martedì 30 settembre 2014

Appuntamento in Lettonia per i mondiali di slot car!

Una scienza inesatta dice che ciò che non è televisivamente trasmesso non ha successo. Forse è vero per la legge dei grandi numeri, ma di fronte a determinate passioni la regola non ha più senso.

Parliamo delle Slot Racing, un gioco che ha fatto sognare e divertire tantissimi bambini e che ha continuato ad appassionare adulti di ogni età. Un gioco che, molto prima della Playstation, permetteva con particolare gusto di simulare in piccolo un Gran Premio.

Tanto che la parola Polistil è entrata di diritto nell'immaginario collettivo, tanto quanto la Barbie e la Coca Cola.

Dopo il boom degli anni '80, tanti sono rimasti affezionati a questo divertente passatempo, in parecchi casi facendolo diventare una cosa seria. Per tutti questi professionisti esistono, oltre che campionati nazionali e continentali di ogni tipo, anche i mondiali. Un evento organizzato per la prima volta a Ceska Lipa, in Repubblica Ceca, nel 1992. L'Italia ha già ospitato 3 finali: Forlì 1996; Ribera (AG) 2001; Soragna (PR) 2006.

La International Slot Racing Association (ISRA) ha organizzato i prossimi mondiali in Lettonia, a Limbazi, dal 4 all'11 ottobre. Le classi e le scale saranno le seguenti:
Production 1:24 (gara a coppia)
Eurosport 1:32
Formula 1:32
Eurosport 1:24


Esistono molte tipologie, a livello di scala, ma la 1:24 e la 1:32 sono le più diffuse a livello internazionale.

Attualmente la classifica del ranking è comandata dal campione della Repubblica Ceca Vladimir Horky, con al secondo posto l'italiano Piero Castricone. Scorrendo le posizioni si scopre come, tra i paesi latini, l'unico ad ottenere ottimi risultati sia proprio l'Italia. Sono tuttavia i paesi dell'est europeo e della Scandinavia i protagonisti più agguerriti, soprattutto Finlandia, Svezia, Lettonia, Repubblica Ceca e Russia.

Il circuito di Limbazi 2014.
Evidente il richiamo alla pista giapponese di Suzuka, con la riproduzione del tratto misto, del tornantino e della chicane.

Horky vinse il titolo mondiale a Kiev nel 2013 (classe Eurosport 1:32), mentre il finlandese Matti Fyhr riuscì a conquistare l'alloro nella Formula 1:32 ed Eurosport 1:24. Il titolo a coppie andò alla coppia russo-svedese Dolzhanskiy-Landrud. Horky, Fyhr, Castricone e l'altro italiano di punta, Trigilio, sono in testa al ranking anche grazie alla loro ventennale esperienza: Horky e Trigilio vinsero i loro primi titoli addirittura nel 1993..

I body delle Production 1:24 consentiti per l'edizione 2014

Castricone, campione mondiale nel 2012 e nel 2010, è anche costruttore; il regolamento tecnico non prevede un monomarca in nessuna delle classi, anche se nella Production 1:24 le limitazioni sono maggiori. Nessun arzigogolo stile FIA: questo regolamento è molto chiaro e anche piuttosto libero. Se dal punto di vista tecnico è sorprendente vedere quanto ogni partecipante possa effettivamente intervenire sulla propria slot car, non è invece altrettanto permissivo il regolamento sportivo, che lascia poco spazio all'immaginazione. Ogni scorrettezza viene punita con una penalità, e se si vuole inoltrare reclamo, bèh... C'è una tassa di cento euro!




lunedì 29 settembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: CIVM

Il 36enne fiorentino Simone Faggioli, dopo aver letteralmente dominato il Campionato Europeo della Montagna, ha fatto suo anche il titolo italiano. La sua carriera è da leggenda: 10 volte campione italiano e 7 volte campione europeo, con un 2014 strepitoso alla guida della sua Norma M20 FC.

Simone Faggioli
La sua cavalcata nell'italiano è stata comunque contrastata da un gruppo di ottimi sfidanti, fattore che ha posto di fatto incertezza e dato spettacolo. Parliamo di Christian Merli (Osella PA 2000), che ha vinto molte gare in questo campionato; di Domenico Scola, Rosario Iaquinta, Paride Macario e Denny Zardo. Per Faggioli è stato un inizio di stagione difficile, con tanti problemi di affidabilità; ciò ha consentito a Merli, almeno per le prime gare, di comandare la classifica. Poi, a partire dal trofeo Lodovico Scarfiotti, fino alla Trento Bondone in gara unica, Faggioli ha lasciato solo le briciole agli avversari.

Christian Merli

Il calendario 2014, composto da 12 appuntamenti per 22 gare, è stato un affare prevalentemente per Faggioli e Merli, conquistatori di 19 prove. Oltre a loro, solo Denny Zardo e Paride Macario hanno potuto portare a casa i trofei dedicati ai vincitori:

Cronoscalata Monte Erice, 27/04 - Gara 1 e 2: Christian Merli
Coppa Nissena, 04/05 - Gara 1 Simone Faggioli, Gara 2 Christian Merli
Verzegnis - Sella Chianzutan, 18/05 Gara 1 Denny Zardo, Gara 2 Christian Merli
Trofeo Scarfiotti - Sarnano, 01/06 Gara 1 Christian Merli, Gara 2 Simone Faggioli
Passo dello Spino, 15/06 - Gara 1 e 2: Simone Faggioli
Coppa Paolino Teodori, 29/06 - Gara 1 e 2: Simone Faggioli
Trento - Bondone, 06/07 - Simone Faggioli
Coppa Selva di Fasano, 20/07 - Gara 1 e 2: Christian Merli
Cronoscalata del Reventino, 03/08 - Gara 1 Simone Faggioli, Gara 2 Christian Merli
Trofeo Luigi Fagioli, 24/08 - Gara 1 e 2: Simone Faggioli
Rieti - Terminillo, 14/09 - Simone Faggioli
Pedavena - Croce D'Aune, 21/09 - Gara 1 e 2: Paride Macario

La classifica finale, tenuto conto dei punti validi come da regolamento:
Simone Faggioli / Norma M20 Fc 152.5
Christian Merli / Osella PA 2000 125
Domenico Scola / Osella PA 21/s Evo 83
Omar Magliona / Osella PA 21/s Evo 78.5
Rosario Iaquinta / Osella PA 21/s 65
Francesco Leogrande / Osella FA 30 47
Vincenzo Conticelli / Osella PA 30 45
Paride Macario / Lola 99/50 31
Achille Lombardi / Radical SR4 29
Diego Degasperi / Radical ProSport 18
Denny Zardo / Osella FA 30 17.5
Gino Pedrotti / Formula Renault 16
Domenico Cubeda / Osella PA 21/s 15.5
Adolfo Bottura / Lola B99/50 15
Enrico Zandonà / Reynard 883 13.5
Francesco Conticelli / Osella PA 21 Evo 13
Giuseppe Castiglione / Formula Master 13
Franco Cinelli / Lola B99/50 Zytek 12
Giovanni Cassibba / CLW 11
Federico Liber / Gloria C8P 10
Fausto Bormolini / Reynard K02 9
Andrea Picchi / Lola Dome F3 Honda 8

Oltre all'assoluta, Faggioli si è anche aggiudicato il titolo riservato alla classe E2B. Le altre classifiche, in breve: Rudi Bicciato, su Mitsubishi Lancer Evo, 1° in classe A; Omar Magliona, Osella PA 21/s Evo, 1° in classe CN; Pietro Nappi, Ferrari 550 GTI, 1° in classe E1; Adolfo Bottura, Lola B99/50, 1° classe E2M; Roberto Ragazzi, Ferrari F458 Challenge, 1° in classe GT; Armin Hafner, Mitsubishi Lancer Evo, 1° in classe N.

