lunedì 14 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: CIVM

Non ci sono limiti per Simone Faggioli. Sembra quasi diventata una piacevole abitudine, quella di stravincere. Anche quest'anno sono piovuti trofei a ripetizione per un pilota che è già nella storia delle corse in salita sia in Italia sia in Europa. Undicesimo CIVM vinto e ottavo Campionato Europeo Montagna (quest'anno in categoria 2), più 8 scalate vinte in 12 weekend valevoli per il Campionato Italiano.

Simone Faggioli

Agli altri sono rimaste le briciole. Christian Merli, anche quest'anno secondo, ha vinto la 61° Coppa Nissena, la 43° Pieve Santo Stefano – Passo dello Spino e la seconda manche della 46° Verzegnis - Sella Chianzutan; la prima manche della gara friulana è invece stata conquistata da Michele Fattorini; Domenico Scola, terzo alla fine, ha infine trionfato nella prima gara dell'anno al Monte Erice.



Il Campionato Italiano Velocità Montagna continua ad avere un grande successo, attirando molti protagonisti dell'automobilismo nostrano di dimensione regionale e provinciale. Il pubblico risponde bene, ma soprattutto sono le iscrizioni a fiorire rigogliose. Pensiamo alle cifre 2015: il peggior appuntamento, a livello di partecipanti, è stato la Rieti-Terminillo. Dove c'erano "solo" 85 partenti... tra i quali però c'erano più prototipi che in una qualsiasi gara del CISP (......lascio lo spazio per riflettere a chiunque voglia farlo).

La gara con più piloti ai nastri di partenza è stata la stupefacente 85° edizione della Coppa Selva di Fasano, con addirittura 189 vetture!

Il lato se vogliamo negativo di tutta questa benevola abbondanza è la nascita di molteplici classifiche dedicate, talvolta inestricabili senza un po' di esperienza e di occhio. Certo è che molti hanno potuto festeggiare un trofeo che, se fosse esistita solo la classifica assoluta, non avrebbero potuto vedere nemmeno con il binocolo. Il CIVM è talmente aperto che può capitare di vedere a pochi minuti di distanza il passaggio di una F.3000 e poi di una Fiat Uno Turbo. E tutto questo colore è divertente per il pubblico.



In ogni caso, è evidente a giudicare dalla classifica assoluta che i prototipi restano i mezzi migliori per affrontare questa tipologia di gare. E la sfida al vertice è competitiva. Anche alla Pedavena-Croce D'Aune Faggioli ha ritoccato il record assoluto del tracciato, nonostante avesse già il titolo matematicamente in tasca. E non è stata l'unica occasione nella quale uno dei piloti iscritti ha battuto i tempi degli anni precedenti, sia per le classi più veloci sia per le vetture più simili a quelle di tutti i giorni.

Il futuro sarà roseo, mantenendo questo passo. Anche BRC ha manifestato la volontà di spostare la sua Green Hybrid Cup dalle piste al CIVM (in gare selezionate). Ragioni di visibilità, perché il pubblico delle salite è sempre folto mentre talvolta in circuito c'è un vuoto pneumatico poco adatto agli sponsor.


Classifica assoluta - primi 10 - (tra parentesi il numero di vittorie):
Simone Faggioli (Norma M20) 147.5 (14)
Christian Merli (Osella FA30) 132.5 (5)
Domenico Scola (Osella PA 2000) 110 (2)
Michele Fattorini (Osella PA 2000) 88.5 (1)
Omar Magliona (Osella PA 21) 50
Domenico Cubeda (Osella PA 2000) 45
Francesco Conticelli (Osella PA 2000) 41
Paride Macario (Lola B99/50 - Osella FA30) 37.5
Vincenzo Conticelli (Osella PA 30) 33.5
Giuseppe Castiglione (Formula Master) 28

Simone Faggioli

Classifica Bicilindriche (top 5):
Andrea Currenti (Fiat 500L) 80
Daniele Portale (Fiat 126) 62.5
Domenico Morabito (Fiat 500) 53.5
Antonio Ferragina (Fiat 500) 42.5
Antonio Maiolo (Giannini 650 NP) 40

Andrea Currenti

Classifica Racing Start fino a 2000cc:
Antonio Scappa (Renault Clio RS) 130
Angelo Loconte (Peugeot 106 16v) 82
Giovanni Grasso (Renault Clio RS) 64.5
Giovanni Angelini (Renault Clio RS) 50
Marco Cappello (Honda Civic) 47.5

Antonio Scappa

Classifica Racing Start fino a 1600cc:
Oronzo Montanaro (Mini Cooper S) 147.5
Nicola Novaglio (Mini Cooper SCW) 147.5
Mario Tacchini (Mini Cooper S) 67
Andrea Marchesani (VW Polo) 59
Andrea Giraldi (Mini Cooper S) 40.5

Oronzo Montanaro

Classifica Gruppo N:
Antonino Migliuolo (Mitsubishi Lancer) 155
Giovanni Del Prete (Mitsubishi Lancer) 100
Giovanni Regis (Peugeot 106 Rallye) 77.5
Rocco Errichetti (Peugeot 106 Rallye) 59
Armin Hafner (Mitsubishi Lancer) 53.5

Antonino Migliuolo

Classifica Gruppo A:
Salvatore D'Amico (Renault Clio RS) 145
Paolo Parlato (Honda Civic/Renault Clio) 88
Serafino Ghizzoni (Honda Civic Type R) 66
Rudi Bicciato (Mitsubishi Lancer) 40
Sauro Sandroni (BMW M3 E36) 30

Salvatore D'Amico

Classifica Gruppo E1/E2S:
Marco Gramenzi (Alfa Romeo 155 ITC) 142.5
Fulvio Giuliani (Lancia Delta HF) 121
Luigi Sambuco (Renault New Clio) 81
Pietro Nappi (Ferrari 550 GTI) 72.5
Ferdinando Cimarelli (Alfa Romeo 156) 63.5

Marco Gramenzi

Classifica Gruppo GT:
Roberto Ragazzi (Ferrari 458 Challenge) 140
Bruno Jarach (Ferrari 458 Challenge) 77
Rosario Parrino (Porsche 911 GT3) 61.5
Francesco Leogrande (Porsche 996) 59.5
Guido Sgheri (Porsche 997) 56

Roberto Ragazzi

Classifica Gruppo CN:
Omar Magliona (Osella PA 21) 160
Achille Lombardi (Osella PA 21) 117.5
Luca Ligato (Osella PA 21) 84.5
Giuseppe Corona (Osella PA 21) 63.5
Stefano Crespi (Osella PA 21) 54

Omar Magliona

Classifica Gruppo E2B:
Simone Faggioli (Norma M20) 154
Domenico Scola (Osella PA 2000) 125.5
Michele Fattorini (Osella PA 2000) 102.5
Francesco Conticelli (Osella PA 2000) 67
Vincenzo Conticelli (Osella FA 30) 60

Classifica Gruppo E2M:
Christian Merli (Osella FA30) 160
Franco Cinelli (Lola B99/50) 96.5
Paride Macario (Lola B99/50 - Osella FA30) 62
Adolfo Bottura (Osella FA30) 59
Diego Degasperi (Lola B99/50) 56.5

Christian Merli

Trofeo Under 25: Domenico Scola
Coppa Dame: Paola Pascucci
Trofeo Scuderie: Fasano Corse




Il riassunto della stagione 2015: International V8 Supercars

Alla fine Mark Winterbottom ce l'ha fatta. Dopo una sfilza di terzi posti e di altri onorevoli piazzamenti, il pilota 34enne da sempre legato a doppio filo con Ford ha conquistato la V8 Supercars. Una lunga carriera nella serie che ora può essere definita finalmente di successo, dopo ben 13 stagioni.

