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venerdì 16 settembre 2016

Il riassunto della stagione 2016: Pro Mazda & US F2000

Season Review 2016: Mazda Road To Indy (II parte)

Per leggere la prima parte sulla Indy Lights, clicca qui.

Pro Mazda




È stata parecchio imbarazzante la griglia 2016 della serie inferiore alla Indy Lights, cioè la Pro Mazda. Si è visto un numero massimo di 12 vetture in pista, dato per nulla accettabile in un campionato che, almeno a livello concettuale, dovrebbe essere sullo stesso piano della GP3. A pesare al ribasso, probabilmente, l'annunciato cambio di vettura per il 2018, con l'arrivo di Tatuus (oltre alla prospettiva già per il 2017 di un rinnovato montepremi totale e parziale, e della presenza di sconti per programmi full time). Se è vera l'ipotesi che molti team non abbiano voluto accollarsi i costi di una stagione con vetture destinate al museo, allora nel 2018 vedremo di nuovo una griglia abbastanza corposa, ma chi scenderà in pista nel 2017? Tanto per ricordarlo, il momento peggiore della stagione è stato al Lucas Oil Raceway, ovalino nei pressi di Brownsburg, in Indiana. 

Il campionato ha vissuto la sfida tra due compagni di squadra del team Pelfrey: lo statunitense Aaron Telitz e il messicano Patricio O'Ward. A prevalere è stato proprio Telitz, in grado di essere più costante del rivale con un solo piazzamento fuori dalla top 5 nell'arco delle sedici gare stagionali. Il pilota di Birchwood (Wisconsin), classe '91, ha colto un successo in meno rispetto a O'Ward (nato nel 1999), ma ha collezionato pure sei secondi posti. La stagione ha vissuto due periodi distinti; la prima parte è stata comandata da O'Ward, con ben 6 successi nelle prime sette gare. Un filotto incredibile che si è interrotto proprio nella gara di casa di Telitz, disputata a Elkhart Lake, con due quarti posti mentre l'avversario vinceva entrambe le competizioni del weekend. Il momento negativo del giovanissimo messicano è poi proseguito anche a Toronto, con un incidente in gara 1 che è stato il punto di non ritorno. Da quel momento O'Ward ha concluso davanti a Telitz in una sola occasione (gara 1 a Laguna Seca).



Aaron Telitz

A parte i duellanti, a togliersi lo sfizio della vittoria sono stati il francese Nico Jamin (dominatore della US F2000 l'anno precedente) e l'argentino Nicolas Dapero. Jamin ha concluso terzo in campionato con appunto due successi (entrambi nella tappa di Mid-Ohio), mentre Dapero è stato preceduto in classifica dall'ottimo Will Owen, statunitense in grado di salire sul podio in ben 8 occasioni nel corso della stagione.

Non hanno concluso la stagione il canadese Garett Grist (passato poi in Indy Lights) e il malese Weiron Tan che tanto aveva stupito nel 2015. Nelle poche gare da loro disputate si era comunque intravista la loro competitività; sarebbe stato interessante vederli all'opera in un contesto full time. Concetto che tuttavia quest'anno hanno abbracciato soltanto sei piloti sui 13 classificati finali, statistica anche questa impietosa.



Nico Jamin

Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Aaron Telitz (USA/Pelfrey) - 421 (6)
Patricio O'Ward (MEX/Pelfrey) - 393 (7)
Nico Jamin (FRA/Cape Motorsports) - 331 (2)
Will Owen (USA/Juncos) - 317
Nicolas Dapero (ARG/Juncos) - 278 (1)
Jake Parsons (AUS/Juncos) - 258
TJ Fischer (USA/Pelfrey) - 137
Garett Grist (CAN/Juncos) - 133
Jake Eidson (USA/Cape Motorsports) - 106
Jorge Cevallos (MEX/Cape Motorsports) - 79
Weiron Tan (MAL/Pelfrey) - 69
Joseph Burton-Harris (USA/World Speed) - 46
Bobby Eberle (USA/World Speed) - 20


US F2000





Unica a salvarsi in quanto a presenze con oltre 20 piloti a ogni gara, la US F2000 è tornata in voga.