La diversità delle vetture presenti è il fiore all'occhiello di un campionato, nonostante la crisi, sano e pieno di vitalità, con molti giovani piloti pronti a sfidare gli specialisti. Non si può dire lo stesso, almeno non completamente, del clima tutto all'italiana che si è respirato in alcuni degli appuntamenti corsi quest'anno. Come nella Rieti Terminillo, quando Iaquinta ha inoltrato un reclamo sulla vettura di Magliona per irregolarità sulla vettura poi non riscontrate dai commissari. Un altro punto dolente è stata la cancellazione della prima prova del campionato, la Iglesias-Sant'Angelo, per mancanza di iscritti (soprattutto autoctoni).

Confermata ancora una volta la presenza di tantissimo pubblico ad ogni weekend di gara. Questo campionato, parallelamente alle prove rallistiche che si tengono ovunque nel nostro paese, attira per natura un pubblico attento ed eterogeneo, interessato sia ai piloti (soprattutto gli eroi locali) sia al particolare parco macchine. Senza dimenticare che qui i migliori vanno davvero forte...


Ecco di nuovo i campioni del 2014 fotografati in azione:

Deborah Broccolini, vincitrice della Coppa Dame
Pietro Nappi
Adolfo Bottura 
Omar Magliona
Roberto Ragazzi
Armin Hafner
Rudi Bicciato

Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
WEC - WTCC - WRC - World RX - GP2 - GP3 - Auto GP/FA1 - Super Formula - F3 European Championship - Euroformula Open - DTM - BTCC - V8 Supercars - Euro V8 - Super GT - Stock Car Brasil - Turismo Carretera - Nascar Sprint Cup - Nascar Nationwide Series - Nascar Camping World Truck Series - Nascar Whelen Euro Series - F.Renault 3.5 (WSR) - F.Renault 2.0 Eurocup - F.Renault 2.0 NEC - F.Renault 2.0 Alps - F.Renault 2.0 UK - United Sportscar Championship (USC) - ELMS - Asian Le Mans Series - Blancpain Endurance Series - Blancpain GT Sprint - International GT Open - Indycar - Indy Lights - Pro Mazda - US F2000 - Mobil 1 Porsche Supercup - Super Trofeo Lamborghini Europe - Trofeo Maserati - Eurocup Clio - European Rally Championship (ERC) - African Rally Championship (ARC) - Middle East Rally Championship (MERC) - Asia-Pacific Rally Championship (APRC) - Codasur South America Rally Championship - North America and Central America Rally Championship (NACAM) - CITE - Campionato Italiano Prototipi - Campionato Italiano Rally - F4 Italia - Carrera Cup Italia - Lotus Cup Italia - Clio Cup Italia - Green Hybrid Cup

sabato 27 settembre 2014

1947-48, quando a Vercelli si correva in macchina

È la capitale europea del riso, ma una volta ci correvano mitiche auto da corsa. Parlo di Vercelli, città legata allo sport da sempre, grazie alle fortune della grande Pro di Guido Ara e Silvio Piola, e all'agricoltura. Una città che si rimbocca le maniche da sempre, e che basa il suo nucleo sulle migliaia di persone che hanno vissuto, nel passato remoto e recente, mani e piedi nell'acqua a mondare il riso, elemento e simbolo prezioso.

Una città che però ha ospitato, nel biennio 1947-48, anche un'importante competizione automobilistica nella quale Ferrari e Cisitalia hanno lasciato il segno.

Ma andiamo con ordine.

Vercelli aveva già visto sfrecciare bolidi sulle proprie vie tra il 1930 e il 1934. Gare di regolarità più che altro, oltre alla Coppa Internazionale Des Alps del 1933. Un totale di cinque edizioni che si pensava non potessero avere più ritorno, a causa della seconda guerra mondiale. Invece, per il biennio 1947-48, Vercelli tornò alla grande nel calendario nazionale grazie alla Coppa Enrico Faini del 1947, riservata alle vetture Sport e Corsa fino a 1500cc, e al Circuito di Apertura del 1948.

Il 1° giugno 1947 ci fu il trionfo della Ferrari, con la vittoria (per la categoria oltre i 1100cc) di Franco Cortese sulla sua 125 S Integrale. Fu il secondo successo della storia per la Scuderia di Maranello, colto una settimana dopo l'impresa (sempre di Cortese) alle Terme di Caracalla a Roma.

Franco Cortese alla guida della sua Ferrari sul circuito vercellese nel 1947

Grazie alla Biblioteca Civica di Vercelli, che contiene nei propri archivi preziosi numeri de "La Sesia", è possibile sapere qualcosa di più sul tracciato di gara e sui suoi protagonisti.

Prima di tutto, perché la gara venne chiamata "Coppa Enrico Faini"? Il presidente del comitato organizzatore, Donato Faini, volle dedicare il trofeo al suo compianto figlio, Enrico, morto a causa di un incidente in auto.

Le prime notizie sul venturo circuito si ebbero a inizio '47. Il 25 febbraio La Sesia scriveva di un concorso collegato alla gara automobilistica: ben 8000 lire di premio a chi avrebbe creato il miglior manifesto sul circuito vercellese! Il manifesto avrebbe dovuto tener conto anche di una gara motociclistica in programma 8 giorni dopo la Coppa Faini. Il montepremi totale del trofeo automobilistico fu di 845 mila lire, cifra ragguardevole a quei tempi.