Winterbottom ha strameritato il successo finale con ben 9 vittorie di tappa (tra le quali va annoverata anche la Sandown 500 in coppia con Steve Owen) e con una situazione paradossale da vivere fin da inizio stagione. La Ford, prima del 2015 impegnata praticamente a livello ufficiale con il team Ford Performance Racing, aveva ridotto i fondi per questa stagione. Addirittura il team di Winterbottom aveva cambiato denominazione, iscrivendosi come Prodrive Racing Australia... Chissà, forse è stato proprio questo disimpegno a rendere il team più competitivo!

Mark Winterbottom

A parte gli scherzi, per il team Prodrive Racing è stata davvero una bella stagione. Chaz Mostert, prima del grave infortunio patito a Bathurst, aveva fatto faville con cinque vittorie e numerose pole position. Prima della Bathurst 1000 Mostert era secondo in campionato, e nonostante la sua assenza in ben 12 appuntamenti è riuscito comunque a finire il campionato in 11° piazza, davanti ad altri 13 piloti full-time.

Al secondo posto il 41enne Craig Lowndes ha dimostrato ancora di avere tanta birra in corpo rispetto a molti suoi giovani avversari. Lowndes ha vinto il suo primo titolo nel 1996 (!), quando il campionato si chiamava ancora Australian Touring Car Championship. In questo 2015 lui e la sua Holden 888 hanno vinto 6 gare tra le quali spicca la Bathurst 1000 corsa in coppia con Steven Richards.


David Reynolds ha conquistato il terzo posto finale in quello che è il suo risultato di maggior rilievo dopo la conquista della Carrera Cup australiana nel 2007. Con la Ford del Rod Nash Racing il pilota classe '85 ha vinto due gare. La sua brillante seconda parte di stagione ha contribuito molto, ma in generale Reynolds è stato un habitué della top ten per tutto il campionato.

Il miglior... neozelandese è stato il sempre attivo Shane Van Gisbergen. Con la sua Holden Van Gisbergen ha concluso al 4° posto finale con 2 vittorie, tante quante ne ha conquistate nella Blancpain Endurance Series. Certamente è uno dei piloti più "eclettici" della serie, visto che ha partecipato anche alla 24 Ore di Daytona.

Il 6 volte campione Jamie Whincup si è classificato "solo" quinto, ma non ha certo mollato le posizioni di vertice. Infatti ha vinto in 8 occasioni, con un finale di stagione pazzesco fondato su 9 nove podi consecutivi negli ultimi tre appuntamenti. Purtroppo però la fase centrale dell'annata non è stato positiva, rendendo la sua rincorsa finale statisticamente positiva ma inutile ai fini della lotta per il campionato.

Ancora buone prestazioni per il giovane Scott McLaughlin, classe '93 (Garry Rogers Motorsport, Volvo S60). Non è arrivata la vittoria come nei due anni precedenti, ma è evidente che questo pilota sarà una stella dei prossimi campionati se saprà farsi strada tra i tanti senatori ancora in gran forma.

Scott McLaughlin

Il trofeo Pirtek Endurance Cup dedicato agli appuntamenti del campionato da correre in coppia, composto dalla Sandown 500, dalla Bathurst 1000 e dalla Gold Coast 600, è stato vinto dal duo Garth Tander/Warren Luff sulla Holden n°2 del team Holden Racing. I due hanno conquistato questa classifica grazie alla regolarità, con due terzi e due quarti posti, relegando i vincitori di tappa nelle posizioni retrostanti.

Una foto pubblicata da V8 Supercars (@v8supercars) in data:


Nella classifica dei team Lowndes e Whincup hanno portato nuovamente alla vittoria il Triple Eight Race Engineering. Si tratta del settimo successo per uno dei team più blasonati della serie. Insieme al Prodrive Racing hanno decisamente staccato la concorrenza, con 28 vittorie (14 a testa) su 36 appuntamenti disputati.

Per quanto riguarda infine le case costruttrici, Holden ha vinto per 19 volte con la VF Commodore, battendo di tre lunghezze la Ford (in pista a inizio stagione con la FG Falcon e poi con l'aggiornata FG X Falcon). La Mercedes E63 AMG dell'Erebus Motorsport ha vinto in una sola occasione con Will Davison (prestazione per altro isolata). Nissan e Volvo sono rimaste a secco.



La classifica finale - primi 25 (tra parentesi il numero di vittorie):
Mark Winterbottom (Ford/Prodrive Racing) 3246 (9)
Craig Lowndes (Holden/Triple Eight) 3008 (6)
David Reynolds (Ford/Rod Nash) 2910 (2)
Shane Van Gisbergen (Holden/Tekno Autosports) 2712 (2)
Jamie Whincup (Holden/Triple Eight) 2647 (8)
Garth Tander  (Holden/Holden Racing) 2584
Fabian Coulthard (Holden/Brad Jones) 2542 (1)
Scott McLaughlin (Volvo/Garry Rogers) 2205
Rick Kelly (Nissan/Nissan Motorsport) 2154
James Courtney (Holden/Holden Racing) 2110 (2)
Chaz Mostert (Ford/Prodrive Racing) 2017 (5)
Michael Caruso (Nissan/Nissan Motorsport) 1898
Tim Slade (Holden/Walkisnhaw Racing) 1764
Lee Holdsworth (Holden/Charlie Schwerkolt) 1699
Will Davison (Mercedes/Erebus) 1672 (1)
Jason Bright (Holden/Brad Jones) 1671
Todd Kelly (Nissan/Nissan Motorsport) 1664
James Moffat  (Nissan/Nissan Motorsport) 1643
Scott Pye (Ford/DJR Team Penske) 1589
Dale Wood (Holden/Britek) 1325
Tim Blanchard (Holden/Lucas Dumbrell) 1272
Nick Percat (Holden/Lucas Dumbrell) 1204
David Wall (Volvo/Garry Rogers) 1118
Andre Heimgartner (Ford/Super Black) 1068
Ashley Walsh (Mercedes/Erebus) 769

Il vincitore della seconda serie, la Dunlop V8 Supercars Series, è Cameron Waters, classe '94.



venerdì 11 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: NASCAR Xfinity e Camping World Truck

Chris Buescher è il nuovo meritato campione della NASCAR Xfinity Series. Il secondo campionato più importante di stock car ha vissuto una stagione comunque all'insegna... dei piloti della Sprint Cup, che con le loro partecipazioni extra campionato hanno portato a casa 25 dei 33 trofei a disposizione. Questa regola, o non-regola, toglie un po' di gloria a molti piloti in cerca di visibilità. Personalmente credo che sia giusto porre almeno un piccolo limite, anche se è vero che poter disporre di campioni come Kyle Busch e Joey Logano può attirare più spettatori. Si tratta di un classico caso di conflitto di interessi, e sarà difficile azzerarlo.



In ogni caso, Buescher (classe '92) ha vinto con un vantaggio minimo su Chase Elliott, campione del 2014. Solo 15 punti di distacco tra i due. Elliott ha concluso nella top ten per più gare, ma questa regolarità è stata rovinata da tre arrivi oltre la top 20 che hanno senz'altro pesato nel computo finale. I due nel 2016 si trasferiranno entrambi nella Sprint Cup: Buescher andrà al Front Row Motorsport (in prestito dal team Roush Fenway) mentre Elliott, che è giovanissimo essendo nato nel 1995, sostituirà addirittura Jeff Gordon sulla numero 24 del team Hendrick Motorsports!

Chris Buescher

Il record di vittorie stagionali di Buescher (2) è stato eguagliato da Regan Smith (4° alla fine) e da Ryan Blaney, 22° alla fine ma solo perché il suo programma nella Xfinity è stato limitato.

Il titolo di Rookie Of The Year è andato a Daniel Suarez, primo messicano a correre una stagione full-time nella seconda serie NASCAR. Per lui ben tre pole positione e un 2° posto in Texas come miglior risultato. La sua conquista assume un significato ancora più particolare perché dietro di lui si è piazzato Darrell "Bubba" Wallace Jr., afroamericano. I due sono stati divisi in classifica da un solo piazzamento in top ten in più (ovviamente da parte di Suarez) ma sono stati uniti dalla loro diversa etnicità rispetto alla maggioranza dei piloti del campionato. L'origine e il colore della pelle non sono discriminanti per la velocità in pista, ovviamente, ma il solo fatto che la NASCAR sia diventata un po' meno "bianca" è un fatto positivo. Suarez è un classe '92, mentre Wallace del '93, quindi li accomuna anche la giovinezza.