Il campione 2016 è l'australiano Anthony Martin, 21enne del team Cape Motorsport capace di vincere in questa stagione ben sette gare su 16, con un primato notevole anche nelle pole position (nove). Martin, che nella sua biografia sul sito della USF2000 si dice terrorizzato dai ragni ma anche voglioso di vincere un giorno il campionato Indycar, ha migliorato notevolmente rispetto alla stagione precedente, nella quale giunse 4° con il titolo di miglior rookie nonostante l'assenza di vittorie. Come nel 2015 l'australiano ha preceduto in classifica il canadese (e compagno di scuderia) Parker Thompson, vincitore di quattro gare, tre delle quali nella prima parte della stagione. Thompson ha dimostrato di essere un pilota molto veloce in gara, ma i due risultati fuori dalla top ten (uno in più del rivale) lo hanno decisamente sfavorito in un campionato dove la costanza è stata il fattore determinante. Va detto che il canadese ha comunque qualche anno di esperienza in meno, essendo del 1998.


Anthony Martin

Il weekend perfetto di Laguna Seca ha messo in luce anche il talento del brasiliano Victor Franzoni. Dopo una stagione 2015 vissuta a metà tra USF2000 e Pro Mazda, Franzoni ha fatto un passo indietro, disputando l'intera stagione nell'ultima serie del programma Road To Indy. Come nel 2015, anche quest'anno ha vinto in una sola occasione. Come lui, anche l'australiano Jordan Lloyd e il cinese Yufeng Luo sono riusciti a cogliere un successo, entrambi nel weekend iniziale di St.Petersburg.

Lo statunitense Robert Megennis ha vinto il titolo riservato ai rookie, con due terzi posti all'attivo come miglior risultato. Megennis è risultato essere anche il primo dei nati dopo il 31 dicembre 1999.

Robert Megennis

L'unica donna nella serie, la norvegese Ayla Agren, ha leggermente peggiorato il risultato della stagione 2015, concludendo all'undicesimo posto finale con un quarto posto a Road Atlanta come miglior prestazione annuale.

Anche nella US F2000 sbarcherà la Tatuus, con la nuova monoposto USF-17.



Classifica finale/primi 20 (tra parentesi il numero di vittorie):
Anthony Martin (AUS/Cape Motorsports) - 394 (7)
Parker Thompson (CAN/Cape Motorsports) - 374 (4)
Victor Franzoni (BRA/ArmsUp) - 360 (3)
Jordan Lloyd (AUS/Pabst) - 276 (1)
Luke Gabin (AUS/JAY) - 252
Robert Megennis (USA/Pelfrey) - 224
Yufeng Luo (CHN/JAY) - 212 (1)
Nikita Lastochkin (RUS/Cape Motorsports)- 183
Dakota Dickerson (USA/Afterburner) - 176
Garth Richards (USA/Pabst) - 172
Ayla Agren (NOR/John Cummiskey) - 137
Lucas Kohl (BRA/John Cummiskey) - 136
Jordan Cane (GBR/Pelfrey) - 121
Austin McCusker (USA/Chastain) - 118
Tazio Ottis (USA/JDC) - 102
Cameron Das (USA/JAY) - 83
Michai Stephens (USA/RJB) - 82
Sam Chastain (USA/Chastain) - 62
TJ Fischer (USA/Pelfrey) - 58
Clint McMahan (USA/RJB) - 52


Il riassunto delle stagioni precedenti: 2015 - 2014

giovedì 15 settembre 2016

Il riassunto della stagione 2016: Indy Lights

Season Review 2016: Mazda Road To Indy (I parte)

Per la seconda parte basta cliccare qui.

La strada verso la Indycar passa spesso da qui. Indy Lights, Pro Mazda e US F2000 sono campionati strettamente collegati, con un costante travaso di talenti che anche quest'anno ha prodotto promozioni. Spencer Pigot, RC Enerson, Matthew Brabham e pure l'ex F1 Max Chilton sono saliti sulle Dallara di Indycar durante la stagione 2016, dimostrando che la filiera funziona pur con qualche piccolo salto di marcia.

In generale, rispetto al sistema F1-GP2-GP3, l'intero programma Mazda Road To Indy è caratterizzato da stagioni altalenanti, con griglie talvolta abbondanti e in altri casi imbarazzanti. In un paese con una popolazione così grande ci si aspetterebbe un numero di piloti maggiore, ma è evidente come la Nascar e pure il mondo delle Dirt Tracks attraggano meglio i sogni degli aspiranti professionisti del motorsport a stelle e strisce. D'altra parte (probabilmente) gli organizzatori hanno comunque interesse ad avere delle griglie internazionali, come si è visto in tutti e tre i campionati con larga presenza di piloti australiani, canadesi e sudamericani. 

