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venerdì 14 ottobre 2016

Sharon Is Back: Episodio 7, Le Mans

La stagione 2016 della Lotus Cup Europe si è conclusa con il decisivo ultimo round a Le Mans. Cornice di pubblico splendida (56mila spettatori nell'arco del weekend) per salutare il vincitore assoluto Tamas Vizin (ungherese, classe PRO) e rendere omaggio a tutti gli altri piloti, tra i quali la protagonista di questo diario: Sharon Scolari (#177).




Questa è stata una stagione da incorniciare, per tanti motivi. Prima di tutto va ricordato che è stato un ritorno non facile, dopo un anno di stop. La vettura non era la più veloce del lotto, nonostante le buone doti sul misto. Inoltre, c'era da scoprire un mondo totalmente inesplorato, con avversari da tutta Europa, e con tracciati blasonati. Sharon ha saputo adattarsi, aiutata dal clima amichevole del paddock e da un ottimo stato di forma, cogliendo fin da Hockenheim risultati e conferme.

Alla fine è arrivata pure la vittoria, dopo tanti secondi e terzi posti. Si può dire che Le Mans, la pista che Sharon ha sempre indicato come preferita, ha ricambiato questo sentimento. Il campionato, alla fine, l'ha vinto Chris Laroche. Ma Sharon ha la soddisfazione di aver lottato fino all'ultimo giro, in crescendo.

Settimo Round, Le Mans, 8-10 ottobre 2016.

Gara 1 - 2° posto classe Open
Gara 2 - 3° posto classe Open
Gara 3 - 1° posto classe Open

Classifica Finale Open

1° posto: Chris Laroche
2° posto: Sharon Scolari

Il contatto

«Sono arrivata a Le Mans e ho sentito subito un buon feeling. Ho siglato la pole position tra le Open, ed era la cosa giusta da fare: per avere possibilità di vincere il titolo dovevo essere sempre davanti, perché solo in quel modo la matematica mi avrebbe aiutato. Tuttavia dopo la partenza di gara 1 c'è stato un contatto davanti a me che mi ha fatto perdere un po' del vantaggio. Ho cominciato a battagliare con Laroche, con una serie di sorpassi e contro-sorpassi. È stato divertente e combattuto finché, a 3 giri dalla fine, Chris mi ha colpito all'ultima curva. Sostanzialmente mi ha buttata nella ghiaia ma non mi sono persa d'animo; ho mantenuto il controllo della macchina e ho potuto continuare. Sono ritornata sull'asfalto con 5-6 secondi di distacco, che ho recuperato immediatamente con un ritmo di due secondi al giro più veloce rispetto a Chris. Purtroppo non ho fatto in tempo a passarlo, visto che è scesa la bandiera a scacchi. In quel momento ho perso il titolo. Ero molto delusa ma alla fine ho dovuto accettare bene o male quel verdetto: c'era ancora in palio il secondo posto in classifica e in più l'obiettivo era di vincere almeno una gara».




L'illusione della pioggia

«La domenica mattina, alla vigilia di gara 2, ci siamo svegliati con la pioggia. Ho pensato che sarebbe stato molto positivo per la corsa! Abbiamo preparato la macchina con un assetto da bagnato ma... Ovviamente appena prima del nostro ingresso in pista ha smesso. I camion, che stavano correndo in pista prima di noi, hanno asciugato rapidamente la traiettoria. A quel punto non potevamo più modificare l'assetto. È stato un vero peccato: la macchina era instabile, non potevo scegliere le traiettorie giuste e in generale non mi sentivo a mio agio con le regolazioni. Sono comunque riuscita ad arrivare terza, una buona posizione in ottica secondo posto finale».

La vittoria, finalmente

«Le Mans è sempre stato il mio sogno, quindi già entrando in circuito mi ero sentita alla grande. Ma il fatto di poter conquistare questa vittoria proprio qua mi ha dato una soddisfazione immensa. All'inizio della corsa c'è stato il tappo delle V6, sempre più lente di noi in partenza. Poi c'è stata una fase centrale con qualche duello e infine la parte finale, nella quale ho dato il 200% per passare per prima sotto il traguardo. All'ultima curva non capivo più niente, tra le urla di felicità in radio e la mia emozione. Mi sono commossa, sia per la vittoria in sé sia perché in questo modo ho potuto scaricare tutta la tensione di un intero campionato».




I saluti

«Purtroppo non ho potuto visitare molto del circuito: il tempo è sempre tiranno. Sono riuscita a fare qualche foto sulle tribune e al villaggio, ma niente di più. Ho passato però delle belle giornate e serate con gli amici del paddock. Salutarli è stato direi il momento più triste dell'anno; alla fine abbiamo fatto, io e tutto il nostro piccolo team, una lunga serie di bellissime amicizie. Ci terremo in contatto sicuramente, ma sarà un lungo inverno senza certi personaggi!».

L'indipendenza

«Due anni fa nella Lotus Cup Italia correvo con mio papà (Fabrizio, ndb). Quest'anno ho guidato solamente io la macchina, sapientemente preparata ai box, imparando a ogni weekend qualcosa di prezioso per il presente e per il futuro. Sono diventata consapevole dei miei mezzi e ne sono felice. Il risultato, in ogni caso, è derivato da un grande lavoro di squadra».


Con Martin Donnelly


Il futuro

«Più che dire che ci stiamo lavorando non posso, com'è normale nell'ambiente del motorsport. Questa stagione però mi ha dato i risultati che speravo e ho conosciuto tante persone che potrebbero essere importanti per quello che succederà in futuro».



giovedì 22 settembre 2016

Sharon Is Back: Episodio 6, Zolder

La Lotus Cup Europe è approdata a Zolder per la sesta e penultima prova del campionato. Sharon Scolari (#177)  è arrivata in circuito con l'obiettivo di raccogliere i punti necessari per rimanere in lizza per la vittoria della classifica Open, e ha raggiunto il suo suo scopo grazie a due piazzamenti a podio, un secondo e un terzo posto. Il morale è alto in vista delle gare finali a Le Mans in programma sabato 8 e domenica 9 ottobre.





Sesto Round, Zolder, 17-18 settembre 2016.

