venerdì 20 novembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Blancpain Endurance Series

Il mondo dell'Endurance aveva un vuoto, qualche anno fa. Mancava una serie nella quale si potessero coniugare l'anima delle GT con un parco partenti degno di nota. La Blancpain Endurance Series ha portato la ventata d'aria fresca necessaria, e ora il mondo delle GT (anzi, delle GT3) ha un suo spazio ben definito. Stephane Ratel è l'uomo dietro a questo successo. La speranza è che la sua organizzazione mantenga le responsabilità acquisite, dando alle GT la giusta dimensione senza vivere all'ombra di singoli eventi come le 24 Ore di Daytona e di Le Mans, comunque importanti ma focalizzati maggiormente sulle LMP1.



I numeri sono fantastici e soprattutto anti-crisi: oltre 50 vetture iscritte a ognuno dei cinque appuntamenti (cioé la 3 ore di Monza, la 3 ore di Silverstone, la 1000 Km del Paul Ricard, la 24 Ore di Spa e la GT500 del Nurburgring); 11 marche differenti (Aston Martin, Audi, Bentley, BMW, Ferrari, Jaguar, Lamborghini, Mclaren, Mercedes, Nissan, Porsche); 4 vincitori diversi in 5 gare, sia come equipaggio sia come marca.


PRO CUP

Laurens Vanthoor non è riuscito a ripetere l'impresa solitaria del 2014, lasciando la corona della classifica PRO al trio Nissan composto dal britannico Alex Buncombe, dal giapponese Katsumasa Chiyo e dal connazionale belga Wolfgang Reip, pilota proveniente dal mondo GT Academy. I ragazzi terribili del team RJN hanno conquistato la vittoria alla 1000 Km del Paul Ricard e un fondamentale terzo posto al Nurburgring. 

Buncombe, Chiyo e Reip hanno sfruttato la pessima giornata di Stippler e Ortelli, prima del Nurburgring in testa al campionato e grandi favoriti in relazione al vantaggio di punti che avevano. Il loro 14° posto in terra tedesca, dopo una gara anonima, li ha relegati addirittura al terzo gradino del podio nella classifica finale, dietro anche al trio britannico della Bentley Kane/Meyrick/Smith.

La Nissan di Buncombe, Chiyo e Reip

L'unico equipaggio a trionfare in due occasioni è stato quello del team neozelandese Von Ryan. La Mclaren 650S guidata da Rob Bell, Kevin Estre e Shane Van Gisbergen ha vinto a Silverstone e al Nurburgring.

Estre, Van Gisbergen e Bell

La maratona di Spa, quella 24 Ore che è finalmente tornata ai livelli che le competono, è stata vinta dall'equipaggio BMW gestito dal team Marc VDS con alla guida Nick Catsburg, Lucas Luhr e Markus Palttala. Peccato invece per Bastian/Dusseldorp/Juncadella, a lungo in testa con la Mercedes SLS AMG del team Rowe, spinti indietro nella classifica per via di un guasto ai freni.

Ottime prestazioni anche per gli italiani, con Fabio Babini vincitore a Monza con la Lamborghini Huracan del team austriaco Grasser Racing (insieme a Mul e Andrew Palmer), e con Bortolotti e Venturini 12° nella classifica finale e quasi sempre competitivi (anche loro alla guida di una Lamborghini del Grasser Racing). A punti anche Bonanomi, Pier Guidi, Mortara e Zanardi, quest'ultimo protagonista soprattutto a Spa.

Diverso il discorso nella PRO AM, dove l'Italia è stata protagonista assoluta. L'AF Corse ha vinto il titolo grazie al duo Cameron/Griffin (affiancati a partire da Le Castellet dal portoghese Francisco Guedes e anche da Davide Rigon per la sola 24 Ore di Spa). Il team di Amato Ferrari ha piazzato le proprie Ferrari 458 Italia anche al 6° posto finale (con Bruni/Lathouras/Lemeret/Pier Guidi, vincitori di classe a Spa), all'11° (De Leener/Sbirrazzuoli - a Spa coadiuvati da Gianmaria e Vilander) e al 22° (Cioci/Perazzini/Potolicchio). Sono stati classificati anche Kemenater e Lancieri, con un punto ciascuno.

La 458 Italia vincitrice a Spa con Bruni e Pier Guidi (AF Corse)

C'è un altro italiano ben piazzato in questa classe. Si tratta di Alessandro Bonacini, classe '80, habitué di Porsche e Ginetta e quest'anno a bordo della Ferrari 458 Italia portata in pista dalla luganese Kessel Racing. Il secondo posto finale nella classifica PRO AM è arrivato grazie alla vittoria al Paul Ricard e ai terzi posti di Monza e del Nurburgring, conquistati insieme al polacco Michael Broniszewski e al britannico Michael Lyons.

La Ferrari ha quindi concluso il campionato PRO AM portandosi a casa tre vittorie, una delle quali arrivata a Monza con il team belga Rinaldi Racing (nell'occasione con i piloti Salikhov e Siedler), mentre Aston Martin e Jaguar hanno vinto le gare rimanenti, rispettivamente a Silverstone con i britannici Leonard e Meadows (Leonard Motorsport) e al Nurburgring con il sodalizio tutto svizzero composto da Barth, Frey e Gardel (Emil Frey Racing).

La Jaguar della Emil Frey guidata da Barth, Frey e Gardel
Classifica Piloti PRO AM finale (LINK)
Classifica Team PRO AM finale (LINK)


AM

La vittoria finale è andata al duo britannico Ian Loggie/Julian Westwood, piloti del Team Parker e alla guida di un'Audi R8 LMS. Un successo largamente dovuto alla grande prestazione nella 24 Ore, dove hanno guidato praticamente sempre la classifica della loro classe finendo addirittura 14° assoluti.

Il loro vantaggio in termini di punti non ha permesso al trio Haring/Konstantinou/Schmickler di raggiungerli, e nonostante il loro terzo posto finale al Nurburgring Loggie e Westwood hanno mantenuto la leadership per una sola lunghezza.

Buona Italia anche qui, con il terzo posto nella classifica conquistato da Zanuttini (insieme a Earle e Talbot) con il Kessel Racing. Quarti invece Mancini e Mastronardi (che hanno corso con il russo Birzhin), piloti del team svizzero Glorax e protagonisti assoluti nelle prime tre gare con una vittoria al Paul Ricard, il secondo posto a Silverstone e il terzo a Monza. Se i tre avessero corso anche nelle rimanenti gare avrebbero certamente detto la loro per la vittoria finale, e questo è un po' un rammarico.

La Ferrari di Mancini e Mastronardi protagonista nella classe AM

A punti anche Riccardo Ragazzi, Howard Blank (con la AF Corse) e Beniamino Caccia.

Menzione speciale per l'ex portiere della nazionale francese Fabien Barthez. Il campione del mondo di Francia '98, convertitosi all'automobilismo, ha vinto in questa classe nell'ultimo appuntamento al Nurburgring, insieme a Anthony Pons e a bordo della Ferrari 458 Italia del team francese AKKA.

Fabien Barthez

Il riassunto della stagione 2015: Eurocup F.Renault 2.0

La 25° stagione dell'Eurocup Formula Renault 2.0 si è conclusa con la vittoria di Jack Aitken, pilota classe '95 che corre con licenza inglese, anche se il padre è scozzese e la madre è coreana. Aitken ha conquistato il terzo titolo stagionale grazie anche alla vittoria nel ProMazda Winterfest e nella F.Renault 2.0 ALPS, ma questa corona ha un sapore speciale.



Prima di tutto, occorre ricordare che l'Eurocup è - da tempo e attualmente - uno dei campionati per giovani piloti più frequentato (a livello di griglia) e più formativo, vista la qualità dei team e del calendario (quest'anno si è corso in 7 circuiti: Aragon, Spa, Budapest, Silverstone, Nurburgring, Bugatti e Jerez).

Poi c'è da considerare l'adrenalina di un finale di stagione davvero emozionante. Aitken era arrivato alla vigilia delle tre gare di Jerez con sette punti di svantaggio sugli svizzeri Louis Deletraz (figlio di Jean-Denis) e Kevin Jörg. Con 8 piloti ancora in lizza per la vittoria finale, e con 75 punti a disposizione, le tre gare di Jerez sarebbero state decisive e parecchio tese.

