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mercoledì 23 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Super Trofeo Lamborghini

Il super lavoro di Lamborghini nel Motorsport sta continuando a dare ottimi frutti. Anche nel 2015 il Super Trofeo è stato un successo in termini di spettacolo e di griglia. Con un format ormai definito e il debutto della Huracán LP620-2 Super Trofeo le serie continentali facenti parte del programma sportivo Lamborghini hanno confermato le proprie peculiarità, attirando maggiormente l'attenzione anche a livello mediatico. A parte la serie asiatica, ancora povera in quanto a numeri, la serie europea e quella nordamericana hanno offerto tanti spunti.



La serie Europea, che ha corso sui circuiti di Monza, Silverstone, Paul Ricard, Spa e Nurburgring (oltre alle finali mondiali di Sebring), è quella che ha portato più vetture sulla griglia, superando praticamente sempre la trentina di presenze considerando sia le nuove Huracan sia le vecchie Gallardo alle quali è stata dedicata una classifica riservata.

Il dominatore della serie è stato il finlandese (ma nato a Marbella) Patrick Kujala, classe 1996. Kujala è arrivato nel Super Trofeo dopo due non irresistibili stagioni in GP3, ma si è presto capito che sarebbe stato il suo anno. Pensate: 9 successi su 12 non sono certo casuali! Evidentemente per il giovanissimo pilota dello Young Drivers Program Lamborghini il passaggio dalle monoposto alle ruote coperte non è stato un problema, e così vincendo avrà senz'altro goduto di una visibilità prima irraggiungibile.



Le tre vittorie rimaste sono andate a tre equipaggi differenti. Mavlanov (altro pilota dello Young Drivers Program) e Zampieri, secondi alla fine, hanno vinto la seconda gara del Paul Ricard. Hanno anticipato in classifica per un solo punto il romano Alberto Di Folco, altro classe '96 e vincitore a Spa. Con Di Folco, per altro detentore del titolo Pro-Am '14, la Lamborghini fa en plein sul podio con i piloti del proprio programma giovanile.

A proposito di Pro-Am: Loris Spinelli si è laureato campione totalizzando il maggior numero di vittorie tra i pari classe (3), precedendo i ben più navigati Eskelinen/Snoeks e Amstutz. Spinelli è infatti nato nel 1995 e praticamente è salito sulle Huracan direttamente dai kart, impressionando per la costanza di rendimento. In ogni caso, Spinelli ha portato a casa il titolo grazie anche a due co-equipier come Marco Moscato (con lui due delle tre vittorie) e Riccardo Agostini, anche loro giovani e velocissimi.

Tra gli altri va citata la coppia Schlegelmilch/Stepanov, capace di conquistare la vittoria assoluta in gara 2 alle finali di Sebring (anche se in quel caso sia Kujala sia Mavlanov/Zampieri non hanno avuto l'opportunità di siglare punti). Bobbi, Cozzolino, Giannoni e Pellegrinelli hanno conquistato una vittoria a testa, con Pellegrinelli unico dei quattro ad aver vinto senza condividere l'equipaggio con un altro pilota.

Nella Am vinta dal georgiano Abkhazava gloria per i nostri Faccioni e Silva, con un successo a testa, mentre Andrea Palma (in coppia con la portoghese Carina Lima) ha conquistato la classifica riservata alle Gallardo con un buon vantaggio sul veloce portoricano Ricardo Vera.

Una foto pubblicata da Lamborghini Super Trofeo (@thesupertrofeo) in data:

Classifica Pro - Europa - Primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie):
Patrick Kujala (FIN - Bonaldi) 144 (9)
Roman Mavlanov/Daniel Zampieri (RUS/ITA - Antonelli) 91 (1)
Alberto Maria Di Folco (ITA - Raton Racing) 90 (1)
Sergio Campana/Fabrizio Crestani (ITA/ITA - Lazarus) 84
Kei Cozzolino/Shinya Michimi (ITA/JAP - VSR) 81
Florian Spengler (GER - Bonaldi) 80
Patric Niederhauser (SWI - Raton Racing) 72
Edoardo Liberati (ITA - Raton Racing) 60
Giacomo Barri/Alberto Cerqui (ITA/ITA - Imperiale) 55
Isaac Tutumlu (SPA - Leipert) 36