Gara 1 - 3° posto classe Open
Gara 2 - 2° posto classe Open, 11° assoluta

Classifica Open prima della gara finale di Le Mans:

Chris Laroche 297
Harry Woodhead 273
Sharon Scolari 257

Colpi di scena

In gara 1 sono partita terza tra le open dopo una buona qualifica. Come a Brands Hatch il feeling è stato immediato, e sono rimasta nel gruppo di testa, cercando di dare battaglia per conquistare il secondo posto. Tuttavia la differenza di cavalli con i miei avversari non mi ha aiutato nel portare a termine i sorpassi in una pista comunque tortuosa. Gara 2 è stata ricca di momenti emozionanti. Sono partita benissimo e stavo per impostare il sorpasso su Laroche, in quel momento in testa nella open. Davanti a noi c'è però stata una collisione tra tre vetture, delle quali una è rimbalzata in pista dopo aver colpito violentemente le barriere, per altro sfiorandomi. Ho infatti compiuto una manovra istintiva riportandomi in scia a Laroche; se avessi proseguito col sorpasso sarei stata coinvolta nel crash. Sono uscita indenne dall'episodio, ma il momento buono per passare davanti al mio avversario è svanito; ho mantenuto quindi il secondo posto fino alla bandiera a scacchi.





Un circuito diverso

Anche stavolta ho affrontato un tracciato nuovo, e come a Brands Hatch le prove libere non sono state sufficienti per imparare la pista come volevo. Tuttavia ho apprezzato molto questo circuito. È più lento rispetto a Spa e Silverstone, ma devo dire che mi trovo bene anche quando ci sono da affrontare le chicane, curve che in effetti abbondano a Zolder.

Il clima belga


Il clima la mattina era molto freddo, ma durante la gara la situazione è risultata essere praticamente identica a quella trovata a Brands Hatch, quindi sapevamo a cosa andavamo incontro. La pioggia purtroppo non è arrivata in mio aiuto e quindi non ho potuto sfruttare questo piccolo vantaggio che durante la stagione ho dimostrato di avere. Il paesaggio non mi ha colpito particolarmente; ormai sono innamorata della Gran Bretagna...




Il regno dei camion

Il pubblico era parecchio, visto che durante il weekend c'era l'European Truck Racing Championship. È un campionato seguitissimo sia qui sia in Francia; infatti a Le Castellet le tribune erano piene e lo saranno probabilmente anche a Le Mans. Si è sentito molto il calore degli appassionati, come del resto è accaduto negli scorsi appuntamenti: è ormai una piacevole abitudine.

Il rispetto acquisito

Il rispetto nel paddock, tra tutti i piloti e i meccanici, è incredibile. Personalmente mi sono guadagnata questo status da ogni singola persona che lavora in questo campionato e ciò mi rende davvero felice. C'è un clima fantastico sotto tutti gli aspetti, è facile fare amicizia senza pregiudizi. Con gli altri piloti c'è un bel legame, sia dentro il paddock sia fuori. Infatti può capitare di fare quattro chiacchiere anche tra un weekend e l'altro, sia di corse sia del più e del meno. Merito anche dell'organizzazione che ha creato un ambiente magnifico.




La danza della pioggia

In effetti potrebbe essere utile "chiamare" la pioggia, magari solamente durante le qualifiche e la gara, e non nelle prove libere! Ci saranno tre gare nel weekend di Le Mans e quindi potrebbe accadere di tutto anche con pista asciutta, ma se dovesse piovere sarebbe un grande aiuto visto che sia Harry Woodhead sia i fratelli Laroche vanno meno forte di me sotto l'acqua. Viceversa, con pista asciutta, hanno un vantaggio non da poco in termini di potenza del motore. In qualsiasi caso, comunque, mi preparerò bene per l'evento dell'anno, cercando di essere al top della forma fisica.

giovedì 1 settembre 2016

Sharon Is Back: Episodio 5, Brands Hatch

Il quinto appuntamento della Lotus Cup Europe si è svolto sul circuito britannico di Brands Hatch. Sharon Scolari (#177) è andata a caccia di punti per il campionato su una pista di casa per molti dei suoi avversari. Sono arrivati un quarto posto e un prezioso podio, con un solo piccolo rammarico: il terzo gradino si sarebbe potuto trasformare in una medaglia d'argento...




Quinto Round, Brands Hatch 27-28 agosto 2016.

Gara 1 - 4° posto classe Open
Gara 2 - 3° posto classe Open, 14° assoluta

Una pista davvero... nuova

Brands Hatch è una pista incredibile e difficilissima. Abbiamo corso sul circuito Grand Prix e, per fare un paragone con gli altri weekend del campionato, qui penso di non aver avuto lo stesso feeling immediato che trovai ad esempio a Spa. Negli altri circuiti avevo individuato dei punti in comune con altre esperienze, mentre Brands Hatch è molto particolare e davvero unico nel suo genere. Forse proprio la prima curva, la Hill Bend, mi ricordava appunto Spa. Per il resto, tutto nuovo: il tracciato è insidioso, tecnico, con punti di corda nascosti, curve cieche. Insomma, è da sapere a memoria, quindi sono molto soddisfatta di aver conquistato un 3° e un 4° posto. Il progresso dal primo turno di prove, dove c'era un abisso rispetto ai locali, alla gara conclusa sul podio è stato molto positivo.




Le gare

Il risultato della prima gara è stato condizionato da un ingresso della safety car. Prima di quel momento ero in battaglia per il terzo posto, ma in seguito non è stato più possibile ricucire lo strappo. In Gara 2 la battaglia è stata più interessante. Siamo partiti con l'asciutto e, grazie anche a un'ottima qualifica e a un incidente davanti proprio dopo lo start, sono risalita all'ottavo posto assoluto. È stato un momento davvero emozionante perché è vero che nella mia classe sono tra i protagonisti, ma nell'assoluta non ero mai stata in lotta per le primissime posizioni. Sono stata attaccata al gruppo di testa per due o tre giri, poi le V6 rimaste attardate sono inesorabilmente tornate alla carica vista la maggiore potenza. Ero terza di classe quando ha cominciato a piovere. Visto che in queste condizioni mi sento a mio agio, ho cominciato a recuperare su Woodhead, andando 2-3 secondi più veloce di lui a ogni giro. Il recupero, che mi avrebbe regalato un secondo posto, è stato purtroppo interrotto dalla bandiera rossa che ha definitivamente chiuso la gara. Decisione giusta per la sicurezza, visto che c'erano macchine nella sabbia in ogni curva. Ma purtroppo per la mia gara non è arrivata nel momento ideale. Ho quindi concluso al 14° posto assoluto, 3° nella Open.





