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domenica 4 gennaio 2015

La lista dei creditori della Marussia

Cenerentola del mondiale, ma anche buco nero spaziale. La Marussia, 31.4 milioni di sterline di debiti (in Euro 40 milioni circa) con nessun compratore all'orizzonte pronto a ripianare, ha oltre 200 creditori.



La società FRP Advisory, amministratrice fallimentare, ha reso pubblici alcuni documenti (ripresi per primo dal giornalista del Telegraph e di Forbes, Christian Sylt) che fanno luce su questi creditori che, con molta probabilità, non riceveranno mai indietro tutto il denaro. L'asta dei beni Marussia, come era lecito aspettarsi, non ha raccolto la somma necessaria per accontentare la maggioranza dei creditori.

Una persona aveva previsto, comunque, il fallimento del team azzeccando pure mese e anno. Nikolai Fomenko, presidente della Marussia Motors (casa automobilistica chiusa ad aprile '14), pilota ed ex cantante, aveva detto nel 2012 che il team di F1 non sarebbe riuscito ad affrontare un programma a lungo termine. E anche che avrebbe voluto vederlo sopravvivere fino al primo gp di Sochi nel 2014...



Diamo ora uno sguardo a chi è inserito nella lista, con nomi certamente eccellenti. La Ferrari, fornitrice dei motori nell'ultima stagione, ha un credito di quasi 17 milioni di sterline. Cifra alta a causa soprattutto del prezzo delle nuove power unit. Mclaren si attesta al secondo posto con 7 milioni non pagati per servizi legati alla galleria del vento e ai simulatori, a cui aggiungere le 59mila sterline relative alle centraline uniche costruite dalla casa costruttrice inglese. A Pirelli manca più o meno un milione di sterline, ovviamente per il mancato pagamento relativo agli pneumatici 2014. 661mila sterline di crediti per Freeman's Hospitality, azienda che ha organizzato il servizio catering e d'accoglienza per il team.

Poi, sorpresa sopresa, c'è Timo Glock. Il pilota tedesco, che aveva corso per Marussia nel 2012 e per Virgin nei due anni precedenti, deve ancora riscuotere 617mila sterline. Con la marca di computer Dell il debito si aggira sulle 389mila sterline.

Timo Glock

Manor Motorsport, il team dal quale è nata prima la Virgin F1 e poi la Marussia F1, ha seguito il destino di quest'ultima finendo in amministrazione. Tra le due entità ballano oltre 600mila sterline. Il pilota pagante Max Chilton, sponsor del team, è in realtà anche un creditore; la Capsicum Grand Prix, società d'investimento controllata dal papà di Max, Grahame Chilton, ha 29mila sterline da riscuotere.

Formula Medicine s.r.l., fondata dal dottor Riccardo Ceccarelli, ha fornito in questi anni consulenza medica ai piloti del team Marussia, e ha un credito di 47mila sterline. La FIA non ha ancora ricevuto 8mila sterline, mentre il debito verso la società che gestisce i campionati GP2 e GP3 (ovvero la GP2 Motorsport Ltd) è pari a 61mila sterline. Poi c'è la Crimson & Co Project Management, azienda che si occupa di consulenza aziendale e finanziaria: in questo caso mancano all'appello 205mila sterline.

DHL e Renault Truck sono anch'esse nella lista rispettivamente con 53mila sterline (suddivise tra più entità) e 809 sterline. Anche Travel Places, altra azienda impegnata nella logistica, è creditrice di Marussia con 225mila sterline. Sotto le 200mila sterline ci sono numerose altre aziende del settore (logistica e catering soprattutto) che vantano crediti verso Marussia.

Sono tanti i circuiti che devono ricevere del denaro da Marussia: Shanghai (27mila sterline), Catalunya (12mila), Sepang (8mila) e Jerez (6mila). Nei circuiti spagnoli sono stati effettuati i test prestagionali e probabilmente la somma è relativa a quel periodo.

Ci sono poi i fornitori tecnici. Tra i più importanti, AP (freni) con 106mila sterline, Magneti Marelli con 97mila, BBS (cerchi) con 41mila, Penske Racing Shocks (ammortizzatori) con 220mila, Sabelt con 5mila e addirittura Cosworth (fornitore dei motori prima di Ferrari) con 1000 sterline di crediti richiesti.