Daniel Suarez

Anche Ryan Reed è del 1993, e quest'anno si è fatto notare per aver vinto la prima gara della serie disputata a Daytona. Nel resto della stagione Reed non è più tornato nella top ten, ma avrà ancora tempo per migliorare le proprie statistiche.



La classifica finale della Xfinity Series - primi 30 (tra parentesi il numero di vittorie):
Chris Buescher (Ford/Roush Fenway) 1190 (2)
Chase Elliott (Chevrolet/JR Motorsports) 1175 (1)
Ty Dillon (Chevrolet/Childress) 1172
Regan Smith (Chevrolet/JR Motorsports) 1168 (2)
Daniel Suárez (R) (Toyota/Joe Gibbs) 1078
Elliott Sadler (Ford/Roush Fenway) 1075
Darrell Wallace, Jr. (R) (Ford/Roush Fenway) 1071
Brian Scott (Chevrolet/Childress) 1032
Brendan Gaughan (Chevrolet/Childress) 1012
Ryan Reed (Ford/Roush Fenway) 902 (1)
Ryan Sieg (Chevrolet/RSS Racing) 827
J. J. Yeley (Toyota/JGL Racing) 803
Dakoda Armstrong (Ford/Richard Petty) 803
Jeremy Clements (Chevrolet/Jeremy Clements) 801
Ross Chastain (R) (Chevrolet/JD Motorsports) 785
David Starr (Toyota/TriStar) 713
Blake Koch (Toyota/TriStar) 646
Landon Cassill (Chevrolet/JD Motorsports) 637
Eric McClure (Toyota/TriStar) 565
Cale Conley (R) (Toyota/TriStar) 561
Joey Gase (Chevrolet/Jimmy Means) 545
Ryan Blaney (Ford/Penske) 461 (2)
Brennan Poole (Chevrolet/Hscott with Ganassi) 433
Harrison Rhodes (R) (Chevrolet/JD Motorsports) 430
Mike Harmon (Dodge+Chevrolet/Mike Harmon) 315
Derrike Cope (Chevrolet/Derrick Cope) 309
Peyton Sellers (R) (Chevrolet/Obalka Racing) 238
Ben Rhodes (Chevrolet/JR Motorsports) 230
Mario Gosselin (Chevrolet/King Autosport) 182
Dylan Lupton (Chevrolet/Athenian) 178


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Per quanto riguarda la Camping World Truck Series, si è conclusa la striscia vincente di Matt Crafton. Lo specialista della serie, vittorioso nel 2013 e nel 2014, quest'anno si è arreso a due straordinari giovani talenti. Il vincitore Erik Jones, per altro rookie e pilota nel team del vincitore della Sprint Cup Kyle Busch, ha vinto il campionato con le stesse modalità di Buescher nella Xfinity. Tre vittorie e un solo risultato fuori dalla top 15 hanno permesso a Jones, già messo sotto contratto da Joe Gibbs per correre la Xfinity nel 2016, di precedere di 25 punti il coetaneo Tyler Reddick.

Erik Jones

Reddick, non più rookie vista la sua presenza nella serie già nel 2014, è stato in testa alla classifica fino a Mosport, quando un incidente ha interrotto la sua leadership. Alla fine solo 15 punti hanno diviso lui e Jones (che per altro è il più giovane vincitore di sempre della serie).

Tyler Reddick

Crafton, comunque terzo alla fine, ha vinto in ben 6 occasioni ma è anche arrivato 4 volte oltre la top 20. Sei sono anche le vittorie dei piloti non autorizzati a conquistare punti per la serie, e su 23 gare disputate la statistica risulta migliore rispetto alla Xfinity. Nella Camping World Truck c'è quindi più spazio per i primi attori della serie rispetto ai grandi della Sprint Cup.

La n°88 di Crafton e la n°4 di Jones

Ci sono due piloti vincenti in questa stagione che hanno superato, in fatto di giovinezza, i due primi classificati del campionato. John Hunter Nemechek, figlio del celebre e ancora attivo Joe, ha vinto a Chicago. John Hunter è del 1997, ma c'è chi ha fatto ancora meglio. Cole Custer, nato il 23 gennaio del 1998, ha trionfato al Gateway Motorsports Park, dando subito lustro a quello che in realtà è stato un programma ridotto. Il bello è che è già la sua seconda vittoria nella serie, visto che nel 2014 aveva vinto a Loudon, nel New Hampshire. Chissà cosa potrebbe combinare, con un programma completo...



La classifica finale della Camping World Truck Series - primi 30 (tra parentesi il numero di vittorie):
Erik Jones (R) (Toyota/Kyle Busch) 899 (3)
Tyler Reddick (Ford/Brad Keselowski) 884 (2)
Matt Crafton (Toyota/ThorSport) 877 (6)
Johnny Sauter (Toyota/ThorSport) 809
Timothy Peters (Toyota/Red Horse) 804 (2)
Cameron Hayley (R) (Toyota/ThorSport) 766
Daniel Hemric (R) (Chevrolet/NTS) 733
John Wes Townley (Chevrolet/Athenian) 730 (1)
Ben Kennedy (Toyota/Red Horse) 694
Spencer Gallagher (R) (Chevrolet/GMS) 677
Ray Black, Jr. (R) (Chevrolet/SS-Green Light) 635
John Hunter Nemechek (R) (Chevrolet/SWM-NEMCO) 630 (1)
Tyler Young (Chevrolet/Young's) 629
Mason Mingus (Chevrolet/Billy Boat) 527
Brandon Jones (R) (Chevrolet/GMS) 482
Travis Kvapil (Chevrolet/MAKE + Premium) 477
Jennifer Jo Cobb (Chevrolet/Jennifer Jo Cobb) 473
Korbin Forrister (R) (Chevrolet/SS-Green Light) 463
Jordan Anderson (Chevrolet/Mike Harmon) 379
Norm Benning (Chevrolet/Norm Benning) 365
Matt Tifft (Toyota/Kyle Busch) 327
Cole Custer (Chevrolet/JR Motorsports) 305 (1)
Timmy Hill (Chevrolet/Premium) 297
Austin Theriault (R) (Ford/Brad Keselowski) 279
Justin Boston (R) (Toyota/Kyle Busch) 255
Justin Jennings (Chevrolet/MB Motorsports) 237
Christopher Bell (Toyota/Kyle Busch) 231 (1)
Tyler Tanner (Chevrolet/MB Motorsports) 217
Ryan Ellis (Chevrolet/MAKE) 192
Caleb Holman (Chevrolet/Henderson) 166

Il riassunto della stagione 2015: CISP

Nobile decaduto: ecco l'esatta definizione del Campionato Italiano Sport Prototipi. Non è facile trovare un motivo principale per spiegare come è avvenuta la fuga da tale serie, probabilmente perché ci sono fin troppe cause. Non hanno mai aiutato le polemiche, i reclami, le gelosie. Ma se in F1 queste cose si dimenticano con una scrollata di spalle, nel piccolo mondo del motorsport italiano le ferite possono pregiudicare anche le buone idee. Perché fare un campionato riservato ai Prototipi è una buona idea.



É una buona idea perché nel V de V francese ci sono oltre 20 macchine, perché nel Radical European Masters ci sono praticamente sempre 15 vetture (se non di più) e perché nel CIVM 2015 l'elenco dei prototipi che hanno preso parte almeno a una corsa è dannatamente lungo. Non c'è una crisi di amore verso le biposto, anzi. Sembra piuttosto il contrario.