Jack Aitken

Aitken è però sceso in pista con il piglio giusto e nelle prime due gare ha conquistato due vittorie. Nonostante un 16° posto nella prova finale (nella quale è partito dai box a causa di un guasto) il britannico ha comunque potuto conservare la nuova leadership, contando anche sull'aiuto di alcuni preziosi alleati estemporanei che hanno scippato punti e speranze a Deletraz. Quello di Aitken è stato un successo meritato: ha vinto più gare di tutti (cinque) e salvo le prime deludenti quattro prove ha veleggiato sempre nella top ten. Deletraz ha invece fatto il contrario: un inizio scoppiettante di stagione (3 vittorie nelle prime 7 prove) e poi solamente un podio. La sua stagione è comunque positiva al netto della vittoria finale nella classifica NEC.


Ben Barnicoat, pilota inglese classe '96 facente parte dell'Academy Mclaren, non è riuscito a bissare la vittoria ottenuta lo scorso anno nella classifica NEC. Qualche pessimo risultato a metà stagione gli ha impedito un maggior bottino di punti, e solamente alla fine si è ripreso (vincendo anche tre gare).

Anche Ignazio D'Agosto ha vissuto un buon finale di stagione, ma gli unici podi conquistati sono arrivati tutti a Jerez. La sua 9° posizione in classifica riflette una brutta parte centrale dell'anno, con sei mancati arrivi in zona punti consecutivi. Il pilota barese corre nell'Eurocup dal 2012 ma non ha ancora compiuto il salto di qualità che ci si aspettava, complice anche una bella dose di guasti e sfortune varie.

Ignazio D'Agosto

Menzioni speciali per l'inglese Harrison Scott, miglior rookie con un secondo posto all'attivo, e per il croato classe '97 Martin Kodric, capace di conquistare il secondo gradino del podio al Nurburgring e proveniente da una regione quasi del tutto priva di tradizione nel motorsport.

Martin Kodric

Il russo Isaakyan e il brasiliano Vivacqua hanno portato in pista per tutta la stagione i colori del JD Motorsport, team con base a Vespolate (NO). Isaakyan è riuscito a concludere per due volte sul podio, conquistando due terzi posti, uno a Spa (dove ha ottenuto anche due giri veloci) e l'altro al Nurburgring. Un buon risultato per la storica compagine italiana, in passato vincitrice in questa serie per ben 7 volte.



La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Jack Aitken (GBR - Koiranen) 206 (5)
Louis Deletraz (SWI - Josef Kaufmann) 193 (3)
Kevin Jörg (SWI - Josef Kaufmann) 193 (1)
Ben Barnicoat (GBR - Fortec) 174 (3)
Anthoine Hubert (FRA - Tech 1) 172 (2)
Jake Hughes (GBR - Koiranen) 160 (1)
Ukyo Sasahara (JAP - ART) 116 (1)
Dennis Olsen (NOR - Manor MP) 101 (1)
Ignazio D'Agosto (ITA - Manor MP) 94
Matevos Isaakyan (RUS - JD Motorsport) 87
Martin Kodric (CRO - Fortec) 47
Harrison Scott (GBR - AVF) 45
Darius Oskoui (SWI - ART) 36
Callan O'Keeffe (SAF - Fortec) 31
Thiago Vivacqua (BRA - JD Motorsport) 25
Simon Gachet (FRA - Tech 1) 19
James Allen (AUS - ARTA Engineering) 10
Anton De Pasquale (AUS - Koiranen) 4
Valentin Hasse-Clot (FRA - Strakka) 2
Matthew Graham (GBR - AVF) 2

mercoledì 18 novembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Super GT

Mentre l'ossessione F1 ci fa intristire, con la mancanza ormai cronica di piloti italiani in griglia, altrove possiamo esultare ed esaltare le imprese dei nostri campioni d'esportazione.

Uno di loro, Ronnie Quintarelli, è diventato l'uomo dei record del Super GT giapponese. Il trionfo nel campionato 2015 nella classe GT500 è stato il quarto negli ultimi cinque anni. Già l'anno scorso Quintarelli era diventato il pilota non giapponese più vincente della storia del Super GT, mentre ora è il più vittorioso in assoluto.

Ronnie Quintarelli e Tsugio Matsuda

E qui un'amara riflessione è necessaria. In Italia, Paese Ferrari-centrico e F1-centrico, il resto del motorsport è questione di limitati appassionati. Troppo impegnati a seguire la Rossa, dimenticando di guardare anche al di là dell'Europa, dove alcuni connazionali corrono da protagonisti in ogni occasione. Con esagerata e deliberata provocazione, sembra quasi che andare in Giappone e vincere sia una passeggiata; e gli eventi della F1 convincono gli ingenui che correre a ruote coperte sia più facile e che gli avversari siano più malleabili - senza contare che il cliché mazzoniano e non solo indica che il pilota giapponese sia sempre erroneo e poco professionale.

Ovviamente è tutto il contrario, con i fatti che dimostrano che il campionato Super GT è una vera sfida, con una lunga serie di vetture e di equipaggi in grado di vincere le gare, con tutto il meglio dei piloti locali e con alcuni coraggiosi piloti stranieri pronti a sfidare i fortissimi autoctoni. Inoltre è una serie seguitissima, nella quale alcuni sponsor hanno presenze quasi ventennali.



Tornando al 2015, Quintarelli ha conquistato la corona GT500 insieme a Tsugio Matsuda e con la Nissan GT-R ufficiale messa in pista da Nismo. La vittoria finale è arrivata all'ultima gara, con un secondo posto decisivo che ha dato i punti necessari per sopravanzare l'equipaggio Yasuda/De Oliveira (anche loro su Nissan GT-R, ma gestita dal Calsonic Team Impul). I due maggiori sfidanti erano arrivati al gran finale di Motegi con due percorsi diversi; Quintarelli/Matsuda avevano conquistato due vittorie, rimanendo in altre occasioni nella seconda metà della top ten, mentre Yasuda/De Oliveira erano saliti quattro volte sul podio senza mai conquistare il gradino più alto. La sfida è stata anche tra gommisti: Quintarelli montava le Michelin, mentre Yasuda/De Oliveira delle Bridgestone.

L'ultimo appuntamento a Motegi è stato un trionfo italiano. Andrea Caldarelli (in coppia con Ryo Hirakawa e a bordo di una Lexus RC F) ha vinto la gara ritrovando le posizioni che gli competono dopo una stagione non sempre esaltante. Caldarelli ha così bissato la vittoria nella prima gara stagionale a Okayama.

Andrea Caldarelli

Anche Hiroaki Ishiura (vincitore della Super Formula quest'anno) ha confermato le sue grandi qualità concludendo 4° in coppia con il tre volte vincitore della GT500 Yuji Tachikawa.

Seguendo un fastidioso trend, che l'ha accompagnata più o meno in tutto il panorama delle corse automobilistiche 2015, la Honda ha perso il confronto con gli avversari (Nissan e Toyota) anche nella GT500 nipponica, concludendo terza in classifica con il suo miglior equipaggio, formato da Naoki Yamamoto e Takuya Izawa (visto nel 2014 in GP2 con la Art Grand Prix); per loro una sola vittoria in quel di Sugo.

La 1000 KM di Suzuka, la gara più prestigiosa in calendario e premiata con un punteggio differente (25 punti ai vincitori anziché 20), è stata vinta più o meno a sorpresa dal duo Daisuke Ito/James Rossiter con la Lexus del Team Petronas TOM'S.

Il debutto di Heikki Kovalainen nella serie è stato complicato. La sua stagione sulla Lexus del team SARD, vissuta in coppia con l'ex GP2 Kohei Hirate già campione del GT500 nel 2013, era cominciata bene con due quinti posti. Questi risultati sono rimasti tuttavia i migliori, con l'attesa zampata mai arrivata.