Il mondo delle monoposto USA, soprattutto dopo i fasti della CART, ha proprio davanti questo dilemma: cercare di costruire una migliore identità nazionale, oppure diventare definitivamente un'alternativa di altre serie continentali similari? Avremo qualche idea più chiara solo nel 2018, quando tutto il programma avrà completato il rinnovamento attualmente in corso.





Indy Lights

Cominciata con un numero appena sufficiente di vetture (16), la stagione della Indy Lights è purtroppo scesa di livello, come quantità di vetture in pista, sotto il minimo sindacale, guarda caso subito dopo la Freedom 100 sull'ovale di Indianapolis, gara clou dell'anno per gli sponsor e per la concentrazione mediatica. Rispetto al 2015 non c'è stato il boom di iscrizioni che ci si poteva attendere, ma solo un piccolo miglioramento. Se nel 2017 la griglia conterà 18 vetture sarà un grande successo. In ogni caso il campionato ha comunque offerto un duello interessante. Ed Jones e Santiago Urrutia hanno combattuto fino alla gara finale di Laguna Seca, rappresentando egregiamente quello che a tutti gli effetti è stato un ottimo parterre di piloti.

Il titolo è andato a Jones per soli due punti grazie al gioco di squadra del team Carlin. Durante le battute finali di gara 2 a Laguna Seca Jones ha potuto giungere al 4° posto grazie all'aiuto del compagno di scuderia Felix Serralles, lasciatosi passare senza opporre resistenza. Con un 5° posto Jones sarebbe arrivato in parità di punteggio con Urrutia, ma con lo svantaggio di aver vinto due gare in meno. Lo Schmidt Peterson Motorsport, il team di Urrutia, non è invece riuscito nell'impresa di mettere altri suoi piloti tra l'uruguaiano e Jones. È stato un bel finale di campionato, considerando il fatto che Jones era favorito alla partenza grazie alla conquista della pole position, casella di vantaggio poi immediatamente gettata alle ortiche per una partenza troppo prudente.





Hanno vinto, durante la stagione, sette piloti diversi. Oltre ai già citati Jones e Urrutia (con 2 e 4 successi rispettivamente), pure Stoneman, Veach, Serralles, Kaiser e Rosenqvist hanno almeno due volte alzato al cielo la coppa del vincitore. Tra questi, Veach e Rosenqvist ne hanno vinte tre; Veach è stato super competitivo nella parte finale della stagione, mentre Rosenqvist ha dimostrato, seppur il suo campionato sia stato solo parzialmente disputato, che poteva essere voce in capitolo per il titolo, considerando che è stato l'unico altro pilota oltre a Urrutia ad aver fatto doppietta in un singolo round (a Toronto per lo svedese, a Mid-Ohio per l'uruguaiano).

Dean Stoneman (Andretti Autosport) è stato il vincitore della Freedom 100, la gara regina del campionato. Tre delle 18 gare in programma sono state corse sugli ovali (a Phoenix e in Iowa, oltre che a Indianapolis). Interessante notare come tra i contendenti al titolo Ed Jones sia arrivato sempre davanti a Urrutia in tutte e tre le occasioni.

Urrutia, che comunque può fregiarsi del titolo di rookie of the year, non è riuscito a portare in alto la sua bandiera per pochissimi punti, in una sfida tra nazioni sostanzialmente inedite nel mondo del motorsport. Infatti Ed Jones ha il passaporto degli Emirati Arabi Uniti, essendo nato a Dubai nel 1995. Il pilota di origine britannica non è nuovo alla soddisfazione di fine campionato, avendo vinto nel 2013 anche l'allora European Formula 3 Open. La chiave di volta della sua stagione è giunta a Watkins Glen, ove Urrutia ha riperso i punti che era riuscito a conquistare con il weekend perfetto al Mid-Ohio Sports Car Course. Senza questa battuta d'arresto l'uruguaiano, classe '96, sarebbe stato in grado di gestire il vantaggio con meno pressione addosso. 





Zach Veach, tra gli statunitensi di maggior talento della serie secondo i commentatori locali, è tornato dopo un anno di stop. Dopo il 3° posto finale del 2014, quest'anno (con il Belardi Auto Racing) è arrivato solamente al quarto posto ma con lo stesso numero di vittorie. Veach è un personaggio poliedrico: ha sviluppato un'app (urTXT) che risponde automaticamente al telefono quando si è in macchina, in modo da ridurre drasticamente il rischio di incidenti per distrazione; è il portavoce di FocusDriven, un gruppo di partecipazione composto dai parenti delle vittime da incidenti provocati dall'uso delle telefonia cellulare; si impegna nel sociale con campagne contro il bullismo e l'educazione scolastica; ha scritto un libro, intitolato "99 things teens wish they knew before turning 16". Insomma, un ragazzo che corre forte anche in altri campi.

