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martedì 30 dicembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: Campionato Italiano Prototipi

Che peccato! Il Campionato Italiano Prototipi 2014 ha vissuto uno sciagurato finale di stagione, il peggiore possibile per gli appassionati desiderosi solamente di vedere spettacolo in pista.

Il Tribunale Nazionale d'Appello è stato il protagonista nostro malgrado di questa annata, conclusasi ufficialmente il 17 dicembre dopo la decisione di rigettare il ricorso di Jacopo Faccioni, escluso dalla classifica di gara 2 a Monza (ultimo appuntamento della serie) e retrocesso di conseguenza al 2° posto nella classifica assoluta per irregolarità tecniche. Il campione è diventato così Davide Uboldi, con i punti persi da Faccioni determinanti per la classifica finale.

Jacopo Faccioni

Al termine dell'ultima gara di Monza, proprio Uboldi aveva presentato reclamo chiedendo una verifica della vettura di Faccioni. Il collegio dei commissari sportivi, trovando una "difformità ai valori della camera di combustione" sulla Osella di Faccioni, aveva deciso quindi di squalificarlo. Il ricorso di Faccioni era stato il passo successivo, finito però nella conferma della squalifica da parte del TNA.

Davide Uboldi

Non è la prima volta che accade un guaio del genere. Il titolo 2010, ad esempio, è stato assegnato nel 2014, con una battaglia legale tra Ivan Bellarosa e Davide Uboldi. Bellarosa era stato dichiarato vincitore nel 2013, ma un altro ricorso aveva riportato il titolo a casa Uboldi. Ovviamente entrambi i piloti sentono il titolo come proprio e mai nessun giudice riuscirà a convincerli del contrario. Tribunali e ricorsi, reclami, esclusioni e polemiche accompagnano da qualche anno il campionato, un quadro che non aiuta di certo a porre nuove basi per una sana competizione.

La stagione, finale a parte, non verrà comunque ricordata come una delle più gloriose. Con un massimo di 12 auto in griglia all'apertura della stagione a Vallelunga e un indecoroso minimo di 5 prototipi a Varano e ad Adria, la serie ha perso il confronto con i numeri registrati nel CIVM, dove sono presenti numerose CN2 (spesso vincenti). Se nel 2013 il CIP era già in fase calante (con a referto 37 piloti, però) e nel 2012 in fase altalenante (22 iscritti al Mugello, 7 ad Adria), andando a ritroso nella storia del campionato è evidente come la partecipazione fosse più numerosa.



Dal punto di vista sportivo, Faccioni e Uboldi hanno proseguito il duello cominciato nel 2013, quando era stato Faccioni a trionfare con 6 punti di vantaggio. Uboldi ha vinto due gare in più di Faccioni in questa stagione, mentre il pilota classe '87 di Forlì ha ottenuto un podio in più risultando decisamente consistente nella prima parte dell'annata. Questa costanza ha permesso a Faccioni di conquistare il trofeo riservato alle CN2. Dal punto di vista telaistico Enzo Osella si è aggiudicato, con le sue macchine motorizzate Honda, il 16° titolo nazionale, battendo Lucchini, Norma e Wolf.

Marco Jacoboni

Il pilota classe '64 Marco Jacoboni è stato l'unico altro pilota a vincere delle gare in questa stagione, unico a vincere con delle vetture CN4. La sua Lucchini ha tagliato il traguardo per prima 4 volte, ma non è stato comunque sufficiente per vincere la graduatoria di classe, andata invece a Claudio Francisci, nato nel 1944 e sempre competitivo.

Claudio Francisci

La lotta al vertice ha rappresentato la salvezza per questo campionato che, altrimenti, sarebbe stato completamente da dimenticare. Il Campionato Italiano Prototipi avrà bisogno, nel prossimo futuro, di offrire degli incentivi per portare più partecipanti full-time, cercando nuove sinergie con gli altri campionati prototipi nazionali (come il VdeV francese) e avvicinandosi al mondo endurance. Soprattutto ci vorrà chiarezza sulle norme tecniche da seguire, perché non ne possiamo più di reclami e ricorsi.