Classifica Pro-Am - Europa - Primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie):
Loris Spinelli (ITA - Antonelli) 115 (3)
Mikko Eskelinen/Kelvin Snoeks (FIN/NED - Leipert) 106
Adrian Amstutz (SWI - Konrad) 91 (2)
Raffaele Giannoni (ITA - Automobile Tricolore) 88 (1)
Simone Pellegrinelli (ITA - Imperiale) 86 (2)
Marco Moscato (ITA - Antonelli) 75 (2)
Harald Schlegelmilch/Michail Stepanov (LAT/RUS - Artline Team Georgia) 68 (1)
Milos Pavlovic (SRB - GRT Grasser) 43 (1)
Sebastian Merchan (VEN - Bonaldi) 36 (1)
Jacopo Faccioni/Olly Rae (ITA/AUS - VSR) 31

Classifica Am - Europa - Primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie):
Shota Abkhazava (GEO - Artline Team Georgia) 111 (3)
Mark Ineichen (SWI - Konrad) 93 (1)
Jurgen Krebs (GER - Sportech) 87 (1)
Mikhail Spiridonov (RUS - Kinetik) 77 (2)
Eugenio Montez/Sergio Montez (POR/POR - Veloso) 73
Laurent Jenny/Cedric Leimer (SWI/SWI - X Bionic) 72 (3)
Amir Krenzia (ISR - Konrad) 57
Christophe Lenz (SWI - Sportech) 42
Tim Richards (CAN - Toro Loco) 29
Roberto Pampanini (ITA - Sportech) 28




Nella serie nordamericana, per altro anch'essa eccezionale per numero di partecipanti e per il livello complessivo, vittoria in classe Pro per Richard Antinucci (che, ricordiamolo, è il nipote di Eddie Cheever). Il pilota americano nato a Roma nel 1981, un tempo destinato a una carriera nelle monoposto prima di cambiare decisamente prospettiva, ha battuto l'ex F1 Enrique Bernoldi. Il titolo di Antinucci è arrivato con il grande aiuto del nostro Edoardo Piscopo: i due hanno condiviso il volante della Huracan del team O'Gara per buona parte della stagione.

Nella Pro-Am dominio assoluto per Corey Lewis, che ha conquistato il doppio dei punti del duo Sbirrazzuoli/DeGeorge. Le dieci vittorie di classe del pilota di Nazareth rimarranno un primato difficilmente ripetibile.

Nella Am vittoria sul filo di lana per Ryan Ockey (classe '62), solamente tre punti avanti a Jim e Josh Norman. L'ex pilota del Ferrari Challenge ha battuto la famiglia Norman grazie a una vittoria in più (4 contro 3). Il fratello di Ryan, cioè Damon Ockey, ha concluso al terzo posto in classifica.

Classifica Pro - Nordamerica - primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Richard Antinucci (USA - O'Gara) 147 (6)
Enrique Bernoldi (BRA - Prestige) 126 (2)
Edoardo Piscopo (ITA - O'Gara) 113 (4)
Justin Marks (Change Racing) 100
Madison Snow (BAD Lambo) 96 (2)

Classifica Pro-Am - Nordamerica - Primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Corey Lewis (Change Racing) 174 (10)
Cedric Sbirrazzuoli/Lawrence DeGeorge (STR) 86 (2)
Jeffrey Cheng (GMG Racing) 64
Aaron Povoledo/Joe Courtney (Musante-Courtney) 64
Fernando Barbachano (STR) 64

Classifica Am - Nordamerica - Primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Ryan Ockey (O'Gara Motorsport) 139 (4)
Jim Norman/Josh Norman (BAD Lambo) 136 (3)
Damon Ockey (O'Gara Motorsport) 93 (3)
Ross Chouest (Musante-Courtney) 80
John DiFiore (Prestige) 24