Heikki Kovalainen

Classifica GT500 (tra parentesi il numero di vittorie):

Tsugio Matsuda/Ronnie Quintarelli (JAP/ITA - Nissan GT-R/Nismo) 79 (2)
Hironobu Yasuda/Joao Paulo De Oliveira (JAP/BRA - Nissan GT-R/Calsonic Team Impul) 74
Naoki Yamamoto/Takuya Izawa (JAP/JAP - Honda NSX-GT/Kunimitsu) 60 (1)
Yuji Tachikawa/Hiroaki Ishiura (JAP/JAP - Lexus RC F/Zent Cerumo) 59
Andrea Caldarelli/Ryo Hirakawa (ITA/JAP - Lexus RC F/KeePer TOM'S) 56 (2)
Satoshi Motoyama/Matasaka Yanagida (JAP/JAP - Nissan GT-R/MOLA) 50 (1)
Daisuke Ito/James Rossiter (JAP/GBR - Lexus RC F/Petronas TOM'S) 49 (1)
Koudai Tsukakoshi/Hideki Mutoh (JAP/JAP - Honda NSX-GT/Keihin Real Racing) 39
Kazuya Oshima/Yuji Kunimoto (JAP/JAP - Lexus RC F/LeMans Eneos) 32
Daiki Sasaki/Michael Krumm (JAP/GER - Nissan GT-R/Kondo Racing) 31 (1)
Juichi Wakisaka/Yuhi Sekiguchi (JAP/JAP - Lexus RC F/WedSport BANDOH) 27
Takashi Kogure/Oliver Turvey (JAP/GBR - Honda NSX-GT/Drago Modulo) 26
Kohei Hirate/Heikki Kovalainen (JAP/FIN - Lexus RC F/SARD) 23
Kosuke Matsuura/Tomoki Nojiri (JAP/JAP - Honda NSX-GT/Autobacs Team Aguri) 10
Daisuke Nakajima/Bertrand Baguette (JAP/BEL - Honda NSX-GT/Epson Nakajima) 4

***

La Nissan ha vinto anche nel GT300 grazie alla grande stagione del pilota di Macao André Couto, la cui storia personale merita una citazione. Couto è stato il primo vincitore locale della gara di F3 sul circuito appunto di Macao, ma la sua carriera non ha preso la via delle ruote scoperte. Nel corso degli anni ha corso in molteplici categorie, ma è nel Super GT che ha trovato la propria casa, essendo una presenza costante dal 2004 a oggi. La morte per leucemia del figlio Afonso aveva fatto mobilitare tutto il mondo del motorsport, e André ha giustamente dedicato a lui la vittoria di quest'anno.

André Couto

Couto ha vinto in solitaria, visto che ha corso con due compagni di squadra diversi. Katsumasa Chiyo ha vinto con lui al Fuji. Mentre con Ryuichiro Tomita è arrivato il secondo posto di Buriram. I tre hanno vinto insieme anche a Suzuka nella 1000 KM.

Ottima stagione anche per Saga/Nakayama, due vittorie a bordo di una Toyota Prius, e per Hoshino/Takaboshi, due vittorie anche per loro su Nissan GT-R. Kazuki Hoshino è figlio di Kazuyoshi Hoshino, pilota di F1 negli anni '70 e terzo assoluto a Le Mans nel 1998.



Nel campionato GT300 possono partecipare anche vetture europee, e l'equipaggio migliore in tal senso è stato quello formato da Katsuyuki Hiranaka e dallo svedese Bjorn Wirdheim, quarti nella classifica finale con la loro Mercedes SLS AMG GT3.


Classifica GT300 - primi 15 (tra parentesi il numero di vittorie):

André Couto (MAC - Nissan GT-R/Gainer) 94 (2)
Katsumasa Chiyo (JAP - Nissan GT-R/Gainer) 74 (2)
Koki Saga/Yuichi Nakayama (JAP/JAP - Toyota Prius/apr) 69 (2)
Kazuki Hoshino/Mitsunori Takaboshi (JAP/JAP - Nissan GT-R/NDDP Racing) 61 (2)
Katsuyuki Hiranaka/Bjorn Wirdheim (JAP/SWE - Mercedes SLS AMG/Gainer) 52
Shinichi Takagi/Takashi Kobayashi (JAP/JAP - Honda CR-Z/Autobacs Team Aguri) 49 (1)
Jorg Muller/Seiji Ara (GER/JAP - BMW Z4/BMW Sports Trophy Team Studie) 47
Ryuichiro Tomita (JAP - Nissan GT-R/Gainer) 45 (1)
Haruki Kurosawa/Naoya Gamou (JAP/JAP - Mercedes SLS AMG/Leon Racing) 41
Takeshi Tsuchiya/Takamitsu Matsui (JAP/JAP - Toyota 86/VivaC Team Tsuchiya) 35 (1)
Noboteru Taniguchi/Tatsuya Kataoka (JAP/JAP - Mercedes SLS AMG/GSR & Team Ukyo) 35
Takuto Iguchi/Hideki Yamauchi (JAP/JAP - Subaru BRZ/R&D Sport) 30
Richard Lyons/Tomonobu Fujii (GBR/JAP - Audi R8 LMS/Audi Hitotsuyama) 28
Manabu Orido (JAP - Lamborghini Gallardo/JLOC) 26
Kazuki Hiramine (JAP - Lamborghini Gallardo/JLOC) 22

martedì 17 novembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: BTCC

Un finale niente male quello del BTCC 2015! Lo scozzese Gordon Shedden ha vinto il suo secondo titolo in carriera battendo di un soffio Jason Plato, fiero avversario per tutta la stagione.



Shedden ha mostrato una buona costanza durante l'annata, con 4 vittorie all'attivo. Ma il suo successo è diventato tale solamente grazie alla serie di eventi che si sono susseguiti all'ultimo appuntamento del campionato, a Brands Hatch. Il pilota scozzese del Dynamics Yuasa Racing era arrivato alla vigilia della gara con 23 punti di vantaggio sull'alfiere BMR Jason Plato. Anche Mat Neal (compagno di squadra di Shedden) e il detentore del titolo Colin Turkington (stesso team di Plato) avevano l'opportunità matematica di vincere il campionato.

Gordon Shedden

Sono stati proprio i compagni di squadra a rappresentare l'ago della bilancia del campionato. L'irlandese Aron Smith, altro pilota del team BMR, è stato accusato di aver ignorato gli ordini di scuderia durante la prima gara, di fatto togliendo punti preziosi a Plato. Smith, giunto secondo in questa occasione, ha fatto poi sapere di essersi pentito della sua scelta egoistica. Turkington e Neal, invece, hanno prontamente lasciato strada ai propri compagni meglio piazzati - soprattutto nell'ultima e decisiva gara.

Colin Turkington (N°1) e Jason Plato (N°99)

Un epilogo vissuto davvero con grande tensione, quello di Brands Hatch. Mentre Plato tagliava il traguardo in prima posizione, Shedden riusciva a concludere con uno splendido 4° posto una gara iniziata indietrissimo in classifica per via di una seconda gara piuttosto problematica (nella quale era finito 19°).


Onore al merito per Jason Plato. Il pilota con più vittorie nella storia del BTCC (è a quota 94!) ha dimostrato di essere sempre sul pezzo, con l'ausilio anche dell'ottima Volkswagen CC, capace di 10 vittorie totali. Il suo team, il BMR, ha vinto il titolo riservato ai team, mentre i rivali del team Dynamics Yuasa hanno conquistato il trofeo dei costruttori (sette vittorie con Shedden e Neal).

Anche il success ballast ha giocato un ruolo importante nelle dinamiche del campionato. L'accumulazione della zavorra ha rimescolato i valori e nel caso di Mat Jackson ha dato una formidabile spinta. Il pilota del Motorbase Performance ha vinto 4 gare nell'unica metà di stagione da lui corsa, la seconda. Il bottino di 200 punti conquistati a bordo della sua Ford Focus ST è straordinario, e fa pensare... con un programma completo Jackson sarebbe stato un serio pretendente al titolo?

Mat Jackson

Ottima stagione anche per il team JCT600/GardX. Le BMW 125i di Tordoff, Priaulx e Collard hanno vinto 7 gare in totale, ma per via di alcuni ritiri e prestazioni a centro classifica il trio non è riuscito a lottare per il titolo fino alla fine.

Ben 15 piloti sono finiti a podio, ma scorrendo la classifica si può evidenziare il peso specifico dei "senatori" della categoria. Insomma, il BTCC è un campionato complicato per gli esordienti e infatti il miglior rookie, Josh Cook (classe '91) ha concluso al 15° posto finale. Cook, salvo un terzo posto a Rockingham, ha navigato più o meno sempre ai margini della top ten. Guardando avanti è sicuramente uno dei migliori prospetti, e il fatto di aver concluso spesso davanti al più esperto compagno di squadra Dave Newsham è stato un segnale chiaro.

Josh Cook


Da segnalare il debutto nella serie di Nicolas Hamilton, fratello di Lewis e primo disabile a partecipare a una gara ufficiale BTCC, e dell'ex pilota di F1 Martin Donnelly.