La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Davide Uboldi (CN2 - Osella) 193 (6)
Jacopo Faccioni (CN2 - Osella) 190 (4)
Marco Jacoboni (CN4 - Lucchini) 126 (4)
Filippo Vita (CN2 - Osella) 121
Ranieri Randaccio (CN2 - Lucchini) 104
Claudio Francisci CN4 - Lucchini) 79
Manuel Deodati (CN2 - Osella) 75
Walter Margelli (CN2 - Norma) 75
Marco Visconti (CN2 - Osella) 28
Angelo Marino (CN2 - Osella) 14
Joe Castellano (CN4 - Lucchini) 13
Marco Ghiotto (CN2 - Norma) 10
Paride Macario (CN2 - Wolf) 8
Antonio Beltratti (CN2 - Osella) 8
Maurizio Pitorri (CN2 - Wolf) 1


Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
WEC - WTCC - WRC - World RX - GP2 - GP3 - Auto GP/FA1 - Super Formula - F3 European Championship - Euroformula Open - DTM - BTCC - V8 Supercars - Euro V8 - Super GT - Stock Car Brasil - Turismo Carretera - Nascar Sprint Cup - Nascar Nationwide Series - Nascar Camping World Truck Series - Nascar Whelen Euro Series - F.Renault 3.5 (WSR) - F.Renault 2.0 Eurocup - F.Renault 2.0 NEC - F.Renault 2.0 Alps - F.Renault 2.0 UK - United Sportscar Championship (USC) - ELMS - Asian Le Mans Series - Blancpain Endurance Series - Blancpain GT Sprint - International GT Open - Indycar - Indy Lights - Pro Mazda - US F2000 - Mobil 1 Porsche Supercup - Super Trofeo Lamborghini Europe - Trofeo Maserati - Eurocup Clio - European Rally Championship (ERC) - African Rally Championship (ARC) - Middle East Rally Championship (MERC) - Asia-Pacific Rally Championship (APRC) - Codasur South America Rally Championship - North America and Central America Rally Championship (NACAM) - CIVM - CITE - Campionato Italiano Rally - F4 Italia - Carrera Cup Italia - Lotus Cup Italia - Clio Cup Italia - Green Hybrid Cup

martedì 14 ottobre 2014

Il riassunto della stagione 2014: F4 Italia

La F4 Italiana 2014 è stata una questione tutta... Ferrari. I due piloti della Ferrari Driving Academy, il canadese Lance Stroll e il francese Brandon Maisano si sono aggiudicati rispettivamente il campionato assoluto e l'Italian Trophy, dedicato ai piloti nati prima del 1/1/1996. Va ricordato che le due categorie hanno comunque sempre corso insieme: infatti i due portacolori della scuderia di Maranello si sono aggiudicati 13 delle 21 gare in programma (Stroll 7, Maisano 6), disputate su tutto il territorio nazionale.

Adria, Imola (due weekend corsi qui), Magione, Monza, Mugello e Vallelunga sono stati i circuiti che hanno ospitato una serie, patrocinata da Abarth e da ACI/CSAI, in salute. Un numero di partecipanti per gara attorno alle 20 unità è buono, considerate le difficoltà per numerosi campionati di formare una griglia decente.



La qualità di quest'ultima è stata all'altezza delle aspettative. Oltre ai già citati Stroll e Maisano, che hanno un percorso formativo di ottimo livello, sono stati tanti gli italiani che si sono messi in luce. Mattia Drudi, secondo nell'assoluta, ha conquistato 4 vittorie, con un tris pazzesco a Monza condito dalla pole position e da due giri veloci. Andrea Russo e Andrea Fontana hanno vinto una gara ciascuno; Russo è arrivato terzo in campionato grazie a una buona serie di piazzamenti. Più discontinuo Fontana, sopravanzato in classifica dall'altra bella speranza nostrana Leonardo Pulcini e dallo svizzero Alain Valente. Piazzamenti sul podio anche per Matteo Desideri e per il vincitore della Porsche Carrera Cup Matteo Cairoli.

Lance Stroll
Questo campionato sarà un trampolino di lancio soprattutto per Lance Stroll. Il canadese nato il 29 ottobre 1998 ha già le carte in regola per approdare nei campionati maggiori, e per scalarli in breve tempo. I suoi risultati nei kart e nella serie renderanno sicuramente felice il pade Lawrence, miliardario (a lui riconducibili i brand Tommy Hilfiger, Pepe Jeans e Karl Lagerfeld) e super appassionato di auto da corsa. Sono molte le voci, ultimamente, riguardo a un suo interessamento nell'acquisto di quote di team di F1 (Sauber e Mclaren le ultime in ordine temporale) e un ingresso di suo figlio nella categoria non passerebbe senz'altro inosservato.

Drudi ha dimostrato di essere molto veloce, e non ci si poteva aspettare altro: questa dote è di famiglia a casa Drudi grazie alla luminosa carriera di papà Luca, capace di vincere per una volta la 24 ore di Daytona e per ben due volte la 24 di Le Mans nella categoria GT.