Quella del 1° giugno 1947 fu una vera e propria giornata di corse come quelle attuali. Furono 4 le categorie impegnate:
Vetture Sport fino a 750cc - 30 giri
Vetture Sport da 750cc a 1100cc - 30 giri
Vetture Sport oltre i 1100cc - 35 giri
Vetture Corsa fino a 1500cc - 40 giri

Il 30 e il 31 maggio sul circuito si tennero varie fasi eliminatorie per scremare il gruppo di iscritti, molto folto. Che mi pare doveroso ricordare...*
Vetture Sport fino a 750 - Armando Francois, Gianni Arezzi, Piero Avalle, Mario Avalle, Franco Dansi, Giuseppe Tavazzani, Elio Zagato, Umberto Maglioli, Luigi Tamai, Giuseppe Cappa, Mario Reinaldi, Antonio Clerici, Matteo Fissore, Antonio Coletti, Arciso Sesema, Antonio Prina, Giuseppe Bertone, Bartolomeo Franceri, Adolfo Macchieraldo, Carlo Pesci, Bruno Martignoni, Sesto Leonardi, Mario Lietti.
Vetture Sport da 750 a 1100 - Gustavo Coppo, Piero Carini, Enrico Beltracchini, Ernesto Leva, Ferdinando Righetti, Piero Torelli, Adolfo Bellusi, Emilio Brigatti, Francesco Nissotti, Guido Scagliarini, Vincenzo Auricchio.
Vetture Sport oltre 1100 - Ezio Zanicheli, Ambrogio Quartiroli, Nino Ravelli, Enrico Beltracchini, Renato Balestrero, Aldo Marinotti, Stefano Rossi, Aldo Ranzini, Giovan Battista Azzi, Giovanni Bracco, Franco Cortese.
Vetture Corsa fino a 1500 - Luigi Della Chiesa, Lamberto Grolla, Franco Cornacchia, Mario Porrino, Piero Taruffi, Giovanni Bracco, Marino Brandoli, Franco Mosser.
(*mi scuso nell'eventualità ci sia qualche cognome sbagliato, in quanto nelle edizioni della Sesia a me gentilmente fornite non furono pochi gli errori di battitura e le dimenticanze!)

Oltre al già citato Cortese, vinsero Sesto Leonardi su Stanguellini S750 (categoria fino a 750cc), Ferdinando Righetti su Stanguellini S1100 (Sport 750-1100cc) e Piero Taruffi su Cisitalia D46/Fiat (vetture Corsa).

Il tracciato, molto veloce, misurava 1827 metri, una sorta di anello con 4 svolte secche. La partenza era ubicata in Via XX Settembre, con la percorrenza in senso orario e la prima curva in Piazza Solferino.

Il circuito di Vercelli versione 1947
Nell'anno successivo fu aggiunto un tratto che portava fino alla fine di Viale Rimembranza, portando il chilometraggio per singolo giro a 2800 metri.

Il circuito di Vercelli versione 1948
La mappa originale tratta dal regolamento ufficiale ACI
(documento contenuto negli archivi della Biblioteca Civica di Vercelli)

Il 9 maggio 1948 fu disputata infatti la seconda edizione del Circuito Automobilistico, stavolta aperto alle vetture sport tra 750cc e 1100cc (con 60 giri da percorrere) e alle F2, consentendo per quest'ultime sia le auto con 500cc e compressore, sia le 2000cc senza compressore (50 giri). 120mila lire il premio per la vittoria, tetto fissato per entrambe le categorie. La tassa d'iscrizione era stata posta a 3000 lire, mentre i massimali per la responsabilità civile, secondo il regolamento pubblicato all'epoca dall'ACI, erano questi: 500mila lire per danni a cose, 1 milione e mezzo per persona e 10 milioni per "catastrofe".

Alle gare, con partenza da fermo su tre file, poterono accedere i 20 migliori tempi per la categoria sport e i 15 più veloci per la F2, ma i partecipanti effettivi furono meno. Infatti per la F2 scesero in pista 9 vetture, con la vittoria di Felice Bonetto su Cisitalia D46/Fiat. Solo 3 arrivarono al traguardo. Per la categoria Sport, furono invece 16 le vetture alla partenza, con 9 classificati finali capeggiati da Guido Scagliarini su Cisitalia.

Un'epoca splendida per l'automobilismo, catalizzatore quanto il calcio e il ciclismo della rinascita, non solo sportiva, dopo gli anni bui delle guerre e della miseria.

Vorrei chiudere con una frase presa dall'edizione del 27 maggio 1947 della Sesia: "Rombo ai motori a quattro ruote nella città del riso, nota per il suo alimento in tempo di guerra, nota per la sua sportività nel tempo di pace".

giovedì 25 settembre 2014

Le Interviste Plausibili: Fernando Alonso

Dall'arrivo di Sergio Marchionne al vertice della Ferrari, giornalisti, esperti e addetti ai lavori sono concentrati sul futuro di Fernando Alonso. Dove correrà l'anno prossimo? Ancora alla Ferrari, in un clima non più sereno? Alla Mclaren-Honda, dove ritroverà l'amico-nemico Ron Dennis? Alla Red Bull scambiando il sedile con Sebastian Vettel? Alla Lotus, dove potrebbe rientrare Flavio Briatore, poste garanzie sulla situazione economica del team (che si è assicurato i motori Mercedes)?

Fernando Alonso visibilmente soddisfatto dell'andamento della stagione 2014
Per saperne di più, Piloti e Motori ha rintracciato il pilota su un sito dedicato al gioco del poker. Alonso giocava sotto falsa identità, grazie al nickname Nelson Piquet Junior; uno stratagemma che non lo ha aiutato a rendersi invisibile... Fernando ci ha poi concesso un'intervista face to face, dopo averlo implorato a cambiare nickname. Eccola:

Fernando, voci insistenti dicono che andrai via dalla ferrari. Verità o menzogna?
No, rimarrò alla Ferrari per sempre. Pesca una carta.

Come "pesca una carta"?
Lo capisci l'italiano?

Si sì. Ok, questa.
Ora la riprendo senza guardarla e la rimetto nel mazzo. Mescolo... Adesso indovino che carta era.

Se proprio ci tieni...
Il 4 di cuori!

No. Era l'asso di picche.
Oh no, allora significa che dovrò firmare il contratto con Mclaren?

Ehm...
Sì, il destino mi ha detto Mclaren. Sono felice di poter lavorare con Honda, sarà una sfida elettrizzante. Ho sempre voluto tornare da Ron (Dennis) per chiudere con lui la mia carriera.

Ma non volevi chiudere la carriera in Ferrari?
Ringrazio la Scuderia per questi anni felici, e ne approfitto per mandare un pensiero ancor più dolce a Stefano e Montezemolo: grazie per il supporto e la fiducia.

Ma Domenicali e Montezemolo non ci sono più.
Colpa mia. Ho giocato a rubamazzetto con Marchionne e ho perso. La posta in gioco era la loro permanenza... e anche la mia.

Domenicali era quindi fondamentale per la tua permanenza a Maranello.
Stefano era il mio schiavo. Se gli chiedevo di portarmi al casinò lui eseguiva. Abbiamo scelto Raikkonen dopo una serata alla roulette.

Molti addetti ai lavori ti criticano per aver cercato di creare un team "interno" a tua totale disposizione. Tecnici di fiducia ma forse non all'altezza...
Tutti i tecnici da me consigliati sono miei creditori al gioco. Per sdebitarmi chiesi a Domenicali di assumerli con dei bei contratti. Lui eseguì.

