Season Review 2016: Mazda Road To Indy (I parte)
Per la seconda parte basta cliccare qui.
La strada verso la Indycar passa spesso da qui. Indy Lights, Pro Mazda e US F2000 sono campionati strettamente collegati, con un costante travaso di talenti che anche quest'anno ha prodotto promozioni. Spencer Pigot, RC Enerson, Matthew Brabham e pure l'ex F1 Max Chilton sono saliti sulle Dallara di Indycar durante la stagione 2016, dimostrando che la filiera funziona pur con qualche piccolo salto di marcia.
In generale, rispetto al sistema F1-GP2-GP3, l'intero programma Mazda Road To Indy è caratterizzato da stagioni altalenanti, con griglie talvolta abbondanti e in altri casi imbarazzanti. In un paese con una popolazione così grande ci si aspetterebbe un numero di piloti maggiore, ma è evidente come la Nascar e pure il mondo delle Dirt Tracks attraggano meglio i sogni degli aspiranti professionisti del motorsport a stelle e strisce. D'altra parte (probabilmente) gli organizzatori hanno comunque interesse ad avere delle griglie internazionali, come si è visto in tutti e tre i campionati con larga presenza di piloti australiani, canadesi e sudamericani.
Il mondo delle monoposto USA, soprattutto dopo i fasti della CART, ha proprio davanti questo dilemma: cercare di costruire una migliore identità nazionale, oppure diventare definitivamente un'alternativa di altre serie continentali similari? Avremo qualche idea più chiara solo nel 2018, quando tutto il programma avrà completato il rinnovamento attualmente in corso.
Indy Lights
Cominciata con un numero appena sufficiente di vetture (16), la stagione della Indy Lights è purtroppo scesa di livello, come quantità di vetture in pista, sotto il minimo sindacale, guarda caso subito dopo la Freedom 100 sull'ovale di Indianapolis, gara clou dell'anno per gli sponsor e per la concentrazione mediatica. Rispetto al 2015 non c'è stato il boom di iscrizioni che ci si poteva attendere, ma solo un piccolo miglioramento. Se nel 2017 la griglia conterà 18 vetture sarà un grande successo. In ogni caso il campionato ha comunque offerto un duello interessante. Ed Jones e Santiago Urrutia hanno combattuto fino alla gara finale di Laguna Seca, rappresentando egregiamente quello che a tutti gli effetti è stato un ottimo parterre di piloti.
Il titolo è andato a Jones per soli due punti grazie al gioco di squadra del team Carlin. Durante le battute finali di gara 2 a Laguna Seca Jones ha potuto giungere al 4° posto grazie all'aiuto del compagno di scuderia Felix Serralles, lasciatosi passare senza opporre resistenza. Con un 5° posto Jones sarebbe arrivato in parità di punteggio con Urrutia, ma con lo svantaggio di aver vinto due gare in meno. Lo Schmidt Peterson Motorsport, il team di Urrutia, non è invece riuscito nell'impresa di mettere altri suoi piloti tra l'uruguaiano e Jones. È stato un bel finale di campionato, considerando il fatto che Jones era favorito alla partenza grazie alla conquista della pole position, casella di vantaggio poi immediatamente gettata alle ortiche per una partenza troppo prudente.
Hanno vinto, durante la stagione, sette piloti diversi. Oltre ai già citati Jones e Urrutia (con 2 e 4 successi rispettivamente), pure Stoneman, Veach, Serralles, Kaiser e Rosenqvist hanno almeno due volte alzato al cielo la coppa del vincitore. Tra questi, Veach e Rosenqvist ne hanno vinte tre; Veach è stato super competitivo nella parte finale della stagione, mentre Rosenqvist ha dimostrato, seppur il suo campionato sia stato solo parzialmente disputato, che poteva essere voce in capitolo per il titolo, considerando che è stato l'unico altro pilota oltre a Urrutia ad aver fatto doppietta in un singolo round (a Toronto per lo svedese, a Mid-Ohio per l'uruguaiano).
Dean Stoneman (Andretti Autosport) è stato il vincitore della Freedom 100, la gara regina del campionato. Tre delle 18 gare in programma sono state corse sugli ovali (a Phoenix e in Iowa, oltre che a Indianapolis). Interessante notare come tra i contendenti al titolo Ed Jones sia arrivato sempre davanti a Urrutia in tutte e tre le occasioni.