Mattia Drudi
Il Prema Powerteam è stata sicuramente la scuderia più in forma dell'anno. Oltre a schierare Stroll e Maisano ha portato in pista il giapponese Takashi Kasai, che non ha sfigurato conquistando un podio a Vallelunga e numerosi piazzamenti. Oltre a loro, tanti altri team italiani presenti: Antonelli, Cram, Dav Racing, Diegi, Euronova Racing by Fortec e F&M.

Sono state quattro invece le presenze "esotiche" del campionato 2014: il maltese Keith Camilleri è sceso in pista con il Malta Formula Racing; l'indiano Mahaveer Raghunathan con il team F&M (lo stesso di Drudi); il pilota del Bahrain Ali Al-Khalifa ha difeso gli svizzeri colori del Jenzer Motorsport; l'israeliano Bar Baruch è stato l'unico pilota schierato dal team connazionale Israel F4.

Keith Camilleri
Stroll ha vinto il titolo già a Vallelunga. Ecco la sintesi delle tre gare, utile per mostrare quanto sia serrata la lotta in questo campionato che si propone, come da sigla, di essere l'anello (non mancante...) tra i kart e la F3. Tanto divertimento e un ottimo livello di competitività per la maggioranza dei team e dei piloti presenti.




Ecco la classifica piloti finale dell'Italian F4 Championship powered by Abarth (tra parentesi il numero di vittorie, in corsivo i piloti che hanno disputato almeno 6 dei 7 weekend di gara in programma):

Lance Stroll (CAN) 331 (7)
Mattia Drudi (ITA) 237 (4)
Andrea Russo (ITA) 200 (1)
Leonardo Pulcini (ITA) 187
Alain Valente (SUI) 159
Andrea Fontana (ITA) 116 (1)
João Vieira (BRA) 93
Takashi Kasai (JAP) 83
Ivan Matveev (RUS) 76
Lucas-Ayrton Mauron (SUI) 49
Matteo Desideri (ITA) 48
Mahaveer Raghunathan (IND) 45
Matteo Cairoli (ITA) 33
Edi Haxhiu (SUI) 32
Bar Baruch (ISR) 32
Robert Shwartzman (RUS) 26
Ukyo Sasahara (JAP) 25 (1)
Gustavo Bandeira (BRA) 24
Zackary Dante (USA) 12
Max Defourny (FRA) 9
Nico Rindlisbacher (SUI) 4
Shinji Sawada (JAP) 2
Jonathan Giudice (SUI) 1
Giovanni Altoè (ITA) 1

Italian F4 Trophy

Brandon Maïsano (FRA) 406 (6)
Ali Al-Khalifa (BAH) 230
Keith Camilleri (MLT) 177
Sennan Fielding (UK) 69 (1)

La classifica dei team:

Prema Powerteam (ITA) 303 (Stroll, Kasai)
Euronova Racing by Fortec (ITA) 245 (Fontana, Pulcini, Sasahara)
F & M (ITA) 234 (Drudi, Raghunathan, Altoè)
Jenzer Motorsport (SUI) 183 (Valente, Mauron, Rindlisbacher)
Antonelli Motorsport (ITA) 183 (Russo, Cairoli, Vieira, Giudice)
Diegi Motorsport (ITA) 148 (Russo, Giudice)
SMP Racing by Euronova (RUS) 76 (Matveev)
Cram Motorsport (ITA) 59 (Defourny, Haxhiu, Shwartzman)
DAV Racing (ITA) 53 (Bandeira, Pulcini)
Israel F4 (ISR) 34 (Baruch)
Malta Formula Racing (MLT) 12 (Dante)


Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
WEC - WTCC - WRC - World RX - GP2 - GP3 - Auto GP/FA1 - Super Formula - F3 European Championship - Euroformula Open - DTM - BTCC - V8 Supercars - Euro V8 - Super GT - Stock Car Brasil - Turismo Carretera - Nascar Sprint Cup - Nascar Nationwide Series - Nascar Camping World Truck Series - Nascar Whelen Euro Series - F.Renault 3.5 (WSR) - F.Renault 2.0 Eurocup - F.Renault 2.0 NEC - F.Renault 2.0 Alps - F.Renault 2.0 UK - United Sportscar Championship (USC) - ELMS - Asian Le Mans Series - Blancpain Endurance Series - Blancpain GT Sprint - International GT Open - Indycar - Indy Lights - Pro Mazda - US F2000 - Mobil 1 Porsche Supercup - Super Trofeo Lamborghini Europe - Trofeo Maserati - Eurocup Clio - European Rally Championship (ERC) - African Rally Championship (ARC) - Middle East Rally Championship (MERC) - Asia-Pacific Rally Championship (APRC) - Codasur South America Rally Championship - North America and Central America Rally Championship (NACAM) - CIVM - CITE - Campionato Italiano Prototipi - Campionato Italiano Rally - Carrera Cup Italia - Lotus Cup Italia - Clio Cup Italia - Green Hybrid Cup


martedì 5 agosto 2014

L'autodromo di Monza non deve morire

La domanda è una, una soltanto: per quale motivo la città di Monza è conosciuta in tutto il mondo?

