Leclerc, proveniente dalla F.Renault 2.0 e capace di conquistare 4 vittorie e 13 podi alla sua prima stagione in F3. Grazie a questi piazzamenti, Leclerc era riuscito addirittura a salire al primo posto in classifica a metà annata. Tuttavia, complice una seconda parte di stagione comunque buona, ma non eccezionale, il monegasco è scivolato indietro, perdendo per un soffio anche la terza posizione in campionato andata invece all'inglese Jake Dennis (5 vittorie).

Charles Leclerc

Lance Stroll, il canadese della Ferrari Driver Academy, ha fatto parlare di sè, come già detto in precedenza, più per i suoi errori che per i risultati. Il figlio di Lawrence Stroll, stabilmente in classifica tra gli uomini più ricchi del Canada, ha rialzato un po' la testa verso il finale di stagione, con la prima vittoria nella serie conquistata in Gara-1 a Hockenheim, ultimo appuntamento stagionale. La sua crescita, oltre che sul piano tecnico, dovrà attuarsi anche sul piano della sportività, al netto delle due squalifiche ottenute in questo 2015.

Piccole citazioni anche per l'inglese del 1998 George Russell, premiato con un test in Mclaren; per il tedesco classe '97 Maximilian Gunther, vittorioso al Norisring; e per l'indiano Arjun Maini, abbastanza anonimo nel corso della stagione ma capace di infilare un 4° e un 5° posto sul difficile circuito di Pau. Per Pietro Fittipaldi, invece, è stata una stagione decisamente deludente rispetto alle aspettative che si erano create sul suo nome. Nel 2016 il nipote di Emerson dovrà rimboccarsi le maniche e correre a un livello differente se vorrà bruciare le tappe come solitamente fanno i piloti dal cognome pesante...

Arjun Maini

Gli altri due italiani della serie, Alessio Lorandi e Michele Beretta, hanno avuto alterne fortune. Lorandi, classe '98, ha comunque esordito in maniera positiva, arrivando a punti in diverse occasioni nonostante fosse questa la sua prima vera esperienza in monoposto. Beretta ha invece ottenuto un solo piazzamento - all'ultima gara a Hockenheim - navigando più o meno stabilmente nella seconda metà della classifica.

Alessio Lorandi

Il titolo per il miglior team è andato al sempre più dominante Prema Powerteam (motore Merecedes), grazie al trio Rosenqvist - Dennis - Stroll. Il team di Giovinazzi, lo Jagonya Ayam with Carlin (spinto da un propulsore Volkswagen), è giunto secondo ma quasi con la metà dei punti. E in un monomarca questo è un dato che fa sempre molta impressione.




La classifica finale del campionato (tra parentesi il numero di vittorie):

Felix Rosenqvist (SWE - Prema) 508 (13)
Antonio Giovinazzi (ITA - Jagonya Ayam) 412.5 (6)
Jake Dennis (GBR - Prema) 377 (6)
Charles Leclerc (MCO - Van Amersfoort) 363.5 (4)
Lance Stroll (CAN - Prema) 231 (1)
George Russell (GBR - Carlin) 203 (1)
Alexander Albon (THA - Signature) 187
Maximilian Gunther (DEU - Mucke/Prema) 152 (1)
Mikkel Jensen (DEN - Mucke) 117.5
Markus Pommer (DEU - Motopark) 116.5 (1)
Santino Ferrucci (USA - Mucke) 91
Callum Ilott (GBR - Carlin) 65.5
Gustavo Menezes (USA - Jagonya Ayam) 65
Sergio Sette Camara (BRA - Motopark) 57.5
Brandon Maisano (FRA - Prema) 53
Nick Cassidy (NZL - Prema) 43
Pietro Fittipaldi (BRA - Fortec) 32
Arjun Maini (IND - Van Amersfoort) 27
Dorian Boccolacci (FRA - Signature) 27
Alessio Lorandi (ITA - Van Amersfoort) 26
Raoul Hyman (SAF - West-Tec) 14.5
Michele Beretta (ITA - Mucke) 4
Ryan Tveter (USA - Jagonya Ayam) 2
Sam MacLeod (GBR - Motopark) 2
Fabian Schiller (DEU - West-Tec) 2
Nabil Jeffri (MAL - Motopark) 2

lunedì 26 ottobre 2015

Formula Satira - 2015 Episodio 16 - Gp Stati Uniti

Tre giorni di pioggia incessante hanno reso interessante la gara di Austin, in un campionato già deciso e talvolta avaro di errori. Sono state tante le uscite, i testacoda e le toccate registrate in questo Gran Premio degli Stati Uniti; uno spettacolo ideale per il gran numero di appassionati presenti. Che sono stati fortunati, per altro. Se avesse piovuto anche durante la gara sarebbe stato un bel problema, mentre invece il cielo grigio, il freddo e il vento hanno mantenuto delle condizioni adatte agli imprevisti.


In ogni caso, tutte le congratulazioni vanno a Lewis Hamilton. Tre volte campione del mondo come Senna, il suo idolo. Ha vinto il campionato per il secondo anno consecutivo stracciando Rosberg, soprattutto con le pole position e i sorpassi alla prima curva. L'anno prossimo Nico dovrà tirare fuori gli artigli se non vorrà essere ricordato come un Barrichello qualunque. Ed è per questo che ripropongo questa vignetta, ideata mesi fa...


Lewis Hamilton ha epresso la sua gioia con salti, urla, lacrime e sorrisi, per un successo nel mondiale davvero meritato. Sembra che sia proprio il suo momento, sia in pista sia fuori. Il suo atteggiamento è comprensibile, anche se i fan di Rosberg lo hanno accusato di essere stato sbruffone. Nel dopo gara Hamilton ha lanciato il cappellino al compagno, che lo ha tirato indietro senza troppa convinzione, impegnato com'era nell'elaborazione della delusione patita.


E oltre al danno, c'è stata la beffa: Nico avrebbe voluto colpirlo negli occhi, ma non ci è riuscito.


La Ferrari ha recuperato le posizioni perse per le penalità assegnate. Vettel è riuscito a concludere terzo, mentre Raikkonen si è ritirato. La sua escursione fuori pista è stata un momento epico, con Kimi che è riuscito a disincagliarsi giocando con il volante. L'errore, però, resta. E forse è questione nostalgica...