Nelle finali di Sebring, con i Pro, i Pro-Am e gli Am delle varie serie in pista assieme, i valori non sono cambiati. Kujala ha vinto la classifica Pro, stilata con la somma dei punteggi delle due gare disputate, conquistando un primo e un secondo posto. La seconda gara Pro è andata a Niederhauser, mentre l'equipaggio Spinelli/Zampieri ha concluso al secondo posto con un 2° e un 3° piazzamento. Nella Pro-Am Corey Lewis ha continuato il dominio vincendo entrambe le gare, e pure nella Am Ryan Ockey ha proseguito nel solco del successo, precedendo l'equipaggio protagonista della serie europea Leimer/Jenny.


martedì 14 aprile 2015

Blancpain Endurance Series a Monza: un successo accessibile

Quando il motorsport internazionale si può toccare con mano, vedere da vicino, ascoltare a pochi metri e annusare a pieni polmoni, allora vuol dire che tutto o quasi tutto è andato per il verso giusto.



Il weekend di Monza della Blancpain Endurance Series, del Lamborghini Super Trofeo e della F.Renault 2.0 NEC è stato esemplare, per certi versi. Al modico prezzo di 14 Euro, e con parcheggio garantito all'interno dell'autodromo, ogni appassionato ha potuto passeggiare nel paddock e gustarsi il frenetico ritmo dell'automobilismo europeo.

La vettura di Colin Noble revisionata dopo la gara 2 della domenica mattina

Pass o non pass, ognuno dei presenti (tanti, ma avrei voluto vedere le tribune più piene) ha potuto fermare i propri beniamini per una foto, per un autografo, per quattro chiacchiere. Ognuno dei presenti ha potuto fotografare l'inimmaginabile. E chi ha avuto modo di rimanere fino alla fine della 3 Ore non si è lasciato sfuggire l'opportunità di fare una passeggiata nella pitlane, e sentire il profumo da corsa della benzina a pochi metri di distanza.

Briefing post gara. Due passi in avanti e avrei sentito tutto...

Per un costo oltre tre volte maggiore, il venerdì della F1 offre uno show decisamente più deprimente, fatto di altre transenne avvolte nella stoffa nera e di finta disponibilità da parte dei protagonisti. Ovviamente ci sono state delle pecche anche in questo weekend, come ad esempio la mancanza di uno o più maxischermi per capire l'andamento delle classifiche e l'assenza di una qualsiasi forma di promozione dell'evento, sia fuori sia dentro la città brianzola...

La 3 Ore della Blancpain Endurance Series è stata uno spettacolo. Il numero dei partenti (quasi 60 vetture) è stato altissimo e questo si è visto soprattutto alla prima curva, con un imbottigliamento da tangenziale. Lo sparpaglìo è poi diventato immediato, con i piloti Pro e i colleghi amatori in pista a due velocità decisamente diverse. La gara è stata ricca di sorpassi e contatti, uno dei quali molto cruento e fortunatamente senza conseguenze per la Mclaren n°54 dell'Attempto Racing e per la Bentley n°84 del team HTP.


 (© Alberto Marcone)

Il verdetto della gara è però sub iudice vista la squalifica della Lamborghini Huracan n°19 del Grasser Racing Team (uno dei piloti è il nostro Babini) per una presunta irregolarità ai restrittori. La Lambo aveva tagliato il traguardo per prima, precedendo la Ferrari 458 Italia del Rinaldi Racing n°333 (Siedler-Salikhov) e l'Audi R8 LMS Ultra n°1 del Belgian Team WRT con il forte equipaggio Vanthoor-Vernay-Frijns.

L'Audi R8 LMS Ultra del Belgian Audi Club Team WRT,
una delle auto più belle e competitive del BES (© Alberto Marcone)
Gloria anche per la Ferrari 458 Italia N°111 del Kessel Racing, prima nella categoria AM con Earle, Talbot e l'italiano Zanuttini.

(© Alberto Marcone)

Le due gare della Lamborghini Super Trofeo sono state vinte dal finlandese Patrick Kujala. Il portacolori del Bonaldi Motorsport ha dato 10 secondi in gara 1 alla coppia Campana/Crestani (team Lazarus) e 8 secondi in gara 2 a Zampieri/Mavlanov (Antonelli Motorsport). Buon terzo posto in gara 2 per Shinya e Cozzolino, piloti del Vincenzo Sospiri Racing, coinciso con la vittoria nella categoria Pro-AM.