I decibel


Il weekend, in verità, non era partito molto bene. Ci eravamo iscritti, io e praticamente tutti i miei avversari, a una giornata di test al giovedì. Non erano test ufficiali, ma un track day aperto a tutti. Mi sarebbe stato molto utile visto che non conoscevo per nulla la pista. Alla fine non abbiamo girato perché - noi e molti altri della Lotus Cup - siamo stati squalificati per un eccesso di rumore! Infatti il regolamento del circuito indica, per le giornate di test fuori competizione, un limite di 101 decibel da rispettare. Noi siamo arrivati a 102, e quindi abbiamo dovuto rinunciare a quella che sarebbe stata una giornata produttiva. È stata purtroppo una decisione del tutto inaspettata e visto come è andato il weekend ha condizionato il mio percorso di avvicinamento alla pista. Infatti devo ammettere che nonostante il podio e l'aver dimostrato di andare forte non ho mai raggiunto davvero il limite, proprio per la mancanza di tempo e di giri a disposizione.

La pioggia

Nella Lotus Cup Italia non avevo mai sperimentato condizioni di pista diverse dall'asciutto. Quest'anno invece il campionato è cominciato subito sotto l'acqua a Hockenheim e devo dire che non mi aspettavo di andare così bene in situazioni del genere, anche se già nelle Legends avevo avuto buoni riscontri. A posteriori è stata un'ottima scuola!



Con l'ex F1 Martin Donnelly

Un raduno vero e proprio

Stavolta, rispetto al viaggio verso Silverstone, abbiamo preso la nave per dirigerci in Gran Bretagna. È stato un bel viaggio, anche dal punto di vista paesaggistico. Al circuito c'era una quantità enorme di Lotus, un numero maggiore rispetto a tutti gli altri appuntamenti del campionato. È stato molto particolare correre nello stesso weekend con il campionato Lotus UK e con il trofeo Elise, e devo dire che rispetto a Silverstone ho avuto modo anche di seguire più gare, sfruttando anche il fatto che il circuito è costruito in modo da poter vedere una porzione maggiore di curve.

La pausa estiva

Durante la pausa estiva mi sono allenata per arrivare preparata proprio a questo e ai prossimi appuntamenti. Era stato infatti previsto un clima particolarmente caldo a Brands Hatch - previsione confermata - e quindi il lavoro che ho fatto in palestra, dedicato alla resistenza e alla respirazione con i metodi di allenamento CrossFit, mi è stato utilissimo.




Il campionato e un pizzico di futuro

Sono ottimista, direi, anche se non riuscirei a fare un pronostico sulle prossime tre gare a Zolder né sulle due finali a Le Mans, che per altro avranno punteggio doppio. Il fatto è che a lottare per i primi posti della Open siamo sempre in tre (io, Chris Laroche e Harry Woodhead), quindi le differenze di punti sono spesso minime. Inoltre Laroche ha una vettura rivisitata e potenziata rispetto all'inizio della stagione, mentre noi sicuramente concluderemo l'anno senza modifiche. Per quanto mi riguarda sto facendo un campionato competitivo, e la costanza dei risultati non solo ha messo pressione ai rivali ma mi ha dato l'opportunità di cominciare a parlare anche del futuro prossimo tra gli altri anche con i responsabili Lotus per il motorsport. Attirare attenzione verso di me era uno dei miei obiettivi, e spero di poterlo fare fino alla fine del campionato.



mercoledì 13 luglio 2016

Sharon Is Back: Episodio 4, Spa

Siamo arrivati alla 4° gara della Lotus Cup Europe! Sharon Scolari (#177) ha finalmente potuto provare una delle piste che più sognava di provare: Spa-Francorchamps. Il bilancio dopo le due gare in terra belga non è stato dei migliori, con un 4° posto (dopo un problema tecnico e una gran rimonta) e un ritiro per un contatto con una vettura più lenta. Le speranze campionato sono tuttavia ancora molto vive e il weekend di Spa ha comunque confermato che Sharon è in un buon momento di forma.



Quarto Round, Spa 8-9 Luglio 2016.

Gara 1 - 4° posto classe Open
Gara 2 - Ritiro
Classifica assoluta - 3° classe Open

La luce in fondo alla delusione

Purtroppo in questo weekend ho raccolto meno di quanto avrei voluto. Andavo più forte che nelle altre gare e potenzialmente c'erano ottime possibilità di concludere a podio entrambe le gare. Essere tornata a casa con un 4° posto e un ritiro non è il massimo, ma sono comunque contenta di essere stata veloce in tutte le sessioni. Questo mi fa ben sperare per i prossimi appuntamenti.




Lo scherzo della batteria

Gara 1 era partita ed ero in ottima posizione. Mi sentivo bene e il secondo posto di classe era alla portata. A un certo punto però la macchina si è ammutolita. Un problema elettrico, del tutto inaspettato, che mi ha relegato in ultima posizione. È stata dura vedere tutta la griglia sfilarmi. Mentre il gruppo si allontanava, ho eseguito la procedura per resettare tutto e fortunatamente la vettura è ripartita. Da quel momento non ho pensato più a niente, volevo solo recuperare il tempo perso. Ho rimontato fino al 4° posto, ma a pochissimi secondi dal terzo gradino del podio. Giravo 3-4 secondi al giro più veloce dei miei avversari diretti, ci fosse stato un giro in più probabilmente sarei risalita di un'altra posizione. Sono passata dalla demoralizzazione all'entusiasmo per i tanti sorpassi in pochissimo tempo.

L'incomprensione


Ero motivatissima a recuperare i punti persi in gara 1. La partenza è stata ottima e mi sono ritrovata a lottare con Harry Woodhead per la seconda piazza. Una vettura più lenta si è frapposta tra me e lui, e in prossimità della Source ci siamo ritrovati in battaglia. Harry ha deciso di passare a sinistra, mentre io sono andata all'interno, ma il pilota dell'altra vettura ha chiuso la traiettoria, e lo scontro è stato inevitabile. La scatola guida si è rotta e non ho potuto far altro che riportare la vettura ai box. Un vero peccato.




La domanda
Dopo le prime gare positive e la leadership in campionato dopo Silverstone, come ti sentivi? Pensavi che sarebbe andato tutto liscio oppure ti aspettavi un weekend problematico?

Come pilota non penso mai a un weekend con problemi, anche se forse inconsciamente sapevo che le sorprese nel motorsport sono sempre dietro l'angolo. Chiaramente volevo far bene ma ci sono state invece due belle batoste. Ora però bisogna passare oltre. Dopo la prima reazione sconfortante ci siamo fermati, come team, e abbiamo analizzato tutti i tempi e tutti i dettagli; abbiamo notato come stavolta il feeling e l'apprendimento della pista siano arrivati quasi immediatamente. Alla fine è stato un weekend produttivo e questo mi dà forza e soprattutto motivazione verso il prossimo appuntamento a Brands Hatch.