Tra gli americani, solo Kyle Kaiser (Juncos Racing) ha fatto meglio di Veach, con un terzo posto finale che è un bel salto in avanti rispetto al 2015. Quest'anno sono pure arrivate le vittorie, solamente sfiorate l'anno precedente. 





Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Ed Jones (UAE/Carlin) - 363 (2)
Santiago Urrutia (URU/SPM) - 361 (4)
Kyle Kaiser (USA/Juncos) - 334 (2)
Zach Veach (USA/Belardi) - 332 (3)
Dean Stoneman (GBR/Andretti) - 316 (2)
Felix Serralles (PUR/Carlin) - 311 (2)
André Negrao (BRA/SPM) - 268
Shelby Blackstock (USA/Andretti) - 227
Zachary Claman DeMelo (CAN/Juncos) - 199
Dalton Kellett (CAN/Andretti) - 193
Neil Alberico (USA/Carlin) - 193
Felix Rosenqvist (SWE/Belardi) - 185 (3)
Juan Pedrahita (COL/Pelfrey) - 135
RC Enerson (USA/SPM) - 111
Garett Grist (CAN/Pelfrey) - 102
Scott Hargrove (CAN/Pelfrey) - 93
Scott Anderson (USA/SPM) - 61
Heamin Choi (KOR/SPM) - 40
Sean Rayhall (USA/Pelfrey) - 32
James French (USA/Belardi) - 26
Davey Hamilton Jr. (USA/McCormack) - 14

Tutte le gare della stagione [LINK]

Il riassunto delle stagioni precedenti: 2015 - 2014

martedì 13 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Pro Mazda & US F2000

Mentre la Indy Lights fatica a trovare una propria dimensione, le altre serie del percorso "Mazda Road to Indy" sembrano godere di una migliore salute complessiva. Il Pro Mazda Championship e la US F2000 non hanno dei numeri da capogiro, ma le loro griglie sono certamente più affollate e piene di prospetti interessanti.

La Pro Mazda a Indy per la gara nel road course

L'uruguaiano Santiago Urrutia (Team Pelfrey) è stato il vincitore del Pro Mazda Championship di quest'anno, successo arrivato con merito e soprattutto con la costanza di rendimento. Il sudamericano ex GP3 ha colto tre vittorie, una in meno dello statunitense Alberico e del malese Tan; ma i suoi piazzamenti non sono stati replicati da nessuno, con ben quindici top 10 in sedici gare e in totale dieci arrivi a podio. Per Urrutia è stato un salto di qualità niente male, considerando che in GP3 aveva corso praticamente sempre nelle retrovie.

Santiago Urrutia

Il californiano Neil Alberico (Cape Motorsports/Wayne Taylor Racing) ha colto i frutti della già positiva stagione 2014, migliorando il piazzamento finale (l'anno scorso 3°, nel 2015 2°) e soprattutto cogliendo 4 vittorie tra le quali le prime due del campionato a St.Petersburg. Dietro di lui il canadese Garett Grist (Juncos) e il malese Weiron Tan (Andretti) hanno mostrato grandi doti, e non sono stati gli unici visto l'equilibrio delle forze in campo; un fattore che ha permesso a 6 piloti diversi di vincere e a 11 di salire almeno una volta sul podio.

Weiron Tan

Per i piloti americani c'è stato poco spazio. Oltre ad Alberico, solo Will Owen (Juncos) ha colto risultati di rilievo con due secondi posti nella parte centrale della stagione. Per il Canada è andata meglio, con il già citato Grist e con Kellett e Burkett, entrambi a podio nel corso dell'anno.

Stagione tra alti e bassi, invece, per il vincitore della US F2000 dell'anno scorso Florian Latorre (Cape Motorsports/Wayne Taylor Racing). Il francese è comunque riuscito a togliersi la soddisfazione della vittoria (in gara-1 a Toronto), ma senza brillare nella maggioranza delle altre occasioni, tant'è che Will Owen è riuscito a sopravanzarlo nella classifica generale (quando invece l'anno prima aveva concluso in 12° posizione nel campionato vinto appunto da Latorre).