Nel 2016 non ci sarà più l'inedita formazione della griglia di gara 2 in base alla classifica dei tempi sul giro, ma tornerà ad essere definita dai risultati di gara 1, con gli organizzatori che sostengono che non c'è bisogno di ulteriori artifici visto che succest ballast e gomme morbide sembrano essere sufficienti allo scopo di portare maggiore spettacolo.


Classifica finale - Primi 24 (tra parentesi il numero di vittorie - a parte le eccezioni segnalate tutti i piloti provengono dal Regno Unito):
Gordon Shedden (Dynamics Yuasa Racing - Honda Civic Type R - Honda/Neil Brown) 348 (4)
Jason Plato (Team BMR - Volkswagen CC - TOCA/Swindon) 344 (6)
Matt Neal (Dynamics Yuasa Racing - Honda Civic Type R - Honda/Neil Brown) 317 (3)
Colin Turkington (Team BMR - Volkswagen CC - TOCA/Swindon) 310 (4)
Andrew Jordan (Triple Eight - MG6 GT - TOCA/Swindon) 274
Sam Tordoff (JCT600/GardX - BMW 125i - BMW/Neil Brown) 270 (2)
Adam Morgan (WIX - Mercedes A-Class - TOCA/Swindon) 267 (1)
Andy Priaulx (JCT600/GardX - BMW 125i - BMW/Neil Brown) 247 (2)
Jack Goff (Triple Eight - MG6 GT - TOCA/Swindon) 233 (1)
Rob Collard (JCT600/GardX - BMW 125i - BMW/Neil Brown) 226 (3)
Aron Smith (IRL)(Team BMR - Volkswagen CC - TOCA/Swindon) 209
Mat Jackson (Motorbase Performance - Ford Focus ST - Ford/Mountune) 200 (4)
Tom Ingram (Speedworks - Toyota Avensis - TOCA/Swindon) 173
Rob Austin (Exocet AlcoSense - Audi A4 - TOCA/Swindon) 120
Josh Cook (Power Maxed - Chevrolet Cruze - TOCA/Swindon) 95
Dave Newsham (Power Maxed - Chevrolet Cruze - TOCA/Swindon) 95
Aiden Moffat (Laser Tools - Mercedes A-Class - TOCA/Swindon) 76
Martin Depper (Eurotech - Honda Civic - TOCA/Swindon) 53
James Cole (Motorbase Performance - Ford Focus ST - Ford/Mountune) 32
Jeff Smith (Eurotech - Honda Civic - TOCA/Swindon) 31
Hunter Abbott (Exocet AlcoSense - Audi A4 - TOCA/Swindon) 23
Warren Scott (Team BMR - Volkswagen CC - TOCA/Swindon) 23
Mike Bushell (Amd Tuning - Ford Focus ST - Ford/Mountune) 19
Nick Foster (JCT600/GardX - BMW 125i - BMW/Neil Brown) 4

Vincitore titolo costruttori: Dynamics Yuasa Honda
Vincitore titolo team: Team BMR
Vincitore Trofeo Indipendenti: Colin Turkington
Vincitore Jack Sears Trophy per il miglior rookie: Josh Cook




giovedì 12 novembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Super Formula

Il periodo di assestamento della Super Formula continua con un lento incedere tipicamente giapponese. L'avvento di Dallara come telaista aveva portato lo scorso anno una ventata di freschezza in uno tra i più prestigiosi (se non l'unico davvero importante) campionato nazionale per monoposto, in grado di sopravvivere nel corso degli anni ad una continua invasione internazionale di serie automobilistiche.

Con una monoposto particolare, con telaio appunto monomarca e motori turbo 4 cilindri forniti da Honda e Toyota, la Super Formula è una vera e propria anomalia del sistema e come tale raccoglie la stima di molti appassionati giapponesi e non. Nel corso del 2015 i team sono scesi in pista ormai conoscendo la vettura e affrontando il classico calendario (7 appuntamenti con 8 gare totali), ridotto e soprattutto spalmato nel tempo onde evitare sovrapposizioni con il Super GT.



Come ormai da tradizione, ex piloti di F1 ed esperti piloti locali si sono sfidati sulle piste di tutto il Giappone, e alla fine la vittoria è andata all'autoctono Hiroaki Ishiura, nato nel 1981 a Tokyo e già vincitore nel 2007 della GT300. Ishiura ha preso la testa del campionato sul circuito di Aida, al secondo appuntamento, dopo la prima delle due vittorie conquistate quest'anno.




L'ex F1 e attuale pilota Toyota nel WEC Kazuki Nakajima, il vincitore di Le Mans e ufficiale Audi André Lotterer e il forte brasiliano Joao Paulo de Oliveira (già campione F.Nippon nel 2010) sono stati gli unici a dare del filo da torcere a Ishiura, arrivando alla vigilia delle due gare finali a Suzuka ancora matematicamente in lizza. Lotterer è stato tra loro il più concreto davanti alla bandiera a scacchi con tre vittorie. I primi 4 in classifica hanno per altro tutti gareggiato con il motore Toyota, confermando la superiorità già messa in mostra nel 2014.

Il podio di Motegi: Kazuki Nakajima (2°), Ishiura (1°) e de Oliveira (3°)

Meno trionfale del previsto il ritorno di Kamui Kobayashi, comunque con tre podi all'attivo (un secondo e due terzi posti), mentre Karthikeyan ha leggermente migliorato il ruolino globale della stagione precedente conquistando un podio nella gara di apertura a Suzuka, anche se in realtà questo è stato il suo unico risultato a punti.



Tra gli altri europei James Rossiter e il nostro Andrea Caldarelli hanno conquistato qualche punticino, ma senza brillare particolarmente. Caldarelli è uscito battuto anche dal confronto interno con de Oliveira. Meglio comunque del belga Bertrand Baguette e del più giovane del lotto, l'inglese William Buller, a secco per tutta la stagione e mai realmente vicini alla parte anteriore della classifica.



Ottima la stagione del campione 2013 Naoki Yamamoto, tornato a lottare per la vittoria dopo una stagione 2014 piuttosto scialba. L'ultima gara dell'anno è stata vinta proprio da lui, risultato alla fine il miglior pilota Honda. Proprio Honda avrà l'onere - come del resto dovrà fare anche in F1, in MotoGP, nel WTCC e in Indycar - di recuperare il distacco nel 2016 a testa bassa, visto l'imbarazzante 7-1 subito per quanto riguarda il numero di gare conquistate.

La Japan Race Promotion, organizzatrice del campionato, dovrebbe invece a mio parere trovare un modo per allungare la stagione, ad esempio raddoppiando le gare a ogni weekend, con le classiche gara 1 e gara 2 nel formato scelto in GP2 o nel DTM. Con questo semplice accorgimento, le scuderie sarebbero in grado di sostenere una piccolo aumento delle spese e soprattutto i tifosi potrebbero appassionarsi ancora di più a un campionato che vuole mantenere la sua nicchia di mercato.



Ecco la classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Hiroaki Ishiura (JAP - P.mu/Cerumo INGING - Toyota) 51.5 (2)
Kazuki Nakajima (JAP - Petronas Team TOM'S - Toyota) 45.5 (1)
André Lotterer (GER - Petronas Team TOM'S - Toyota) 40 (3)
Joao Paulo de Oliveira (BRA - Lenovo Team Impul - Toyota) 34 (1)
Naoki Yamamoto (JAP - Team Mugen - Honda) 26 (1)
Kamui Kobayashi (JAP - Kygnus Sunoco Team LeMans - Toyota) 20
Tomoki Nojiri (JAP - Docomo Team Dandelion Racing - Honda) 19
Ryo Hirakawa (JAP - Kygnus Sunoco Team LeMans - Toyota) 13
Yuji Kunimoto (JAP - P.mu/Cerumo INGING - Toyota) 7.5
Daisuke Nakajima (JAP - Nakajima Racing - Honda) 7
Narain Karthikeyan (IND - Docomo Team Dandelion Racing - Honda) 6
James Rossiter (GBR - Kondo Racing - Toyota) 5
Takuya Izawa (JAP - Real Racing - Honda) 4.5
Andrea Caldarelli (ITA - Lenovo Team Impul - Toyota) 4
Takashi Kogure (JAP - Drago Corse - Honda) 2.5
Yuichi Nakayama (JAP - KCMG - Toyota) 1.5

Il riassunto della stagione 2015: International GT Open

Mentre l'Euroformula Open ha vissuto una stagione interessante, il suo cuginetto International GT Open ha deluso per la pochezza di presenze in pista.