Urrutia, che comunque può fregiarsi del titolo di rookie of the year, non è riuscito a portare in alto la sua bandiera per pochissimi punti, in una sfida tra nazioni sostanzialmente inedite nel mondo del motorsport. Infatti Ed Jones ha il passaporto degli Emirati Arabi Uniti, essendo nato a Dubai nel 1995. Il pilota di origine britannica non è nuovo alla soddisfazione di fine campionato, avendo vinto nel 2013 anche l'allora European Formula 3 Open. La chiave di volta della sua stagione è giunta a Watkins Glen, ove Urrutia ha riperso i punti che era riuscito a conquistare con il weekend perfetto al Mid-Ohio Sports Car Course. Senza questa battuta d'arresto l'uruguaiano, classe '96, sarebbe stato in grado di gestire il vantaggio con meno pressione addosso.
Zach Veach, tra gli statunitensi di maggior talento della serie secondo i commentatori locali, è tornato dopo un anno di stop. Dopo il 3° posto finale del 2014, quest'anno (con il Belardi Auto Racing) è arrivato solamente al quarto posto ma con lo stesso numero di vittorie. Veach è un personaggio poliedrico: ha sviluppato un'app (urTXT) che risponde automaticamente al telefono quando si è in macchina, in modo da ridurre drasticamente il rischio di incidenti per distrazione; è il portavoce di FocusDriven, un gruppo di partecipazione composto dai parenti delle vittime da incidenti provocati dall'uso delle telefonia cellulare; si impegna nel sociale con campagne contro il bullismo e l'educazione scolastica; ha scritto un libro, intitolato "99 things teens wish they knew before turning 16". Insomma, un ragazzo che corre forte anche in altri campi.
Tra gli americani, solo Kyle Kaiser (Juncos Racing) ha fatto meglio di Veach, con un terzo posto finale che è un bel salto in avanti rispetto al 2015. Quest'anno sono pure arrivate le vittorie, solamente sfiorate l'anno precedente.
Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Ed Jones (UAE/Carlin) - 363 (2)
Santiago Urrutia (URU/SPM) - 361 (4)
Kyle Kaiser (USA/Juncos) - 334 (2)
Zach Veach (USA/Belardi) - 332 (3)
Dean Stoneman (GBR/Andretti) - 316 (2)
Felix Serralles (PUR/Carlin) - 311 (2)
André Negrao (BRA/SPM) - 268
Shelby Blackstock (USA/Andretti) - 227
Zachary Claman DeMelo (CAN/Juncos) - 199
Dalton Kellett (CAN/Andretti) - 193
Neil Alberico (USA/Carlin) - 193
Felix Rosenqvist (SWE/Belardi) - 185 (3)
Juan Pedrahita (COL/Pelfrey) - 135
RC Enerson (USA/SPM) - 111
Garett Grist (CAN/Pelfrey) - 102
Scott Hargrove (CAN/Pelfrey) - 93
Scott Anderson (USA/SPM) - 61
Heamin Choi (KOR/SPM) - 40
Sean Rayhall (USA/Pelfrey) - 32
James French (USA/Belardi) - 26
Davey Hamilton Jr. (USA/McCormack) - 14
Tutte le gare della stagione [LINK]
Il riassunto delle stagioni precedenti: 2015 - 2014
Visualizzazione post con etichetta indy lights. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta indy lights. Mostra tutti i post
giovedì 15 settembre 2016
sabato 10 ottobre 2015
Il riassunto della stagione 2015: Indy Lights
La Indy Lights stenta a decollare. Nonostante le grandi potenzialità del campionato, in sostanza una sorta di GP2 all'americana, le griglie di partenza continuano ad essere desolatamente mezze vuote. Per trovare un parco partenti appena sufficiente bisogna andare al 2010, quando erano stabilmente presenti almeno 16-17 vetture a ogni appuntamento in calendario.