La classifica del Pro Mazda Championship (tra parentesi il numero di vittorie):

Santiago Urrutia (URU) - 355 (3)
Neil Alberico (USA) - 302 (4)
Garett Grist (CAN) - 294 (3)
Weiron Tan (MAL) - 282 (4)
Timothé Buret (FRA) - 281 (1)
Patricio O'Ward (MEX) - 250
Will Owen (USA) - 243
Florian Latorre (FRA) - 222 (1)
Josè Gutierrez (MEX) - 216
Dalton Kellett (CAN) - 187
Daniel Burkett (CAN) - 176
Raoul Owens (GBR) - 166
Alessandro Latif (GBR) - 140
Kyle Connery (USA) - 122
Bobby Eberle (USA) - 101
Victor Franzoni (BRA) - 91
Parker Nicklin (USA) - 78
Jay Horak (USA) - 58
Michael Johnson (USA) - 31
Scott Hargrove (CAN) - 21
Bryson Schutte (CAN) - 21
Bob Kaminsky (USA) - 12
Kevin Davis (USA) - 6
Carlos Conde (PRI) - 2

Nella US F2000, al contrario di quanto accaduto per la serie superiore, le posizioni da podio sono state occupate per quasi tutto il campionato da soli tre piloti. Si tratta del francese Nico Jamin, autentico mattatore in quanto a vittorie (10 su 16 appuntamenti), e degli statunitensi Jake Eidson (4 vittorie e secondo in campionato - migliorandosi rispetto al 2014 quando concluse 3°) e Aaron Telitz (1 vittoria).

Nico Jamin

Oltre a loro ci sono stati solamente altri tre piloti in grado di salire sul podio: gli australiani Anthony Martin e Luke Gabin e soprattutto il brasiliano Victor Franzoni. L'alfiere del team Afterburner Autosport ha corso solo le prime sei gare (vincendone una), prima di passare al Pro Mazda Championship.

La US F2000 a Laguna Seca

In generale la serie ha avuto buoni numeri in griglia, anche se non a livello dei campionati di F.Renault 2,0 organizzati in Europa. Questi campionati - nei quali corrono praticamente le stesse cilindrate - non hanno nulla a che vedere gli uni con gli altri, e a livello europeo le griglie sono raddoppiate. L'elemento più interessante della serie americana è la possibilità di imparare a guidare sugli ovali, una skill che può tornare utile nella carriera di un giovane pilota.


La classifica della US F2000 (tra parentesi il numero di vittorie):

Nico Jamin (FRA) - 457 (10)
Jake Eidson (USA) - 385 (4)
Aaron Telitz (USA) - 348 (1)
Anthony Martin (AUS) - 300
Parker Thompson (CAN) - 221
Luke Gabin (AUS) - 194
Yufeng Luo (CHN) - 193
Nikita Lastochkin (RUS) - 193
Garth Richards (USA) - 186
Ayla Agren (NOR) - 186
Keyvan Andres Soori (GER) - 177
Max Hanratty (USA) - 151
James Dayson (CAN) - 116
Victor Franzoni (BRA) - 98 (1)
Augie Lerch (USA) - 69
Jordan Lloyd (AUS) - 62
Sennan Fielding (GBR) - 38
Andrew List (USA) - 32
Jack Mitchell (USA) - 30
Peter Portante (USA) - 26
Sam Chastain (USA) - 25
Bill Abel (USA) - 23
Tyler Hunter (USA) - 20
Alex Mayer (USA) - 19
Robert Alon (USA) - 18
Clint McMahan (USA) - 15

sabato 10 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Indy Lights

La Indy Lights stenta a decollare. Nonostante le grandi potenzialità del campionato, in sostanza una sorta di GP2 all'americana, le griglie di partenza continuano ad essere desolatamente mezze vuote. Per trovare un parco partenti appena sufficiente bisogna andare al 2010, quando erano stabilmente presenti almeno 16-17 vetture a ogni appuntamento in calendario.



I numeri non mentono: con un massimo di 13 vetture e un minimo di 11 lo spettacolo ne risente enormemente. Nonostante le cifre risibili, c'è un trend impercettibilmente positivo rispetto ad esempio a due anni fa, quando in certe gare non si arrivava nemmeno alla doppia cifra. Dallara ha introdotto in questa stagione un nuovo chassis e ciò potrebbe aver contribuito - solo il futuro lo dirà - a un maggior interesse a lungo termine per la Indy Lights. L'ingresso del team britannico Carlin è stato certamente positivo e ha reso il campionato meno USA-centrico. Tuttavia, sembra che nemmeno i premi finali riescano ad attrarre più competitor: va ricordato che quest'anno il vincitore Spencer Pigot ha vinto un assegno da un milione di dollari... Evidentemente la serie costa più di quanto possa sembrare (...come detto, è una sorta di GP2 anche in questo), e anche molti piloti europei non possono accedervi per via della cronica insufficienza di budget.