Infine una lunga serie di aziende specializzate nei compositi e nella fornitura dei macchinari, come EPM Technology (260mila sterline da riscuotere), Formaplex (226mila) e tante, tante, tante altre con fatture inevase dalle 150mila sterline fino a cifre irrisorie. Come Snap On Tools (nota marca di attrezzi), a cui mancano 2,23 sterline...

In conclusione, il team fondato da John Booth ha corso tutta la stagione praticamente senza fondi, visto che tutto ciò che concerne le macchine, la logistica, la comunicazione, il catering e le consulenze non è stato pagato. Il fatto che la Marussia sia riuscita a cominciare la stagione ha del miracoloso, e andare a punti a Montecarlo (con Bianchi) lo è stato ancora di più. La Marussia entra di diritto nella storia della F1, passando però dall'entrata sul retro. Ne valeva la pena? Chiedetelo alle aziende della lista sottostante e sicuramente non avrete risposte positive.

(per ingrandire, cliccate sulla foto)








giovedì 25 settembre 2014

Le Interviste Plausibili: Fernando Alonso

Dall'arrivo di Sergio Marchionne al vertice della Ferrari, giornalisti, esperti e addetti ai lavori sono concentrati sul futuro di Fernando Alonso. Dove correrà l'anno prossimo? Ancora alla Ferrari, in un clima non più sereno? Alla Mclaren-Honda, dove ritroverà l'amico-nemico Ron Dennis? Alla Red Bull scambiando il sedile con Sebastian Vettel? Alla Lotus, dove potrebbe rientrare Flavio Briatore, poste garanzie sulla situazione economica del team (che si è assicurato i motori Mercedes)?

Fernando Alonso visibilmente soddisfatto dell'andamento della stagione 2014
Per saperne di più, Piloti e Motori ha rintracciato il pilota su un sito dedicato al gioco del poker. Alonso giocava sotto falsa identità, grazie al nickname Nelson Piquet Junior; uno stratagemma che non lo ha aiutato a rendersi invisibile... Fernando ci ha poi concesso un'intervista face to face, dopo averlo implorato a cambiare nickname. Eccola:

Fernando, voci insistenti dicono che andrai via dalla ferrari. Verità o menzogna?
No, rimarrò alla Ferrari per sempre. Pesca una carta.

Come "pesca una carta"?
Lo capisci l'italiano?

Si sì. Ok, questa.
Ora la riprendo senza guardarla e la rimetto nel mazzo. Mescolo... Adesso indovino che carta era.

Se proprio ci tieni...
Il 4 di cuori!

No. Era l'asso di picche.
Oh no, allora significa che dovrò firmare il contratto con Mclaren?

Ehm...
Sì, il destino mi ha detto Mclaren. Sono felice di poter lavorare con Honda, sarà una sfida elettrizzante. Ho sempre voluto tornare da Ron (Dennis) per chiudere con lui la mia carriera.

Ma non volevi chiudere la carriera in Ferrari?
Ringrazio la Scuderia per questi anni felici, e ne approfitto per mandare un pensiero ancor più dolce a Stefano e Montezemolo: grazie per il supporto e la fiducia.

Ma Domenicali e Montezemolo non ci sono più.
Colpa mia. Ho giocato a rubamazzetto con Marchionne e ho perso. La posta in gioco era la loro permanenza... e anche la mia.

Domenicali era quindi fondamentale per la tua permanenza a Maranello.
Stefano era il mio schiavo. Se gli chiedevo di portarmi al casinò lui eseguiva. Abbiamo scelto Raikkonen dopo una serata alla roulette.

Molti addetti ai lavori ti criticano per aver cercato di creare un team "interno" a tua totale disposizione. Tecnici di fiducia ma forse non all'altezza...
Tutti i tecnici da me consigliati sono miei creditori al gioco. Per sdebitarmi chiesi a Domenicali di assumerli con dei bei contratti. Lui eseguì.

Sai già chi potrebbe sostituirti in  Ferrari? Forse Vettel?
Vettel? quello della Sauber?

Quello è Sutil.
Ah. Beh, allora non so di chi parli.

Quello che ha vinto 4 mondiali in Red Bull...
Sai, non sono contento di non essere riuscito a indovinare la carta, prima. Riproviamo.

Va bene... ecco, ho pescato questa.
Riproviamo... è un jolly!

No, è una regina di cuori.
Oh no, un altro segnale! Devo andare in Red Bull.

Spiacente, Fernando. Hai toppato.