Patrick Kujala ha guidato qui dentro... (© Alberto Marcone)

Nella F.Renault 2.0 NEC solita grigliona con 30 macchine schierate e vittorie meritate per il giapponese Ukyo Sasahara (Art Junior Team, gara 1) e Louis Deletraz (Josef Kaufmann Racing, gara 2). Buon secondo posto in gara 1 per l'unico italiano in pista, ovvero Ignazio D'Agosto.

Un commissario dallo sguardo torvo sulla macchina del russo Nikita Mazepin,
danneggiata in gara 2 (© Alberto Marcone)

lunedì 23 marzo 2015

Intervista a Vincenzo Sospiri, tra passato e futuro

La capacità di essere autoironici non è da tutti, non solo nel mondo del motorsport. Vincenzo Sospiri mi ha dimostrato di avere questa caratteristica, quando gli ho chiesto del suo passato in F1. "Oddio, non è che ci ho corso. Ci ho quasi corso", riferendosi ovviamente alla stagione 1997, quando la sua avventura con la Lola finì praticamente subito.



Vincenzo Sospiri, nonostante questa esperienza poco edificante, è stato uno dei piloti italiani più veloci degli anni novanta. Prima della Lola Vincenzo era stato collaudatore ufficiale della Benetton (1996), sedile acquisito dopo aver vinto la F3000 l'anno precedente. Le maggiori soddisfazioni antecedenti il precoce ritiro dalle competizioni Sospiri le aveva ottenute nella Indy Racing League (prima fila a Indianapolis e secondo classificato in New Hampshire), a Le Mans, con la pole position nell'edizione 1999 ottenuta insieme a Collard e Brundle, equipaggio ufficiale Toyota, e nella Sport Racing World Cup (due edizioni vinte alla guida della Ferrari 333SP del JB Giesse).

Foto amarcord a sorpresa:
Front Row Drivers Luyendyk, Stewart and Sospiri, 1997 :: Indianapolis Motor Speedway Collection

Dopo le corse Sospiri si è trasformato in un team manager di successo. Ha scoperto e fatto correre tanti talenti di ottimo livello, oltre ad aver vinto gare e campionati italiani ed europei. Dopo un buon 2014 Sospiri ha deciso di cambiare le carte in tavola, affiancando ai programmi nella F4 italiana e in quella giapponese anche un impegno nel Lamborghini Blancpain Super Trofeo con il neonato team Vincenzo Sospiri Racing.
"Da metà 2014 avevo cominciato a sondare il terreno per approdare in un campionato a ruote coperte. Ho parlato con varie case, ma alla fine la scelta è stata di cominciare con Lamborghini. Il campionato è di ottimo livello e sarà ideale per far correre giovani talenti che aspirino a diventare professionisti nelle GT. L'accordo con Lamborghini è andato anche oltre, perché anche grazie a loro farò correre nella F4 giapponese due giovani piloti (uno dei quali è Takuro Shinohara). Come sempre, l'obiettivo è di creare una catena di continuità che permetta ai piloti di crescere con noi passo dopo passo. Anche come team dovremo crescere in questo nostro primo anno, perché ci saranno tante cose da imparare per tutti".

La livrea del VS Racing per il 2015

Il rapporto con il Giappone è sempre stato stretto, per Vincenzo. Negli ultimi anni sono stati molti i piloti nipponici a correre con Euronova (Kimiya Sato è il più vittorioso tra questi).
"Semplicemente è ormai consolidato da anni il rapporto sia professionale sia di amicizia con Taki Inoue. La sua rete di contatti mi ha dato spesso l'opportunità di far esordire in Europa molti giovani giapponesi con grandi doti. Anche se su Twitter è un pazzo scatenato, lavorare con lui è un piacere".