Una pista leggendaria


Tutti mi avevano parlato di Spa ma non volevo mettermi addosso troppa pressione, volevo prima vedere la pista con i miei occhi. E poi... ho visto l'Eau Rouge, così ripida... Ho pensato: ma devo salire da qui con la mia macchina? Una volta in pista è stato ancora meglio. In cima si rimane senza fiato. Con la mia Lotus posso affrontare la curva a circa 200 orari in sesta piena. Oltre a questa spettacolare curva, c'è tutto il resto... è un circuito davvero tecnico e complesso. Il primo impatto è stato... di odio, perché ho pensato che in una pista così difficile sarebbe stato difficile tenere il passo dei miei avversari - che già la conoscevano - e imparare in fretta tutte le contromisure. Invece poi è stato solo amore, perché mi sono trovata subito a mio agio, con questo incredibile mix di saliscendi e curve veloci sempre flat out. Rispetto ai miei avversari guadagnavo molto tempo proprio in questo tipo di curve e questo fatto è sicuramente molto positivo!

Le feste a tema continuano

Stavolta abbiamo partecipato a un... "beach party". Collane e camicie hawaiane, piscinetta gonfiabile... Sono sempre grandi risate e stavolta era pure azzeccato, perché in effetti faceva un gran caldo!





Un contorno davvero interessante

È stata una settimana da veri appassionati del motorsport. C'era di tutto, ma soprattutto tante macchine da sogno. Correvano infatti il British GT, il GT4 European Series, la Formula 3 inglese e la 25 ore Fun Cup, che era l'evento principale. Una corsa davvero particolare, con oltre 120 macchine iscritte e piloti di tutti i tipi, dal professionista all'amatore che scendeva in pista per la prima volta. Rispetto agli altri appuntamenti ci siamo gustati qualche gara fino al crollo di stanchezza del sabato.
Ho trovato comunque il tempo per fare anche la... ragazza porta numero! Ero l'unica pilota in quel ruolo e si notava, perché ho indossato i colori Lotus...




Un contatto da far fruttare

La presenza del British GT mi ha permesso di conoscere un po' di persone e di scambiare qualche contatto che in futuro potrebbe essere utile. Sarebbe fantastico se un giorno potessi guidare in quella categoria e vivere quell'ambiente, ma per ora dobbiamo vivere alla giornata.

Pausa vacanze

Le vacanze? C'è troppa pausa per i miei gusti. Non vedo l'ora di risalire in macchina, in realtà!

lunedì 13 giugno 2016

Sharon Is Back: Episodio 3, Silverstone

Terzo appuntamento stagionale per Sharon Scolari (#177) nella Lotus Cup Europe! Stavolta il campionato torna a casa, a Silverstone, su un circuito ricco di storia sia dell'automobilismo sia del marchio coniato da Colin Chapman. Sharon disputa il miglior weekend dall'inizio della serie con due secondi posti e un ritmo gara very improved... che la fa balzare in testa alla classifica della propria categoria!





Terzo Round, Silverstone 4-5 Giugno 2016.

Gara 1 - 2° posto classe Open
Gara 2 - 2° posto classe Open
Classifica assoluta - 1° classe Open, 18° assoluta

Due medaglie d'argento

Quasi non ci potevo credere! Dall'inizio del campionato è stato un vero e proprio crescendo. Questi due secondi posti mi rendono estremamente felice, perché sono arrivati dopo due ottime prestazioni. Nella prima gara, che mi è piaciuta di più dal punto di vista della battaglia, ho guidato il gruppo della mia categoria per la metà dei giri. È stata fondamentale in questo senso la mia buona partenza. Poi Harry Woodhead è riuscito a passarmi e ho tagliato il traguardo a pochissima distanza. In gara 2 io e Woodhead abbiamo invece subito distanziato gli avversari diretti, mantenendo le posizioni sino al traguardo. La prestazione in qualifica stavolta è stata ottima e questo mi rinfranca. Per molti dei miei avversari è stato un weekend difficile, con tanti guasti meccanici.




Silverstone, un luogo magico

Prima di tutto va detto che abbiamo corso sul tracciato Grand Prix, che è lo stesso utilizzato in F1. Questo fatto mi ha dato una carica ancora maggiore, perché per un appassionata come me correre sulle stesse curve percorse da i vari Hamilton e Vettel è semplicemente fantastico. La pista è molto tecnica, davvero insidiosa in alcuni punti e spreme le vetture molto più che altrove. Rispetto a Le Castellet avevo più punti di riferimento e comunque ogni curva è un pezzo unico della storia del motorsport. Esperienza bellissima, davvero.




This is England

Era la prima volta che andavo in Inghilterra e già solo questo mi rendeva euforica. Siamo partiti da S.Antonino con il camper e dopo 24 ore di viaggio siamo arrivati a Silverstone. Un viaggio da ricordare, senza dubbio. Abbiamo dormito credo 4 ore, non di più, in quel di Calais prima di entrare nell'Eurotunnel. E quando abbiamo posteggiato nei paddock vecchi ci siamo sentiti davvero alla grande, nonostante la fatica del viaggio.

London's Calling

Abbiamo fatto una gara al sabato e una alla domenica mattina. Quest'ultima si è conclusa alle 11, quindi ci siamo detti: perché non fare una gita a Londra? Ebbene, credo che questa città diventerà un appuntamento fisso, perché è meravigliosa. Abbiamo visitato Buckingham Palace, girato nei pressi del Big Ben, al London Eye e fino a Piccadilly Street. La cosa divertente è che abbiamo parcheggiato con il camper a cinque minuti da Buckingham Palace. Rido al solo pensarci!




L'evento

Questa volta condividevamo il weekend con tutti i campionati legati al marchio MG. In Inghilterra l'amore per i marchi storici è tangibile e anche stavolta è stato confermato. Rispetto al Paul Ricard, dove era tutto mescolato, in questo caso gli eventi MG e Lotus non si sono mai sovrapposti e di conseguenza non c'è stata la ressa di pubblico che abbiamo visto in Francia.
Per quanto riguarda le nostre corse, non è stato un weekend con gare ravvicinate, ma almeno non abbiamo avuto problemi tecnici. Abbiamo lavorato però tantissimo sulla macchina per variare gli assetti in modo da adattarci alle condizioni meteo, mutevole e tipicamente inglese.