Però l'Italiano Sport Prototipi stende a decollare. Alcuni tirano in ballo la crisi, ma fare il CIVM con queste vetture non è certo gratuito. E anche in Francia i cordoni della borsa si sono parecchio chiusi. Quindi, che fare? ACI Sport è chiamata a trovare una soluzione per abbassare i costi non solo per le ipotetiche new entry nel campionato, ma anche per le scuderie già presenti. Ad esempio agendo ancora sul regolamento tecnico, e cercando di azzerare altre voci di spesa. In ogni caso bastano cinque o sei macchine in più per tornare ad avere una griglia decorosa.

Il 2015 si è sviluppato per tutto l'anno attorno a un nocciolo di una decina di vetture. Vetture belle, veloci e in mano a team competenti, ma poche. A vincere è stato Giorgio Mondini, "italo-svizzero", da qualche tempo lontano da programmi full-time e quest'anno a bordo di una Ligier JS53 Evo preparata dall'Eurointernational, team per il quale aveva corso anche in passato nelle formule. Mondini ha chiuso il campionato con oltre 100 punti di vantaggio su Margelli, avendo conquistato 9 vittorie con 14 gare a disposizione. Va ricordato comunque che Mondini ha corso a Monza con il team ligure Audisio & Benvenuto (vincendo gara 1) e a Vallelunga con il team Best Lap (cogliendo un podio), prima di approdare all'Eurointernational.

Giorgio Mondini


La vera lotta, se vogliamo, è stata per le rimanenti posizioni del podio finale, con il 48enne Walter Margelli della Nannini Racing (Norma M20F) alla fine secondo grazie a una straordinaria regolarità. Margelli ha infatti concluso tutte le gare arrivando spesso a podio, ma senza mai assaporare la vittoria.

Al terzo posto è giunto Filippo Vita (Osella PA21), pilota della Progetto Corsa di Tony Maione. Anche per lui nessuna vittoria ma tanti piazzamenti di rilievo.

A Misano in gara 2 è stato battuto invece un record. Danny Molinaro è diventato il più giovane vincitore di sempre in una gara del Prototipi, con i suoi 17 anni. Il cosentino ha portato la sua Osella sul gradino più alto del podio in una gara disputata su asfalto bagnato.

Danny Molinaro

Hanno vinto una gara anche Simone Iaquinta e gli eterni Claudio Francisci e Davide Uboldi. Successi, questi, ottenuti nella prima fase del campionato prima della lunga striscia vincente di Mondini.




La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Giorgio Mondini 279 (9)
Walter Margelli 178
Filippo Vita 137
Ranieri Randaccio 120
Danny Molinaro 113 (1)
Marco Jacoboni 99 (1)
Claudio Francisci 71 (1)
Davide Uboldi 67 (1)
Simone Iaquinta 48 (1)
Pierre Nicolet 31
Antonio Beltratti 20
Maurizio Pitorri 14
Jacopo Faccioni 13
Umberto Calò 10
Gianfranco Giorgio 10
Carlo Brivio 9
Gianni Giudici 6
Diego Borgese 4

giovedì 10 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: CITE

Questo è uno di quegli addii che lasciano intatta la speranza. Salutiamo infatti con questo riassunto l'ultima stagione del Campionato Italiano Turismo Endurance, altresì noto come CITE. Questa denominazione, assunta nel 2008 per raccogliere quanto era rimasto del CIVT, ha attraversato annate discrete a livello di partecipazione e altre molto meno affollate.

Le griglie 2015 del CITE non sono state molto folte, salvo qualche piacevole eccezione come al Mugello

Il 2015 è stato purtroppo contraddistinto da una presenza in griglia normalmente risicata. Un'anno di transizione verso le TCR? Assolutamente sì, e c'è un fatto che basta da solo a confermare questa tesi: la vittoria meritata di Valentina Albanese nella classifica assoluta.

Valentina Albanese è scesa in pista con una Seat Leon Racer già in configurazione TCR, anticipando quindi i tempi. Seat Motorsport Italia è una casa pesantemente coinvolta nel progetto TCR e ha totalmente appoggiato questa scelta. Il binomio è diventato quindi irresistibile, con cinque gare vinte sulle 8 valevoli per la classifica assoluta. In vista del 2016 è stata una gran bella mossa.

Valentina Albanese e Jordi Gené

Il 2016 rappresenterà infatti un cambiamento niente male per tutti. Oltre a sdoganare ufficialmente le vetture TCR l'ACI ha varato il TCS. Si tratta di una categoria ancora più vicina alle vetture di serie, ideata per raccogliere quel bacino di scuderie e piloti che non ha le risorse per gestire una vettura TCR. Le auto del TCS subiranno infatti pochissime modifiche rispetto all'originalità, e chiaramente l'obiettivo è riportare in pista un numero di vetture consono al passato. Se tutto andrà per il meglio, come ci si augura, nel 2017 si potrà assistere a uno split tra TCR e TCS per raggiunta indipendenza.

Ritorniamo però alle classifiche 2015. Inutile soffermarsi molto sulla classe TCR, dove ha gareggiato praticamente solo Valentina Albanese accompagnata ogni tanto da estemporanei rivali come Jordi Gené, Carlotta Fedeli e Simone Sartori.

Più interessante il confronto nella Prima Divisione, prolungato fino all'ultimo appuntamento del Mugello. Paolo Meloni e Massimiliano Tresoldi (W&D Racing, BMW M3 E46) hanno mantenuto la testa della classifica, bissando il titolo 2014. Le speranze di Stefano Valli e di Vincenzo Montalbano (BMW M3 E90) si sono infrante definitivamente durante la gara 2 disputata in Toscana, quando il cambio li ha abbandonati. Meloni e Tresoldi hanno giustamente dedicato la vittoria alla memoria di Walter Meloni, che ci ha lasciato lo scorso maggio.



Dal punto di vista statistico Valli/Montalbano hanno conquistato due vittorie in più rispetto a Meloni/Tresoldi (6 contro 4) ma allo stesso tempo hanno collezionato quattro pesanti zeri in classifica. Una differenza determinante, soprattutto alla luce della regolarità dei titolati che sono sempre andati a punti.

Vittorie di classe (a Imola in gara 2 e a Vallelunga in gara 2) per Mario Ferraris e Matteo Milani a bordo del Cinquone preparato da Romeo Ferraris. Due successi infine per Walter Palazzo e Massimo Zanin con la BMW M3 E46 del W&D, ottenuti entrambi nel weekend finale del Mugello.



Nella Seconda Divisione c'è stato invece l'assolo di Filippo Maria Zanin, capace con la sua BMW 320i del ProMotorsport di conquistare 9 vittorie di classe. Notevolmente distanziati i secondi classificati Alberto e Riccardo Fumagalli, spesso a podio ma mai premiati con una vittoria di tappa.

Filippo Maria Zanin

Le restanti cinque gare sono andate a Mario La Barbera e Giosuè Rizzuto (Pergusa, gara 1), Dario Pennica e Alessandro Baccani (Pergusa, gara 2), Lorenzo Baroni e Giovanni Mancini (Vallelunga, gara 1), Massimo Zanin (Misano, gara 1) e Mariano Bellin (Mugello, gara 1). Giusto citarli tutti in quello che è il canto del cigno di questo campionato.