La gara è stata incredibile, con un continuo susseguirsi di sorpassi e cambi di posizione. Pure la Mclaren è riuscita ad andare a punti, con un ottimo sesto posto di Jenson Button...


Pessima gara invece per la Sauber, che ha festeggiato il 400° Gran Premio con un bell'incidente in famiglia!


Nel paddock continua invece la saga relativa ai motori 2016 della Red Bull. Ancora non si sa chi fornirà i motori, ma sembra che Chris Horner si stia interessando all'unico motorista che non ha posto particolari veti: Honda. E tutti sappiamo come i motori Honda stanno andando quest'anno...


venerdì 23 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Formula Renault 3.5

Per anni la Formula Renault 3.5 è stata un valido trampolino di lancio per la F1. Con prestazioni simili a quelle della GP2, la serie ha dato modo a molti piloti di farsi le ossa con potenze interessanti, servendosi dei mezzi del motorista di riferimento, cioè Renault. Proprio quest'anno, tuttavia, la casa francese ha annunciato il suo disimpegno verso la serie, chiudendo un'era.

Quando (nel 2016) l'organizzazione catalana RPM Racing - capitanata da Jaime Alguersuari Sr. - prenderà totale possesso della serie, rinominandola Formula 3.5 V8, forse cambierà qualcosa a livello di marketing e certamente andrà potenziata l'esposizione mediatica; ma le potenze rimarranno le stesse e anche l'appeal generale.



Il 2015 è stato largamente dominato dal talento inglese Oliver Rowland. Il pilota di Sheffield, classe '92, ha nettamente migliorato il 4° posto del 2014... Vincendo il campionato con 73 punti di vantaggio sul francese Matthieu Vaxiviere. Rowland ha vinto 8 delle 17 gare disputate, conquistando inoltre altri 5 podi e concludendo sempre a punti; nel suo ruolino di marcia anche sette pole position e quattro giri veloci. L'incoronamento è giunto già al penultimo weekend, a Le Mans (circuito Bugatti), a dimostrazione della velocità del ragazzo, ma sul futuro di Rowland c'è la pesante mancanza di un Academy alle sue spalle. Racing Steps Foundation non ha risorse sufficienti a garantirgli un posto in F1, bruciando le tappe come fecero in passato altri vincitori della serie come Kubica, Magnussen e Sainz. A meno che qualcuno non decida a investire su di lui durante l'inverno.

Oliver Rowland

Matthieu Vaxiviere è stato lo sfidante più pericoloso di Rowland. Il francese ha vinto tre gare e ha spesso battagliato guadagnandosi il rispetto del collega vincitore:


Dietro di loro altri 4 piloti sono riusciti a conquistare almeno una vittoria di tappa. Nyck De Vries, l'olandese sotto contratto Mclaren, ha conquistato gara-2 a Jerez, l'ultima della stagione. Il suo processo di avvicinamento alla F1 sta avanzando con ottima qualità, anche se talvolta l'inesperienza lo ha trascinato a centro gruppo. Il cipriota Tio Ellinas ha vinto due gare, lasciando definitivamente alle spalle la pessima esperienza vissuta in GP2 nel 2014. Anche il russo Egor Orudzhev ha messo a segno due vittorie; la sua buona stagione è in linea con quelle di Sirotkin e Markelov in GP2, a dimostrazione che Daniil Kvyat potrebbe non essere un caso isolato.

Nyck De Vries

Una vittoria anche per il malese Jazeman Jaafar, in quel di Montecarlo. La gara monegasca è stata pazza, è vero; ma Jaafar ha meritato. Al suo terzo anno nella serie ha sempre migliorato e il feeling con la gara cittadina è un'abitudine. Infatti la vittoria del 2015 è accompagnata dai due terzi posti del biennio precedente. I risultati di Jaafar - 8° in classifica alla fine, ma poteva andare meglio senza il pessimo weekend a Le Mans - hanno permesso al team Fortec di conquistare con largo vantaggio il titolo a squadre, gli unici ad aver avuto entrambi i piloti vittoriosi nel 2015.


Buona stagione anche per i due rookies Gustav Malja (svedese) e Roy Nissany (israeliano). Entrambi sono saliti sul podio - Malja per due volte, con un secondo e un terzo posto - facendo vedere ottime cose. Diverso il discorso invece per Roberto Merhi. Il pilota spagnolo della Manor Marussia F1 aveva cominciato la stagione con l'ambizioso obbiettivo di correre in F1 e lottare per questo campionato, ma a parte un secondo posto in Ungheria non si è praticamente mai visto ai vertici. Si è fatto più che altro notare per i guai combinati in Gara-1 al Red Bull Ring, con conseguente esclusione da Gara-2. Alla fine del weekend austriaco Merhi ha lasciato il sedile del Pons Racing ad altri piloti.



Il Draco Racing, unico team con licenza italiana della serie, ha concluso la stagione al 7° posto nella classifica a squadre, grazie soprattutto alle prestazioni del brasiliano Pietro Fantin (un podio). L'ex team della famiglia Morini, poi acquisito dalla famiglia Negrao, ha annunciato la sua chiusura per problemi economici. Questa è stata dunque l'ultima stagione per una squadra che ha fatto la storia della Formula Renault 3.5, della F3000 italiana e di altre serie minori, avendo lanciato nel firmamento dell'automobilismo i brasiliani Rubens Barrichello, Felipe Massa e Augusto Farfus, oltre a Pedro Lamy e Nicky Pastorelli. Hanno corso con loro anche Pastor Maldonado, Milos Pavlovic, Bertrand Baguette, Markus Winkelhock e Nathanael Berthon.

Rubens Barrichello ai tempi della Draco, nel 1990

Una bella favola si chiude, quindi. Speriamo che quella della Formula Renault 3.5 V8 continui, invece, ancora a lungo.