Supereroi

Questa volta la festa a tema era legata ai costumi dei film, ed è stato parecchio divertente. Io ero Captain America, come si può vedere nella foto nella quale c'è anche Jonathan Packer in veste di Ironman. C'è chi ha puntato sui Flintstones, chi a Star Wars. C'era anche Crudelia De Mon... Dopo tre gare ho stretto amicizia con credo il 70% dei piloti iscritti al campionato, e con tanti altri membri dei vari team. Nell'ambiente si respirano rispetto e pace, senza invidie o ingratitudine. Non sono mai stata così felice di aver scelto questo campionato e ora sono pure in testa alla classifica... Meraviglioso!


Festa in maschera! Sharon Scolari con il collega Jonathan Packer

venerdì 20 maggio 2016

Sharon Is Back: Episodio 2, Paul Ricard

Secondo appuntamento stagionale per Sharon Scolari (#177) nella Lotus Cup Europe, e seconda tappa del racconto della sua stagione. Questa volta parliamo del Paul Ricard, circuito della Provenza detto anche Le Castellet, dal nome della città che lo ospita. Sharon conquista tre piazzamenti e un podio, evitando di essere coinvolta in due incidenti e lottando al vertice della sua classe.




Secondo Round, Paul Ricard 14-15 Maggio 2016.

Gara 1 - 5° posto classe Open
Gara 2 - 4° posto classe Open
Gara 3 - 3° posto classe Open
Classifica assoluta - 27° (91 punti) - 4° classe Open

Un nuovo podio

È stato un weekend molto intenso. Tre gare ravvicinate, tre risultati utili e soprattutto un terzo posto, colto nell'ultima gara. Anche se devo dire che nonostante il risultato la corsa migliore è stata la seconda. Lì ho battagliato dall'inizio alla fine, cercando di essere aggressiva e contemporaneamente accorta allo stesso tempo, visto che l'unico punto in cui potevo avvantaggiarmi era nel tratto misto e nelle staccate. Rispetto ai miei avversari con le Exige pagavo un po' in velocità massima. Il mio avversario (Matt Bartlett), tenuto dietro per quasi tutta la gara, è riuscito con uno spunto finale ad anticiparmi sul traguardo per soli due decimi! È stata una piccola delusione, ma mi sono ripresa ampiamente nella gara successiva con il miglior risultato di giornata.




Le classi

Non è sempre evidente, in campionati come il mio, saper distinguere le differenze tra le varie classi. La classifica assoluta infatti non è il mio obiettivo principale, in quanto la mia Elise PB-R Cup ha meno cavalli rispetto alle Exige V6, alle Evora GT4, alle 2-eleven e pure rispetto alle vetture della classe Production. Al Paul Ricard il mio miglior giro in gara è stato in 1'45", mentre il migliore della classe 2-eleven ha girato sei secondi più veloce, tanto per far capire la differenza tecnica tra le vetture. Tuttavia, nonostante lo svantaggio in termini di potenza, sono competitiva rispetto ai miei avversari di classe e questo mi inorgoglisce. A volte capita di subire un doppiaggio da parte delle classi superiori, ma cerco di vedere il lato positivo, provando a seguire i leader, prendendo la loro scia e sfruttando la loro presenza per guadagnare sui miei avversari diretti. L'approccio in questi casi è uno solo: mantenere la concentrazione e avere riflessi pronti.




L'atmosfera

Stavolta c'erano 39mila spettatori e rispetto a Hockenheim c'era uno splendido sole! Tribune piene e appassionati molto calorosi, arrivati per il Grand-Prix de Camions, la prova del campionato francese drifting e ovviamente anche per noi. Le cartoline con gli autografi che avevamo preparato sono finite in un attimo... Si percepiva l'amore delle persone verso il circuito, un sentimento e una competenza che a mio parere s'ingigantisce nei luoghi ove la F1 ha corso in passato. Chissà cosa accadrà a Silverstone, gara di casa per le Lotus! Infine, ogni weekend la Lotus Cup organizza una festa a tema, e stavolta riguardava il Messico. Finalmente, dopo il weekend un po' al limite di Hockenheim, siamo riusciti a rilassarci e a goderci una serata conclusasi con i fuochi d'artificio.




I camion

Prima di tutto, devo dire che è stata una cosa stranissima fare il giro di formazione dietro a un safety... camion! Era veramente enorme e andava davvero pianissimo, ci abbiamo messo tantissimo a completare la tornata... Durante il weekend la gara principale era quella dei camion, e visto che l'organizzazione è stata perfetta da parte della Lotus e dell'autodromo, sono riuscita ad assistervi. Sono divertentissimi da vedere anche se non diresti mai che bestie del genere possano correre in circuito, però vale la pena. Anche se devo dire che non riuscirei a immaginarmi alla guida di un camion.

Il circuito

Nei primi giri delle prove libere è stato difficile, perché è un circuito con enormi spazi di fuga e pochissimi punti di riferimento. Anche in questo caso, come a Hockenheim, era la prima volta che mettevo "le ruote" su questa pista. Non ho un simulatore - e non penso di prenderne uno ora - e per studiare il tracciato mi sono preparata... su Youtube, guardando gli on-board camera. Mi sono comunque presa un po' di tempo per studiare le traiettorie, in un circuito che permette varie linee per via della sua larghezza. Chiaramente servirebbero più prove, ma sono soddisfatta dell'interpretazione che ho dato e delle linee che ho trovato. Per il resto è un altro luogo storico e pensare che ci hanno corso grandi campioni del passato mi ha nuovamente dato altri stimoli.




La famiglia

Mio padre e mia madre, insieme al mio meccanico, sono fondamentali per la buona riuscita di ogni weekend. Ognuno ha un compito preciso e il loro sostegno mi è di grande aiuto. Stavolta è arrivata anche mia sorella, quindi ho proprio vissuto bene tutto il fine settimana. Per altro invece di usare l'autostrada siamo arrivati e ripartiti facendo tutto il litorale, con dei panorami stupendi.



Saint-Raphaël

Verstappen

Complimenti a lui per la vittoria, ma devo dire che per me il baby boom è malsano per il motorsport. Per come la vedo io, l'approdo in F1 dovrebbe essere più graduale. In passato chi esordiva nella massima serie arrivava con una certa trafila nelle serie minori e una mentalità differente, forse più formata e matura. 

giovedì 21 aprile 2016

Sharon Is Back: Episodio 1, Hockenheim

Dopo un anno di stop è tornata, più determinata che mai. Sharon Scolari (#177) è infatti di nuovo sui circuiti grazie alla partecipazione nella Lotus Cup Europe. Con lei ho deciso di scrivere a quattro mani un diario che possa raccontare le corse, i problemi, le gioie e le avventure di un intero anno passato in pista. Un punto di vista femminile sulla vita da pilota, da una donna che ama le corse in modo viscerale.