Taki Inoue e Vincenzo Sospiri

Nel frattempo continuerà l'impegno nella F4 Italiana con un team - probabilmente non più iscritto come Euronova ma bensì come Vincenzo Sospiri Racing - composto da Marino Sato (giapponese) e da Mauricio Baiz (mamma italiana e papà venezuelano). Si concluderà invece l'avventura in Auto GP.
"Con Sato e Baiz stiamo lavorando bene e nei test ci sono stati dei riscontri molto positivi. In questo campionato dove tutti sono vicini sarà dura essere sempre davanti, ma abbiamo comunque il vantaggio di non partire da zero come nel caso del Super Trofeo. Per quanto riguarda l'Auto GP abbiamo riconsegnato le macchine all'organizzatore; durante l'inverno ci sono stati alcuni piloti interessati a fare dei test ma non è stato possibile concludere alcun accordo".

In un mondo costoso come quello dell'automobilismo la carenza di budget è una costante per la maggioranza dei piloti. Correre in monoposto è ancor più oneroso e chi non riesce o non può raccogliere sufficienti fondi ha solamente due strade da percorrere: appendere il casco al chiodo oppure concentrarsi su campionati più abbordabili. La scelta di Sospiri riguardo al Super Trofeo Lamborghini va anche in questo senso: dare opportunità ai formulisti di approcciare il mondo delle ruote coperte.
"Non è che mettere in pista una singola macchina nelle GT costi meno rispetto a una monoposto, anzi. Va detto che però per i piloti può essere più vantaggioso, perché con un budget inferiore ci sono più opportunità di trovare la propria strada verso il professionismo. Quello che dà fastidio, per così dire, è la situazione attuale nella filiera verso la F1. Con delle richieste così esorbitanti è chiaro che, salvo miracoli, solo i piloti con più soldi possono arrivare a correre là. Molti di loro non verranno mai pagati per correre, perché dovranno sempre portare sponsor anche dopo anni. L'impressione è che quindi sia già tutto deciso, perché ormai quasi nessuno viene ingaggiato solo per i risultati".

Una F1 che è uscita dal primo weekend stagionale con le ossa rotte, tra guai fisici dei piloti, rotture meccaniche e il team Manor impossibilitato a scendere in pista ma comunque presente per non perdere il bonus economico... Una situazione peggiore o migliore di quella che trovò Vincenzo nel 1997?
"Difficile capire come siano messi. Bisogna essere nel paddock per sapere i dettagli... La situazione è comunque diversa dalla mia. Quando scelsi di andare alla Lola, sulla carta feci un ottimo investimento. C'erano dietro dei bei soldi, quelli di Mastercard soprattutto, ma anche di Pennzoil e altri. Un bellissimo programma che aveva tutte le potenzialità per essere un successo. Firmai per 4 anni; nei primi due non c'erano grosse somme in ballo, mentre negli altri due sarei stato pagato molto bene. Dopo la pessima trasferta in Australia, io e Ricardo Rosset eravamo andati a Interlagos con la speranza di qualificarci. Tutto però implose prima ancora di scendere in pista, quando venimmo a sapere dai giornali che il team aveva chiuso. Fu incredibile: Ricardo il giorno prima di questa doccia fredda era andato a presenziare a un evento di grande risonanza, organizzato dagli sponsor in un enorme centro commerciale..."

Rosset e Sospiri a Melbourne nel 1997

Tanti i talenti passati a casa Sospiri nell'ultimo decennio; ecco qualche nome...
"Robert Kubica ha corso per me una volta sola, ma è stato incredibile: un fenomeno naturale. Frezza e Ragues sono stati fortissimi con me e sono diventati piloti quotati. Velocissimi con me anche Filippi, Sirotkin e D'Ambrosio. Petrov all'inizio non era molto veloce, ma crebbe tanto con noi e con l'ottimo lavoro acquisì una capacità di guida e un controllo di macchina davvero spettacolari. Non per niente riuscì a tenere dietro Alonso nel 2010, a dimostrazione delle sue qualità".