Sai già chi potrebbe sostituirti in  Ferrari? Forse Vettel?
Vettel? quello della Sauber?

Quello è Sutil.
Ah. Beh, allora non so di chi parli.

Quello che ha vinto 4 mondiali in Red Bull...
Sai, non sono contento di non essere riuscito a indovinare la carta, prima. Riproviamo.

Va bene... ecco, ho pescato questa.
Riproviamo... è un jolly!

No, è una regina di cuori.
Oh no, un altro segnale! Devo andare in Red Bull.

Spiacente, Fernando. Hai toppato.

Niente Mclaren?
Chi? No, no, fossi matto! La Red Bull ha il miglior telaio e un buon motore, tecnici capaci... Ho sempre sognato di guidare per un team del genere!

Mi sembra molto confusa questa situazione..
Dici davvero?

Si.
Io in realtà ho sempre voluto fare il jolly. A ogni gara vorrei cambiare il team a seconda del circuito e delle condizioni meteo. In questo modo potrei vincere sempre, no? Non capisco perchè non è permesso. Lo dirò a Bernie.

Quindi l'anno prossimo guiderai la Red Bull?
Forse potrei andare in Mercedes. Se Hamilton libera il posto... Oppure in Lotus, alla fine quando mi va male da qualche parte torno sempre a casa. Flavio sarebbe d'accordo. Potrei risollevare anche la Caterham, sarebbe davvero una grande sfida.

Non hai per nulla le idee chiare...
Non ho più tempo per queste domande. Devo prepararmi per il grande torneo di scopone scientifico di fine anno. Dopo quello saprete il mio futuro.

mercoledì 24 settembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: Formula Renault 2.0 NEC

Si è conclusa domenica 21 settembre la Northern European Cup, quest'anno disputata su circuiti davvero blasonati: Monza, Silverstone, Hockenheim, Spa, Assen, Most e Nurburgring. Delle 15 gare in programma, però, ne sono state disputate solamente 13. A Most, in Repubblica Ceca, il terzo appuntamento del weekend è stato cancellato a causa di un violento nubifragio; mentre al Nurburgring è stata la nebbia ad impedire la partenza di una delle tre gare.

Sono stati ben 42 i piloti a punti, con griglie di partenza mai inferiori alle 24 unità. A Monza sono partiti oltre 30 piloti in entrambe le gare; questi dati sono un'ulteriore conferma del buono stato di salute del campionato, e della Formula Renault in generale. Costi contenuti e un grande costruttore alle spalle formano griglie numerose e grandi battaglie in pista.


Il britannico classe '96 del team Fortec Motorsports, Ben Barnicoat, ha conquistato il campionato davanti allo svizzero Louis Deletraz, figlio dell'ex pilota di F1 Jean-Denis. Il terzo classificato è stato Seb Morris, a pari punti (ma con più vittorie) con il talento olandese Steijn Schothorst. La classifica finale, molto corta, ha premiato i piloti più in grado di concludere le gare nella top five; la costanza di rendimento di Barnicoat (9 arrivi nella top 5, con 3 secondi posti e 2 vittorie) è stata decisiva contro un quasi altrettanto redditizio Deletraz.

Ben Barnicoat fotografato al quartier generale della Mclaren
Ben Barnicoat è entrato nel 2013 all'interno dello Junior team Mclaren, insieme a Stoffel Vandoorne e Nick De Vries. Un programma serio che lo aiuterà, probabilmente, a salire di categoria nel 2015. Sono stati invece 3 i piloti protetti da Lotus in questa serie: il thailandese Alexander Albon, il sudafricano O'Keeffe e l'inglese Gregor Ramsay.

Oltre a Deletraz, hanno corso nel NEC altri due figli d'arte, entrambi francesi: Aurelien Panis (figlio di Olivier, vittorioso in F1) e Jules Gounon (figlio di Jean-Marc). Panis, soprattutto, ha fatto vedere ottime qualità, vincendo anche una gara in quel di Hockenheim. Tutti e due hanno gareggiato solo in alcuni dei weekend del NEC.

Aurelien Panis in azione
Gli italiani: Andrea Baiguera, Michele La Rosa e Salvatore De Plano hanno corso qualche gara senza mai andare oltre il 17° posto; tutt'altro discorso per il team Euronova di Vincenzo Sospiri, classificatosi 5° nel campionato dei team grazie soprattutto ai risultati del giapponese Ukyo Sasahara. Andrea Baiguera ha invece portato in pista i colori del Brixia Motor Sport, lo storico team bresciano che corse anche in F1 come BMS Scuderia Italia.

Ukyo Sasahara, alfiere del team Euronova di Vincenzo Sospiri
Ecco la classifica finale piloti (tra parentesi il numero di vittorie - in corsivo i piloti presenti a tutti gli appuntamenti):

Ben Barnicoat (UK) 258 (2)
Louis Delétraz (SUI) 242 (1)
Seb Morris (UK) 224 (2)
Steijn Schothorst (NED) 224 (1)
Gustav Malja (SWE) 193 (2)
Ukyo Sasahara (JAP) 191
Callan O'Keeffe (SAF) 187 (1)
Jake Hughes (UK) 152
Ryan Tveter (USA) 150
Raoul Owens (UK) 125
Stefan Riener (AUT) 123
Matthew Graham (UK) 119
Kevin Jörg (SUI) 118 (2)
Andrea Pizzitola (FRA) 114 (1)
Levin Amweg (SUI) 107 (1)
Josef Záruba (CZE) 107
Alexander Albon (THA) 88 (1)
Martin Kodrić (CRO) 80
Aurélien Panis (FRA) 77 (1)
Robin Hansson (SWE) 75
Roy Geerts (NED) 73
Julio Moreno (ECU) 62
Jules Gounon (FRA) 54
Gregor Ramsay (UK) 43
Jorge Cevallos (MEX) 32
Leopold Ringbom (FIN) 31
Philip Morin (SWE) 25
Cédric Freiburghaus (SUI) 24
Jakub Dalewski (POL) 20
Phillip Hamprecht (GER) 15
Ivan Matveev (RUS) 10
Robert Siska (USA) 8
Lassi Halminen (FIN) 7
Danyil Pronenko (UKR) 7
Andrea Baiguera (ITA) 6
Harri Salminen (FIN) 6
David Richert (CAN) 6
Michele La Rosa (ITA) 5
Inigo Bikuna (SPA) 5
Max Biedermann (GER) 4
Nicholas Surguladze (SAF) 4
Salvatore De Plano (ITA) 3

Questa, invece, è la classifica dei team (tra parentesi il numero di vittorie e i piloti vincenti):