Purtroppo tutto questo mette un poco in ombra quanto di buono c'è nella serie. Prima di tutto il livello dei partecipanti è ottimo, con piloti di spicco e pronti a fare il grande salto. Come Spencer Pigot: il californiano bissa il successo del 2014 in Pro Mazda con una stagione ricca di successi (ben 6) anche condita con alcuni colpi a vuoto. Infatti il britannico Jack Harvey ha concluso in seconda posizione a poca distanza, nonostante abbia colto solo due vittorie nelle 16 gare disputate, perdendo il titolo proprio nelle due gare finali a Laguna Seca.


Spencer Pigot

Harvey ha comunque conquistato l'importante gara sul catino di Indianapolis, confermando la sua bravura anche sugli ovali. Forse gli resterà un po' di amaro in bocca per il secondo posto in campionato consecutivo perso sul filo di lana, ma la sua velocità non si discute.

Ci sono stati altri due ragazzi che, per motivi diversi, hanno impressionato rimanendo in lizza per il campionato fino alla fine. Ed Jones aveva vinto trionfalmente le prime tre gare del campionato, ma successivamente non è riuscito a ripetersi, mentre il super-rookie RC Enerson (classe '97, arrivato direttamente dalla US F2000 saltando la Pro Mazda) ha dimostrato ampiamente di meritare un posto nella categoria con una vittoria e tante gare consistenti. Ecco cosa mi ha detto RC a riguardo di questa stagione:

Mi aspettavo di essere nella top 5, forse non fin da subito come invece è poi accaduto. Non ho risentito del doppio salto, visto che tra la US F2000 e la Indy Lights ci sono delle similarità; di conseguenza è stata sicuramente la decisione giusta. Purtroppo la griglia non è stata per niente numerosa, ma ti posso assicurare che era formata da piloti molto competitivi, con esperti della serie, campioni di F3 e un pilota di F1... Si è visto davvero un forte gruppo di piloti tutti molto vicini tra loro. Nessuno ha mai tirato i remi in barca! Sono soddisfatto della stagione; oltre alla vittoria in gara-1 a Mid-Ohio, mi piace ricordare gara-2 a Indy: dopo una partenza che mi aveva fatto precipitare in fondo al gruppo, sono riuscito a recuperare fino alla seconda posizione. Peccato per l'incidente di Toronto, sicuramente il peggior momento dell'anno...
RC Enerson

Grande stagione anche per lo statunitense Sean Rayhall. Nonostante abbia corso solo 9 gare, il pilota della Georgia ha colto due vittorie e due secondi posti. Con RC Enerson e Kyle Kaiser forma il trio di piloti più giovani della serie, a dimostrazione che la maturità arriva sempre più in fretta nel motorsport visti i risultati da loro ottenuti.

E infine, due parole sulla vecchia conoscenza del Circus iridato, cioè Max Chilton. L'inglese ex Marussia ha coronato il suo... passo indietro nella Indy Lights con una sola vittoria, donando però al team Carlin anche l'esperienza tecnica acquisita durante gli anni in F1.



La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):

Spencer Pigot (USA - Juncos) 357 (6)
Jack Harvey (GBR - Schmidt Peterson) 330 (2)
Ed Jones (UAE - Carlin) 324 (3)
RC Enerson (USA - Sam Schmidt) 295 (1)
Max Chilton (GBR - Carlin) 258 (1)
Kyle Kaiser (USA - Juncos) 237
Felix Serralles (PRI - Belardi) 225 (1)
Juan Piedrahita (MEX - Belardi) 223
Scott Anderson (USA - Schmidt Peterson) 219
Shelby Blackstock (USA - Andretti) 218
Ethan Ringel (USA - Schmidt Peterson) 197
Sean Rayhall (USA - 8Star) 188 (2)
Matt Brabham (USA - Andretti) 35
Scott Hargrove (CAN - 8Star) 34
Nelson Piquet, Jr (BRA - Carlin) 28
Heamin Choi (KOR - Schmidt Peterson) 19

martedì 23 settembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: Mazda Road to Indy

Negli Stati Uniti esiste un percorso di avvicinamento alla Indycar simile a quello europeo per la F1. Dalle nostre parti, anche se poi ovviamente le scuderie fanno scelte diverse, la scala sarebbe attualmente questa: GP3 - GP2 - F1. I budget si alzano ad ogni scalino...