La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):

Oliver Rowland (GBR - Fortec) 307 (8)
Mathieu Vaxiviere (FRA - Lotus) 234 (3)
Nyck de Vries (NED - DAMS) 160 (1)
Tio Ellinas (CYP - Strakka) 135 (2)
Egor Orudzhev (RUS - Arden) 133 (2)
Dean Stoneman (GBR - DAMS) 130
Tom Dillmann (FRA - Carlin) 122
Jazeman Jaafar (MAL - Fortec) 118 (1)
Gustav Malja (SWE - Strakka) 79
Pietro Fantin (BRA - Draco) 61
Nicholas Latifi (CAN - Arden) 55
Aurélien Panis (FRA - Tech 1) 42
Roy Nissany (ISR - Tech 1) 27
Roberto Merhi (SPA - Pons) 26
Meindert van Buuren, Jr. (NED - Lotus) 20
Alfonso Celis Jr. (MEX - AVF) 17
Marlon Stockinger (PHI - Pons) 14
Yu Kanamaru (JAP - Pons) 9
Sean Gelael (INA - Carlin) 7
Nick Yelloly (GBR - Lotus) 6
André Negrão (BRA - Draco) 4
Renè Binder (AUT - Pons) 4
Beitske Visser (NED - AVF) 3
Alex Fontana (SWI - Pons) 2
Bruno Bonifacio (BRA - Draco) 1
Philo Paz Patrick Armand (INA - Pons) 1

mercoledì 21 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: DTM

Si è chiusa con la solita grande festa di Hockenheim una delle stagioni in realtà più particolari e controverse della storia del DTM. L'ormai celebre team radio di Wolfgang Ullrich - "Push him out!" - gridato a Scheider per fare in modo che le Mercedes di Wickens e Wehrlein andassero fuori pista (in quel del Red Bull Ring) è stato uno dei momenti più strani e imbarazzanti della stagione 2015.


Una stagione che, per altro, non ha avuto alcun mattatore. Con tredici piloti vittoriosi e diciotto a podio in 18 gare non si può certo sostenere che ci siano sostanziali divari. Il vincitore del campionato Pascal Wehrlein, per altro il più giovane della storia del DTM (è un classe '94), ha vinto la metà delle gare del più diretto inseguitore Jamie Green, e ha conquistato un numero di podi praticamente identico a quello dei principali avversari.

Pascal Wehrlein

La Mercedes ha trionfato nel campionato piloti ma ha invece dovuto soccombere a BMW e Audi nel costruttori, con il marchio bavarese primo in classifica. Per entrambi i titoli è stata la regolarità a premiare i vincitori. Soprattutto Wehrlein ha costruito un bel bottino di punti concludendo nella top ten ben quindici gare. In una serie nella quale tutti hanno avuto la loro opportunità di vittoria, lui ha gestito piuttosto bene i suoi sforzi nonostante guidasse una vettura quasi sempre tra le più pesanti in pista.



Già, perché in questo 2015 anche la zavorra ha giocato un ruolo nella definizione dei valori in campo. Mentre invece l'altra rivoluzione della serie rispetto alla tradizione, cioè l'opportunità di correre due gare a ogni weekend, ha dato modo a tanti piloti di giocarsi qualche chances in più.

Ottima la stagione di Edoardo Mortara, impreziosita da una vittoria al Red Bull Ring. Il pilota italiano nato a Ginevra è diventato ormai un veterano della serie e quest'anno ha colto il miglior piazzamento finale in classifica da quando corre nella categoria. C'è stato spazio anche per un altro "emigrato in Germania", cioé Antonio Giovinazzi. Il pilota di Martina Franca è stato chiamato da Audi per sostituire lo squalificato Scheider per le gare di Mosca, dopo il famigerato scandalo accennato nel primo paragrafo di questo post. Non è andato a punti ma è stata, per Antonio, un'esperienza certamente gradita, la ciliegina su una torta stagionale davvero gustosa visti i successi nella F3 Europea.

Edoardo Mortara

Tra gli ex F1 Di Resta è stato il migliore, pur senza cogliere la vittoria. I fasti del 2010 sono ancora lontani. Timo Glock è risultato essere ancora più indietro in classifica, ma nel suo ruolino di marcia compare almeno una vittoria, colta a Oschersleben. Proprio Glock, in un'intervista per Autosport, aveva ammesso di aver avuto difficoltà ad abbandonare lo stile di guida tipico della F1, soprattutto riguardo gli spazi di frenata e il peso (le vetture DTM pesano almeno il doppio).

Stagione difficile anche per il vincitore della Blancpain Sprint Series 2014 Maximilian Götz. Il pilota tedesco, che l'anno scorso guidava una GT3, ha patito non solo problemi di ambientamento ma anche qualche difficoltà di messa a punto per le vetture del team Mücke; infatti anche Daniel Juncadella è rimasto indietro in classifica, con solo un punto di vantaggio sul collega.

Wehrlein precede in questa foto la n°22 (Lucas Auer) e la n°1 di Wittmann, il campione '14 quest'anno non altrettanto in palla. Si riconoscono anche Tomczyk (n°77), Juncadella (n°12) e Glock (n°16) con la sempre bellissima livrea della Deutsche Post

La stagione 2015 è stata quindi una delle più combattute degli ultimi anni, e grazie anche alle polemiche a seguito dello scandalo Audi è stata anche una delle più mediaticamente in vista. Lo spettacolo in pista non è comunque mancato, e questo è il miglior modo per assicurare alla serie il futuro che merita.


La classifica finale piloti (tra parentesi il numero di vittorie):

Pascal Wehrlein (GER - HWA/Mercedes) 169 (2)
Jamie Green (GBR - Rosberg/Audi) 150 (4)
Mattias Ekström (SWE - Abt/Audi) 147 (2)
Edoardo Mortara (ITA - Abt/Audi) 143 (1)
Bruno Spengler (CAN - MTEK/BMW) 123
Marco Wittmann (GER - RMG/BMW) 112 (1)
Maxime Martin (BEL - RMG/BMW) 94 (1)
Paul Di Resta (GBR - HWA/Mercedes) 90
Gary Paffett (GBR - Art/Mercedes) 89
Mike Rockenfeller (GER - Phoenix/Audi) 83 (1)
Antonio Felix da Costa (POR - Schnitzer/BMW) 79 (1)
Augusto Farfus (BRA - RBM/BMW) 77
Robert Wickens (CAN - HWA/Mercedes) 61 (1)
Tom Blomqvist (GBR - RBM/BMW) 59 (1)
Timo Glock (GER - MTEK/BMW) 56 (1)
Christian Vietoris (GER - HWA/Mercedes) 56
Miguel Molina (SPA - Abt/Audi) 54 (1)
Timo Scheider (GER - Phoenix/Audi) 51 (1)
Martin Tomczyk (GER - Schnitzer/BMW) 27
Daniel Juncadella (SPA - Mücke/Mercedes) 26
Nico Müller (SWI - Rosberg/Audi) 26
Maximilian Götz (GER - Mücke/Mercedes) 25
Lucas Auer (AUT - Art/Mercedes) 18
Adrien Tambay (FRA - Abt/Audi) 3