Josef Kaufmann Racing (GER) 317 (5 - Deletraz, Jörg e Malja)
Fortec Motorsports (UK) 298 (4 - Barnicoat e Morris)
Manor MP Motorsport (NED) 258 (2 - Schothorst e Pizzitola)
ART Junior Team (FRA) 241 (3 - Panis, Amweg e O'Keeffe)
Euronova (ITA) 188
Mark Burdett Motorsport (UK) 179
AVF (SPA) 158
Speedfish Racing (UK) 121
KTR (BEL) 104 (1 - Albon)
Fragus BR Motorsport (SWE) 75
PositiOne (FIN) 38
Inter Europol (POL) 27
SL Formula Racing (GER) 19
AS Motorsport by GSK (SLO) 7
Brixia Horse Power (ITA) 4


Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
WEC - WTCC - WRC - World RX - GP2 - GP3 - Auto GP/FA1 - Super Formula - F3 European Championship - Euroformula Open - DTM - BTCC - V8 Supercars - Euro V8 - Super GT - Stock Car Brasil - Turismo Carretera - Nascar Sprint Cup - Nascar Nationwide Series - Nascar Camping World Truck Series - Nascar Whelen Euro Series - F.Renault 3.5 (WSR) - F.Renault 2.0 Eurocup - F.Renault 2.0 Alps - F.Renault 2.0 UK - United Sportscar Championship (USC) - ELMS - Asian Le Mans Series - Blancpain Endurance Series - Blancpain GT Sprint - International GT Open - Indycar - Indy Lights - Pro Mazda - US F2000 - Mobil 1 Porsche Supercup - Super Trofeo Lamborghini Europe - Trofeo Maserati - Eurocup Clio - European Rally Championship (ERC) - African Rally Championship (ARC) - Middle East Rally Championship (MERC) - Asia-Pacific Rally Championship (APRC) - Codasur South America Rally Championship - North America and Central America Rally Championship (NACAM) - CIVM - CITE - Campionato Italiano Prototipi - Campionato Italiano Rally - F4 Italia - Carrera Cup Italia - Lotus Cup Italia - Clio Cup Italia - Green Hybrid Cup

martedì 23 settembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: Mazda Road to Indy

Negli Stati Uniti esiste un percorso di avvicinamento alla Indycar simile a quello europeo per la F1. Dalle nostre parti, anche se poi ovviamente le scuderie fanno scelte diverse, la scala sarebbe attualmente questa: GP3 - GP2 - F1. I budget si alzano ad ogni scalino...

Negli States l'ascesa all'olimpo di Indianapolis si chiama attualmente Mazda Road to Indy. Anche in questo caso i soldi richiesti per entrare nelle macchine delle varie serie aumentano man mano si alza il livello del campionato. In questo caso gli step sono tre, prima dell'Indycar. Vediamo com'è andata la stagione 2014 per ognuna delle tre serie propedeutiche:


Nell'attesa della nuova Dallara targata 2015, il campionato ha vissuto una stagione davvero deludente dal punto di vista dei numeri e, di conseguenza, dello spettacolo in pista.

In ben due gare disputate sono scese in pista solo 8 vetture, numero veramente basso se confrontato a uno schieramento GP2 base. Il massimo è stato di 12...

Il campione 2014, Gabby Chaves

Tra gli 8 piloti sempre presenti c'era anche un vice-campione di GP2: Luiz Razia. Il brasiliano, dopo aver perso all'ultimo l'opportunità di salire sulla Marussia F1 nel 2013, ha ripiegato negli Stati Uniti per ricostruirsi una carriera degna di nota. Nonostante il suo serio background, Luiz ha concluso il campionato solo al 5° posto. Il vincitore è stato invece il colombiano Gabby Chaves, pilota del Belardi Auto Racing. Il campionato, nonostante la quantità di auto in griglia, ha vissuto un epilogo assolutamente spettacolare, con Chaves e l'inglese Jack Harvey (visto già in GP3) appaiati alla fine della ultima gara a quota 547 punti con 4 vittorie ciascuno. La norma, in caso di parità anche per la vittoria, prevede il confronto dei secondi posti; la statistica ha premiato Chaves, 2° per 5 volte in stagione. Anche l'italiano Vittorio Ghirelli è stato protagonista della serie, con 4 gare disputate a inizio stagione (miglior risultato un 4° posto a St.Petersburg). Il nipote di Jack Brabham e figlio di Geoff Brabham, Matthew, ha ottimamente figurato con un 4° posto finale, a dimostrazione che la passione dei motori nella sua famiglia è ancora ben lungi dall'essersi esaurita.

Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Gabby Chaves (COL - Belardi Auto Racing) - 547 (4)
Jack Harvey (UK - Schmidt) - 547 (4)
Zach Veach (USA - Andretti) - 520 (3)
Matthew Brabham (USA - Andretti) - 424 (1)
Luiz Razia (BRA - Schmidt) - 403 (1)
Juan Pablo Garcia (MEX - Schmidt) - 372
Juan Pedrahita (COL - Schmidt) - 337
Scott Anderson (USA - Fan Force United) - 309
Zach Meyer (CAN - Team Moore) - 274
Alexandre Baron (FRA - Belardi Auto Racing) - 261 (1)
Lloyd Read (USA - Herta) - 101
Ryan Phinny (USA - Herta + Belardi Auto Racing) - 91
Vittorio Ghirelli (ITA - Team Moore) - 90
Axcil Jefferies (ZIM - Belardi Auto Racing) - 60
Jimmy Simpson (USA - Team Moore) - 42
Matthew Di Leo (CAN - MDL Racing) - 28
Chase Austin (USA - Belardi Auto Racing) - 1

La Dallara di Indy Lights che correrà nel 2015.
PRO MAZDA

Motore Mazda di tipo wankel da 260 cavalli, telaio Star Race Cars - costruttore americano - e... 20 macchine in pista quasi ad ogni appuntamento. Quest'anno è stato molto positivo per il campionato Pro Mazda, dopo un 2013 in sordina.

Pro Mazda: il pacchetto di mischia 2014
La lotta per il titolo tra lo statunitense Spencer Pigot e il canadese Scott Hargrove si è protratta fino all'ultimo weekend di gare a Sonoma. I due sfidanti si sono resi protagonisti in modo controverso... In gara 1 un contatto al 4° giro spedisce fuori pista Pigot (in quel momento in testa) mentre Hargrove riesce a continuare fino al 3° posto finale. In gara 2 il compagno di squadra di Hargrove, Neil Alberico, sperona Pigot in partenza; quest'ultimo non molla il colpo e risale la classifica fino a raggiungere Hargrove. Lo statunitense si mette in scia, ma Hargrove subisce un guasto meccanico; per un soffio Pigot lo evita con una manovra di sorpasso davvero felina. Il suo 5° posto è sufficiente per riguadagnare il primato.


Sono state 3 le donne ad aver presenziato ad almeno un evento del campionato: l'argentina Julia Ballario, la filippina Michele Bumgarner e l'italiana Vicky Piria. La Piria ha presenziato ai primi due appuntamenti (4 gare) con risultati poco soddisfacenti (due 13° posti come miglior piazzamento).

Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Spencer Pigot (USA) 309 (6)
Scott Hargrove (CAN) 299 (3)
Neil Alberico (USA) 239
Shelby Blackstock (USA) 235
Nicolas Costa (BRA) 224 (1)
Kyle Kaiser (USA) 211 (1)
Jose Gutierrez (MEX) 201 (1)
Garett Grist (CAN) 199 (2)
Ryan Booth (USA) 173
Dalton Kellett (CAN) 160
Julia Ballario (ARG) 152
Kyle Connery (USA) 93
Michael Johnson (USA) 90
Pipo Derani (BRA) 88
Michele Bumgarner (PHI) 79
Bobby Eberle (USA) 66
Brandon Newey (USA) 63
Jay Horak (USA) 48
Felipe Donato (BRA) 36
Jack Aitken (UK) 31
Alex Keyes (USA) 29
Jeff Harrison (USA) 29
Joey Bickers (USA) 22
Parker Nicklin (USA) 18
Anders Krohn (NOR) 17
Vicky Piria (ITA) 17
Carlos Conde (PR) 17
Clark Toppe (USA) 16
Jason Rabe (USA) 13
Brian Lift (USA) 7
Stan Kohls (USA) 6
Jason Bedasse (JAM) 4

U.S. F2000

Il primo gradino della scala verso la Indycar (senza contare i passaggi in kart) è rappresentato dalla U.S. F2000, in sostanza la Formula Ford statunitense. Telaio Elan (costruttore di proprietà Panoz), motore Mazda, pneumatici Cooper Tyres. Auto facili da mettere a punto, con budget richiesti bassissimi.

La US F2000 in azione a Sonoma
La serie gode di buona salute, con oltre venti auto sempre presenti ad ognuno dei 14 appuntamenti in calendario.

La serie ha vissuto la lotta tra il francese Latorre e lo statunitense Enerson, suddivisi da soli 9 punti alla fine del campionato. Nonostante Enerson abbia vinto più gare, e conquistato un maggior numero di podi, la regolarità di Latorre è stata decisiva. Il peggior piazzamento di Latorre, escluso l'unico ritiro, è stato un 7° posto. Mentre il suo rivale ha collezionato anche un 16° e un 10° posto, con tanti punti lasciati per strada. Un'altra particolarità: Latorre ha conquistato il campionato in due team diversi: 8 gare con il team Belardi e le altre 6 con il pluri-titolato Cape Motorsports/Wayne Taylor Racing (con il quale ha ottenuto le sue 3 vittorie stagionali).

Florian Latorre
Come nella Pro Mazda, i piloti statunitensi sono la maggioranza; tuttavia pare che questo campionato interessi anche ai francesi: hanno infatti eguagliato il numero di colombiani e di brasiliani. Nessun italiano ha partecipato alla serie, ma i 4 "oriundi" (Latorre, Franzoni, Portante e Starrantino) si sono classificati tutti nella top 10.

Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Florian Latorre (FRA) 310 (3)
R. C. Enerson (USA) 301 (5)
Jake Eidson (USA) 291 (2)
Aaron Telitz (USA) 246 (1)
Victor Franzoni (BRA) 202 (1)
Peter Portante (USA) 173
Adrian Starrantino (USA) 157 (1)
Clark Toppe (USA) 156
Nico Jamin (FRA) 154
Henrik Furuseth (NOR) 149
Daniel Burkett (CAN) 147
Will Owen (USA) 133 (1)
Jeroen Slaghekke (NED) 130
Austin Cindric (USA) 125
Colton Herta (USA) 115
Keyvan Andres Soori (GER) 114
Andrew List (USA) 72
Gustavo Myasava (BRA) 68
Santiago Lozano (COL) 61
Juan Maldonado (COL) 57
Nathan Blok (CAN) 40
James Dayson (CAN) 31
Garth Rickards (USA) 10
Tim Hollowell (USA) 8
Kyle O'Gara (USA) 3


Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
WEC - WTCC - WRC - World RX - GP2 - GP3 - Auto GP/FA1 - Super Formula - F3 European Championship - Euroformula Open - DTM - BTCC - V8 Supercars - Euro V8 - Super GT - Stock Car Brasil - Turismo Carretera - Nascar Sprint Cup - Nascar Nationwide Series - Nascar Camping World Truck Series - Nascar Whelen Euro Series - F.Renault 3.5 (WSR) - F.Renault 2.0 Eurocup - F.Renault 2.0 NEC - F.Renault 2.0 Alps - F.Renault 2.0 UK - United Sportscar Championship (USC) - ELMS - Asian Le Mans Series - Blancpain Endurance Series - Blancpain GT Sprint - International GT Open - Indycar - Mobil 1 Porsche Supercup - Super Trofeo Lamborghini Europe - Trofeo Maserati - Eurocup Clio - European Rally Championship (ERC) - African Rally Championship (ARC) - Middle East Rally Championship (MERC) - Asia-Pacific Rally Championship (APRC) - Codasur South America Rally Championship - North America and Central America Rally Championship (NACAM) - CIVM - CITE - Campionato Italiano Prototipi - Campionato Italiano Rally - F4 Italia - Carrera Cup Italia - Lotus Cup Italia - Clio Cup Italia - Green Hybrid Cup


I 10 migliori sorpassi in F1, 1979-2014

Classifica tosta, eh?

Questi 10 sorpassi hanno veramente fatto emozionare gli amanti della F1. 10 sorpassi fatti con gran cuore e piede pesante. Di questi, almeno uno è stato tra i vostri preferiti, ne sono certo.

Cominciamo subito, senza tanti preamboli.

10° Vettel su Alonso, Monza 2011. Il tedesco mette le ruote sull'erba nella sfida con il ferrarista. L'anno dopo, a ruoli invertiti, non sarà altrettanto tenero.


9° Massa su Bruno Senna, Singapore 2012. Felipe rischia tantissimo per questo sorpasso; prima viene chiuso in modo brutale dal pilota della Williams, poi rischia di perdere il controllo...


8° Montoya su Michael Schumacher, Spa 2004. Un sorpasso all'esterno della chicane bus stop: solo Juan Pablo poteva inventarselo!


7° Massa su Barrichello e Kovalainen, Montreal 2008. Felipe infila in un sol colpo ben due piloti all'interno del tornantino, con una scelta di tempo davvero pazzesca.


6° Piquet su Senna, Hungaroring 1986. Il celebre sorpasso in derapata di Nelson...


5° Gilles Villeneuve su Jones, Zandvoort 1979. Incredibile manovra alla curva Tarzan da parte del mitico Gilles.


4° Webber su Alonso, Spa 2011. Questa è l'esatta definizione per una manovra con i controc.....*, fatta all'ingresso dell'Eau Rouge.


3° Mansell su Berger, Mexico City 1990. Finta, controfinta e sorpasso all'esterno. Applausi!