I numeri non mentono: con un massimo di 13 vetture e un minimo di 11 lo spettacolo ne risente enormemente. Nonostante le cifre risibili, c'è un trend impercettibilmente positivo rispetto ad esempio a due anni fa, quando in certe gare non si arrivava nemmeno alla doppia cifra. Dallara ha introdotto in questa stagione un nuovo chassis e ciò potrebbe aver contribuito - solo il futuro lo dirà - a un maggior interesse a lungo termine per la Indy Lights. L'ingresso del team britannico Carlin è stato certamente positivo e ha reso il campionato meno USA-centrico. Tuttavia, sembra che nemmeno i premi finali riescano ad attrarre più competitor: va ricordato che quest'anno il vincitore Spencer Pigot ha vinto un assegno da un milione di dollari... Evidentemente la serie costa più di quanto possa sembrare (...come detto, è una sorta di GP2 anche in questo), e anche molti piloti europei non possono accedervi per via della cronica insufficienza di budget.
Purtroppo tutto questo mette un poco in ombra quanto di buono c'è nella serie. Prima di tutto il livello dei partecipanti è ottimo, con piloti di spicco e pronti a fare il grande salto. Come Spencer Pigot: il californiano bissa il successo del 2014 in Pro Mazda con una stagione ricca di successi (ben 6) anche condita con alcuni colpi a vuoto. Infatti il britannico Jack Harvey ha concluso in seconda posizione a poca distanza, nonostante abbia colto solo due vittorie nelle 16 gare disputate, perdendo il titolo proprio nelle due gare finali a Laguna Seca.
Harvey ha comunque conquistato l'importante gara sul catino di Indianapolis, confermando la sua bravura anche sugli ovali. Forse gli resterà un po' di amaro in bocca per il secondo posto in campionato consecutivo perso sul filo di lana, ma la sua velocità non si discute.
Ci sono stati altri due ragazzi che, per motivi diversi, hanno impressionato rimanendo in lizza per il campionato fino alla fine. Ed Jones aveva vinto trionfalmente le prime tre gare del campionato, ma successivamente non è riuscito a ripetersi, mentre il super-rookie RC Enerson (classe '97, arrivato direttamente dalla US F2000 saltando la Pro Mazda) ha dimostrato ampiamente di meritare un posto nella categoria con una vittoria e tante gare consistenti. Ecco cosa mi ha detto RC a riguardo di questa stagione:
Grande stagione anche per lo statunitense Sean Rayhall. Nonostante abbia corso solo 9 gare, il pilota della Georgia ha colto due vittorie e due secondi posti. Con RC Enerson e Kyle Kaiser forma il trio di piloti più giovani della serie, a dimostrazione che la maturità arriva sempre più in fretta nel motorsport visti i risultati da loro ottenuti.
E infine, due parole sulla vecchia conoscenza del Circus iridato, cioè Max Chilton. L'inglese ex Marussia ha coronato il suo... passo indietro nella Indy Lights con una sola vittoria, donando però al team Carlin anche l'esperienza tecnica acquisita durante gli anni in F1.
La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Spencer Pigot (USA - Juncos) 357 (6)
Jack Harvey (GBR - Schmidt Peterson) 330 (2)
Ed Jones (UAE - Carlin) 324 (3)
RC Enerson (USA - Sam Schmidt) 295 (1)
Max Chilton (GBR - Carlin) 258 (1)
Kyle Kaiser (USA - Juncos) 237
Felix Serralles (PRI - Belardi) 225 (1)
Juan Piedrahita (MEX - Belardi) 223
Scott Anderson (USA - Schmidt Peterson) 219
Shelby Blackstock (USA - Andretti) 218
Ethan Ringel (USA - Schmidt Peterson) 197
Sean Rayhall (USA - 8Star) 188 (2)
Matt Brabham (USA - Andretti) 35
Scott Hargrove (CAN - 8Star) 34
Nelson Piquet, Jr (BRA - Carlin) 28
Heamin Choi (KOR - Schmidt Peterson) 19
I numeri non mentono: con un massimo di 13 vetture e un minimo di 11 lo spettacolo ne risente enormemente. Nonostante le cifre risibili, c'è un trend impercettibilmente positivo rispetto ad esempio a due anni fa, quando in certe gare non si arrivava nemmeno alla doppia cifra. Dallara ha introdotto in questa stagione un nuovo chassis e ciò potrebbe aver contribuito - solo il futuro lo dirà - a un maggior interesse a lungo termine per la Indy Lights. L'ingresso del team britannico Carlin è stato certamente positivo e ha reso il campionato meno USA-centrico. Tuttavia, sembra che nemmeno i premi finali riescano ad attrarre più competitor: va ricordato che quest'anno il vincitore Spencer Pigot ha vinto un assegno da un milione di dollari... Evidentemente la serie costa più di quanto possa sembrare (...come detto, è una sorta di GP2 anche in questo), e anche molti piloti europei non possono accedervi per via della cronica insufficienza di budget.