La classifica finale costruttori (tra parentesi il numero di vittorie):

BMW 602 (4)
Audi 595 (7)
Mercedes 534 (7)

domenica 18 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: NASCAR Whelen Euro Series

Ormai non è più solo una questione americana. La NASCAR è anche, finalmente, un prodotto ben visto dagli europei. Lo dimostra la quarta stagione della NASCAR Whelen Euro Series, campionato continentale che continua a offrire grande spettacolo e a generare un ottimo seguito di pubblico. L'urlo roco delle Chevrolet SS e Camaro, delle Toyota Camry e delle Ford Mustang è entrato di diritto nella cultura motoristica nostrana, e pure italiana grazie alla presenza in calendario della tappa di Magione.



La straordinaria cornice di pubblico, in weekend nei quali la parola d'ordine è "sogno americano", è il fiore all'occhiello di una serie che riesce a calamitare molto interesse sui media online e soprattutto sulla propria dimensione live. C'è invece ancora molto da lavorare per rendere migliore la serie a livello dei media tradizionali. Riguardo allo spettacolo in pista non c'è invece bisogno di molti cambiamenti: i piloti sono contenti di correre nella categoria e alcuni, come i nostri Gianmarco Ercoli, Eddie Cheever Jr e Francesca Linossi, sono pronti a vivere questa esperienza anche oltreoceano, dove è nato tutto.

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Non ci sono i numeri delle serie maggiori, dove è stato imposto un tetto massimo di 43 vetture; ma con un'oscillazione tra i 20 e i 25 iscritti per classe (di media) a ogni appuntamento si tratta di cifre di assoluto rispetto per un campionato che cinque anni fa avremmo definito come minimo "alieno".

Come da tradizione, la Whelen Euro Series propone due classifiche distinte per i piloti della classe Elite 1 e per quelli della Elite 2. Nella Elite 1 lo spagnolo Ander Vilarino, specialista della serie, ha vinto per la terza volta il campionato; discorso diverso per la Elite 2 dove il romano Gianmarco Ercoli ha battuto tutti in modo convincente, conquistando due pole e due vittorie nel weekend conclusivo a Zolder. Il bottino conclusivo della Camaro numero nove è di quattro vittorie, tre pole e due giri veloci. Nel 2016 Ercoli potrà anche lui sfidare gli States, grazie a una wild card data in premio per la vittoria nel campionato.

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Ander Vilarino

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Gianmarco Ercoli

La Whelen Euro Series, oltre a un'anima francese - lingua degli organizzatori - parla anche un ottimo italiano. Già, perché Ercoli ha vinto con una vettura schierata dal team MRT - by Nocentini, e entrambi i titoli riservati ai team sono stati conquistati dal GDL Racing. Ottimo il campionato per Eddie Cheever Jr (5° nella Elite 1, 1 vittoria) e Nicolò Rocca (9° in Elite 1 ma a lungo tra i pretendenti al titolo grazie anche a 3 vittorie). Gettoni di presenza anche per Giovanni Altoè, Fabrizio Armetta, Leonardo Baccarelli, Vittorio Bagnasco, Cesare Balistreri, Roberto Benedetti, Renzo Calcinati, Michela Cerruti, Gianluca De Lorenzi, Simone Laureti, Ruggero Melgrati, Erika Monforte, Simone Monforte, Domenico Schiattarella,



Francesca Linossi ha conquistato il titolo riservato alle donne con soli cinque punti di vantaggio sulla francese Carole Perrin. In questa lotta al femminile (tutta in Elite 2) si sono inserite anche la brasiliana Gabriela Arantes Prado e Erika Monforte, che però a differenza delle colleghe non ha partecipato a tutti e sei gli appuntamenti in calendario.



Ecco la classifica finale per la Elite 1 (primi 20 - tra parentesi il numero di vittorie)

Ander Vilarino (SPA) 662 (3)
Alon Day (ISR) 627 (3)
Romain Iannetta (FRA) 614 (1)
Anthony Kumpen (BEL) 610 (1)
Eddie Cheever III (ITA) 599 (1)
Frederic Gabillon (FRA) 587
Philipp Lietz (AUT) 575
Florian Renauer (AUT) 571
Nicolò Rocca (ITA) 561 (3)
Wilfried Boucenna (FRA) 545
Hugo Bec (FRA) 519
Bert Longin (BEL) 509
Dominic Tiroch (AUT) 491
William Ayer (BRA) 457
Eric De Doncker (BEL) 452
Freddy Nordström (SWE) 394
Jerry De Weerdt (BEL) 365
Fabrizio Armetta (ITA) 344
Martin Doubek (CZE) 227
Gianmarco Ercoli (ITA) 207

Qui il ranking completo 2015 per la Elite 1

La classifica finale per la Elite 2 (primi 20 - tra parentesi il numero di vittorie):

Gianmarco Ercoli (ITA) 663 (4)
Philipp Lietz Philipp (AUT) 643 (2)
Thomas Ferrando (FRA) 639 (3)
Stienes Longin (BEL) 621 (1)
Salvador Tineo Arroyo (SPA) 620 (1)
Florian Renauer (AUT) 589 (1)
Ulysse Delsaux (FRA) 572
Eric De Doncker (BEL) 537
Francesca Linossi (ITA) 524
Carole Perrin (FRA) 519
Didier Bec (FRA) 490
Leonard Vernet (SWI) 486
Guillaume Deflandre (BEL) 440
Jerry De Weerdt (BEL) 438
Gabriela Arantes Prado (BRA) 429
Martin Doubek (CZE) 415
Christian Malcharek (SVK) 402
Maxime Dumarey (BEL) 319
Nicki Petersen (DEN) 273
Roberto Benedetti (ITA) 266

Qui il ranking completo 2015 per la Elite 2

giovedì 15 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Formula 4 Italia

Tatuus e Abarth hanno vinto la scommessa. Già, perché i campionati di Formula 4 spopolano in tutta Europa e attirano tantissimi giovani piloti, offrendo griglie di partenza numerose e di gran livello. La soddisfazione è ancora maggiore se si parla della serie italiana che, rispetto ad altri campionati, ha presentato nel 2015 un parco partenti ancora più elevato della stagione di lancio (nel 2014).