Primo Round, Hockenheim 15-17 Aprile 2016.

Gara 1 - Ritiro
Gara 2 - 2° posto classe Open
Classifica assoluta - 31° (25 punti) - 6° classe Open

L'atmosfera

Che differenza enorme con l'Italia! C'erano tantissime persone, con un'affluenza di pubblico quasi da F1. E non erano soltanto i parenti e gli amici e pochi appassionati: a Hockenheim c'era davvero il pienone. Gli organizzatori dell'evento, cioè il Bosch Hockenheim Historic Das Jim Clark Revival, hanno messo in piedi uno spettacolo davvero unico, con tante serie internazionali - tra le quali la Boss GP - di diverso tipo; tante auto d'epoca "vere", di quelle che hanno vinto le corse; bancarelle di ogni genere; il museo dedicato a Jim Clark; e pure attività notturne, con al sabato sera feste in 3 luoghi diversi e contemporaneamente... Peccato che non sia riuscita a vedere quasi nulla, ero troppo impegnata a mettere insieme questa nuova avventura!




La pista

Non conoscevo il tracciato, ma mi sono trovata subito bene e alla fine è entrata subito tra le esperienze più belle della mia vita automobilistica. Non capita spesso di emozionarsi nel momento in cui si taglia il traguardo, ma stavolta mi è capitato. E forse è stato anche per il fatto che non correvo da molto, il che ha ampliato notevolmente l'emozione. Questo è un circuito pieno di storia e in un certo senso si sente. Gareggiare qui è stato speciale e anche i risultati lo hanno confermato.

I risultati

Nella mia categoria, quella open, avevo otto avversari diretti, mentre lo schieramento complessivo contava ben 41 Lotus. Dopo delle qualifiche non molto positive il weekend ha cominciato a migliorare. Al sabato in Gara 1 siamo partiti dietro la Safety Car per via della pioggia, e dopo lo start ho rimontato molto bene, fino ad arrivare sul podio di classe. Tuttavia un'uscita di pista all'ultimo giro mi ha privato di un buon risultato al debutto. Non tutto però è stato negativo: con questa prestazione ho imparato il tracciato anche in condizioni da bagnato. E infatti nella gara di domenica ho di nuovo dato il meglio di me, cercando di rimanere più concentrata con un ritmo costante e molta attenzione nei sorpassi. Alla fine è arrivato un secondo posto di classe davvero pazzesco, è stata un'emozione incredibile e direi indescrivibile.




Il ritorno alle corse

Se ripenso al momento in cui ho conquistato il podio e alle vicissitudini dei due anni precedenti mi viene la pelle d'oca. Per me è stato eccezionale tornare a fare quello che amo di più e a rimettermi in discussione. Nel 2015 ho lavorato molto sulla mia preparazione fisica e i risultati si sono visti, ho affrontato le gare senza fare fatica, ma probabilmente anche l'entusiasmo ha contribuito molto. Lo hanno visto tutti, l'ho visto anch'io nelle foto di questo weekend: i miei occhi esprimono felicità. Correre per me è come l'ossigeno, è vita.




Gli avversari

L'ambiente è bellissimo, e non lo dico per l'aria di novità ma perché lo credo veramente. Ci sono tante nazionalità diverse e questo porta un clima differente rispetto a quello che avevo trovato nel 2014 quando ho corso nella Lotus Cup Italia. In quella stagione la competizione si sentiva anche fuori dal paddock e talvolta era proprio una questione di sopravvivenza. Difficilmente ricevevi un aiuto proprio per questa tensione, che ho vissuto in modo anche stressante visto le sportellate gratuite che ogni tanto ho ricevuto. 
In questo campionato ho notato che ci si aiuta di più. In gara 1 ho avuto un contatto con le barriere e purtroppo anche la vettura si è danneggiata. Moltissimi colleghi sono arrivati a chiedere come stavo, a offrirmi ricambi nel caso fossi rimasta a corto, addirittura un meccanico che mi ha preso in simpatia ci ha aiutati a rimontare i fari. Questo è lo spirito giusto. C'è gioia nel correre per Lotus e anche se si tratta di una competizione non ci sono grandi interessi economici, piuttosto solo una grande passione.
Aver scoperto tutto questo mi ha notevolmente aiutata, perché è svanita la pressione negativa ed è rimasta solo la voglia di correre. Non ho provato stress e credo che per tutti i piloti del campionato sia così.





Le donne

Siamo in due, attualmente. Oltre a me ora c'è la francese Nathalie Genoud-Prachex, che vorrei conoscere meglio nei prossimi appuntamenti. Personalmente sento un clima completamente diverso nei miei confronti; non ci sono rivalità tra piloti uomini e piloti donna, solo sano agonismo. Se uno va più forte è rispettato indipendentemente da chi è.

I piloti ticinesi

[Barin, Bianchi, Camathias, Comini, Fontana...] Hanno tutti trovato la loro dimensione e in alcuni casi anche il felice approdo al professionismo. Sembra davvero l'anno buono per un Ticino vincente in tutte le categorie. Non sono l'unica ad aver ricominciato, anche altri amici dei rally hanno ripreso o riprenderanno a gareggiare. Sono davvero pochi gli anni nei quali i piloti ticinesi hanno più o meno tutti delle macchine competitive; spero che ognuno possa esprimersi al meglio. Ogni successo sarà positivo per il Ticino ed è un'ulteriore occasione per dimostrare cosa sappiamo fare.

venerdì 26 dicembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: Lotus Cup Italia

Talvolta i monomarca non offrono delle griglie numericamente straordinarie, ma nel caso della Lotus Cup Italia questo fattore non ha sminuito le qualità delle auto e dei piloti presenti.

Le Lotus Elise protagoniste del campionato, preparate dalla PB Racing di Stefano D'Aste (grande protagonista del WTCC per molte stagioni) e dalla Hexathron Racing Systems, sono leggerissime e maneggevoli, ideali per formare delle gare combattute con i piloti ravvicinati tra loro. Nel 2014 questo è stato possibile solo in parte: il numero talvolta ridotto delle vetture iscritte ai singoli appuntamenti del campionato non ha permesso la formazione di una griglia a parte. Il contenitore per la Lotus Cup è stata quindi la Coppa Italia (altro campionato del Gruppo Peroni Race), una soluzione che ha accontentato tutti.



La serie merita più partecipazione, soprattutto se inserita in un - sospiro... - ipotetico percorso formativo per i giovanissimi che vogliono portare avanti la loro carriera nelle ruote coperte.