Purtroppo tutto questo mette un poco in ombra quanto di buono c'è nella serie. Prima di tutto il livello dei partecipanti è ottimo, con piloti di spicco e pronti a fare il grande salto. Come Spencer Pigot: il californiano bissa il successo del 2014 in Pro Mazda con una stagione ricca di successi (ben 6) anche condita con alcuni colpi a vuoto. Infatti il britannico Jack Harvey ha concluso in seconda posizione a poca distanza, nonostante abbia colto solo due vittorie nelle 16 gare disputate, perdendo il titolo proprio nelle due gare finali a Laguna Seca.
![]() |
| Spencer Pigot |
Harvey ha comunque conquistato l'importante gara sul catino di Indianapolis, confermando la sua bravura anche sugli ovali. Forse gli resterà un po' di amaro in bocca per il secondo posto in campionato consecutivo perso sul filo di lana, ma la sua velocità non si discute.
Ci sono stati altri due ragazzi che, per motivi diversi, hanno impressionato rimanendo in lizza per il campionato fino alla fine. Ed Jones aveva vinto trionfalmente le prime tre gare del campionato, ma successivamente non è riuscito a ripetersi, mentre il super-rookie RC Enerson (classe '97, arrivato direttamente dalla US F2000 saltando la Pro Mazda) ha dimostrato ampiamente di meritare un posto nella categoria con una vittoria e tante gare consistenti. Ecco cosa mi ha detto RC a riguardo di questa stagione:
Mi aspettavo di essere nella top 5, forse non fin da subito come invece è poi accaduto. Non ho risentito del doppio salto, visto che tra la US F2000 e la Indy Lights ci sono delle similarità; di conseguenza è stata sicuramente la decisione giusta. Purtroppo la griglia non è stata per niente numerosa, ma ti posso assicurare che era formata da piloti molto competitivi, con esperti della serie, campioni di F3 e un pilota di F1... Si è visto davvero un forte gruppo di piloti tutti molto vicini tra loro. Nessuno ha mai tirato i remi in barca! Sono soddisfatto della stagione; oltre alla vittoria in gara-1 a Mid-Ohio, mi piace ricordare gara-2 a Indy: dopo una partenza che mi aveva fatto precipitare in fondo al gruppo, sono riuscito a recuperare fino alla seconda posizione. Peccato per l'incidente di Toronto, sicuramente il peggior momento dell'anno...
![]() |
| RC Enerson |
Grande stagione anche per lo statunitense Sean Rayhall. Nonostante abbia corso solo 9 gare, il pilota della Georgia ha colto due vittorie e due secondi posti. Con RC Enerson e Kyle Kaiser forma il trio di piloti più giovani della serie, a dimostrazione che la maturità arriva sempre più in fretta nel motorsport visti i risultati da loro ottenuti.
E infine, due parole sulla vecchia conoscenza del Circus iridato, cioè Max Chilton. L'inglese ex Marussia ha coronato il suo... passo indietro nella Indy Lights con una sola vittoria, donando però al team Carlin anche l'esperienza tecnica acquisita durante gli anni in F1.
La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Spencer Pigot (USA - Juncos) 357 (6)
Jack Harvey (GBR - Schmidt Peterson) 330 (2)
Ed Jones (UAE - Carlin) 324 (3)
RC Enerson (USA - Sam Schmidt) 295 (1)
Max Chilton (GBR - Carlin) 258 (1)
Kyle Kaiser (USA - Juncos) 237
Felix Serralles (PRI - Belardi) 225 (1)
Juan Piedrahita (MEX - Belardi) 223
Scott Anderson (USA - Schmidt Peterson) 219
Shelby Blackstock (USA - Andretti) 218
Ethan Ringel (USA - Schmidt Peterson) 197
Sean Rayhall (USA - 8Star) 188 (2)
Matt Brabham (USA - Andretti) 35
Scott Hargrove (CAN - 8Star) 34
Nelson Piquet, Jr (BRA - Carlin) 28
Heamin Choi (KOR - Schmidt Peterson) 19
martedì 23 settembre 2014
Il riassunto della stagione 2014: Mazda Road to Indy
Negli Stati Uniti esiste un percorso di avvicinamento alla Indycar simile a quello europeo per la F1. Dalle nostre parti, anche se poi ovviamente le scuderie fanno scelte diverse, la scala sarebbe attualmente questa: GP3 - GP2 - F1. I budget si alzano ad ogni scalino...