Balza subito all'occhio un dato inconfutabile: 18 dei 28 piloti andati a punti sono saliti almeno una volta sul gradino del podio durante questa stagione. Sei di loro hanno conquistato almeno una vittoria. L'equilibrio nella serie è fenomenale, anche se tuttavia non può non essere citato il vero mattatore della serie, cioè l'estone Ralf Aron.




Aron, che è sceso in pista con i colori del Prema Powerteam, ha conquistato ben 9 vittorie su 21 gare disputate dimostrandosi decisamente una spanna sopra al resto del gruppo. L'estone classe '98 ha curiosamente totalizzato lo stesso numero di punti del vincitore dell'anno scorso, il canadese Lance Stroll. Rispetto a Stroll, Aron ha comunque conquistato più vittorie e nonostante qualche battuta a vuoto ha conquistato il titolo con largo anticipo, precedendo per altro il compagno di squadra Guan Yu Zhou, pilota della Ferrari Driver Academy. L'obbiettivo di Aron è di diventare il primo pilota estone a correre in F1, un traguardo che darebbe alla piccola nazione una nuova prospettiva del motorsport visto che da anni i suoi migliori talenti sono maggiormente legati ai rally.

Ralf Aron e Guan Yu Zhou

Oltre a Shwartzman e Beckmann, alfieri del team Mucke e protagonisti anche nella F4 tedesca, si sono fatti notare anche molti altri piloti. Ad esempio l'argentino classe '96 Marcos Siebert ha conquistato due vittorie (al Mugello e a Misano - l'ultima in calendario), collezionando una striscia positiva di nove risultati in top 10 consecutivi, un piccolo record condiviso solo con Shwartzman.

Marcos Siebert

L'israeliano Bar Baruch ha invece concluso la sua seconda stagione nella serie mostrando netti miglioramenti, culminati in due podi e altri quattro piazzamenti nella top 5. Con Yarin Stern e Alon Day forma un trio che può davvero portare in alto il movimento motoristico israeliano.

Bar Baruch 

Anche il colombiano Kevin Kanayet ha avuto un momento di gloria, a Imola, quando ha vinto la gara partendo dalla pole position. Nonostante una partenza non felice, il pilota della Campos Driver Academy ha ripreso la testa della gara sfruttando poi a proprio vantaggio una lunga permanenza in pista della safety car.

Per quanto riguarda gli italiani, Diego Bertonelli è stato di gran lunga il più competitivo. La sua stagione ha subito una bella accelerazione all'ultimo appuntamento stagionale, nel quale è andato vicino alla vittoria in tutte e tre le manches. Matteo Desideri e Simone Cunati hanno conquistato entrambi un arrivo a podio, e il non essere stati presenti a tutti gli appuntamenti ha privato loro di una migliore posizione in classifica. Riccardo Ponzio ha invece gareggiato per quasi tutta la stagione nella parte bassa della classifica, salvo poi centrare l'obiettivo punti andando a conquistare un bel sesto posto nell'ultimo appuntamento di Misano Adriatico. 

Diego Bertonelli

Tra gli altri, Kikko Galbiati ha conquistato un solo punto, mentre Mattia Ferrari, Federico Malvestiti e Riccardo Pollastri non sono mai riusciti ad entrare nella top 10. Diverso il discorso per l'australiano di origine italiana Alex Peroni, in grado di conquistare due secondi posti in una stagione comunque contrassegnata da diversi alti e bassi.

La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):

Ralf Aron (EST - Prema) 331 (9)
Guan Yu Zhou (CHN - Prema) 223 (3)
Robert Shwartzman (RUS - Mucke) 212 (3)
David Beckmann (GER - Mucke) 176 (3)
Marcos Siebert (ARG - Jenzer) 112 (2)
Diego Bertonelli (ITA - RB Racing) 83
Bar Baruch (ISR - Israel F4) 83
Joao Vieira (BRA - Antonelli) 81
Nico Rindlisbacher (SWI - Jenzer) 69
Marino Sato (JAP - Sospiri) 62
Lando Norris (GBR - Mucke) 51
Mauricio Baiz (VEN - Sospiri) 48
Giuliano Raucci (BRA - Prema) 45
Alex Peroni (AUS - Torino Squadra Corse) 43
Kevin Kanayet (COL - Malta Formula Racing) 41 (1)
Lucas Mauron (SWI - Jenzer) 37
Raul Guzman (MEX - Malta Formula Racing) 30
Matteo Desideri (ITA - Antonelli) 29
Simone Cunati (ITA - Sospiri) 18
Mike Ortmann (GER - Mucke) 16
Ye Yifei (CHN - RB Racing) 10
Riccardo Ponzio (ITA - Teramo Racing Team) 8
Yan Leon Shlom (RUS - Mucke) 7
Arlind Hoti (GER - Jenzer) 4
Moritz Muller-Crepon (SWI - Jenzer) 4
Tim Zimmermann (GER - Prema) 2
Kikko Galbiati (ITA - Antonelli) 1

martedì 13 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Pro Mazda & US F2000

Mentre la Indy Lights fatica a trovare una propria dimensione, le altre serie del percorso "Mazda Road to Indy" sembrano godere di una migliore salute complessiva. Il Pro Mazda Championship e la US F2000 non hanno dei numeri da capogiro, ma le loro griglie sono certamente più affollate e piene di prospetti interessanti.

La Pro Mazda a Indy per la gara nel road course

L'uruguaiano Santiago Urrutia (Team Pelfrey) è stato il vincitore del Pro Mazda Championship di quest'anno, successo arrivato con merito e soprattutto con la costanza di rendimento. Il sudamericano ex GP3 ha colto tre vittorie, una in meno dello statunitense Alberico e del malese Tan; ma i suoi piazzamenti non sono stati replicati da nessuno, con ben quindici top 10 in sedici gare e in totale dieci arrivi a podio. Per Urrutia è stato un salto di qualità niente male, considerando che in GP3 aveva corso praticamente sempre nelle retrovie.