Per l'Autodromo Nazionale.

Dal 1922 il termine Monza è un sinonimo di velocità, di corse, di motori e, dal 1950, di Formula Uno.

Il problema fondamentale del mitico circuito è la sua ubicazione: l'Italia. Terra di caos, di veleni, di guai finanziari, di gestioni consapevolmente fallimentari e di nessuna prospettiva a lungo termine.

Monza è, prima di tutto, accerchiata dallo spirito poco collaborativo degli abitanti della zona. Vedano al Lambro, Lesmo, Biassono: chi vive qui non riesce a capire l'importanza che ha la pista per l'economia, per il turismo, per il lavoro. Si lamentano continuamente del rumore (quest'anno con i nuovi motori avranno una piacevole sorpresa) e trattano l'autodromo come un capriccio, mentre in realtà si tratta di un monumento che ha contribuito ad allontanare Monza, e perchè no, anche il Parco dall'anonimato.

Foto del 1922 scattata da un dirigibile. Attorno al circuito, campi coltivati...
Le gestioni precedenti all'ACI Milano e alla SIAS SpA, ovvero gli organismi che dovrebbero operare per il bene del circuito, hanno lasciato strascichi pesanti sul presente. Dopo aver tentato di uccidere i piloti Superbike tacendo sulle pessime condizioni dell'asfalto, dopo aver cercato di truccare i bilanci, dopo essersi spartiti i soldi rimasti evitando di portare la civiltà attorno al circuito, si può benissimo affermare che gli ultimi consigli d'amministrazione sono diretti responsabili del disastro attuale. Il risultato complessivo del loro "lavoro" è un circuito che non ha mai abbandonato gli anni '70.

Ora, dopo l'elezione a capo dell'ACI Milano di Ivan Capelli, del probabile coinvolgimento di Dell'Orto e di Stefano Domenicali, c'è una piccola speranza. La speranza di poter tenere fuori la politica e gli inciuci, con delle persone che hanno lavorato nell'automobilismo ad alti livelli.

A Monza l'unica cosa da salvare è il disegno del tracciato. Il resto è da rifare. Manca un grande museo aperto tutto l'anno, mancano dei parcheggi organizzati in maniera sensata. L'anno scorso io ho parcheggiato in una via laterale a 30 minuti a piedi dal mio posto in tribuna: non dovrebbero accadere cose del genere. Continuo: costruire almeno due tribune coperte sarebbe fantastico. Mancano i campionati oltre alla F1. Monza deve tornare il tempio della velocità per tutte le categorie: la Superbike, il Mondiale Turismo, il Mondiale Endurance... Mancano dei servizi igienici veri per i tifosi non vip, manca la manutenzione del bosco interno, manca un piano di comunicazione adeguato ad un grande circuito. Manca la cura per le strutture più banali: muri, erba, ingressi, reti.

Quando Monza non era solo F1...
A Silverstone vengono organizzati numerosissimi raduni di auto storiche, che richiamano folle acclamanti prossime alle centinaia di migliaia di unità. Noi abbiamo stupende Ferrari, Lancia, Maserati, Alfa Romeo, Lamborghini, Abarth... a portata di autostrada. Monza deve diventare il centro dell'automobilismo e del motociclismo sportivo italiano. Il museo sarebbe il perno di tutta la struttura, e dovrebbe contenere F1 storiche, cimeli del tempo che fu (gomme, alettoni, guardrail, cartelloni) e accogliere mostre ed esposizioni.

La parabolica dovrebbe essere più che un deposito di gomme. Correrci non è possibile: troppo anacronistico. Le alte arcate delle curve potrebbero diventare un percorso guidato alla storia dell'Autodromo, ad esempio.



Le idee sono tante: basta seguire l'esempio degli altri per migliorare subito. Ho come l'impressione, però, che sarà un guaio realizzare anche solo una minima parte di quanto vorrei. Nel paese dell'immobilismo, i sogni trovano la sbarra chiusa.