Tra gli 8 piloti sempre presenti c'era anche un vice-campione di GP2: Luiz Razia. Il brasiliano, dopo aver perso all'ultimo l'opportunità di salire sulla Marussia F1 nel 2013, ha ripiegato negli Stati Uniti per ricostruirsi una carriera degna di nota. Nonostante il suo serio background, Luiz ha concluso il campionato solo al 5° posto. Il vincitore è stato invece il colombiano Gabby Chaves, pilota del Belardi Auto Racing. Il campionato, nonostante la quantità di auto in griglia, ha vissuto un epilogo assolutamente spettacolare, con Chaves e l'inglese Jack Harvey (visto già in GP3) appaiati alla fine della ultima gara a quota 547 punti con 4 vittorie ciascuno. La norma, in caso di parità anche per la vittoria, prevede il confronto dei secondi posti; la statistica ha premiato Chaves, 2° per 5 volte in stagione. Anche l'italiano Vittorio Ghirelli è stato protagonista della serie, con 4 gare disputate a inizio stagione (miglior risultato un 4° posto a St.Petersburg). Il nipote di Jack Brabham e figlio di Geoff Brabham, Matthew, ha ottimamente figurato con un 4° posto finale, a dimostrazione che la passione dei motori nella sua famiglia è ancora ben lungi dall'essersi esaurita.
PRO MAZDA
La lotta per il titolo tra lo statunitense Spencer Pigot e il canadese Scott Hargrove si è protratta fino all'ultimo weekend di gare a Sonoma. I due sfidanti si sono resi protagonisti in modo controverso... In gara 1 un contatto al 4° giro spedisce fuori pista Pigot (in quel momento in testa) mentre Hargrove riesce a continuare fino al 3° posto finale. In gara 2 il compagno di squadra di Hargrove, Neil Alberico, sperona Pigot in partenza; quest'ultimo non molla il colpo e risale la classifica fino a raggiungere Hargrove. Lo statunitense si mette in scia, ma Hargrove subisce un guasto meccanico; per un soffio Pigot lo evita con una manovra di sorpasso davvero felina. Il suo 5° posto è sufficiente per riguadagnare il primato.
Negli States l'ascesa all'olimpo di Indianapolis si chiama attualmente Mazda Road to Indy. Anche in questo caso i soldi richiesti per entrare nelle macchine delle varie serie aumentano man mano si alza il livello del campionato. In questo caso gli step sono tre, prima dell'Indycar. Vediamo com'è andata la stagione 2014 per ognuna delle tre serie propedeutiche:
Nell'attesa della nuova Dallara targata 2015, il campionato ha vissuto una stagione davvero deludente dal punto di vista dei numeri e, di conseguenza, dello spettacolo in pista.
In ben due gare disputate sono scese in pista solo 8 vetture, numero veramente basso se confrontato a uno schieramento GP2 base. Il massimo è stato di 12...
![]() |
| Il campione 2014, Gabby Chaves |
Tra gli 8 piloti sempre presenti c'era anche un vice-campione di GP2: Luiz Razia. Il brasiliano, dopo aver perso all'ultimo l'opportunità di salire sulla Marussia F1 nel 2013, ha ripiegato negli Stati Uniti per ricostruirsi una carriera degna di nota. Nonostante il suo serio background, Luiz ha concluso il campionato solo al 5° posto. Il vincitore è stato invece il colombiano Gabby Chaves, pilota del Belardi Auto Racing. Il campionato, nonostante la quantità di auto in griglia, ha vissuto un epilogo assolutamente spettacolare, con Chaves e l'inglese Jack Harvey (visto già in GP3) appaiati alla fine della ultima gara a quota 547 punti con 4 vittorie ciascuno. La norma, in caso di parità anche per la vittoria, prevede il confronto dei secondi posti; la statistica ha premiato Chaves, 2° per 5 volte in stagione. Anche l'italiano Vittorio Ghirelli è stato protagonista della serie, con 4 gare disputate a inizio stagione (miglior risultato un 4° posto a St.Petersburg). Il nipote di Jack Brabham e figlio di Geoff Brabham, Matthew, ha ottimamente figurato con un 4° posto finale, a dimostrazione che la passione dei motori nella sua famiglia è ancora ben lungi dall'essersi esaurita.
Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Gabby Chaves (COL - Belardi Auto Racing) - 547 (4)
Jack Harvey (UK - Schmidt) - 547 (4)
Zach Veach (USA - Andretti) - 520 (3)
Matthew Brabham (USA - Andretti) - 424 (1)
Luiz Razia (BRA - Schmidt) - 403 (1)
Juan Pablo Garcia (MEX - Schmidt) - 372
Juan Pedrahita (COL - Schmidt) - 337
Scott Anderson (USA - Fan Force United) - 309
Zach Meyer (CAN - Team Moore) - 274
Alexandre Baron (FRA - Belardi Auto Racing) - 261 (1)
Lloyd Read (USA - Herta) - 101
Ryan Phinny (USA - Herta + Belardi Auto Racing) - 91
Vittorio Ghirelli (ITA - Team Moore) - 90
Axcil Jefferies (ZIM - Belardi Auto Racing) - 60
Jimmy Simpson (USA - Team Moore) - 42
Matthew Di Leo (CAN - MDL Racing) - 28
Chase Austin (USA - Belardi Auto Racing) - 1
![]() |
| La Dallara di Indy Lights che correrà nel 2015. |
Motore Mazda di tipo wankel da 260 cavalli, telaio Star Race Cars - costruttore americano - e... 20 macchine in pista quasi ad ogni appuntamento. Quest'anno è stato molto positivo per il campionato Pro Mazda, dopo un 2013 in sordina.
![]() |
| Pro Mazda: il pacchetto di mischia 2014 |
Sono state 3 le donne ad aver presenziato ad almeno un evento del campionato: l'argentina Julia Ballario, la filippina Michele Bumgarner e l'italiana Vicky Piria. La Piria ha presenziato ai primi due appuntamenti (4 gare) con risultati poco soddisfacenti (due 13° posti come miglior piazzamento).
Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Spencer Pigot (USA) 309 (6)
Scott Hargrove (CAN) 299 (3)
Neil Alberico (USA) 239
Shelby Blackstock (USA) 235
Nicolas Costa (BRA) 224 (1)
Kyle Kaiser (USA) 211 (1)
Jose Gutierrez (MEX) 201 (1)
Garett Grist (CAN) 199 (2)
Ryan Booth (USA) 173
Dalton Kellett (CAN) 160
Julia Ballario (ARG) 152
Kyle Connery (USA) 93
Michael Johnson (USA) 90
Pipo Derani (BRA) 88
Michele Bumgarner (PHI) 79
Bobby Eberle (USA) 66
Brandon Newey (USA) 63
Jay Horak (USA) 48
Felipe Donato (BRA) 36
Jack Aitken (UK) 31
Alex Keyes (USA) 29
Jeff Harrison (USA) 29
Joey Bickers (USA) 22
Parker Nicklin (USA) 18
Anders Krohn (NOR) 17
Vicky Piria (ITA) 17
Carlos Conde (PR) 17
Clark Toppe (USA) 16
Jason Rabe (USA) 13
Brian Lift (USA) 7
Stan Kohls (USA) 6
Jason Bedasse (JAM) 4
U.S. F2000
Il primo gradino della scala verso la Indycar (senza contare i passaggi in kart) è rappresentato dalla U.S. F2000, in sostanza la Formula Ford statunitense. Telaio Elan (costruttore di proprietà Panoz), motore Mazda, pneumatici Cooper Tyres. Auto facili da mettere a punto, con budget richiesti bassissimi.
La serie gode di buona salute, con oltre venti auto sempre presenti ad ognuno dei 14 appuntamenti in calendario.