Santiago Urrutia

Il californiano Neil Alberico (Cape Motorsports/Wayne Taylor Racing) ha colto i frutti della già positiva stagione 2014, migliorando il piazzamento finale (l'anno scorso 3°, nel 2015 2°) e soprattutto cogliendo 4 vittorie tra le quali le prime due del campionato a St.Petersburg. Dietro di lui il canadese Garett Grist (Juncos) e il malese Weiron Tan (Andretti) hanno mostrato grandi doti, e non sono stati gli unici visto l'equilibrio delle forze in campo; un fattore che ha permesso a 6 piloti diversi di vincere e a 11 di salire almeno una volta sul podio.

Weiron Tan

Per i piloti americani c'è stato poco spazio. Oltre ad Alberico, solo Will Owen (Juncos) ha colto risultati di rilievo con due secondi posti nella parte centrale della stagione. Per il Canada è andata meglio, con il già citato Grist e con Kellett e Burkett, entrambi a podio nel corso dell'anno.

Stagione tra alti e bassi, invece, per il vincitore della US F2000 dell'anno scorso Florian Latorre (Cape Motorsports/Wayne Taylor Racing). Il francese è comunque riuscito a togliersi la soddisfazione della vittoria (in gara-1 a Toronto), ma senza brillare nella maggioranza delle altre occasioni, tant'è che Will Owen è riuscito a sopravanzarlo nella classifica generale (quando invece l'anno prima aveva concluso in 12° posizione nel campionato vinto appunto da Latorre).


La classifica del Pro Mazda Championship (tra parentesi il numero di vittorie):

Santiago Urrutia (URU) - 355 (3)
Neil Alberico (USA) - 302 (4)
Garett Grist (CAN) - 294 (3)
Weiron Tan (MAL) - 282 (4)
Timothé Buret (FRA) - 281 (1)
Patricio O'Ward (MEX) - 250
Will Owen (USA) - 243
Florian Latorre (FRA) - 222 (1)
Josè Gutierrez (MEX) - 216
Dalton Kellett (CAN) - 187
Daniel Burkett (CAN) - 176
Raoul Owens (GBR) - 166
Alessandro Latif (GBR) - 140
Kyle Connery (USA) - 122
Bobby Eberle (USA) - 101
Victor Franzoni (BRA) - 91
Parker Nicklin (USA) - 78
Jay Horak (USA) - 58
Michael Johnson (USA) - 31
Scott Hargrove (CAN) - 21
Bryson Schutte (CAN) - 21
Bob Kaminsky (USA) - 12
Kevin Davis (USA) - 6
Carlos Conde (PRI) - 2

Nella US F2000, al contrario di quanto accaduto per la serie superiore, le posizioni da podio sono state occupate per quasi tutto il campionato da soli tre piloti. Si tratta del francese Nico Jamin, autentico mattatore in quanto a vittorie (10 su 16 appuntamenti), e degli statunitensi Jake Eidson (4 vittorie e secondo in campionato - migliorandosi rispetto al 2014 quando concluse 3°) e Aaron Telitz (1 vittoria).

Nico Jamin

Oltre a loro ci sono stati solamente altri tre piloti in grado di salire sul podio: gli australiani Anthony Martin e Luke Gabin e soprattutto il brasiliano Victor Franzoni. L'alfiere del team Afterburner Autosport ha corso solo le prime sei gare (vincendone una), prima di passare al Pro Mazda Championship.

La US F2000 a Laguna Seca

In generale la serie ha avuto buoni numeri in griglia, anche se non a livello dei campionati di F.Renault 2,0 organizzati in Europa. Questi campionati - nei quali corrono praticamente le stesse cilindrate - non hanno nulla a che vedere gli uni con gli altri, e a livello europeo le griglie sono raddoppiate. L'elemento più interessante della serie americana è la possibilità di imparare a guidare sugli ovali, una skill che può tornare utile nella carriera di un giovane pilota.


La classifica della US F2000 (tra parentesi il numero di vittorie):

Nico Jamin (FRA) - 457 (10)
Jake Eidson (USA) - 385 (4)
Aaron Telitz (USA) - 348 (1)
Anthony Martin (AUS) - 300
Parker Thompson (CAN) - 221
Luke Gabin (AUS) - 194
Yufeng Luo (CHN) - 193
Nikita Lastochkin (RUS) - 193
Garth Richards (USA) - 186
Ayla Agren (NOR) - 186
Keyvan Andres Soori (GER) - 177
Max Hanratty (USA) - 151
James Dayson (CAN) - 116
Victor Franzoni (BRA) - 98 (1)
Augie Lerch (USA) - 69
Jordan Lloyd (AUS) - 62
Sennan Fielding (GBR) - 38
Andrew List (USA) - 32
Jack Mitchell (USA) - 30
Peter Portante (USA) - 26
Sam Chastain (USA) - 25
Bill Abel (USA) - 23
Tyler Hunter (USA) - 20
Alex Mayer (USA) - 19
Robert Alon (USA) - 18
Clint McMahan (USA) - 15

lunedì 12 ottobre 2015

Formula Satira - 2015 Episodio 15 - Gp Russia

A differenza del 2014, il Gran Premio di Russia 2015 è stato al di sopra di ogni aspettativa. Sorpassi, guasti, incidenti, bandiere gialle, errori: tutto quello che fa spettacolo è stato presente sul circuito di Sochi. Il podio, con Hamilton primo, Vettel secondo e Perez terzo, ha sancito una vittoria matematica (quella della Mercedes nel costruttori) e una vittoria praticamente fatta (quella di Lewis nel mondiale piloti, visto che a quattro gare dalla fine ha un vantaggio di quasi settanta punti).

Mentre il primato di Hamilton non è praticamente mai stato messo in discussione dopo il ritiro di Rosberg per guasto, la lotta per il terzo gradino del podio è stata esaltante. Gli ultimi giri sono stati combattuti, con Perez inizialmente davanti e Bottas e Raikkonen a inseguirlo. Una volta superato il messicano, i due finlandesi si sono lanciati nell'ultimo giro, con Kimi deciso a superare il connazionale a tutti i costi. Con un tentativo azzardatissimo, Raikkonen ha speronato Bottas, spedendolo fuori gara. Manovra dell'ultima spiaggia che è sembrata più frutto della frustrazione che della riflessione...