2° Mansell su Senna, Hungaroring 1989. Un doppiato di mezzo, all'Hungaroring. Situazione normale di gara, ma non per Mansell, che trasforma un doppiaggio in un'opera d'arte. Senna non può nulla!


1° Hakkinen su Michael Schumacher, Spa 2000. Ancora oggi è di gran lunga il sorpasso più adrenalinico mai visto su una pista di F1. Qui c'è tutto: velocità (altissima), imprevisti (il doppiato, Zonta), uno strenuo difensore dei propri spazi (Schumacher) e soprattutto tanta, tantissima fantasia.





BONUS SPECIALE.  Una compilation dedicata a uno dei piloti attuali di F1 (finché non troveranno qualcuno che porti più soldi di lui) più capaci nella manovra di sorpasso, a partire dall'ideazione fino al conseguimento: Kamui Kobayashi.

lunedì 22 settembre 2014

Formula Satira - Episodio 14 - Gara GP Singapore 2014

Colpo di scena a Singapore! Hamilton approfitta del ritiro di Nico Rosberg per andare in testa al mondiale - con un vantaggio comunque risicatissimo - grazie ad una gara fantastica. Nonostante una strategia tutt'altro che buona, la Mercedes ha salvato la faccia (Lewis non ha gradito il fatto di aver montato le gomme più dure solo all'ultimo stint di gara)...

...Mentre Rosberg ha avuto in una sola gara tutti i guai potenziali di un campionato intero. Già al giro di ricognizione Nico non era riuscito a muoversi dalla sua piazzola. Dopo un cambio di volante, la macchina non andava comunque bene: il motore sembrava tagliato di giri e la frizione era instabile, con salti di marcia molto poco rassicuranti. Dopo aver tentato di rianimare la vettura con altri volanti e altri settaggi, il team ha deciso di gettare la spugna. Il volante di F1 è una sorta di centralina, se va a puttane quello non funziona più niente (capito, Stella Bruno?).

In Mercedes, comunque, ci sono un mucchio di bravi tecnici che risolvono subito i problemi, e anche in questo caso Rosberg è stato rassicurato: dalla prossima gara funzionerà tutto a meraviglia.



Dietro Hamilton, il duo Red Bull conclude a podio, con Vettel davanti a Ricciardo (alzi la mano chi, nel 2013, avrebbe letto questa frase come una notizia bomba... come pensavo: nessuno!). Alonso non rischia nulla e il suo mazzo di carte finisce nel solito mucchio anonimo: 4° posto e niente champagne. Sotto accusa la strategia: per un team senza nulla da perdere come Ferrari non sarebbe stato meglio mettere le super soft alla fine? Fernando pensa che la safety car sia arrivata in un momento sfortunato...



Massa, 5°, precede un pazzesco Vergne, che nonostante due penalità riesce a rimontare con un filotto impressionante di sorpassi negli ultimi giri. Che peccato sapere che l'anno prossimo Jean-Eric difficilmente troverà posto in questa F1!



Anche quest'anno la Safety Car è stata protagonista. Al momento della ripartenza, dal monitor GPS sembrava quasi che andasse più forte delle Caterham e Marussia appena sdoppiatesi. Voi direte, cosa ci vuole?



Ultima nota riguardante l'anima iper-tecnologica della F1. Soluzioni all'avanguardia, sistemi d'illuminazione da capogiro, feste organizzate nei minimi dettagli, motori ibridi, avanzatissimi reparti di ricerca e sviluppo... ma appena c'è un incidente con detriti sparsi per la pista, tutto scompare. Arrivano invece le ramazze e le classiche e intramontabili mani nude...




sabato 20 settembre 2014

Formula Satira - Episodio 13 - Qualifiche GP Singapore 2014

Una delle qualifiche più emozionanti dell'anno a Singapore, con Hamilton che batte Rosberg per soli 7 millesimi di secondo! La giornata, seppur ancora una volta sorridente alle Mercedes, è stata speciale anche per i rivali del team tedesco. Le Red Bull sono vicine, a 2 decimi, con a pochissima distanza le Ferrari e le Williams.

Alla Mercedes gli animi sono tra il preoccupato strisciante e l'ottimismo. Il gap a Singapore si è ridotto, ma le indiscrezioni parlano di un motore 2015 più potente di ben 50 cavalli! In ogni caso, per evitare brutte figure, Toto Wolff e Niki Lauda hanno deciso di mettere in pista tra i muretti un assetto più spinto...


Dopo le prime 4 scuderie, Mclaren e Toro Rosso viaggiano appaiate, con le Force India e le Sauber poco dietro. Grossa crisi alla Lotus: la macchina è inguidabile. Grosjean riesce ad entrare nella Q2, faticando enormemente; Maldonado invece non riesce proprio a ingranare la stagione e viene eliminato subito. Dopo l'incidente del venerdì, i vertici della Lotus hanno deciso di chiamare il famoso chef Gordon Ramsay, uno dei pochi al mondo capace di risollevare ristoranti e hotel in via di chiusura rendendoli dei posti alla moda. Pare che Gordon voglia dare più che un semplice aiuto...





venerdì 19 settembre 2014

Pastor e le prove libere di Singapore

Le libere del venerdì si sono concluse a Singapore. E io ho voglia di scrivere qualcosina. Diamoci dentro!

Cominciamo dai famigerati Team Radio. Il sempre pimpante Charlie Whiting ha scoperto che la limitazione anche dei messaggi sulla performance della macchina, come era stata decisa pochi giorni fa, non è attuabile.


In pratica, team radio riguardanti lo stato del motore, dei freni e delle gomme non andranno a scomparire. Nè tantomeno spariranno quelli relativi ai piccoli aggiustamenti di setup, come ad esempio ragionamenti su sottosterzo, sovrasterzo, eccetera eccetera.

Le macchine sono troppo complesse per un cambio così repentino di mentalità. Se ne riparlerà nel 2015.

Nel frattempo, la lista di ciò che invece è già vietato è stata aggiornata. Ecco cosa non si potrà dire (ufficialmente):

- Traiettorie ideali 
- Suggerimenti riguardo ai cordoli
- Setup specifici per ogni curva (in tempo reale)
- Comparazione con i tempi degli altri piloti (sia assoluti sia per settore)
- Comparazione con le velocità degli altri piloti
- Selezione delle marce in relazione agli avversari e in generale
- Punti di frenata
- Ripartizioni di frenata relative ad altri piloti e in generale
- Stabilità dell'auto in frenata
- Uso dell'acceleratore relativo ad altri piloti e in generale
- Uso del DRS in comparazione con gli avversari
- Uso dei bottoni "overtake"
- Tecnica di guida

In pratica è come passare dalla modalità "easy" alla "extremely hard" alla Playstation. Buon divertimento, cari piloti. Viva Raikkonen, comunque.