Negli States l'ascesa all'olimpo di Indianapolis si chiama attualmente Mazda Road to Indy. Anche in questo caso i soldi richiesti per entrare nelle macchine delle varie serie aumentano man mano si alza il livello del campionato. In questo caso gli step sono tre, prima dell'Indycar. Vediamo com'è andata la stagione 2014 per ognuna delle tre serie propedeutiche:


Nell'attesa della nuova Dallara targata 2015, il campionato ha vissuto una stagione davvero deludente dal punto di vista dei numeri e, di conseguenza, dello spettacolo in pista.

In ben due gare disputate sono scese in pista solo 8 vetture, numero veramente basso se confrontato a uno schieramento GP2 base. Il massimo è stato di 12...

Il campione 2014, Gabby Chaves

Tra gli 8 piloti sempre presenti c'era anche un vice-campione di GP2: Luiz Razia. Il brasiliano, dopo aver perso all'ultimo l'opportunità di salire sulla Marussia F1 nel 2013, ha ripiegato negli Stati Uniti per ricostruirsi una carriera degna di nota. Nonostante il suo serio background, Luiz ha concluso il campionato solo al 5° posto. Il vincitore è stato invece il colombiano Gabby Chaves, pilota del Belardi Auto Racing. Il campionato, nonostante la quantità di auto in griglia, ha vissuto un epilogo assolutamente spettacolare, con Chaves e l'inglese Jack Harvey (visto già in GP3) appaiati alla fine della ultima gara a quota 547 punti con 4 vittorie ciascuno. La norma, in caso di parità anche per la vittoria, prevede il confronto dei secondi posti; la statistica ha premiato Chaves, 2° per 5 volte in stagione. Anche l'italiano Vittorio Ghirelli è stato protagonista della serie, con 4 gare disputate a inizio stagione (miglior risultato un 4° posto a St.Petersburg). Il nipote di Jack Brabham e figlio di Geoff Brabham, Matthew, ha ottimamente figurato con un 4° posto finale, a dimostrazione che la passione dei motori nella sua famiglia è ancora ben lungi dall'essersi esaurita.

Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Gabby Chaves (COL - Belardi Auto Racing) - 547 (4)
Jack Harvey (UK - Schmidt) - 547 (4)
Zach Veach (USA - Andretti) - 520 (3)
Matthew Brabham (USA - Andretti) - 424 (1)
Luiz Razia (BRA - Schmidt) - 403 (1)
Juan Pablo Garcia (MEX - Schmidt) - 372
Juan Pedrahita (COL - Schmidt) - 337
Scott Anderson (USA - Fan Force United) - 309
Zach Meyer (CAN - Team Moore) - 274
Alexandre Baron (FRA - Belardi Auto Racing) - 261 (1)
Lloyd Read (USA - Herta) - 101
Ryan Phinny (USA - Herta + Belardi Auto Racing) - 91
Vittorio Ghirelli (ITA - Team Moore) - 90
Axcil Jefferies (ZIM - Belardi Auto Racing) - 60
Jimmy Simpson (USA - Team Moore) - 42
Matthew Di Leo (CAN - MDL Racing) - 28
Chase Austin (USA - Belardi Auto Racing) - 1

La Dallara di Indy Lights che correrà nel 2015.
PRO MAZDA

Motore Mazda di tipo wankel da 260 cavalli, telaio Star Race Cars - costruttore americano - e... 20 macchine in pista quasi ad ogni appuntamento. Quest'anno è stato molto positivo per il campionato Pro Mazda, dopo un 2013 in sordina.

Pro Mazda: il pacchetto di mischia 2014
La lotta per il titolo tra lo statunitense Spencer Pigot e il canadese Scott Hargrove si è protratta fino all'ultimo weekend di gare a Sonoma. I due sfidanti si sono resi protagonisti in modo controverso... In gara 1 un contatto al 4° giro spedisce fuori pista Pigot (in quel momento in testa) mentre Hargrove riesce a continuare fino al 3° posto finale. In gara 2 il compagno di squadra di Hargrove, Neil Alberico, sperona Pigot in partenza; quest'ultimo non molla il colpo e risale la classifica fino a raggiungere Hargrove. Lo statunitense si mette in scia, ma Hargrove subisce un guasto meccanico; per un soffio Pigot lo evita con una manovra di sorpasso davvero felina. Il suo 5° posto è sufficiente per riguadagnare il primato.