Bottas ha poi esternato la sua sommessa rabbia, mentre come al solito Raikkonen ha fatto spallucce...


Un altro momento importante della gara: l'incidente di Grosjean. Una gran bella botta, che ha causato l'ingresso della safety car, rivoluzionando con il senno di poi tutta la classifica. Un vero peccato per il francese appena assunto dal team Haas...


Sul podio, con un allegro colbacco sul capo, Hamilton ha mostrato tutta la sua gioia nonostante l'altera presenza del sempre enigmatico Vladimir Putin. Quest'ultimo, seguito da un codazzo gigantesco di guardie del corpo, ha abbandonato il palco prima della festa con lo champagne, intenzionato a non farsi bagnare. Purtroppo per Hamilton, però, c'è stato uno spruzzo fatale...


Con la minaccia di un'intera nazione sulle proprie spalle, Hamilton ha poi deciso di vivere gli ultimi attimi di pace della sua vita intrattenendosi con alcune delizie della sempre fertile Madre Russia.


Nel frattempo, Rosberg minimizzava la sua debacle con qualche sorriso di circostanza...


Ma chi ha vissuto la giornata più brutta? Sicuramente i manager del settore marketing e comunicazione di Pirelli, che si dovranno sobbarcare fino al 2019 l'oneroso compito di pubblicizzare l'operato in F1 senza perdere la faccia a suon di polemiche...


Infine, tra le tante cose accadute in questo weekend, si segnala un altro episodio della storia d'amore e d'odio tra Alonso e la Honda, con una frecciatina in gara ("Mi piace il vostro senso dell'umorismo" è stata la frase pronunciata da Fernando quando gli hanno comunicato che avrebbe combattuto alla pari con le auto davanti) e tanto ammmmmmmore nipponico prima della partenza...


sabato 10 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Indy Lights

La Indy Lights stenta a decollare. Nonostante le grandi potenzialità del campionato, in sostanza una sorta di GP2 all'americana, le griglie di partenza continuano ad essere desolatamente mezze vuote. Per trovare un parco partenti appena sufficiente bisogna andare al 2010, quando erano stabilmente presenti almeno 16-17 vetture a ogni appuntamento in calendario.



I numeri non mentono: con un massimo di 13 vetture e un minimo di 11 lo spettacolo ne risente enormemente. Nonostante le cifre risibili, c'è un trend impercettibilmente positivo rispetto ad esempio a due anni fa, quando in certe gare non si arrivava nemmeno alla doppia cifra. Dallara ha introdotto in questa stagione un nuovo chassis e ciò potrebbe aver contribuito - solo il futuro lo dirà - a un maggior interesse a lungo termine per la Indy Lights. L'ingresso del team britannico Carlin è stato certamente positivo e ha reso il campionato meno USA-centrico. Tuttavia, sembra che nemmeno i premi finali riescano ad attrarre più competitor: va ricordato che quest'anno il vincitore Spencer Pigot ha vinto un assegno da un milione di dollari... Evidentemente la serie costa più di quanto possa sembrare (...come detto, è una sorta di GP2 anche in questo), e anche molti piloti europei non possono accedervi per via della cronica insufficienza di budget.



Purtroppo tutto questo mette un poco in ombra quanto di buono c'è nella serie. Prima di tutto il livello dei partecipanti è ottimo, con piloti di spicco e pronti a fare il grande salto. Come Spencer Pigot: il californiano bissa il successo del 2014 in Pro Mazda con una stagione ricca di successi (ben 6) anche condita con alcuni colpi a vuoto. Infatti il britannico Jack Harvey ha concluso in seconda posizione a poca distanza, nonostante abbia colto solo due vittorie nelle 16 gare disputate, perdendo il titolo proprio nelle due gare finali a Laguna Seca.


Spencer Pigot

Harvey ha comunque conquistato l'importante gara sul catino di Indianapolis, confermando la sua bravura anche sugli ovali. Forse gli resterà un po' di amaro in bocca per il secondo posto in campionato consecutivo perso sul filo di lana, ma la sua velocità non si discute.

Ci sono stati altri due ragazzi che, per motivi diversi, hanno impressionato rimanendo in lizza per il campionato fino alla fine. Ed Jones aveva vinto trionfalmente le prime tre gare del campionato, ma successivamente non è riuscito a ripetersi, mentre il super-rookie RC Enerson (classe '97, arrivato direttamente dalla US F2000 saltando la Pro Mazda) ha dimostrato ampiamente di meritare un posto nella categoria con una vittoria e tante gare consistenti. Ecco cosa mi ha detto RC a riguardo di questa stagione:

Mi aspettavo di essere nella top 5, forse non fin da subito come invece è poi accaduto. Non ho risentito del doppio salto, visto che tra la US F2000 e la Indy Lights ci sono delle similarità; di conseguenza è stata sicuramente la decisione giusta. Purtroppo la griglia non è stata per niente numerosa, ma ti posso assicurare che era formata da piloti molto competitivi, con esperti della serie, campioni di F3 e un pilota di F1... Si è visto davvero un forte gruppo di piloti tutti molto vicini tra loro. Nessuno ha mai tirato i remi in barca! Sono soddisfatto della stagione; oltre alla vittoria in gara-1 a Mid-Ohio, mi piace ricordare gara-2 a Indy: dopo una partenza che mi aveva fatto precipitare in fondo al gruppo, sono riuscito a recuperare fino alla seconda posizione. Peccato per l'incidente di Toronto, sicuramente il peggior momento dell'anno...
RC Enerson

Grande stagione anche per lo statunitense Sean Rayhall. Nonostante abbia corso solo 9 gare, il pilota della Georgia ha colto due vittorie e due secondi posti. Con RC Enerson e Kyle Kaiser forma il trio di piloti più giovani della serie, a dimostrazione che la maturità arriva sempre più in fretta nel motorsport visti i risultati da loro ottenuti.

E infine, due parole sulla vecchia conoscenza del Circus iridato, cioè Max Chilton. L'inglese ex Marussia ha coronato il suo... passo indietro nella Indy Lights con una sola vittoria, donando però al team Carlin anche l'esperienza tecnica acquisita durante gli anni in F1.