D'Ambrosio e Petrov, due piloti di F1 che hanno corso con Euronova

Nonostante molti suoi coetanei e rivali di un tempo continuino a correre, Vincenzo non si è fatto prendere dalla smania di tornare a guidare in pista.
"Bèh, la voglia non la puoi eliminare, c'è sempre. Però dopo tanti anni di inattività diventa difficile anche sostenere allenamento e preparazione. Preferisco dedicare il mio tempo alla squadra e ai miei piloti".

lunedì 29 dicembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: Super Trofeo Lamborghini Europe

Il Super Trofeo Lamborghini è ormai una tradizione nel panorama motoristico internazionale. Le linee aggressive della Gallardo, tanti ottimi piloti e grandi circuiti rappresentano insieme la formula perfetta per un monomarca di successo. Un successo meritato per un programma ambizioso capace di toccare ben tre continenti (Europa, Nordamerica e Asia) sul modello creato dalla Ferrari: tanti campionati locali e poi una finale mondiale ottima anche per dare una spinta finale a livello d'immagine.

Non si può però negare che la divisione con i nomi più noti dell'automobilismo sia quella europea. Il Super Trofeo Lamborghini Europa è l'unico che, per abbondanza, può suddividere i partecipanti in tre classi: Pro, Pro Am (nel caso in cui l'equipaggio sia formato da un pilota Pro e uno Am) e Am. Nelle 12 gare disputate su 6 circuiti (Monza, Silverstone, Le Castellet, Spa, Nurburgring e Sepang) lo schieramento non è mai sceso sotto le 20 unità, con 4 equipaggi che si sono divisi le vittorie.



La coppia Pavlovic/Piscopo (Bonaldi Motorsport) ha conquistato il campionato grazie a 4 vittorie e a un perfetto weekend finale a Sepang. Il duo era arrivato in Malesia in svantaggio rispetto all'allora capolista Jeroen Mul, olandese del Racing Team Germany, autore di una stagione maiuscola con 5 vittorie. Mul ha però corso le due gare finali in maniera fin troppo conservativa, rimanendo attardato nelle retrovie. Pavlovic e Piscopo sono riusciti a mantenere le calma, e senza errori hanno portato a casa il campionato con 7 punti di vantaggio.

Pavlovic e Piscopo

Andrea Amici (classe '93 - Autocarrozzeria Imperiale) ha confermato quanto di buono fatto nel 2013, quando aveva vinto la classifica del Super Trofeo riservata ai piloti Pro Am. Per lui due vittorie, conquistate entrambe a Sepang. L'altro pilota ad essere salito sul gradino più alto del podio è stato Andrea Palma, nato nel 1976 e anche lui del team Autocarrozzeria Imperiale. Tra lui e Amici ci sono 17 anni di differenza, a conferma che il Super Trofeo non è un campionato nel quale l'età diventa un fattore determinante.

Andrea Amici


Ecco la classifica Pro (tra parentesi il numero delle vittorie):
Milos Pavlovic/Edoardo Piscopo (SER/ITA) 148 (4)
Jeroen Mul (OLA) 141 (5)
Andrea Amici (ITA) 95 (2)
Alberto Viberti (ITA) 79
Giovanni Venturini (ITA) 57
Jonathan Cochet/Cedric Leimer (FRA/SUI) 49
Roberto Tanca (ITA) 43
Alberto Cerqui (ITA) 41
Andrea Palma (ITA) 33
Andrea Ceccato (ITA) 21
Simone Di Luca (ITA) 20
Thomas Pivoda (CZE) 12
Davide Stancheris (ITA) 10

E proprio il giovanissimo romano Alberto Di Folco (Autocarrozzeria Imperiale), nato nel 1996, è stato il vincitore della classe Pro Am. Al suo debutto nelle ruote coperte Di Folco ha dato prova di essere già ad altissimi livelli e questo successo potrà essere un boost per la sua carriera.

Alberto Di Folco

Nella classifica Pro Am c'è un "intruso" eccellente: Mirko Bortolotti. Il trentino classe '90 è un Pro a tutti gli effetti, ma nel Super Trofeo ha corso in coppia inizialmente con il giovane greco Aristotelis Varvarouissis ('94, a sorpresa in testa al campionato a metà stagione e poi praticamente sparito nella seconda parte) e poi con il più esperto argentino Andres Josephsohn (nato nel 1959). Bortolotti, che oltre ad aver provato in modo eccellente la Ferrari F1, ha vinto la F3 Italiana, la F2 e l'Eurocup Megane, ha disputato un'ottima stagione e a giudicare dal feeling che ha con le ruote coperte potrebbe essere ideale per lui un approdo stabile nel mondo delle GT.