Sono finiti i fasti di qualche anno fa, quando molti tra i migliori equipaggi a livello europeo venivano a sfidarsi compressi in griglie tra le 20 e le 30 unità. Durante la stagione 2015, salvo la comunque non eclatante eccezione di Barcellona, ci sono state al massimo una dozzina di vetture presenti. Nonostante la buona visibilità offerta dall'organizzatore e un calendario davvero di gran livello con alcuni tra i migliori circuiti disponibili (anche se sarebbe meglio dire i più celebri), l'International GT Open ha dovuto fare i conti con una concorrenza molto forte. Il WEC e le affollatissime serie Blancpain sono molto più in voga, e altre serie di recente costituzione (la Nascar Whelen, il TCR) o affermati monomarca (come la Seat Leon Eurocup) hanno rappresentato valide alternative per molti team.


Con una griglia così ristretta il campionato ha perso in generale un po' di smalto e questo non farà piacere a chi invece lo ha corso con grande impegno dando comunque spettacolo, come ad esempio i vincitori assoluti Alvaro Parente e Miguel Ramos, piloti del team Teo Martin Motorsport e a bordo di una Mclaren 650S GT3. Il duo portoghese ha vinto per tre volte e soprattutto ha concluso a punti tutte e 14 le gare in calendario, con la costruzione di un vantaggio invidiabile anche su altri equipaggi altrettanto o più vittoriosi.

Come ad esempio la coppia Raffaele Gianmaria/Ezequiel Perez Companc, in grado di conquistare 5 successi di tappa sulla Ferrari 458 Italia GT3 messa in pista da AF Corse. Il forte duo è stato quindi il più vittorioso, ma i due zeri incasellati a Monza (gara 1) e Barcellona (sempre gara 1) li hanno fatti retrocedere al terzo posto finale, dietro anche ai compagni di scuderia Michele Rugolo/Pasin Lathouras (3 vittorie).

La Ferrari 458 Italia guidata da Raffaele Gianmaria

Al 4° posto si sono classificati Alessandro Balzan e Nicola Benucci, alfieri del Villorba Corse e alla guida della Ferrari 458 Italia. L'International GT Open è sempre stato un campionato interessante per i piloti italiani, e anche quest'anno - seppur non in modo continuativo e meno che in passato - molti hanno partecipato: Biagi, Bontempelli, Caccia, Costantini, Fornaroli, Lancieri, Luca Pastorelli, Pezzucchi, Puglisi, Roda, Sini.

La Chevrolet di Sini e Puglisi a Monza

Dal punto di vista delle vetture, nel corso del 2015, c'è stata una bella varietà, con ben 13 marchi diversi. Non hanno in ogni caso mai corso tutti assieme, e quindi è difficile metterle in confronto. Le statistiche dicono solamente che la Ferrari e la Mclaren si sono aggiudicate tutte le vittorie, tenendo presente che alla fine la Mclaren ha vinto il titolo piloti assoluto, e che la Ferrari ha potuto contare sulla presenza di importanti team come AF Corse e Villorba.

Il titolo riservato ai piloti amatori è andato al 53enne tedesco Claudio Sdanewitsch, habitué della serie fin dalla stagione 2011.

Classifica finale GTS piloti - Primi 20 - (tra parentesi il numero di vittorie):
Alvaro Parente/Miguel Ramos (POR/POR - Teo Martin/Mclaren) 220 (3)
Michele Rugolo/Pasin Lathouras (ITA/THA - AF Corse/Ferrari) 179 (5)
Raffaele Gianmaria/E.P.Companc (ITA/ARG - AF Corse/Ferrari) 172 (3)
Alessandro Balzan/Nicola Benucci (ITA/ITA - Villorba/Ferrari) 132 (1)
Shaun Balfe/Phil Keen (GBR/GBR - Balfe/Ferrari) 87
Claudio Sdanewitsch (GER - AF Corse/Ferrari) 72
Duncan Cameron/Matt Griffin (GBR/IRL - AF Corse/Ferrari) 69
Ilya Melnikov (RUS - AF Corse/Ferrari) 65
Emiliano Lopez (ARG - Baporo/Ferrari) 55 (1)
Filipe Barreiros (POR - AF Corse/Ferrari) 55
Matias Russo (ARG - AERT/Lamborghini & Baporo/Ferrari) 51 (1)
James Abbott (GBR - Radical Works/Radical) 41
Euan Hankey/Salih Yoluc (GBR/TUR - TF Sport/Aston Martin) 35
Andrew Watson (GBR - Teo Martin/Mclaren) 33 (1)
Michael Schmetz/Tim Verbergt (BEL/BEL - Aston Martin Brussels/Aston Martin) 32
Anton Neblylitskiy (RUS - AERT/Lamborghini) 31
Antonio Coimbra/Luis Silva (POR/POR - Sports&You/Mercedes) 30
Mads Rasmussen (DEN - AF Corse/Ferrari) 26
Alvaro Barba (SPA - AERT/Lamborghini) 25
Francisco Guedes (POR - AF Corse/Ferrari) 21

mercoledì 11 novembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Euroformula Open

Se si guardassero solo le cifre, come il numero di partenti in griglia o la quantità di piloti in grado di conquistare una vittoria, l'Euroformula Open 2015 sarebbe un campionato normalissimo, come uno dei tanti che attraversano l'Europa talvolta anche in modo purtroppo anonimo.

E invece si tratta di tutt'altra cosa. L'Euroformula Open è attualmente uno dei campionati più internazionali che esistano. Certo, il calendario è una questione europea, come del resto indica il nome della serie. Sono in realtà i piloti a rappresentare la stravagante varietà linguistica, con 4 continenti rappresentati e un nugolo di nazionalità certamente non abituali.



Il discorso è presto fatto. Sono scesi in pista, nel corso della stagione, 3 spagnoli, 3 italiani, 3 russi, 2 polacchi, 1 inglese e 1 austriaco schierati per l'Europa; 2 brasiliani e 1 colombiano per il sudamerica; 3 messicani e 1 guatemalteco per il nordamerica; 2 thailandesi, 2 indiani, 1 cinese, 1 giapponese, 1 kuwaitiano e 1 israeliano per l'Asia.

A conquistare il titolo è stato Vitor Baptista, ma il suo primato è stato messo in discussione fino all'ultimo appuntamento a Barcellona dal russo Tereshchenko. Il vantaggio in classifica del brasiliano si è ridotto infatti di soli 5 punti alla fine, grazie alle due vittorie del rivale nelle ultime due gare, tenendo quindi vivo l'interesse fino all'ultimo giro del campionato.



Baptista è al suo secondo alloro consecutivo, avendo vinto nel 2014 la F3 brasiliana, e a parte un ritiro non ha mai fatto peggio del 5° posto. Tereshchenko, prima di questa stagione riconosciuto soprattutto per un celebre crash in GP3 a Spa - nel quale la sua vettura decollo come un grillo - ha dato segnali di maturità conquistando lo stesso numero di vittorie di Baptista (sei) ma andando per più volte in pole position. Tuttavia, il confronto tra generazioni favorisce il brasiliano, che è nato nel 1998, mentre il russo è del 1994 come il terzo classificato finale, il giapponese Yu Kanamaru.

Tra le nazioni con tradizione motoristica relativamente minore è stata la Thailandia a spiccare, grazie alla buona (e soprattutto costante) stagione di Tanart Sathienthirakul. Non è stato da meno anche l'israeliano Yarin Stern, in grado anche di siglare una pole e di collezionare due secondi posti.

Tanart Sathienthirakul

Per quanto riguarda gli italiani, ci sono state delle belle soddisfazioni. Tutti e tre i piloti nostrani hanno conquistato una vittoria, dimostrando sicuramente di avere piedi buoni. Alessio Rovera è stato il più presente a livello di podi, e grazie a questo è riuscito a concludere in testa questa mini classifica italiana nonostante l'assenza in 4 gare. Damiano Fioravanti ha vissuto una giornata da leone a Monza, quando in gara 2 ha portato a casa la vittoria in modo perentorio. Leonardo Pulcini, il più giovane dei tre essendo del 1998, è stato anche lui davvero forte, con una vittoria e un terzo posto a tirare su una stagione che in realtà era partita con il freno a mano tirato.