La serie ha vissuto la lotta tra il francese Latorre e lo statunitense Enerson, suddivisi da soli 9 punti alla fine del campionato. Nonostante Enerson abbia vinto più gare, e conquistato un maggior numero di podi, la regolarità di Latorre è stata decisiva. Il peggior piazzamento di Latorre, escluso l'unico ritiro, è stato un 7° posto. Mentre il suo rivale ha collezionato anche un 16° e un 10° posto, con tanti punti lasciati per strada. Un'altra particolarità: Latorre ha conquistato il campionato in due team diversi: 8 gare con il team Belardi e le altre 6 con il pluri-titolato Cape Motorsports/Wayne Taylor Racing (con il quale ha ottenuto le sue 3 vittorie stagionali).
Come nella Pro Mazda, i piloti statunitensi sono la maggioranza; tuttavia pare che questo campionato interessi anche ai francesi: hanno infatti eguagliato il numero di colombiani e di brasiliani. Nessun italiano ha partecipato alla serie, ma i 4 "oriundi" (Latorre, Franzoni, Portante e Starrantino) si sono classificati tutti nella top 10.
Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Florian Latorre (FRA) 310 (3)
R. C. Enerson (USA) 301 (5)
Jake Eidson (USA) 291 (2)
Aaron Telitz (USA) 246 (1)
Victor Franzoni (BRA) 202 (1)
Peter Portante (USA) 173
Adrian Starrantino (USA) 157 (1)
Clark Toppe (USA) 156
Nico Jamin (FRA) 154
Henrik Furuseth (NOR) 149
Daniel Burkett (CAN) 147
Will Owen (USA) 133 (1)
Jeroen Slaghekke (NED) 130
Austin Cindric (USA) 125
Colton Herta (USA) 115
Keyvan Andres Soori (GER) 114
Andrew List (USA) 72
Gustavo Myasava (BRA) 68
Santiago Lozano (COL) 61
Juan Maldonado (COL) 57
Nathan Blok (CAN) 40
James Dayson (CAN) 31
Garth Rickards (USA) 10
Tim Hollowell (USA) 8
Kyle O'Gara (USA) 3
Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
WEC - WTCC - WRC - World RX - GP2 - GP3 - Auto GP/FA1 - Super Formula - F3 European Championship - Euroformula Open - DTM - BTCC - V8 Supercars - Euro V8 - Super GT - Stock Car Brasil - Turismo Carretera - Nascar Sprint Cup - Nascar Nationwide Series - Nascar Camping World Truck Series - Nascar Whelen Euro Series - F.Renault 3.5 (WSR) - F.Renault 2.0 Eurocup - F.Renault 2.0 NEC - F.Renault 2.0 Alps - F.Renault 2.0 UK - United Sportscar Championship (USC) - ELMS - Asian Le Mans Series - Blancpain Endurance Series - Blancpain GT Sprint - International GT Open - Indycar - Mobil 1 Porsche Supercup - Super Trofeo Lamborghini Europe - Trofeo Maserati - Eurocup Clio - European Rally Championship (ERC) - African Rally Championship (ARC) - Middle East Rally Championship (MERC) - Asia-Pacific Rally Championship (APRC) - Codasur South America Rally Championship - North America and Central America Rally Championship (NACAM) - CIVM - CITE - Campionato Italiano Prototipi - Campionato Italiano Rally - F4 Italia - Carrera Cup Italia - Lotus Cup Italia - Clio Cup Italia - Green Hybrid Cup
Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Spencer Pigot (USA) 309 (6)
Scott Hargrove (CAN) 299 (3)
Neil Alberico (USA) 239
Shelby Blackstock (USA) 235
Nicolas Costa (BRA) 224 (1)
Kyle Kaiser (USA) 211 (1)
Jose Gutierrez (MEX) 201 (1)
Garett Grist (CAN) 199 (2)
Ryan Booth (USA) 173
Dalton Kellett (CAN) 160
Julia Ballario (ARG) 152
Kyle Connery (USA) 93
Michael Johnson (USA) 90
Pipo Derani (BRA) 88
Michele Bumgarner (PHI) 79
Bobby Eberle (USA) 66
Brandon Newey (USA) 63
Jay Horak (USA) 48
Felipe Donato (BRA) 36
Jack Aitken (UK) 31
Alex Keyes (USA) 29
Jeff Harrison (USA) 29
Joey Bickers (USA) 22
Parker Nicklin (USA) 18
Anders Krohn (NOR) 17
Vicky Piria (ITA) 17
Carlos Conde (PR) 17
Clark Toppe (USA) 16
Jason Rabe (USA) 13
Brian Lift (USA) 7
Stan Kohls (USA) 6
Jason Bedasse (JAM) 4
U.S. F2000
Il primo gradino della scala verso la Indycar (senza contare i passaggi in kart) è rappresentato dalla U.S. F2000, in sostanza la Formula Ford statunitense. Telaio Elan (costruttore di proprietà Panoz), motore Mazda, pneumatici Cooper Tyres. Auto facili da mettere a punto, con budget richiesti bassissimi.