La stagione si è conclusa a Vallelunga, dopo 12 gare corse sui maggiori circuiti nazionali. E il vincitore non è un tizio qualunque. Trattasi infatti di Luca "Giagua" Lorenzini, classe '83, pilota che ha esordito nell'automobilismo che conta grazie alla GT Academy. Nell'edizione 2010 della scuola pilotaggio, nata sotto l'egida di Nissan e del videogioco "Gran Turismo", Lorenzini aveva favorevolmente impressionato, meritandosi una sponsorizzazione per correre in alcune serie britanniche. Dopo il ritorno alla terra natìa, "Giagua" ha partecipato (e vinto) nella Green Scout Cup, nel trofeo Maserati e nella Ginetta Cup, facendosi quindi la fama di super esperto dei campionati monomarca. La vittoria 2014 è quindi per tutti una conferma delle sue capacità e della sua adattabilità.

Podio di Monza (Gara 2): Coldani (2°), Lorenzini (1°), Manassero (3°)

Al secondo posto, con soli 5 punti di svantaggio, si è posizionato lo svizzero Fabrizio Scolari. Dopo una seconda parte di stagione davvero entusiasmante con 5 podi consecutivi, l'ultimo dei quali nella penultima gara a Vallelunga (unica vittoria dell'anno), Fabrizio Scolari si era ritrovato in testa alla classifica. Un errore in gara-2, con annesso capottamento multiplo, lo ha però privato della gioia del titolo, mentre Lorenzini si avviava alla vittoria sia finale, sia di tappa.

Fabrizio Scolari

Fabrizio Scolari ha corso insieme alla figlia Sharon, di cui ho già parlato qui. Sharon ha condiviso la vettura numero 77 con il padre per buona parte della stagione, anche se ha dovuto saltare alcuni appuntamenti per problemi fisici. Il team ScoRace, formato da questi due piloti ticinesi, ha concluso al terzo posto nella classifica riservata alle squadre, dietro a Coldani-Capelli-Caprotti del Siliprandi Racing e ai trionfatori del team Flower Power Racing-Essecorse, ovvero Lorenzini, Fiorello Fiore e Marco Fiore.

Sharon Scolari

I due Fiore: anch'essi svizzeri, anch'essi padre e figlio. Fiorello, nato nel 1958, è ovviamente il senatore del trio Flower Power. Mentre Marco, classe '95, è un giovanissimo che spera di poter proseguire con profitto la carriera da pilota.

La #88 di Marco Fiore e Lorenzini a Monza

Il campionato ha potuto fregiarsi della partecipazione dell'ex pilota di F1, commentatore Rai e ora presidente dell'ACI Milano Ivan Capelli. Il pilota milanese si tiene in forma partecipando ogni tanto ai monomarca, e in questa stagione è riuscito a vincere due gare (senza poter prendere punti nella classifica piloti per via del suo status di guest star). Tra gli altri fuori classifica, Franco Nespoli ha vinto in due occasioni mentre Marco Coldani è salito 3 volte sul podio.

Oltre a Sharon Scolari ha corso e convinto anche la pilota di Roccaraso Luli Del Castello. La Del Castello ha vinto la sfida tra le donne della Lotus Cup e ha concluso al 4° posto il campionato piloti. Davvero un'ottima stagione per lei, con tanti piazzamenti a podio e un buon feeling con la vettura fin dal primo appuntamento di Adria.

Luli Del Castello

Ecco la classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Luca Lorenzini 169 (4)
Fabrizio Scolari 164 (1)
Mauro Guastamacchia 139 (2)
Luli Del Castello 132
Filippo Manassero 116
Vito Utzieri 103
Alberto Grisi 77
Andrea Agazzi 71
Marco Fiore 62
Sharon Scolari 61
Gabriele Pieralisi 54
Marco Fumagalli 43
Stefano Caprotti 39
Carlo Mantori 33 (1)
Pablo Biolghini 23
Davide Stabellini 21
Mario Minella 21
Davide Vettori 20
Gianluca Geminiani 18
Giacomo Stratta 17
Claudio Paraschiv 16
Andrea Rota 8


Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
WEC - WTCC - WRC - World RX - GP2 - GP3 - Auto GP/FA1 - Super Formula - F3 European Championship - Euroformula Open - DTM - BTCC - V8 Supercars - Euro V8 - Super GT - Stock Car Brasil - Turismo Carretera - Nascar Sprint Cup - Nascar Nationwide Series - Nascar Camping World Truck Series - Nascar Whelen Euro Series - F.Renault 3.5 (WSR) - F.Renault 2.0 Eurocup - F.Renault 2.0 NEC - F.Renault 2.0 Alps - F.Renault 2.0 UK - United Sportscar Championship (USC) - ELMS - Asian Le Mans Series - Blancpain Endurance Series - Blancpain GT Sprint - International GT Open - Indycar - Indy Lights - Pro Mazda - US F2000 - Mobil 1 Porsche Supercup - Super Trofeo Lamborghini Europe - Trofeo Maserati - Eurocup Clio - European Rally Championship (ERC) - African Rally Championship (ARC) - Middle East Rally Championship (MERC) - Asia-Pacific Rally Championship (APRC) - Codasur South America Rally Championship - North America and Central America Rally Championship (NACAM) - CIVM - CITE - Campionato Italiano Prototipi - Campionato Italiano Rally - F4 Italia - Carrera Cup Italia - Clio Cup Italia - Green Hybrid Cup

giovedì 2 ottobre 2014

Sharon Scolari, orgoglio al femminile della Lotus Cup Italia

L'intervista a Sharon Scolari, pilota della Lotus Cup Italia, realizzata per la rivista ticinese Sportiamo.


Quello dell'automobilismo è un ambiente a maggioranza maschile, da sempre. Gli uomini hanno monopolizzato per anni i box e gli autodromi, in quasi tutti i ruoli. Le donne, purtroppo, sono state a lungo considerate una presenza folkloristica nei paddock. Pochissime al volante, quasi zero in ruoli di responsabilità all'interno dei team e delle società organizzatrici dei campionati.

Ora, finalmente, la tendenza si è evoluta in positivo. Monisha Kalternborn è alla guida della Sauber in F1, come anche Claire Williams nel team fondato da suo padre. E crescono sempre di più le presenze femminili al volante, grazie a Simona De Silvestro, Susie Wolff, Michela Cerruti, Katherine Legge, Jutta Kleinschmidt, Danica Patrick... e Sharon Scolari.