Alessio Rovera

Per quanto riguarda i team l'Italia ha conquistato il primato grazie alla scuderia RP Motorsport, che ha schierato ben 5 vetture. Proprio Vitor Baptista è stato chiaramente il migliore della compagine. Hanno partecipato tra gli altri anche il BVM Racing, il DAV Racing e anche Corbetta Competizioni seppur con un programma ridotto.



In conclusione, è vero che il campionato ha un sapore particolare proprio per la sua matrice diciamo universale, ma sarebbe ancor più interessante con un paio di puntate nei circuiti europei più orientali, in modo da avvicinare un interesse crescente verso l'automobilismo.

Ecco la classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):

Vitor Baptista (BRA - RP Motorsport) 291 (6)
Konstantin Tereshchenko (RUS - Campos) 286 (6)
Yu Kanamaru (JAP - Emilio De Villota) 206 (1)
Tanart Sathienthirakul (THA - West-Tec) 133
Yarin Stern (ISR - West-Tec) 119
Alessio Rovera (ITA - BVM/DAV) 100 (1)
Damiano Fioravanti (ITA - RP Motorsport) 96 (1)
Diego Menchaca (MEX - Campos) 94
Leonardo Pulcini (ITA - DAV Racing) 91 (1)
Igor Waliłko (POL - RP Motorsport) 62
William Barbosa (COL - BVM Racing) 41
Andrés Saravia (GUA - RP Motorsport) 41
Antoni Ptak (POL - RP Motorsport) 19
Dzhon Simonyan (RUS - MKTG) 14
Henrique Baptista (RUS - Campos) 14
Kantadhee Kusiri (THA - MKTG) 13
Ahmad Al Ghanem (KUW - Campos) 4
Parth Ghorpade (IND - DAV Racing) 2
Jose Manuel Vilalta (MEX - Campos) 1
Luis Michael Dörrbecker (MEX - Campos) 1

giovedì 5 novembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Tudor United SportsCar Championship

Al suo secondo anno di vita il Tudor United SportsCar Championship si è confermato positivamente in quanto a partecipazione e sul piano organizzativo. La creazione di questo campionato ha posto le basi per un duraturo sviluppo delle corse endurance nel Nord America, così come la riunione tra Champ Car e IRL aveva rafforzato il mondo delle ruote scoperte. L'unione fa la forza!



Sono evidenti i risultati raggiunti dall'USC. Prima di tutto, le griglie sono diventate degne di nota e la qualità dei piloti partecipanti è indubbia. L'esposizione mediatica è migliorata, grazie alla possibilità di poter commercializzare una sigla comune che sottende una serie di gare prestigiose. Infine la vicinanza tecnica permette uno scambio continuo di informazioni con le serie europee e asiatiche (le sorelle ELMS e ALMS) e con il WEC.

Rimangono comunque le particolarità - in stile americano - che contraddistinguono l'USC dalle altre serie, come la presenza delle classi Protoype (con modelli che corrono solo qui) e Prototype Challenge (un monomarca Oreca con specifiche simili a quelle richieste in LMP2) e un calendario che per ragioni di spazio costringe le varie classi a correre spacchettate. Infatti nel 2015 le 4 classi (Prototype, Prototype Challenge, GTLM e GTD) hanno tutte avuto la possibilità di correre 10 gare basandosi sul seguente calendario:

24 Ore di Daytona - Tutte le classi
12 Ore di Sebring - Tutte le classi
Long Beach - Prototype e GTLM
Laguna Seca - Tutte le classi
Detroit - Prototype, PC e GTD
6 Ore di Watkins Glen - Tutte le classi
Mosport - Prototype, PC, GTLM
Lime Rock - PC, GTD
Road America - Tutte le classi
Virginia Raceway - GTLM, GTD
Austin - Tutte le classi
Petit Le Mans/Road Atlanta - Tutte le classi

La Coyote-Chevrolet di Barbosa e Fittipaldi davanti alla Porsche 911 di Pilet

La 24 Ore di Daytona - indubbiamente la gara regina della categoria - è stata vinta dal team di Chip Ganassi con un equipaggio formato da Scott Dixon, Tony Kanaan, Kyle Larson e Jamie McMurray. Una vittoria davvero simbolica con una coppia di piloti proveniente dalla Indycar e l'altra dalla Nascar. Il loro successo è stato costruito nelle ultime fasi della corsa e alla fine il vantaggio dai secondi (Barbosa, Bourdais e Fittipaldi - piloti del team Action Express) è stato solamente di un secondo e mezzo.


Questi ultimi si sono comunque rifatti a Sebring, con una gara perfetta che non ha dato scampo ai rivali, tutti con almeno un giro di ritardo. Questa vittoria (insieme al primato di classe alla Petit Le Mans) è stata fondamentale per la conquista del titolo piloti nella classe prototype. Barbosa e Fittipaldi hanno infatti trionfato con solo tre punti di vantaggio su Valiante e Westbrook, alfieri del team Spirit of Daytona.


L'ultima gara dell'anno è stata davvero particolare e inaspettata. Con delle condizioni meteo praticamente impossibili, grazie a pioggia battente, oscurità e fiumi d'acqua sul tracciato, la Petit Le Mans è stata un susseguirsi di uscite di pista, safety car e interruzioni. Con queste variabili, le classifiche solitamente subiscono forti scossoni, mentre stavolta si è trattato di un terremoto! La vittoria finale assoluta è andata infatti alla Porsche 911 del trio Lietz-Pilet-Tandy, una GTLM evidentemente più gestibile nel nubifragio di Road Atlanta. Per Tandy è stata la seconda grande vittoria in stagione, dopo la 24 Ore di Le Mans, mentre per Pilet questo successo è risultato decisivo per la conquista in solitaria del titolo riservato ai piloti GTLM.


Nella classe PC il titolo è andato alla coppia statunitense Braun-Collins, capaci di essere più costanti degli avversari Kimber-Smith e Guasch, in realtà più vittoriosi con 4 successi. Braun e Collins hanno conquistato gli allori di Mosport e Austin, e soprattutto non hanno mai fatto peggio del 4° posto di classe. Per quanto riguarda la categoria GTD Townsend Bell (vecchia conoscenza della Indycar) e Sweedler hanno anch'essi puntato sulla regolarità, con la sola vittoria in Virginia a coronare la testa della classifica. Una tattica giusta per una classe nella quale ci sono stati ben 7 vincitori di tappa differenti su dieci appuntamenti.

La Oreca del team CORE Autosport guidata da Bennett e Braun

Tra gli italiani qualche ottimo podio grazie alle prestazioni di Angelelli e Papis (nella classe prototype) e di Fisichella e Bertolini (nella GTLM). Solamente Fisichella ha gareggiato in tutti gli appuntamenti in programma, portando in pista la Ferrari 458 Italia del team Risi Competizione.

La BMW Z4 di Auberlen/Werner

Un ultimo appunto sui partecipanti. Oltre alle numerosissime presenze parziali, il trend riguardante gli abituali è positivo. Calcolando le vetture sempre in pista (7 Prototype, 6 PC, 8 GTLM, 9 GTD) ne risulta una griglia di ben 30 vetture. E non è poco, considerando il mondo del motorsport attuale.

Ecco le classifiche delle varie categorie (tra parentesi il numero di vittorie - solo top ten)

Prototype

Barbosa/Fittipaldi (POR/BRA - Action Express - Coyote-Chevrolet) 309 (2)
Valiante/Westbrook (CAN/USA - Spirit of Daytona - Coyote-Chevrolet) 306 (2)
Cameron/Curran (USA/USA - Action Express - Coyote-Chevrolet) 304 (2)
Hand/Pruett (USA/USA - Ganassi - Riley-Ford) 301 (1)
J.Taylor/R.Taylor (USA/USA - Wayne Taylor - Dallara-Chevrolet) 292 (2)
Negri/Pew (BRA/USA - Michael Shank - Ligier-Honda) 273
Miller/Long (USA/USA - SpeedSource - Lola-Mazda) 241
Legge/Rojas (GBR/MEX - DeltaWing - DeltaWing-Mazda) 207
Bomarito/Nunez (USA/USA - SpeedSource - Lola-Mazda) 141
Papis (ITA - Action Express - Coyote-Chevrolet) 116
*Altri vincitori: Bourdais (11° - 2 successi), Dixon (13°) e Kanaan, Larson, McMurray (23°) con un successo

Prototype Challenge (tutti su Oreca FLM09-Chevrolet)