Niente Mclaren?
Chi? No, no, fossi matto! La Red Bull ha il miglior telaio e un buon motore, tecnici capaci... Ho sempre sognato di guidare per un team del genere!

Mi sembra molto confusa questa situazione..
Dici davvero?

Si.
Io in realtà ho sempre voluto fare il jolly. A ogni gara vorrei cambiare il team a seconda del circuito e delle condizioni meteo. In questo modo potrei vincere sempre, no? Non capisco perchè non è permesso. Lo dirò a Bernie.

Quindi l'anno prossimo guiderai la Red Bull?
Forse potrei andare in Mercedes. Se Hamilton libera il posto... Oppure in Lotus, alla fine quando mi va male da qualche parte torno sempre a casa. Flavio sarebbe d'accordo. Potrei risollevare anche la Caterham, sarebbe davvero una grande sfida.

Non hai per nulla le idee chiare...
Non ho più tempo per queste domande. Devo prepararmi per il grande torneo di scopone scientifico di fine anno. Dopo quello saprete il mio futuro.

giovedì 7 agosto 2014

Le 10 F1 più belle degli anni 80

Gli anni 80 sono stati pazzi e stravaganti, non solo in F1. Le giacche da sci erano fosforescenti e solo gli dei sanno quali droghe assumessero gli autori televisivi. I musicisti facevano grande uso di sintetizzatori, mentre ai Mondiali di Calcio impazzavano belli capelli e gol di mano.

Per quanto riguarda la F1 è stato il decennio del turbo, abbandonato definitivamente solo nel 1989. Inizialmente le monoposto erano molto ingombranti ed esteticamente poco attraenti. Con motori via via più piccoli, i progettisti sono in seguito riusciti a dare forme più sinuose. A livello di livrea sono state gettate le basi per i decenni successivi, con scelte stilistiche molto interessanti.

Eccole:

10° - Lola Larrousse LC89 1989 - Progettisti Eric Broadley, Chris Murphy

Guidata da Bernard, Alboreto, Alliot, Dalmas e Suzuki, questa vettura ha dalla sua soprattutto la pazza livrea. Il giallo Camel, il verde BP mescolati con il blu scuro e inserti rossi. Monoposto da ultime file, ha conquistato soltanto un punto, nonostante l'ottimo telaio. Tuttavia, il motore Lamborghini e il cambio Lola non garantivano sufficiente affidabilità. Di lei mi piacciono le forme, oltre ai colori: è in effetti una delle auto dalle linee più pulite della stagione 1989.


9° - Ferrari 126CK 1981 - Progettisti Mauro Forghieri, Antonio Tomaini


Riflettendo su quale vettura potesse rappresentare il triennio 1980-1982, avevo inizialmente pensato alla Williams 1980. Che però, essendo una copia della Lotus 79, non brillava per originalità. In effetti, la Ferrari 126CK di Forghieri è la monoposto più interessante di quel periodo, nel quale le F1 non erano per niente belle. Anzi, erano piuttosto tozze. Questa, invece, ha sicuramente un'anima aggressiva e corsaiola. Non per niente Gilles Villeneuve ci fece faville.


8° - Lotus 97T 1985 - Progettisti Gerard Ducarouge, Martin Ogilvie

La prima Lotus di Senna e l'ultima di Elio de Angelis, con livrea JPS, è davvero una monoposto iconica del periodo dei turbo. Oltre alla presenza scenica davvero di spicco, anche la competitività non era affatto male. E con Senna alla guida, lo spettacolo era assicurato. Una danza tra i cordoli divina grazie alla guida del brasiliano, che cercava di domare la potenza pazzesca del generoso motore Renault.


7° - Williams FW11B 1987 - Progettisti Frank Dernie, Patrick Head

La Williams aveva già azzeccato la strada giusta con la FW11 del 1986 (vinse il titolo costruttori), ma con la versione B dell'anno successivo polverizzò la concorrenza, conquistando anche il titolo piloti con Nelson Piquet. Questa macchina è una sintesi perfetta del decennio dei turbo, perfetta nelle linee e nei dettagli.


6° - Mclaren MP4/2B 1985 - Progettista John Barnard

Per anni è stata l'icona del mondo della F1. Dall'alettone anteriore alla base di quello posteriore, la linea della monoposto è perfettamente rotonda, L'aerodinamica pulita fu comunque un obbligo, visto il divieto di montare le gigantesche ali che contraddistinsero l'annata precedente. Prost e Lauda guidarono questo portento griffato Marlboro, con il francese campione a fine anno.