Le classifiche finali (tra parentesi il numero di vittorie):

Valentina Albanese vincitrice della Classifica Assoluta

Classe TCR
Valentina Albanese (Seat Motorsport Italia) 255 (12)
Jordi Gené (Seat Motorsport Italia) 65 (1)
Carlotta Fedeli (Seat Motorsport Italia) 30
Simone Sartori (Dinamic) 24

Prima Divisione
Paolo Meloni/Massimiliano Tresoldi (BMW M3 E46) 203 (4)
Vincenzo Montalbano/Stefano Valli (BMW M3 E90) 177 (6)
Mario Ferraris/Matteo Milani (Cinquone) 140 (2)
Martina Del Castello/Roberto Del Castello (BMW M3 E46) 89
Walter Palazzo (BMW M3 E46) 87 (2)
Massimiliano Chini (Seat Leon) 53
Massimo Zanin (BMW M3 E46) 40 (2)
Marcello Gunnella (Seat Leon) 38
Benedetto Palermo (Renault Clio) 15
Mariano Costamagna (Seat Leon) 15
Andrea Argenti (Seat Leon) 15
Fabrizio Montali (BMW M3 E90) 12
Massimiliano Fissore (Seat Leon) 8
Gianni Giudici (Alfa Romeo Giulietta) 8
Jimmy Ghione (Seat Leon) 7

Seconda Divisione
Filippo Maria Zanin (BMW 320i) 207 (9)
Alberto Fumagalli/Riccardo Fumagalli (BMW 320i) 140
Samuele Piccin (Honda Civic) 90
Romy Dell'Antonia (Honda Civic) 45
Omar Paravati (Honda Civic) 45
Massimo Arduini (Citroen C3) 39
Alessandro Baccani/Dario Pennica (Citroen C3) 35 (1)
Giorgio Fantilli (Alfa Romeo 147) 35
Massimo Zanin (BMW 320i) 35 (1)
Mario La Barbera/Giosuè Rizzuto (BMW 320i) 32 (1)
Lorenzo Facchinetti (Abarth 695) 32
Pierluigi Malatesta (BMW 320i) 32
Mariano Bellin (BMW 320i) 29 (1)
Andrea Bertolini (Abarth 695) 28
Rino De Luca/Camillo Piccin (Honda Integra) 23
Lorenzo Baroni/Giovanni Mancini (Citroen C3) 20 (1)
Gianluca Mauriello (Citroen C3) 20
Giovanni Lopes (Citroen C3) 19
Paolo Pirovano (Citroen C3) 19
Luigi Moccia (Abarth 695) 13
Giuseppe Montalbano/Pasquale Notarnicola (Renault Clio) 12

mercoledì 9 dicembre 2015

Stefano Comini: ve lo do io il Motorsport!

Ero presente alla festa organizzata da Stefano Comini per celebrare la vittoria nel TCR, e non nego di essermi divertito parecchio. L'atmosfera creata dal padrone di casa, con un bidone colmo di legna da ardere, un albero di Natale composto esclusivamente da lattine di birra e un tris di simulatori di guida pronti all'uso per chi ne avesse voglia, mi ha fatto riflettere su un personaggio che spesso richiamiamo direi abusivamente: James Hunt. Ecco, la festa di Comini non era in stile James Hunt; gli anni settanta sono finiti da un pezzo. La festa di Comini era dannatamente... Cominiana. Come del resto lo è l'intervista che segue.



Avevi detto: vinco e dimostro l'ingiustizia nel motorsport. Ora hai vinto il TCR, un campionato internazionale con piloti e team di spicco. Il motorsport è ancora ingiusto?

«Adesso vediamo. Vediamo l'anno prossimo come andrà. In ogni caso vinco lo stesso... Se non avrò un ingaggio dimostrerò nuovamente l'ingiustizia nel motorsport. Se invece sarò nel torto, allora nel 2016 avrò tra le mani un contratto soddisfacente».

In Ticino c'è chi ti definisce una testa calda. Un matto.

«Prima di tutto dobbiamo definire cosa significa essere "matti". Sono matto perché non seguo le regole del motorsport? Allora sì, sono matto. Perché sostanzialmente non vivo di questo? Perché non faccio la faccia da c*lo dopo ogni gara e dopo ogni intervista dicendo le solite cose e ringraziando cani e porci? Allora sì, sono matto. In realtà posso risultare matto ma ti dico che non lo sono. Se no non sarei più in questo mondo.
Tutto quello che dico e tutto quello che faccio non è frutto di casualità. E infatti lo si è visto durante tutta questa stagione. Ricordo ad esempio le mie dichiarazioni contro Morbidelli, nel post-gara a Monza, quando dissi che mi sarei fatto giustizia da solo. Ecco, questo non l'ho detto a caldo, ma sei ore dopo la gara. Una dichiarazione ben calcolata. Perché l'ho fatto? Perché la psicologia è un fattore estremamente importante. Estremamente. Questo campionato l'ho vinto con la psicologia, mi viene da dire. E infine vorrei anche aggiungere che sono matto perché questo sport non ha bisogno di gente falsa. Ha bisogno di gente vera, sincera, terra terra... Insomma, normale».

Secondo te agli organizzatori piace avere una figura come la tua nei loro campionati?

«Onestamente... Che gli piaccia o meno i fan sono aumentati. Credo sia accaduto anche grazie a me. Credo che la gente si immedesimi di più in me, perché sono uno di loro».

Stefano con Marcello Lotti, patron del TCR

Baratteresti una misura di sicurezza in meno per andare un secondo più veloce in pista?

«Fi*a, sicuro! Credo che qualsiasi pilota vero accetterebbe una cosa del genere!»

Cosa pensi dei momenti che vengono definiti tra i più emozionanti del motorsport, cioé partenza e sorpassi?

«Il sorpasso è una cosa talmente istintiva e talmente razionalizzata... Va così tutto talmente veloce che non hai il tempo di percepire sensazioni particolari. La partenza invece non è mai stata un problema. So che è un rischio e fa parte del gioco, ma in realtà in quel momento io fremo, fremo dalla voglia di cominciare a correre».

Cosa ne pensi del Balance of Performance e del Succest Ballast?

«Allora, il succest ballast è una cagata. Lo dico in tutti i casi, anche se va a mio favore. Tutti quei chili in più di penalità si sentono, lo posso assicurare. E poi non ha senso. Non ha senso usare il succest in macchine che in teoria sono già state messe in pari con il balance of performance. A tal proposito, credo che il balance of performance in una serie come il TCR sia una buona cosa. Se si dovesse togliere, allora andremmo a cadere nello stesso minestrone del WTCC dove chi ha più soldi va più forte e agli altri rimangono le briciole».

I campionati europei e internazionali farebbero bene secondo te a proporre, un po' in stile NASCAR, una narrazione migliore delle rivalità tra i piloti e a dare più spazio alle singole personalità in gioco?

«...La Nascar è uno show e basta. In ogni caso la gente è stufa. Mi sembra stufa di sentire i piloti dire ogni volta le stesse cose. Pensa che quest'anno se ne sono accorti anche in F1. Le press conferences della F1 ora sono più divertenti. Con Vettel che spara stronzate e Hamilton che ride mentre prendono in giro Rosberg è tutto un altro discorso. Se guardi le visualizzazioni su Facebook diventa evidente di cosa stiamo parlando. Le persone vogliono vedere queste cose, sono stufi di vedere la solita fuffa. Basta! Per troppo tempo abbiamo visto soldatini facilmente intercambiabili ai quali non è permesso dire nulla perché danneggia il marchio, il prodotto che si deve vendere. In realtà tutti vogliono vedere il carattere, vogliono vedere qualcuno che esce dalla macchina sfogandosi e parlando diretto».

Ti piace la vita nel paddock?

«Il bello del motorsport è che non esiste solamente quello che capita in pista, ma conta anche quello che succede fuori. Tuttavia non vale per tutti. Ci sono piloti che ad esempio non sanno vivere il paddock. Parliamo ad esempio di Pepe Oriola, che è un pilota che stimo veramente tanto. Un tipo corretto, aggressivo al punto giusto. Però lui scende dalla macchina, fa quello che deve fare con il suo ingegnere e torna appena può in albergo. Sarà anche perché lui va in alberghi a 5 stelle ogni volta e io mi becco le stamberghe nei posti che costano di meno, per carità. Ma al contrario farei lo stesso, cioè sarei vicino all'atmosfera della pista anche potendo approfittare delle comodità.

Io credo che il paddock sia la cosa bella del motorsport, sia per i fan, sia per chi ci lavora. Per me il paddock è la mia famiglia. È la mia vita, è la mia casa. E mi diverto».

Stefano con Pepe Oriola

Come a singapore?