Bennett/Braun (USA/USA - CORE Autosport) 318 (2)
Guasch/Kimber-Smith (USA/GBR - PR1/Mathiasen) 313 (4)
Cumming/Junqueira (CAN/BRA - RSR) 301 (2)
Goikhberg (CAN - JDC/Miller) 285
Van der Zande (NED - Starworks) 268 (2)
French (USA - Performance Tech) 233
Schultis (GER - Starworks) 206 (1)
Daly (USA - Performance Tech) 170
Palmer (USA - PR1/Mathiasen) 141 (3)
Hedlund (USA - Starworks & Performance Tech) 127 (1)
*Altri vincitori: Popow (12°), Novich (24°) con un successo a testa

GTLM

Pilet (FRA - Porsche North America - Porsche 911 RSR) 315 (4)
Auberlen/Werner (USA/GER - Rahal - BMW Z4 GTE) 305 (2)
Garcia/Magnussen (SPA/DEN - Corvette - Chevrolet Corvette C7.R) 295 (2)
Fisichella/Kaffer (ITA/GER - Risi - Ferrari 458 Italia GT2) 293
Edwards/Luhr (USA/GER - Rahal - BMW Z4 GTE) 291 (1)
Bergmeister (GER - Porsche North America - Porsche 911 RSR) 276
Henzler/Sellers (GER/USA - Falken Tire - Porsche 911 RSR) 268 (1)
Gavin/Millner (GBR/USA - Corvette - Chevrolet Corvette C7.R) 261
Tandy (GBR - Porsche North America - Porsche 911 RSR) 255 (4)
Bamber (NZL - Porsche North America - Porsche 911 RSR) 255
*Altri vincitori: Briscoe (11° - 2 successi), Lietz (14° - 1 successo)

GTD

Bell/Sweedler (USA/USA - Scuderia Corsa - Ferrari 458 Italia GT3) 281 (1)
Nielsen (DEN - TRG-AMR North America - Aston Martin Vantage GT3) 279
Haase/Von Moltke (GER/SAF - Paul Miller - Audi R8 LMS) 277
M.Farnbacher/James (GER/GBR - Team Seattle/Alex Job - Porsche 911) 267 (2)
Lindsey/Pumpelly (USA/USA - Park Place - Porsche 911) 266 (2)
Bleekemolen/Keating (NED/USA - Riley - Dodge Viper GT3-R) 265 (2)
Keen/MacNeil (USA/USA - Alex Job - Porsche 911) 262
Lally/Potter (USA/USA - Magnus - Porsche 911) 258
Marsal (USA - Turner - BMW Z4 GT3) 238 (1)
Wittmer (CAN - Riley/Dodge & TRG-AMR/Aston Martin) 202 (1)
*Altri vincitori: Carter/Lawrence (14° - 2 successi), Goossens (12°), Snow (13°), Riberas 24°, D.Farnbacher (29°), Cameron (30°) con una vittoria a testa

venerdì 30 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: FIA Euro F3

Un pazzo, pazzo, pazzo campionato. In questa frase è riassunta tutta la stagione del FIA European F3 Championship, serie altresì riconosciuta come Euro F3.

Si tratta di un campionato tra i più completi d'Europa, capace di ospitare oltre 30 vetture in griglia ad ogni occasione e in grado di mettere a disposizione oltre 33 trofei per il vincitore, essendoci 11 appuntamenti da 3 gare ciascuno. Inoltre c'è la presenza di un parco partenti di buon livello, in rappresentanza di team di spessore. Tutto sembra perfetto. Eppure, in questo 2015, il campionato è stato in alcuni momenti una roulette russa.



Il punto di non ritorno è stato raggiunto a Monza, quando i commissari - spaventati per quanto accadeva in pista e fuori pista - decisero di interrompere la seconda gara per le troppe scorrettezze. Non solo: anche la gara 3, fatta partire sotto osservazione e con una tolleranza al massimo di due episodi, venne interrotta per l'incapacità dei piloti di partecipare in modo sano alla competizione.

Del resto, chi non avrebbe alzato almeno un sopracciglio osservando quelle gare? I commissari cosa avrebbero potuto fare di diverso, vista l'enorme quantità di bussate in pieno rettilineo, di capottamenti, di tagli di chicane, di incontrollato utilizzo della pista oltre ogni ragionevole limite, di sorpassi azzardati e di detriti sparsi ovunque?


Una penalità giusta. E l'interruzione immediata della gara è servita per mandare un messaggio: non si tratta di un videogioco o di un libro: l'incidente grave è in agguato e il motorsport è una cosa seria. Lance Stroll, uno dei peggiori di quel giorno, ha infatti rischiato la pelle con un crash alquanto evitabile e stupido.



Monza e Spa, in questo senso, sono stati i peggiori weekend in assoluto. Fortunatamente, però, l'azione in pista - quella corretta e degna di applausi - non è mancata nel resto della stagione. Felix Rosenqvist, svedese classe '91, ha vinto il campionato alla sua quarta stagione grazie a un formidabile finale con 6 vittorie nelle ultime 9 gare. Un vero specialista della serie che probabilmente cambierà aria nel 2016, sperando che Mercedes continui a fornirgli il supporto che merita. Il pilota ha tutte le carte in regola per avere successo in qualsiasi serie nella quale approderà.

Felix Rosenqvist

Come del resto ha le carte in regola anche il nostro Antonio Giovinazzi. Il pugliese è un talento davvero importante per il nostro panorama giovanile e quest'anno lo ha dimostrato ampiamente, con il secondo posto finale in campionato grazie a 6 vittorie. Oltre a questi risultati Giovinazzi ha vinto anche il Masters F3 a Zandvoort (gara non valevole per il campionato) e ha debuttato nel DTM (con Audi). Se nel mondo del motorsport ci fosse un po' più di giustizia - economicamente parlando - Antonio diventerebbe immediatamente uno dei prospetti più interessanti a livello europeo, sia a livello tecnico (è veloce e concreto) sia a livello mentale.

Antonio Giovinazzi

Il titolo di miglior rookie è andato a un altro super talento del panorama giovanile. Parliamo del monegasco Charles Leclerc, proveniente dalla F.Renault 2.0 e capace di conquistare 4 vittorie e 13 podi alla sua prima stagione in F3. Grazie a questi piazzamenti, Leclerc era riuscito addirittura a salire al primo posto in classifica a metà annata. Tuttavia, complice una seconda parte di stagione comunque buona, ma non eccezionale, il monegasco è scivolato indietro, perdendo per un soffio anche la terza posizione in campionato andata invece all'inglese Jake Dennis (5 vittorie).

Charles Leclerc

Lance Stroll, il canadese della Ferrari Driver Academy, ha fatto parlare di sè, come già detto in precedenza, più per i suoi errori che per i risultati. Il figlio di Lawrence Stroll, stabilmente in classifica tra gli uomini più ricchi del Canada, ha rialzato un po' la testa verso il finale di stagione, con la prima vittoria nella serie conquistata in Gara-1 a Hockenheim, ultimo appuntamento stagionale. La sua crescita, oltre che sul piano tecnico, dovrà attuarsi anche sul piano della sportività, al netto delle due squalifiche ottenute in questo 2015.

Piccole citazioni anche per l'inglese del 1998 George Russell, premiato con un test in Mclaren; per il tedesco classe '97 Maximilian Gunther, vittorioso al Norisring; e per l'indiano Arjun Maini, abbastanza anonimo nel corso della stagione ma capace di infilare un 4° e un 5° posto sul difficile circuito di Pau. Per Pietro Fittipaldi, invece, è stata una stagione decisamente deludente rispetto alle aspettative che si erano create sul suo nome. Nel 2016 il nipote di Emerson dovrà rimboccarsi le maniche e correre a un livello differente se vorrà bruciare le tappe come solitamente fanno i piloti dal cognome pesante...

Arjun Maini

Gli altri due italiani della serie, Alessio Lorandi e Michele Beretta, hanno avuto alterne fortune. Lorandi, classe '98, ha comunque esordito in maniera positiva, arrivando a punti in diverse occasioni nonostante fosse questa la sua prima vera esperienza in monoposto. Beretta ha invece ottenuto un solo piazzamento - all'ultima gara a Hockenheim - navigando più o meno stabilmente nella seconda metà della classifica.