Continuiamo con i tempi: le Mercedes vanno fortissimo, le Ferrari vanno come le Red Bull, a poca distanza dalle frecce d'argento. Le Williams vanno pianissimo e le Marussia stanno meglio delle Caterham.

Finiamo con un classico: l'incidente di Maldonado, che provoca l'unica bandiera rossa della giornata...


Non sarebbe ora di ricordare a Pastor che c'è una vita, davanti a lui, utile per sperimentare tutte quelle passioni che non ha mai potuto provare? Fare lo stesso lavoro (il demolitore) per anni e anni può diventare monotono! Fai come Inoue, trovati un mestiere serio!

(ma se gli ingegneri di pista dicevano tutte quelle cose ai piloti, come traiettorie, tecniche di guida e altre belle cose, al box di Maldonado cosa c'è, una voce registrata che recita in continuazione hit the wall?)



giovedì 18 settembre 2014

Singapore 2008: il giorno del Crashgate

Il Gran Premio di Singapore è già diventato un classico del calendario della F1. Gara in notturna, scenari splendidi e spettacolo assicurato in pista, con le vetture che sfrecciano tra muretti e rail in costante attesa di una provvidenziale safety car.

Già, "provvidenziale".

Singapore, 28 settembre 2008. Il mondiale F1 segue finalmente l'esempio degli americani con un Gran Premio interamente sotto il cielo stellato. Il circuito cittadino di Singapore è una tortuosa linea di potentissimi lampioni in mezzo ai grattacieli, con un impianto studiato apposta per avere un impatto minimo sulla sicurezza dei piloti. Il circuito nasce senza zone d'ombra.

(Ma nasce anche con uno scandalo niente male)

Arriva il giorno della gara. Massa è in pole, con Hamilton in seconda posizione. I due sono in lotta per il mondiale. Gli altri attuali protagonisti della F1? Raikkonen è terzo, Vettel è 6° con la Toro Rosso, Rosberg è 8° con la Williams, Button 12° con la Honda, Alonso 15° con la Renault. Sutil è in ultima fila, con il 19° tempo.


Dopo 12 giri lo scandalo è in atto. La prima fase è la strana strategia di Alonso. Il pilota asturiano si ferma prima di tutti e passa dalle gomme super soft alle soft. C'è un evidente flirt con l'imponderabile, visto che una strategia del genere senza safety car non conviene.

La seconda fase è tutta concentrata al giro 14. Curva 17: il compagno di squadra di Fernando, Nelson Piquet Jr, si schianta contro il muro. Aveva già pescato un jolly durante il giro di ricognizione con un testacoda davvero inusuale. Il pilota, comunque, sta bene; ma la pista in quel punto è troppo stretta per recuperare i rottami in fretta. Deve entrare la safety car.


A quel punto, quasi tutti si fermano ai box. C'è chi è in debito di benzina a tal punto da rientrare con la pit lane chiusa (comportamento che vale una penalità) e c'è chi non ha mai visto una gara americana, come gli strateghi del box Ferrari. Raikkonen, infatti, rientra subito dopo Massa, perdendo un sacco di tempo ad aspettare la fine della sua sosta. Che, purtroppo, finisce male. Il brasiliano parte troppo presto e trascina con sè il bocchettone della benzina, rischiando pure di scontrarsi con Sutil. Gara buttata per entrambi: Massa riceve una penalità per unsafe release e Raikkonen si shpalma a pochi giri dalla fine nel tentativo di salvare il salvabile.


Altrove le cose vanno meglio, ad esempio in Renault. Piquet Jr si è schiantato, ma gode di una scarsa considerazione sia dentro la squadra, sia fuori: nessuno si interessa, quindi, del suo destino. Tutto il team Renault è infatti concentrato a seguire la gara di Alonso. Il bi-campione del mondo riesce a risalire dal 5° fino al 1° posto finale. Dopo di lui, arrivano Rosberg e Hamilton. Questo risultato è fondamentale per la classifica di Lewis. A fine anno vincerà il titolo.


Nel paddock, nel frattempo, sale il dubbio. Senza quella safety car Alonso non avrebbe mai vinto. Che scelta di tempo! Oppure c'è del marcio? Strano che Piquet Jr sia andato a muro proprio dopo il pit di Fernando... Anche se il brasiliano nega: "Il mio è stato un semplice errore".

Il bubbone scoppia quasi un anno dopo. Piquet Jr non riesce ad ottenere risultati di rilievo e viene licenziato da Briatore, da anni team manager della Renault. La cosa non viene presa bene dalla famiglia Piquet.


Dopo due settimane dal licenziamento, Nelsinho rivela di aver avuto la richiesta da parte del suo team di "agevolare" la strategia di Alonso con un incidente. Sgomento e raccapriccio: perché un pilota di F1 dovrebbe accettare una cosa del genere? Perché rischiare di farsi male in quel modo? Il memorandum di Piquet Jr inguaia Briatore e Pat Symonds, rei di aver ideato la strategia dell'incidente per favorire il ben informato Alonso, e concludere sul podio la gara in una stagione altrimenti deludente.

Oltre alle dichiarazioni del pilota brasiliano, c'è anche quella di un testimone X a quell'epoca in forza al team Renault. Tale teste, dopo aver sentito nel meeting pre-gara la proposta di un incidente forzato, ne prese le distanze. Il nome del testimone non è mai stato ufficializzato, anche se al Daily Mail sono certi si tratti di Alan Permane, lo stesso ingegnere di pista che Raikkonen zittì ad Abu Dhabi 2012. Leave me alone...

La Renault perde subito il title sponsor ING e anche Mutua Madrilena. La FIA squalifica, su richiesta di quel Max Mosley non ancora spedito a casa dal suo scandalo nazi-sessuale, Briatore e Pat Symonds (condanne ridotte in appello), mentre si scatenano le polemiche sulla credibilità della F1.

Briatore non ha più un ruolo in F1, mentre Symonds lavora alla Williams.
Ancora oggi il Crashgate pone dei dubbi. Pat Symonds disse addirittura che fu Piquet Jr a suggerire l'idea dell'incidente (per tenersi il volante senza meriti sportivi, visto il suo pessimo campionato?), salvo poi provare in seguito vergogna per essere stato troppo devoto al team. Briatore non ha mai ammesso alcuna colpa e non è per niente felice di dover tirar fuori l'argomento. La macumba su Nelsinho - non guiderai più in F1 - è ancora valida, dato che ora la sua carriera è tra la Nascar e la Formula E, con visite nel paddock di Ecclestone prossime allo zero. I dialoghi, pubblicati per la prima volta nel 2009, tra Briatore, Symonds, i piloti e gli ingegneri, non sono mai stati considerati una prova schiacciante. Mi chiedo ancora come sia stato possibile orchestrare così attentamente un piano del genere.

Sappiamo solo una cosa, che ad Alonso piace giocare carte scomode. Anche se, dopo la Spy Story e il Crashgate, dalle classifiche dei campionati ha preso solo due di picche.