«Già! Dopo la gara notturna ci siamo trovati là in quattro: io, mio padre e altri miei due amici. La notte è passata tra le bevute e le goliardate e in sostanza abbiamo fatto festa, rigorosamente da soli perché tutti gli altri, compresi i meccanici, erano andati a dormire. Tanta gente dice che Comini è matto, Comini è pericoloso, Comini beve prima delle gare... Io sfido chiunque a farmi il test dell'alcool prima di ogni gara. Troverete uno zero virgola zero. E per altro tutto ciò va contro ai miei interessi, perché oltre al succest ballast mi devo portare dietro anche ben 7 chili di beer ballast...»

Ci sono evidentemente troppi campionati in giro. Tu come organizzeresti il mondo del motorsport?

«Sì, ci sono troppi campionati e troppa dispersione dei piloti. Ciò va a discapito dello show, perché puoi trovare dei campionati con 15 piloti o 10 piloti. Una roba inguardabile, non dovrebbero nemmeno correre. Anche per questo credo nel progetto TCR, perché semplificherà la vita in molte situazioni».

A proposito... Il TCR e il WTCC si sono pestati i piedi in modo palese, nel loro primo anno di convivenza e soprattutto nelle prime gare, con griglie appena sufficienti. Se solo fossero assieme ci sarebbero oltre 30 vetture tutte insieme e probabile visibilità aggiuntiva. Cosa ne pensi?

«Si sono pestati i piedi alla grande, hai ragione. Ma sai perché mi sento ottimista? Perché il TCR sarà il futuro. Il TC1, che è il WTCC, è una categoria che non sta né in cielo né in terra, mi dispiace. Al fan a casa - riflessione mia personale - della macchina che va un secondo più veloce o più lenta non gliene sbatte un ca**o. Il fan vuole lo spettacolo, vuole le sportellate, i sorpassi. Questa è una cosa che ti permette il TCR, mentre nel WTCC è più complicato. Malgrado tutto se le danno, non lo nego, ma se perdi un'appendice alare nel WTCC è un problema perché la macchina ne risente molto. Sono dei prototipi e i piloti ci pensano due volte a fare troppi danni. Tranne nel caso di Hugo Valente, vabbèh, perché lui non ha freni...

Penso fermamente che il TCR sia il futuro. Ha qualcosa in più, è interessante per le case. Con la stessa macchina del campionato nazionale, fai l'Europeo e fai l'Internazionale. Questo è un pilastro fondamentale».
 
Secondo te la Ferrari è un bene o un male per l'intero mondo del motorsport?

«Fammi un'altra domanda...»

Dai, rispondi...

«Personalmente della Ferrari non mi interessa nulla. Però penso che quando si parla di fan tante volte si parla dell'Italia, mentre invece se si parla di appassionati ci si riferisce a tutto il resto del mondo...»

Nonostante la conquista del titolo per te il 2015 è stato difficile. La mancanza di budget ti ha tenuto sul filo per molto tempo.

«Quando corri con l'idea di non avere abbastanza soldi è dura. Devi stare attento alla macchina, ai voli, a qualsiasi cosa. Per me è stato un anno di ascensori psicologici a manetta. Il 2015 è stato gratificante ma allo stesso tempo durissimo, perché sono arrivato prima di Singapore a non credere più nel motorsport e a non volere più fare del motorsport la mia vita. Sono una persona estremamente manuale e sono ingegnoso, perciò nel periodo più lontano dalle corse ho sviluppato altri progetti e altre idee che avrei portato avanti per tappare un eventuale buco.

Ho pensato che avrei corso le ultime tre gare dell'anno con passione e basta, una volta certo della mia presenza a Singapore, Buriram e Macao. Mi sono detto "Se non troverai un ingaggio per il 2016 almeno avrai finito in bellezza". In ogni caso posso dire con orgoglio che mi sono messo in gioco, nonostante avessi già dimostrato tanto e a tanti. Devo ringraziare Target Competition perché ha investito in me e ha fatto sacrifici - come me - per correre senza budget.

Quando avevo vinto il Megane Trophy - con una macchina difficile e tanti avversari veloci - pensavo che sarebbe saltato fuori qualcosa di buono. Non solo, ero anche andato in Giappone a provare la Nissan GT-R girando 8 decimi più velocemente di Krumm, cosa che poi comunque hanno imboscato. E invece... ho corso due stagioni di transizione, saltando da una macchina a un'altra e toccando il punto più basso, quella Clio Cup Bohemia di cui non sento affatto la mancanza. Non voglio sembrare arrogante, ma ovunque ho messo il c*lo sono andato forte, ma non ho mai avuto un vero ingaggio. Il mio primo contratto, per altro verbale, con Target consisteva nel fornirmi una cassa di birra a ogni gara disputata. E la cosa assurda è che dissi di sì. Ora però posso dire che io e Target Competition siamo cresciuti insieme, ed è un motivo di orgoglio.

C'è anche un'altra cosa che mi ha dato estremamente fastidio, in questa stagione: il fatto che molta gente si è accorta di me solo ora...»

Oltre al budget anche un serio infortunio ha messo in pericolo il 2015 di Comini.
Non è stato sufficiente però per impedirgli di essere competitivo

Sei soddisfatto dell'esposizione mediatica ticinese riguardo al titolo?

«L'esposizione mediatica in Ticino è scandalosa, anche dopo il mio titolo. Hanno avuto il coraggio di dire che il TCR era una sorta di campionato cadetto del WTCC, cioè in pratica hanno provato a sminuire ancora di più quello che avevo fatto. Probabilmente è ignoranza, ma allora piuttosto è meglio che non parlino di queste cose. Perché è assurdo dedicare solo dei mini trafiletti per uno dei pochissimi campioni del mondo che hanno in Ticino. Le bocce invece hanno sempre due paginone belle visibili. Dai, ca**o, non si può fare».



Raccontami della tua peggiore e della tua miglior prestazione dell'anno.

«La peggiore giornata è stata gara 2 al Salzburgring, dove ho fatto jump start. Credo sia stato il mio primo jump start in tutta la mia vita. Errore mio. Ed era da tanto che non facevo errori.
Il momento migliore è stato a Monza in gara 2, malgrado tutto. Ho fatto una bella rimonta, mi sono divertito. E poi Monza è casa mia. Per quanto si possa dire che ci fossero piloti italiani io potevo davvero dormire a casa... anche se poi sono stato nel camper con mio padre, nel paddock. Passando per altro momenti fantastici, come la sera prima delle gare, quando abbiamo offerto da bere agli operatori tv inglesi. Siamo stati con loro ed è giusto così, in fondo meritano attenzione perché fanno parte di uno staff eccezionale».

Il 2016?

«Spero che l'anno prossimo io possa decidere per me, e che nessuno possa decidere qualcosa al mio posto. E con questo chiudo».

Il riassunto della stagione 2015: WRX

Il campionato del mondo Rallycross è già entrato nella fase di maturazione, e promette bene. Il mondiale che d'ora in poi chiameremo per semplicità "WRX" ha vissuto la sua seconda stagione espandendo la propria base di iscritti abituali e mantenendo la sua innata caratteristica: l'imprevedibilità. Infatti ben 8 piloti diversi hanno vinto almeno una gara nel 2015!



A dire il vero, in molti avevano scommesso nel bis di Petter Solberg, l'asso norvegese che già nel 2014 aveva sbaragliato la concorrenza. Chi lo ha fatto ha avuto ragione! Quest'anno l'ex campione WRC 2003 ha portato a casa il titolo con sole tre vittorie e soprattutto con una costante presenza sul podio, conquistato per 9 volte su 13 appuntamenti.

Petter Solberg

Solberg, con la sua Citroen DS3, ha messo in fila una serie di piloti decisamente più giovani. Il secondo classificato Timmy Hansen (Peugeot 208) ha eguagliato le vittorie del capoclassifica (3) ma rimanendo un gradino più sotto con il resto delle altre prestazioni. Lo svedese è nato nel 1992, quindi avrà tempo di rifarsi in una categoria che gli calza a pennello. D'altronde arriva da una famiglia di crossisti: il padre Kenneth è stato 14 volte campione europeo Rallycross, la madre ha conquistato nel 1994 la classifica 1400cc mentre il fratello Kevin, nato nel 1998, ha anche lui partecipato in questo campionato cogliendo un fantastico 5° posto in Argentina!