5° - Alfa Romeo 184TB 1985 - Progettisti Mario Tollentino, Luigi Marmiroli

Un'altra macchina targata 1985, meno rotonda della Mclaren ma assolutamente stupenda da vedere. Certo, il merito è soprattutto della colorazione Benetton... che, una volta assunto il ruolo di costruttore e non più solo di sponsor, non ha mai brillato per la bellezza delle proprie monoposto. Giusto comunque tributare Alfa Romeo, che tanto ha dato allo sport italiano e poco ha ricevuto da matrigna Fiat...


4° - Ligier JS31 1988 - Progettisti Michel Tetu, Michel Beaujon

Questa Ligier, a mio modo di vedere bellissima (in modo particolare apprezzo la forma a uovo della zona centrale, l'alettone anteriore, il motore a vista), è stato un completo disastro in pista, con zero punti conquistati nonostante i due ottimi piloti alla guida, Renè Arnoux e Stefan Johansson.


3° - Mclaren MP4/4 1988 - Progettisti Steve Nichols, Gordon Murray

Gordon Murray aveva stupito tutti nel 1986 con la Brabham BT55, detta sogliola per via dell'assetto bassissimo. Due anni dopo, il genio è in Mclaren e si inventa questa macchina, una delle più dominanti di sempre. Senna e Prost vincono 15 delle 16 gare in calendario, talvolta in maniera imbarazzante per i rivali. Questo ruolino di marcia è uno dei tanti motivi per cui questa macchina fa battere il cuore: è il fascino della perfezione.


2° - March CG891 1989 - Progettista Adrian Newey

Questa stupenda fotografia rende giustizia a una delle F1 più... corrispondenti alla mia immaginazione. Quando penso alla monoposto ideale, quella che più mi trasmette velocità e senso della sfida, mi ritrovo a cavallo degli anni 80 e 90, con questi alettoni larghi (ma non come quelli attuali, in ogni caso), senza alette ovunque, e con generose gomme slick. Ivan Capelli e Mauricio Gugelmin hanno guidato quest'auto, definendola invivibile: l'abitacolo era molto stretto, sacrificato sull'altare dell'aerodinamica. Un particolare estremo, ma speciale.


1° - Ferrari F1/87 1987 - Progettista Gustav Brunner

Che dire? Il rosso Ferrari senza aggiunte cromatiche strane, solamente con gli alettoni anteriori e posteriori neri, è fantastico. In questa foto si vede bene la pulizia aerodinamica dei giorni migliori della Formula 1: nessun deflettore, nessuna aletta. Solo prese d'aria e geometrie semplici, facili da disegnare anche per un bambino. Forse è proprio per questo che amo così tanto questa Ferrari!



mercoledì 6 agosto 2014

Le 10 F1 più belle degli anni 90

Negli anni 90 sono state messe in pista delle monoposto di F1 davvero stupende, non solo a livello di livrea, ma anche come design, pulizia delle linee e configurazione delle ali. Nell'immaginario del tifoso formulistico il profilo delle vetture dal 1990 al 1999 è diventato iconico quasi quanto per il decennio precedente.

Ho scelto 10 monoposto che a mio parere dovrebbero essere esposte al Louvre per la loro bellezza e per il loro fascino. Tra loro ci sono anche delle plurivittoriose, guidate dai migliori piloti di questa epoca, la prima televisivamente trasmessa a livello mondiale.

Eccole:

10° - Prost AP02 1998 - Progettisti Loic Bigois, Alan Jenkins, John Barnard

La Prost AP02, linee filanti e colori accattivanti, fu portata in pista da Jarno Trulli (2° al Nurburgring quell'anno) e Olivier Panis. Una vettura dalle prestazioni non straordinarie, solo in alcuni casi abbastanza competitiva per lottare in zona punti.


9° - Williams FW18 1996 - Progettisti Adrian Newey, Patrick Head

Adrian Newey riuscì nel 1996 a mettere in pista una vettura competitiva e soprattutto molto bella, a differenza degli obbrobri realizzati da Mclaren, Benetton e Ferrari. L'altezza delle protezioni laterali della FW18 non era così pronunciata come nelle auto rivali, che dal punto di vista estetico erano goffe e probabilmente scomode. Damon Hill vinse il titolo con questa auto, seguito al 2° posto dal compagno di squadra Jacques Villeneuve.