![]() |
| La US F2000 in azione a Sonoma |
La serie ha vissuto la lotta tra il francese Latorre e lo statunitense Enerson, suddivisi da soli 9 punti alla fine del campionato. Nonostante Enerson abbia vinto più gare, e conquistato un maggior numero di podi, la regolarità di Latorre è stata decisiva. Il peggior piazzamento di Latorre, escluso l'unico ritiro, è stato un 7° posto. Mentre il suo rivale ha collezionato anche un 16° e un 10° posto, con tanti punti lasciati per strada. Un'altra particolarità: Latorre ha conquistato il campionato in due team diversi: 8 gare con il team Belardi e le altre 6 con il pluri-titolato Cape Motorsports/Wayne Taylor Racing (con il quale ha ottenuto le sue 3 vittorie stagionali).
![]() |
| Florian Latorre |
Classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Florian Latorre (FRA) 310 (3)
R. C. Enerson (USA) 301 (5)
Jake Eidson (USA) 291 (2)
Aaron Telitz (USA) 246 (1)
Victor Franzoni (BRA) 202 (1)
Peter Portante (USA) 173
Adrian Starrantino (USA) 157 (1)
Clark Toppe (USA) 156
Nico Jamin (FRA) 154
Henrik Furuseth (NOR) 149
Daniel Burkett (CAN) 147
Will Owen (USA) 133 (1)
Jeroen Slaghekke (NED) 130
Austin Cindric (USA) 125
Colton Herta (USA) 115
Keyvan Andres Soori (GER) 114
Andrew List (USA) 72
Gustavo Myasava (BRA) 68
Santiago Lozano (COL) 61
Juan Maldonado (COL) 57
Nathan Blok (CAN) 40
James Dayson (CAN) 31
Garth Rickards (USA) 10
Tim Hollowell (USA) 8
Kyle O'Gara (USA) 3
Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
WEC - WTCC - WRC - World RX - GP2 - GP3 - Auto GP/FA1 - Super Formula - F3 European Championship - Euroformula Open - DTM - BTCC - V8 Supercars - Euro V8 - Super GT - Stock Car Brasil - Turismo Carretera - Nascar Sprint Cup - Nascar Nationwide Series - Nascar Camping World Truck Series - Nascar Whelen Euro Series - F.Renault 3.5 (WSR) - F.Renault 2.0 Eurocup - F.Renault 2.0 NEC - F.Renault 2.0 Alps - F.Renault 2.0 UK - United Sportscar Championship (USC) - ELMS - Asian Le Mans Series - Blancpain Endurance Series - Blancpain GT Sprint - International GT Open - Indycar - Mobil 1 Porsche Supercup - Super Trofeo Lamborghini Europe - Trofeo Maserati - Eurocup Clio - European Rally Championship (ERC) - African Rally Championship (ARC) - Middle East Rally Championship (MERC) - Asia-Pacific Rally Championship (APRC) - Codasur South America Rally Championship - North America and Central America Rally Championship (NACAM) - CIVM - CITE - Campionato Italiano Prototipi - Campionato Italiano Rally - F4 Italia - Carrera Cup Italia - Lotus Cup Italia - Clio Cup Italia - Green Hybrid Cup
Etichette:
florian latorre,
gabby chaves,
indy lights,
indycar,
mazda road to indy,
pro mazda,
season review 2014,
spencer pigot,
us f2000
Iscriviti a:
Post (Atom)