Sharon Scolari, #77
La nostra Sharon è ancora giovanissima, ma si sta già facendo valere in un campionato competitivo e spettacolare: la Lotus Cup Italia. La sua guida ha già fatto cambiare idea a molti scettici, mentre la sua forza mentale è in continuo rafforzamento. Una corazza che le serve per combattere contro tutti gli addetti ai lavori che ancora non vedono di buon occhio la presenza delle donne in pit lane e in pista. Parlando con lei di motori si nota subito l'enorme passione per questo sport, una passione contagiosa e genuina, che ha fin da quando era... neonata!
 “Mio padre (Fabrizio Scolari) correva già in macchina (gare in salita, slalom e anche in pista) quando ero piccola, quindi il primo ricordo che ho del mondo delle corse è legato a lui. Saliva sul podio e mi portava con sé: era il mio eroe. A 11 anni mi portò a provare un go kart a noleggio. Io ero già appassionata, ma non avevo un kart mio. Da quel momento non mi sono più fermata. A 14 anni ho deciso di dire ai miei genitori che avrei voluto cominciare con le auto da corsa. Mio padre fece i salti di gioia, mentre mia madre... fu un po' meno contenta. Ma ora si è abituata”.

Sharon ha già corso in due campionati esigenti dal punto di vista fisico e tecnico. Oltre alla Lotus Cup, ha infatti anche partecipato alla Legends Car Cup, risultando essere la migliore debuttante nel 2013. Le auto della Legends hanno 140 cavalli e un telaio simile a quello delle macchine anni '30-'40, ma sono dotate di un'accelerazione brutale che mette alla prova i piloti meno esperti. Sharon ha però dovuto adattarsi, per quest'anno, a un modello del tutto diverso. Si tratta della Lotus Elise preparata dalla P.B. Racing di Stefano D'Aste e da Hexathron.
 “Dalla Legends alla Lotus è stato un bel salto. Sono stata sorpresa di come siano riusciti a mettere a punto l'Elise, perché fin dalla prima volta che l'ho guidata mi sono trovata benissimo. La Legends è molto più vendicativa: se sbagli qualcosa lo paghi subito. La Lotus perdona di più ed è molto maneggevole. Allo stesso tempo, però, raggiunge velocità molto maggiori, anche grazie alle gomme slick. L'Elise è una macchina che ti fa dire “Uao!” fin dal primo giro”.

La Lotus Cup Italia è cruciale nella carriera automobilistica di Sharon, con un impegno almeno biennale nel quale dovrà mostrare tutte le sue doti velocistiche.
Dopo questa prima stagione di assestamento, il programma è quello di continuare qui almeno un altro anno. In questa stagione mi sto impegnando a conoscere tutti i segreti della macchina, a capire le dinamiche del campionato, a girare su circuiti per me del tutto inediti. Dall'anno prossimo voglio raccogliere i frutti di questa fase di “studio”. In futuro mi piacerebbe provare a correre nella Formula Renault 2.0. Ho avuto la fortuna di vederli in pista e devo dire che è emozionante vedere 34 piloti darsi battaglia per tutta la gara... Un'altra competizione che vorrei assolutamente provare è la 24 Ore di Le Mans. Diciamo che è un mio pallino... Il massimo sarebbe guidare la Audi, la dominatrice degli ultimi anni; è una macchina talmente fuori di testa da sembrare quasi una nave spaziale”.

La questione della disparità di genere, nel mondo dei motori, è un tema di cui dobbiamo parlare, soprattutto in presenza di una donna da corsa come Sharon.
Fuori dalla pista vado d'accordo con i colleghi maschi, soprattutto in questo 2014 visto che c'è un bel gruppo di piloti che si rispettano reciprocamente. In pista, però, è il doppio più difficile del normale. Nel momento in cui ti trovi davanti ai maschi, loro pensano: “Non possiamo farci battere da una donna”; di conseguenza danno il 200% per superarti. Questo meccanismo l'ho provato sulla mia carrozzeria soprattutto durante gli anni della Legends. Essere una donna in quel campionato è stata la cosa più difficile che mi sia mai capitata. In un certo senso è servito, perché mi ha dato la forza per continuare. Hanno cercato di buttarmi fuori, hanno fatto manovre maliziose e pronunciato cattiverie gratuite che ho dovuto farmi scivolare alle spalle; dopo aver passato momenti di questo tipo posso resistere a tutto”.

Fabrizio Scolari (il papà), Franco Bobbiese, Sharon Scolari e Ivan Capelli

A Sharon dissero, agli esordi, di tornare a fare le lavatrici.
Questo è stato il mio inizio disastroso con il mondo tutto al maschile dell'automobilismo... Era da pochi mesi che guidavo in pista, a 16 anni di età. Oltre a quella frase, mi dissero anche che la mia presenza lì era inutile. Insomma, non ero gradita ai box. Ma quando ho cominciato a correre forte e battere i maschi, le stesse persone che mi criticavano erano a bordo pista a fare il tifo per me. Una bella rivincita!"

Alcuni osservatori credono che per una donna possa essere più facile trovare gli sponsor necessari per correre a buoni livelli. Sharon non la pensa allo stesso modo.
“Se una donna riesce a conquistare abbastanza sponsorizzazioni per una o più stagioni, vuol dire che va forte. Lo sponsor non ti supporta solo perché sei una ragazza che vuole correre; ti segue se ottieni risultati e se ha un ritorno in visibilità, proprio come succede per gli uomini. Ci sono anche ragazze, come Danica Patrick e Vicky Piria, che hanno fatto addirittura dei calendari, ma io non farò mai come loro. Non mi interessa fare la ragazza immagine, voglio che per me parli il cronometro. In questo senso apprezzo tanto quanto hanno fatto Simona de Silvestro e Michela Cerruti, colleghe veloci che si fanno rispettare in pista”. 

Com'è la gara ideale per Sharon Scolari?
Se parti in prima fila vuol dire che sei nettamente in forma e in grado di vincere; basta mantenere la calma e la gara viene da sé. Io però penso sia più divertente partire in mezzo al gruppo e recuperare posizioni nel corso della gara, come è accaduto nella gara di quest'anno a Monza. Ho effettuato tanti sorpassi alla Parabolica e non credo mi scorderò mai quei momenti, anche se non ho vinto la gara”.

Sharon, oltre al padre, ha un altro punto di riferimento.
Michael Schumacher è il mio idolo. Ho avuto modo tante volte di vederlo a Monza; le sue manovre, dal vivo, ti sapevano trasmettere emozioni. Il modo in cui si inseriva in curva, le sue staccate, il suo comportamento impeccabile fuori dalla macchina erano punti di forza assoluti”.