Alessio Lorandi

Il titolo per il miglior team è andato al sempre più dominante Prema Powerteam (motore Merecedes), grazie al trio Rosenqvist - Dennis - Stroll. Il team di Giovinazzi, lo Jagonya Ayam with Carlin (spinto da un propulsore Volkswagen), è giunto secondo ma quasi con la metà dei punti. E in un monomarca questo è un dato che fa sempre molta impressione.




La classifica finale del campionato (tra parentesi il numero di vittorie):

Felix Rosenqvist (SWE - Prema) 508 (13)
Antonio Giovinazzi (ITA - Jagonya Ayam) 412.5 (6)
Jake Dennis (GBR - Prema) 377 (6)
Charles Leclerc (MCO - Van Amersfoort) 363.5 (4)
Lance Stroll (CAN - Prema) 231 (1)
George Russell (GBR - Carlin) 203 (1)
Alexander Albon (THA - Signature) 187
Maximilian Gunther (DEU - Mucke/Prema) 152 (1)
Mikkel Jensen (DEN - Mucke) 117.5
Markus Pommer (DEU - Motopark) 116.5 (1)
Santino Ferrucci (USA - Mucke) 91
Callum Ilott (GBR - Carlin) 65.5
Gustavo Menezes (USA - Jagonya Ayam) 65
Sergio Sette Camara (BRA - Motopark) 57.5
Brandon Maisano (FRA - Prema) 53
Nick Cassidy (NZL - Prema) 43
Pietro Fittipaldi (BRA - Fortec) 32
Arjun Maini (IND - Van Amersfoort) 27
Dorian Boccolacci (FRA - Signature) 27
Alessio Lorandi (ITA - Van Amersfoort) 26
Raoul Hyman (SAF - West-Tec) 14.5
Michele Beretta (ITA - Mucke) 4
Ryan Tveter (USA - Jagonya Ayam) 2
Sam MacLeod (GBR - Motopark) 2
Fabian Schiller (DEU - West-Tec) 2
Nabil Jeffri (MAL - Motopark) 2

venerdì 23 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Formula Renault 3.5

Per anni la Formula Renault 3.5 è stata un valido trampolino di lancio per la F1. Con prestazioni simili a quelle della GP2, la serie ha dato modo a molti piloti di farsi le ossa con potenze interessanti, servendosi dei mezzi del motorista di riferimento, cioè Renault. Proprio quest'anno, tuttavia, la casa francese ha annunciato il suo disimpegno verso la serie, chiudendo un'era.

Quando (nel 2016) l'organizzazione catalana RPM Racing - capitanata da Jaime Alguersuari Sr. - prenderà totale possesso della serie, rinominandola Formula 3.5 V8, forse cambierà qualcosa a livello di marketing e certamente andrà potenziata l'esposizione mediatica; ma le potenze rimarranno le stesse e anche l'appeal generale.



Il 2015 è stato largamente dominato dal talento inglese Oliver Rowland. Il pilota di Sheffield, classe '92, ha nettamente migliorato il 4° posto del 2014... Vincendo il campionato con 73 punti di vantaggio sul francese Matthieu Vaxiviere. Rowland ha vinto 8 delle 17 gare disputate, conquistando inoltre altri 5 podi e concludendo sempre a punti; nel suo ruolino di marcia anche sette pole position e quattro giri veloci. L'incoronamento è giunto già al penultimo weekend, a Le Mans (circuito Bugatti), a dimostrazione della velocità del ragazzo, ma sul futuro di Rowland c'è la pesante mancanza di un Academy alle sue spalle. Racing Steps Foundation non ha risorse sufficienti a garantirgli un posto in F1, bruciando le tappe come fecero in passato altri vincitori della serie come Kubica, Magnussen e Sainz. A meno che qualcuno non decida a investire su di lui durante l'inverno.

Oliver Rowland

Matthieu Vaxiviere è stato lo sfidante più pericoloso di Rowland. Il francese ha vinto tre gare e ha spesso battagliato guadagnandosi il rispetto del collega vincitore:


Dietro di loro altri 4 piloti sono riusciti a conquistare almeno una vittoria di tappa. Nyck De Vries, l'olandese sotto contratto Mclaren, ha conquistato gara-2 a Jerez, l'ultima della stagione. Il suo processo di avvicinamento alla F1 sta avanzando con ottima qualità, anche se talvolta l'inesperienza lo ha trascinato a centro gruppo. Il cipriota Tio Ellinas ha vinto due gare, lasciando definitivamente alle spalle la pessima esperienza vissuta in GP2 nel 2014. Anche il russo Egor Orudzhev ha messo a segno due vittorie; la sua buona stagione è in linea con quelle di Sirotkin e Markelov in GP2, a dimostrazione che Daniil Kvyat potrebbe non essere un caso isolato.

Nyck De Vries

Una vittoria anche per il malese Jazeman Jaafar, in quel di Montecarlo. La gara monegasca è stata pazza, è vero; ma Jaafar ha meritato. Al suo terzo anno nella serie ha sempre migliorato e il feeling con la gara cittadina è un'abitudine. Infatti la vittoria del 2015 è accompagnata dai due terzi posti del biennio precedente. I risultati di Jaafar - 8° in classifica alla fine, ma poteva andare meglio senza il pessimo weekend a Le Mans - hanno permesso al team Fortec di conquistare con largo vantaggio il titolo a squadre, gli unici ad aver avuto entrambi i piloti vittoriosi nel 2015.


Buona stagione anche per i due rookies Gustav Malja (svedese) e Roy Nissany (israeliano). Entrambi sono saliti sul podio - Malja per due volte, con un secondo e un terzo posto - facendo vedere ottime cose. Diverso il discorso invece per Roberto Merhi. Il pilota spagnolo della Manor Marussia F1 aveva cominciato la stagione con l'ambizioso obbiettivo di correre in F1 e lottare per questo campionato, ma a parte un secondo posto in Ungheria non si è praticamente mai visto ai vertici. Si è fatto più che altro notare per i guai combinati in Gara-1 al Red Bull Ring, con conseguente esclusione da Gara-2. Alla fine del weekend austriaco Merhi ha lasciato il sedile del Pons Racing ad altri piloti.



Il Draco Racing, unico team con licenza italiana della serie, ha concluso la stagione al 7° posto nella classifica a squadre, grazie soprattutto alle prestazioni del brasiliano Pietro Fantin (un podio). L'ex team della famiglia Morini, poi acquisito dalla famiglia Negrao, ha annunciato la sua chiusura per problemi economici. Questa è stata dunque l'ultima stagione per una squadra che ha fatto la storia della Formula Renault 3.5, della F3000 italiana e di altre serie minori, avendo lanciato nel firmamento dell'automobilismo i brasiliani Rubens Barrichello, Felipe Massa e Augusto Farfus, oltre a Pedro Lamy e Nicky Pastorelli. Hanno corso con loro anche Pastor Maldonado, Milos Pavlovic, Bertrand Baguette, Markus Winkelhock e Nathanael Berthon.

Rubens Barrichello ai tempi della Draco, nel 1990

Una bella favola si chiude, quindi. Speriamo che quella della Formula Renault 3.5 V8 continui, invece, ancora a lungo.


La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):

Oliver Rowland (GBR - Fortec) 307 (8)
Mathieu Vaxiviere (FRA - Lotus) 234 (3)
Nyck de Vries (NED - DAMS) 160 (1)
Tio Ellinas (CYP - Strakka) 135 (2)
Egor Orudzhev (RUS - Arden) 133 (2)
Dean Stoneman (GBR - DAMS) 130
Tom Dillmann (FRA - Carlin) 122
Jazeman Jaafar (MAL - Fortec) 118 (1)
Gustav Malja (SWE - Strakka) 79
Pietro Fantin (BRA - Draco) 61
Nicholas Latifi (CAN - Arden) 55
Aurélien Panis (FRA - Tech 1) 42
Roy Nissany (ISR - Tech 1) 27
Roberto Merhi (SPA - Pons) 26
Meindert van Buuren, Jr. (NED - Lotus) 20
Alfonso Celis Jr. (MEX - AVF) 17
Marlon Stockinger (PHI - Pons) 14
Yu Kanamaru (JAP - Pons) 9
Sean Gelael (INA - Carlin) 7
Nick Yelloly (GBR - Lotus) 6
André Negrão (BRA - Draco) 4
Renè Binder (AUT - Pons) 4
Beitske Visser (NED - AVF) 3
Alex Fontana (SWI - Pons) 2
Bruno Bonifacio (BRA - Draco) 1
Philo Paz Patrick Armand (INA - Pons) 1