La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):

Spencer Pigot (USA - Juncos) 357 (6)
Jack Harvey (GBR - Schmidt Peterson) 330 (2)
Ed Jones (UAE - Carlin) 324 (3)
RC Enerson (USA - Sam Schmidt) 295 (1)
Max Chilton (GBR - Carlin) 258 (1)
Kyle Kaiser (USA - Juncos) 237
Felix Serralles (PRI - Belardi) 225 (1)
Juan Piedrahita (MEX - Belardi) 223
Scott Anderson (USA - Schmidt Peterson) 219
Shelby Blackstock (USA - Andretti) 218
Ethan Ringel (USA - Schmidt Peterson) 197
Sean Rayhall (USA - 8Star) 188 (2)
Matt Brabham (USA - Andretti) 35
Scott Hargrove (CAN - 8Star) 34
Nelson Piquet, Jr (BRA - Carlin) 28
Heamin Choi (KOR - Schmidt Peterson) 19

venerdì 9 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Boss GP

Se la F1 odierna sembra poco rumorosa, c'è un campionato che può raggiungere i livelli di decibel di un tempo. Si chiama Boss GP, ed è - a grandi linee - una sorta di campionato di F1/GP2 destinato a vetture altrimenti costrette a diventare pezzi da museo. Lo spettacolo è assicurato non solo dalle vetture presenti ma anche da un buon livello complessivo dei partecipanti.


La classifica della stagione 2015, come ormai d'uso, è stata suddivisa in tre raggruppamenti. La classe Open è riservata alle F1 costruite dopo il 1997, e pure alle Champ Car e alle ex A1GP (per decisione dell'organizzazione); la classe Formula è destinata alle GP2 e alle Panoz che corsero nella Superleague Formula; la classe Masters prevede l'utilizzo delle Dallara costruite per le World Series by Renault.

L'elemento top del campionato è sicuramente il calendario. Quest'anno le vetture della Boss GP hanno corso sui circuiti classici del motorismo europeo: Hockenheim, Paul Ricard, Monza, Zolder, Assen, Brno e Digione. Un'annata fortunata anche dal punto di vista dei partecipanti, con non meno di 15 vetture in griglia e punte oltre i 20 iscritti. Ci sono due gare a ogni weekend, entrambe sprint.

La classe Open è stata vinta dall'imprenditore olandese Klaas Zwart, fondatore della casa costruttrice Ascari, gestore del circuito spagnolo Race Resort Ascari e incredibile appassionato di corse. Con il proprio team ha vinto la Boss GP guidando una Jaguar R5, modello guidato da Webber e Klien in F1 nel 2004. Zwart ha vinto per 4 volte, sia nella sua classe, sia nella classifica generale.

Klaas Zwart

Molte delle fortune di questo campionato dipendono dagli sforzi di Zwart, che con il suo team restaura e mette a disposizione altre F1 pronte a gareggiare nella serie. La Boss GP è un micromondo nel quale non solo le vetture hanno una nuova vita, ma addirittura possono essere modificate a dipendenza delle risorse economiche dei loro proprietari. Ad esempio, qualora qualcuno volesse farlo, potrebbero essere montate delle sospensioni attive sia sulle vetture Open sia su quelle Formula...

Passando alla classe Formula, la vittoria è andata (per un solo punto) all'austriaco Johann Ledermair, vecchia conoscenza della F.Renault 2.0 NEC. Seguito dal suo team personale, Johann ha portato in pista una Dallara GP2/08 vincendo per 4 volte la assoluta e per 7 volte la sua classe. Johann ha battuto anche il monegasco Stephane Richelmi, grande esperto della categoria e presente una tantum al Paul Ricard.

Dalla Repubblica Ceca l'unica pilota donna della serie: Veronika Cicha

Nella classe Masters è stato il tedesco Hans Laub con una Dallara T08 (ex World Series 3.5) a vincere.

Sono stati tre gli italiani a partecipare alla serie. Salvatore De Plano è stato il migliore dei tre con la sua multicolore Dallara GP2/05, grazie anche a due podi di classe a Digione. In pista pure Giuseppe Cipriani (con una Dallara GP2/08) e Armando Mangini (che ha corso con la Dallara poi utilizzata da De Plano e una volta anche con una Lola B02/50 (ex F3000).

Salvatore De Plano

Quest'anno hanno partecipato anche due F1 recentissime, come la Toro Rosso STR1 dell'austriaco Ingo Gerstl (2006, ex Liuzzi e Speed) e la Williams FW33 guidata dal francese Didier Sirgue (2011, ex Barrichello e Maldonado).


Ecco la classifica 2015 (tra parentesi il numero di vittorie assolute)

Open Class

Klaas Zwart (NED) 140 (4)
Peter Milavec (AUT) 126
Ingo Gerstl (AUT) 97 (3)
Philippe Haezebrouck (FRA) 76
Frits Van Eerd (NED) 67
Didier Sirgue (FRA) 18

Formula Class

Johann Ledermair (AUT) 278 (4)
Jakub Smiechowski (POL) 277 (2)
Florian Schnitzenbaumer (DEU) 168
Wolfgang Jaksch (DEU) 158
Christopher Brenier (FRA) 142
Henk de Boer (NED) 135
Christian Eicke (SWI) 132
Veronika Cicha (CZE) 132
Salvatore De Plano (ITA) 76
Jens Renstrup (DEN) 67
Gilles Brenier (FRA) 60
Armando Mangini (ITA) 58
Stephané Richelmi (MCO) 47 (1)
Philippe Bourgois "Tintin" (BEL) 46
Ingo Gerstl (AUT) 43
Giuseppe Cipriani (ITA) 42
Phil Stratford (USA) 32
David Moretti (FRA) 28
Wolfgang Jordan (DEU) 26
Bruno Navarette (FRA) 19
Peter Gollner (SWI) 9
Alain Girardet (SWI) 8

Masters Class

Hans Laub (DEU) 276
Karl-Heinz Becker (DEU) 269
Walter Steding (DEU) 217
Martin Kindler (AUT) 88
Philippe Haezebrouck (FRA) 74
Wolfgang Jordan (DEU) 64
"Peter" (FRA) 60
Peter Gollner (SWI) 56
Philippe Bourgois "Tintin" (BEL) 50
Frank Thomas (BEL) 38
Stuart Wiltshire (GBR) 34
Christian Eicke (SWI) 28