Mirko Bortolotti

In questa classifica (e anche in quella Am) figura l'ex CEO dell'attuale team Lotus F1, il belga Patrick Louis. Dopo aver rassegnato le dimissioni alla fine della stagione 2013, Louis ha deciso di esordire nell'automobilismo insieme al figlio Nicola. La sua classificazione nel Trofeo Pro Am è giunta grazie ai punti conquistati insieme al pilota Pro Jarek Janis, legato all'entourage dei Charouz.

La classifica finale Pro Am:
Alberto Di Folco (ITA) 129
Gerhard Tweraser (AUT) 113
Sebastian Merchan (ECU) 107
Mirko Bortolotti (ITA) 87
Mikko Eskelinen/Dimitri Enjalbert (FIN/FRA) 87
Aristotelis Varvarouissis (GRE) 80
Sandro Bickel (AUT) 73
Andrea Ceccato (ITA) 57
Laurent Jenny (SUI) 53
Matteo Zucchi (ITA) 38
Cyril Leimer (SUI) 30
Thomas Pivoda (CZE) 30
Joshi Mori (JPN) 28
Andres Josephsohn (ARG) 27
Mikhail Gracev (RUS) 18
Giacomo Barri (ITA) 14
Tatsuya Kataoka (JPN) 14
Cedric Leimer (SUI) 12
Michel Mhitarian (FRA) 11
Jarek Janis/Patrick Louis (CZE/BEL) 10
Ronald Hölling (GER) 10
Stefano Comini (SUI) 8
Bernard Pailler/Paul-Loup Chatin (FRA/FRA) 5

A completare il trionfo italiano nella serie, c'è stato il primo posto nella classe Am per Simone Pellegrinelli. Il pilota di bergamasco di Ponte San Pietro, classe '84, ha quasi sempre corso nei monomarca Seat laureandosi campione della Seat Ibiza Cupra Cup nel 2013; è quindi stato subito vincente il suo esordio con Lamborghini come lo è stato anche per il team con il quale ha corso, il DTMotorsport di Luigi Moccia, sbarcato nel Super Trofeo dopo tre vittorie consecutive nel CITE.

Simone Pellegrinelli

Anche la coppia Flaminio/Sauto ha ben figurato durante questa stagione. Flaminio (classe '70) ha accompagnato il dentista più veloce d'Italia Vincenzo Sauto (nato nel 1948) alla sua prima avventura fuori dai confini Ferrari, dopo oltre 10 anni trascorsi nei Challenge.

Classifica finale classe Am:
Simone Pellegrinelli (ITA) 134
Shota Abkhazava (GEO) 116
Jake Rattenbury (UK) 96
Taras Polishchuk (UCR) 81
Manuel Flaminio/Vincenzo Sauto (ITA/ITA) 57
Jan van Uytsel (BEL) 57
Mikhail Spiridonov (RUS) 56
Roberto Tanca (ITA) 32
Davide Durante (ITA) 30
Tim Richards (CAN) 29
Roberto Delli Guanti (ITA) 24
Ronald Hölling/Sascha Halek (GER/AUT) 18
Carina Lima (POR) 18
Nicola Louis (BEL) 17
Edvard Leganov (CZE) 16
Paolo Necchi (ITA) 16
Alexandre Martins (POR) 16
Natalia Freidina (RUS) 14
Ivan "El Pato" Benvenuti (ITA) 12
Andres Josephsohn (ARG) 12
Mike Edmonds (UK) 10
Patrick Louis (BEL) 9
Gianfranco Bocellari (ITA) 8
Alexei Vasiliev (RUS) 8
Hervé Leimer/Cyril Leimer (SUI/SUI) 7
Pier Luigi Sigismondi (ITA) 5


Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
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