Sono state 3 le donne ad aver presenziato ad almeno un evento del campionato: l'argentina Julia Ballario, la filippina Michele Bumgarner e l'italiana Vicky Piria. La Piria ha presenziato ai primi due appuntamenti (4 gare) con risultati poco soddisfacenti (due 13° posti come miglior piazzamento).

Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Spencer Pigot (USA) 309 (6)
Scott Hargrove (CAN) 299 (3)
Neil Alberico (USA) 239
Shelby Blackstock (USA) 235
Nicolas Costa (BRA) 224 (1)
Kyle Kaiser (USA) 211 (1)
Jose Gutierrez (MEX) 201 (1)
Garett Grist (CAN) 199 (2)
Ryan Booth (USA) 173
Dalton Kellett (CAN) 160
Julia Ballario (ARG) 152
Kyle Connery (USA) 93
Michael Johnson (USA) 90
Pipo Derani (BRA) 88
Michele Bumgarner (PHI) 79
Bobby Eberle (USA) 66
Brandon Newey (USA) 63
Jay Horak (USA) 48
Felipe Donato (BRA) 36
Jack Aitken (UK) 31
Alex Keyes (USA) 29
Jeff Harrison (USA) 29
Joey Bickers (USA) 22
Parker Nicklin (USA) 18
Anders Krohn (NOR) 17
Vicky Piria (ITA) 17
Carlos Conde (PR) 17
Clark Toppe (USA) 16
Jason Rabe (USA) 13
Brian Lift (USA) 7
Stan Kohls (USA) 6
Jason Bedasse (JAM) 4

U.S. F2000

Il primo gradino della scala verso la Indycar (senza contare i passaggi in kart) è rappresentato dalla U.S. F2000, in sostanza la Formula Ford statunitense. Telaio Elan (costruttore di proprietà Panoz), motore Mazda, pneumatici Cooper Tyres. Auto facili da mettere a punto, con budget richiesti bassissimi.

La US F2000 in azione a Sonoma
La serie gode di buona salute, con oltre venti auto sempre presenti ad ognuno dei 14 appuntamenti in calendario.

La serie ha vissuto la lotta tra il francese Latorre e lo statunitense Enerson, suddivisi da soli 9 punti alla fine del campionato. Nonostante Enerson abbia vinto più gare, e conquistato un maggior numero di podi, la regolarità di Latorre è stata decisiva. Il peggior piazzamento di Latorre, escluso l'unico ritiro, è stato un 7° posto. Mentre il suo rivale ha collezionato anche un 16° e un 10° posto, con tanti punti lasciati per strada. Un'altra particolarità: Latorre ha conquistato il campionato in due team diversi: 8 gare con il team Belardi e le altre 6 con il pluri-titolato Cape Motorsports/Wayne Taylor Racing (con il quale ha ottenuto le sue 3 vittorie stagionali).

Florian Latorre
Come nella Pro Mazda, i piloti statunitensi sono la maggioranza; tuttavia pare che questo campionato interessi anche ai francesi: hanno infatti eguagliato il numero di colombiani e di brasiliani. Nessun italiano ha partecipato alla serie, ma i 4 "oriundi" (Latorre, Franzoni, Portante e Starrantino) si sono classificati tutti nella top 10.

Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Florian Latorre (FRA) 310 (3)
R. C. Enerson (USA) 301 (5)
Jake Eidson (USA) 291 (2)
Aaron Telitz (USA) 246 (1)
Victor Franzoni (BRA) 202 (1)
Peter Portante (USA) 173
Adrian Starrantino (USA) 157 (1)
Clark Toppe (USA) 156
Nico Jamin (FRA) 154
Henrik Furuseth (NOR) 149
Daniel Burkett (CAN) 147
Will Owen (USA) 133 (1)
Jeroen Slaghekke (NED) 130
Austin Cindric (USA) 125
Colton Herta (USA) 115
Keyvan Andres Soori (GER) 114
Andrew List (USA) 72
Gustavo Myasava (BRA) 68
Santiago Lozano (COL) 61
Juan Maldonado (COL) 57
Nathan Blok (CAN) 40
James Dayson (CAN) 31
Garth Rickards (USA) 10
Tim Hollowell (USA) 8
Kyle O'Gara (USA) 3


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