8° - Ligier JS39 1993/1994 - Progettisti Gerard Ducarouge, Loic Bigois, Paul Crooks

La solida JS39 corse due mondiali: nel 1993 andò a podio 3 volte, nel 1994 una soltanto ma con entrambi i piloti (al GP di Germania, grazie all'affidabile motore Renault che riuscì a resistere su quel circuito ammazzamotori). Essenziale e semplice, ma soprattutto veloce e affidabile (nel 1994 solo 5 ritiri!). La guidarono Brundle, Blundell, Panis, Bernard, Herbert e Lagorce


7° - Ferrari 641 1990 - Progettisti Enrique Scalabroni, Steve Nichols

La 641, diretta discendente della 640 di John Barnard, era meno "papera" e decisamente più competitiva, grazie anche alle doti di guida di Alain Prost, prima guida sul campo. L'altro pilota, Nigel Mansell, faticò a seguire il suo passo, ma riuscì comunque a vincere 1 gara (contro le 5 del francese). Questa vettura è un'icona del periodo d'oro della F1 e suscita emozione a chiunque la osservi da vicino.


6° - Minardi M192 1992 - Progettisti Aldo Costa, Rene Hilhorst

Aldo Costa, attualmente uno degli artefici del dominio Mercedes nella F1 2014, progettò le linee di questa splendida Minardi, guidata da Christian Fittipaldi, Zanardi e Morbidelli. Un solo punto conquistato, ma linee accattivanti e... ruspanti. Lo stesso Costa dice che il muso della M192 fu un grosso errore (nonostante fosse molto bello da vedere, anche cromaticamente), causato dall'inesperienza sua e del team. Lezioni di aerodinamica che Costa ha fatto proprie diventando in seguito uno dei tecnici più affermati del Circus.


5° - Ferrari 412T2 1995 - Progettisti John Barnard, Gustav Brunner

Appena uscita dai box durante i test fu subito chiaro che la 412T2 era la macchina più bella sul campo. Bella e anche abbastanza veloce da assicurare punti, podi e una vittoria, l'unica di Alesi, a Montreal. Schumacher, che vinse il mondiale 1995 prima di passare alla Ferrari, ci fece qualche test, dicendo poi che con quella macchina sarebbe stato possibile vincere il titolo.


4° - Jordan 191 1991 - Progettista Gary Anderson

La prima Jordan della storia della F1. Verde Irlanda (e 7Up), con un sacco di carico aerodinamico e le idee giuste per renderla subito competitiva. Guidata da Gachot, Zanardi, Moreno, De Cesaris e Schumacher (nella foto a Spa), conquistò subito il 5° posto nel mondiale costruttori oltre al cuore di molti tifosi innamorati dei colori e delle linee moderne della vettura.


3° - Mclaren MP4/6 1991 - Progettista Neil Oatley

La MP4/6 consentì ad Ayrton Senna (e Gerhard Berger) di conquistare entrambi i titoli mondiali. 8 vittorie per una vettura estremamente bella da vedere, pulita e aggressiva come tutte le Mclaren a cavallo dei primi anni '90. Il fascino di questa vettura, e della sua livrea, la rendono un vero e proprio simbolo di quegli anni straordinari.


2° - Williams FW14 1992 - Progettisti Adrian Newey, Patrick Head

La Williams, nel 1992, aveva due piloti incredibili: Mansell e Patrese. Aveva un tecnico già famoso per il suo estro: Adrian Newey. Aveva un motore affidabile e veloce: il V10 Renault. Aveva una vettura con ABS, controllo di trazione, sospensioni attive e altre innovazioni tecnologiche superlative. Aveva, in pratica, una delle auto di F1 più avanzate di sempre: la FW14. La veste aerodinamica, basata sul campionato 1991, era pulita ma al contempo estrema, con pance bassissime. 


1° - Mclaren MP4/14 1999 - Progettisti Adrian Newey, Neil Oatley

Nonostante io ami maggiormente le F1 senza piloncini di sostegno al muso, nonostante la mancanza delle gomme slick, nonostante una livrea bella ma non eccezionale, ecco la mia preferita in assoluto: la Mclaren MP4/14 guidata da Mika Hakkinen e David Coulthard nel vincente campionato 1999. Mentre le altre auto di quell'annata erano assai quadrate e già in fase di abbuffata alare, con alucce e alette sparse dappertutto, la creazione di quel geniaccio di Newey era rotonda e semplice. E dannatamente veloce.