Timmy Hansen

Un altro svedese, Johan Kristofferson (Volkswagen Polo), ha messo a frutto la possibilità di avere una stagione full-time, conquistando la vittoria nel primo appuntamento stagionale in Portogallo. Kristofferson è anche lui figlio d'arte (il padre Tommy colse un 3° posto nell'Europeo 1993 ed è attualmente suo team principal nel WRX), ma ha meno esperienza di Hansen avendo cercato in precedenza di intraprendere una carriera con le vetture turismo (dove andava per altro fortissimo).

Johan Kristofferson

Il primo pilota non scandinavo in classifica è il francese Davy Jeanney (Peugeot 208), vittorioso in Germania e in Canada. Con il suo fondamentale apporto alla causa, il Team Peugeot-Hansen ha vinto la classifica riservata alle scuderie. Timmy Hansen e Jeanney hanno vinto infatti in 5 occasioni, accumulando un buon vantaggio sui secondi classificati Reinis Nitiss e Andreas Bakkerud, alfieri del Ford Olsbergs MSE. In questo caso Solberg (team SDRX) si è accontentato "solo" di un terzo posto, visto che il compagno di squadra Liam Doran non ha colto grandi risultati.

Davy Jeanney

Ottima stagione anche per Mattias Ekstrom, in grado di vincere una gara e di finire per due volte secondo. Lo svedese ha dimostrato di poter coniugare la guida sporca del Rallycross con quella più precisa del DTM, gareggiando ad alti livelli in entrambi i campionati. Tuttavia il DTM è rimasto comunque l'obiettivo primario, visto che è stato preferito al WRX nelle due occasioni in cui i calendari si sono incrociati.


Ancora pochissime le occasioni nelle quali i campioni del Global Rallycross (il campionato Statunitense) si sono affacciati nel WRX. Quest'anno solo Tanner Foust ha partecipato al WRX in quattro occasioni, per altro cogliendo un terzo posto in Canada. Per la cronaca Foust ha concluso al terzo posto anche nel Global Rallycross, campionato vinto dall'ex F1 Scott Speed! Sarebbe molto interessante, anche per mettere insieme i grandi nomi delle due serie, un'ipotetica finale mondiale. Nel Global Rallycross quest'anno hanno partecipato anche Ken Block, Travis Pastrana, Nelson Piquet Jr, Jeff Ward, Joni Wiman...

Tornando al WRX, alcune guest star d'eccezione hanno gareggiato solitamente una tantum. Tra di loro Patrick Carpentier, Francois Duval, Niclas Grönholm (figlio di Marcus), Andrew Jordan, Dave Mirra, Yvan Muller, Tommy Rustad, Timo Scheider, Henning Solberg. Tommy Rustad ha per altro vinto il Campionato Europeo Rallycross.

Tra gli italiani al via una nota di merito va a Davide Medici, 8° nella classifica riservata alle Super 1600. Gigi Galli, Christian Giarolo, Gianni Morbidelli e Mirko Zanni hanno anche loro apposto il loro nome nelle liste d'iscrizione, senza tuttavia ottenere risultati di rilievo. La brutta notizia è però un'altra: nel 2016 non ci sarà in calendario la gara di Franciacorta, e non ci sono all'orizzonte probabili ritorni in tempi brevi. Un vero peccato per un'altra gara non F1 che poteva fare breccia nel nostro strano Paese...



La classifica finale del WRX - Primi 25 (tra parentesi il numero di vittorie):
Petter Solberg (NOR – Citroën/SDRX) 301 (3)
Timmy Hansen (SWE – Peugeot/Hansen) 275 (3)
Johan Kristoffersson (SWE – VW/Team Sweden) 234 (1)
Andreas Bakkerud (NOR – Ford/Olsbergs MSE) 232 (1)
Davy Jeanney (FRA – Peugeot/Hansen) 201 (2)
Mattias Ekström (SWE – Audi/EKS RX) 201 (1)
Reinis Nitišs (LAT – Ford/Olsbergs MSE) 167
Robin Larsson (SWE – Audi/Larsson Jernberg) 147 (1)
Toomas Heikkinen (FIN – VW/Marklund) 137 (1)
Timur Timerzyanov (RUS – Ford/Olsbergs MSE) 105
Manfred Stohl (AUT – Ford/WRX Team Austria) 82
Anton Marklund (SWE – VW/EKS RX) 78
Per-Gunnar Andersson (SWE – VW/Marklund) 70
Tord Linnerud (NOR – VW/Team Sweden) 49
Tanner Foust (USA – VW/Marklund) 44
Liam Doran (GBR – Citroën/SDRX) 35
Jean-Baptiste Dubourg (FRA – Citroën) 24
Tommy Rustad (NOR – VW/HTV Racing-Marklund) 24
Ole Christian Veiby (NOR – VW/Team Sweden) 19
Janis Baumanis (LAT – Peugeot/Hansen Talent Development) 18
Alx Danielsson (SWE – Audi/Münnich) 17
Kevin Hansen (SWE – Ford/Olsbergs MSE) 16
Guy Wilks (GBR – Mini/JRM Racing) 14
Andrew Jordan (GBR – Peugeot/Hansen) 13
Henning Solberg (NOR – Ford & VW) 12

martedì 8 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Porsche Supercup

Se cercate un campionato che da anni presenta una griglia di grande livello, colma all'inverosimile e le cui gare sono altamente spettacolari, allora "Porsche Supercup" è la risposta giusta.



L'edizione 2015 è stata vinta dall'austriaco Philipp Eng, trionfatore per altro anche nella Carrera Cup tedesca. A differenza di questo trofeo nazionale, conquistato a mani basse, la vittoria nella Porsche Supercup è stata in dubbio fino all'ultima gara di Austin. In effetti Eng è salito sul gradino più alto del podio due volte in questa stagione, a differenza del secondo in classifica finale Sven Müller, in grado di vincere in 4 occasioni (due delle quali a Monza).

Philipp Eng

Il diretto rivale di Eng, cioé Christian Engelhart, aveva comunque poche speranze dopo la cancellazione della prima gara di Austin a causa della pioggia torrenziale. Il tedesco avrebbe dovuto rimontare ben 17 punti da Eng, e con la vittoria pesata a 20 punti sarebbe stato possibile accoppiare gara e titolo solamente se l'austriaco fosse arrivato non meglio del 13 posto. Alla fine è stato proprio Engelhart a concludere tredicesimo nel round conclusivo, con un capitombolo che gli è costato non solo il secondo ma anche il terzo posto finale.

L'annata del team Market Leader by Project 1 è stata davvero trionfale, perché oltre al titolo assoluto di Eng è arrivato anche il primato nella classifica per i rookie, conquistata dal nostro forte talento Matteo Cairoli. I soldi della scolarship sono stati ben spesi, visto che Matteo ha subito dimostrato di essere in grado di essere in lizza per le posizioni di vertice, veleggiando nella top ten praticamente sempre. I due secondi posti di Monza hanno sancito l'ingresso di Cairoli tra i big della serie, ma all'epoca di quei risultati il primato finale era ancora da raggiungere.

Il team Market Leader by Project 1 ha festeggiato così la vittoria finale di Eng

Il suo più fiero avversario, il francese Côme Ledogar, aveva infatti tre punti di vantaggio alla vigilia di Austin. Il sorpasso di Cairoli ai suoi danni è avvenuto grazie a un sudatissimo undicesimo posto! Ledogar ha perso la testa della classifica riservata ai rookie per soli due punti, ma anche lui come Cairoli ha dato prova di avere grande potenziale.

La vettura di Ledogar

Non è evidente un altro dato a favore di Cairoli: nei primi dieci è nettamente il più giovane, essendo nato nel 1996. Due anni prima rispetto a Riberas (che ha vinto una gara) e Schmidt, piazzatosi terzo nella classifica dei rookie.


La classifica dei team è stata vinta dal Lechner Racing Middle East, grazie alle prestazioni di Müller e Ammermüller. Complessivamente è anche stato il team più vincente, con 5 gare conquistate sulle 10 effettivamente disputate.

Vanno citati infine alcuni protagonisti occasionali. Jaap Van Lagen ha vinto la gara di Monaco una tantum, prima di tornare a gareggiare nella serie a Spa e a Monza. Proprio a Spa si sono visti anche Sebastien Loeb (13° in gara 1, ottimo risultato) e Patrick Dempsey (desolatamente in fondo al gruppone). Tra gli italiani a partecipare con wild card, Agostini, Drudi e Cerqui hanno colto i migliori piazzamenti rispettivamente con un 10°, un 11° e un 12° posto a Monza. Peccato invece per il 51enne Glauco Solieri, che ha gareggiato per tutto il campionato senza mai concludere a punti.



La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Philipp Eng (AUT - Market Leader by Project 1) 145 (2)
Sven Müller (GER - Lechner Racing Middle East) 126 (4)
Michael Ammermüller (GER - Lechner Racing Middle East) 124 (1)
Christian Engelhart (GER - MRS GT-Racing) 124
Álex Riberas (SPA - The Heart of Racing by Lechner) 122 (1)
Christopher Zöchling (AUT - Fach Auto Tech) 93 (1)
Matteo Cairoli (ITA - Market Leader by Project 1) 83
Côme Ledogar (FRA - Martinet by Alméras) 81
Ben Barker (GBR - MOMO Megatron) 69
Jeffrey Schmidt (SWI - The Heart of Racing by Lechner) 67
Kuba Giermaziak (POL - VERVA Lechner) 63
Connor De Phillippi (USA - VERVA Lechner) 53
Robert Lukas (POL - Förch Racing) 51
Philipp Frommenwiler (SWI - Fach Auto Tech) 40
Jaap van Lagen (NED - Fach Auto Tech/MOMO Megatron) 29 (1)
Richard Goddard (AUS - MRS GT-Racing) 21
Sam Power (AUS - MOMO Megatron) 21
Ryan Cullen (GBR - VERVA Lechner) 10
Patrick Eisemann (GER - Förch Racing) 7
Cameron Twynham (GBR - MOMO Megatron) 5
Jonathan Summerton (USA - MOMO Megatron) 3
Carlos Rivas (LUX - Speed Lover & Allure) 2
Chris Bauer (GER - Förch Racing) 1

lunedì 7 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: GP3

Per l'Italia del motorsport è stata una stagione di GP3 dolce e amara allo stesso tempo. Il lato dolce è stato rappresentato dalle ottime prestazioni di Luca Ghiotto, Antonio Fuoco e Kevin Ceccon, rispettivamente secondo, sesto e settimo in campionato. Rimane però un retrogusto amaro, perché le cinque vittorie di Ghiotto non sono bastate contro l'unica vittoria e la regolarità di Esteban Ocon, alla fine laureatosi campione.



Esteban Ocon, pilota in orbita Mercedes classe '96, ha debuttato in GP3 forte della vittoria nel 2014 nella F3 Europea. Quest'anno ha vinto solo in un'occasione, cioè nella primissima stagionale a Barcellona. Non si può comunque dire che non abbia meritato il campionato, perché essere praticamente sempre nella Top 3 non è facile in GP3 visto che bastano pochi decimi per essere catapultati indietro in classifica. Problemi che evidentemente Ocon non ha vissuto, visto che ha concluso a podio in 14 occasioni su 18 gare. Curiosa anche una statistica che lo riguarda: il francese ha concluso al secondo posto in classifica in nove occasioni consecutive, dalla sprint race a Silverstone fino alla sprint race di Sochi.

Ocon insieme a Toto Wolff


Le speranze di Ghiotto si sono infrante nell'ultimo appuntamento di Abu Dhabi, nel quale il pilota veneto non è riuscito a finire davanti a Ocon in nessuna delle due gare disputate. In realtà a pesare è stato il ritiro nella feature race di Monza, quando Luca partiva in pole. Quello stallo sulla griglia di partenza lo costrinse a partire dal fondo nella sprint race, finita comunque al terzo posto dopo una rimonta sensazionale. Quel mancato bottino di punti ovviamente è mancato a Ghiotto, visto che tra lui e Ocon il distacco finale è stato di soli 8 punti (equivalenti a un sesto posto in una feature race...).

Luca Ghiotto

Come anticipato, anche Fuoco e Ceccon hanno disputato un'ottima stagione. Antonio Fuoco, pilota della Driving Academy Ferrari, ha concluso per due volte al secondo posto ma ha passato anche una parte centrale di stagione molto... focosa, con alcuni incidenti determinati spesso dalla troppa foga. Kevin Ceccon ha colto due successi ma la sua stagione non è stata lineare a causa purtroppo di alcuni contatti e di altre sfortune che non lo hanno messo nelle condizioni giuste per lottare. Mentre Ceccon a fine stagione è andato un po' calando, Fuoco ha invece trovato i migliori risultati.

Kevin Ceccon

Terzo, come nel 2014, il tedesco Marvin Kirchhöfer. Alla pari di Ghiotto come numero di vittorie (cinque), il pilota sassone ha dato il suo pesante contributo nella vittoria di Art Grand Prix per il titolo riservato ai team. L'accoppiata con Ocon è stata impareggiabile, visto che l'unica scuderia che poteva sperare nella lotta, cioè l'italiana Trident, ha potuto contare solo sui punti di Ghiotto, con il polacco Janosz spesso in difficoltà e con la terza vettura passata tra le mani di 4 piloti diversi (troppi, a mio modo di vedere).

Alla fine di quest'anno due team cesseranno l'attività per quanto riguarda la GP3. Si tratta del Carlin e della Status GP, e coincidenza ha voluto che i due team in questione siano stati i peggiori della serie rispetto al 2014. Tuttavia, mentre Fuoco e Mardenborough hanno comunque mantenuto le vetture del Carlin in posizioni consone al prestigio del loro team, lo stato di forma della Status ha decisamente tagliato le gambe a un trio di piloti (Fontana, Morris e Stuvik) che potenzialmente poteva raggiungere buoni risultati.

L'esordiente team Campos ha invece siglato la sua prima vittoria nella serie nell'ultima sprint race annuale, corsa ad Abu Dhabi, grazie alla prestazione del classe '97 Alex Palou, promessa dell'automobilismo spagnolo.

Alex Palou

Per il 2016 ci sarà un grosso cambiamento tra le forze in campo, perché i team diventeranno solamente sette e dovranno schierare 4 vetture ciascuno, per altro le nuove Dallara GP3/16. Vedremo se questa tattica sarà sostenibile anche a lungo termine.

La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Esteban Ocon (FRA - ART) 253 (1)
Luca Ghiotto (ITA – Trident) 245 (5)
Marvin Kirchhöfer (GER – ART) 200 (5)
Emil Bernstorff (GBR - Arden) 194 (2)
Jimmy Eriksson (SWE - Koiranen) 118 (1)
Antonio Fuoco (ITA - Carlin) 88
Kevin Ceccon (ITA - Arden) 77 (2)
Matt Parry (GBR - Koiranen) 67
Jann Mardenborough (GBR - Carlin) 58
Álex Palou (SPA - Campos) 51 (1)
Ralph Boschung (SWI - Jenzer) 28
Alfonso Celis Jr. (MEX - ART) 24
Mathéo Tuscher (SWI - Jenzer) 22
Artur Janosz (POL - Trident) 20
Óscar Tunjo (COL - Trident) 17 (1)
Alex Fontana (SWI - Status) 16
Sandy Stuvik (THA - Status) 7
Seb Morris (GBR - Status) 6
Pål Varhaug (NOR - Jenzer) 5
Aleksander Bosak (POL - Arden) 4
Matevos Isaakyan (RUS - Koiranen) 2
Mitchell Gilbert (AUS - Carlin) 1