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mercoledì 6 agosto 2014

Le 10 F1 più belle degli anni 90

Negli anni 90 sono state messe in pista delle monoposto di F1 davvero stupende, non solo a livello di livrea, ma anche come design, pulizia delle linee e configurazione delle ali. Nell'immaginario del tifoso formulistico il profilo delle vetture dal 1990 al 1999 è diventato iconico quasi quanto per il decennio precedente.

Ho scelto 10 monoposto che a mio parere dovrebbero essere esposte al Louvre per la loro bellezza e per il loro fascino. Tra loro ci sono anche delle plurivittoriose, guidate dai migliori piloti di questa epoca, la prima televisivamente trasmessa a livello mondiale.

Eccole:

10° - Prost AP02 1998 - Progettisti Loic Bigois, Alan Jenkins, John Barnard

La Prost AP02, linee filanti e colori accattivanti, fu portata in pista da Jarno Trulli (2° al Nurburgring quell'anno) e Olivier Panis. Una vettura dalle prestazioni non straordinarie, solo in alcuni casi abbastanza competitiva per lottare in zona punti.


9° - Williams FW18 1996 - Progettisti Adrian Newey, Patrick Head

Adrian Newey riuscì nel 1996 a mettere in pista una vettura competitiva e soprattutto molto bella, a differenza degli obbrobri realizzati da Mclaren, Benetton e Ferrari. L'altezza delle protezioni laterali della FW18 non era così pronunciata come nelle auto rivali, che dal punto di vista estetico erano goffe e probabilmente scomode. Damon Hill vinse il titolo con questa auto, seguito al 2° posto dal compagno di squadra Jacques Villeneuve.


8° - Ligier JS39 1993/1994 - Progettisti Gerard Ducarouge, Loic Bigois, Paul Crooks

La solida JS39 corse due mondiali: nel 1993 andò a podio 3 volte, nel 1994 una soltanto ma con entrambi i piloti (al GP di Germania, grazie all'affidabile motore Renault che riuscì a resistere su quel circuito ammazzamotori). Essenziale e semplice, ma soprattutto veloce e affidabile (nel 1994 solo 5 ritiri!). La guidarono Brundle, Blundell, Panis, Bernard, Herbert e Lagorce


7° - Ferrari 641 1990 - Progettisti Enrique Scalabroni, Steve Nichols

La 641, diretta discendente della 640 di John Barnard, era meno "papera" e decisamente più competitiva, grazie anche alle doti di guida di Alain Prost, prima guida sul campo. L'altro pilota, Nigel Mansell, faticò a seguire il suo passo, ma riuscì comunque a vincere 1 gara (contro le 5 del francese). Questa vettura è un'icona del periodo d'oro della F1 e suscita emozione a chiunque la osservi da vicino.


6° - Minardi M192 1992 - Progettisti Aldo Costa, Rene Hilhorst

Aldo Costa, attualmente uno degli artefici del dominio Mercedes nella F1 2014, progettò le linee di questa splendida Minardi, guidata da Christian Fittipaldi, Zanardi e Morbidelli. Un solo punto conquistato, ma linee accattivanti e... ruspanti. Lo stesso Costa dice che il muso della M192 fu un grosso errore (nonostante fosse molto bello da vedere, anche cromaticamente), causato dall'inesperienza sua e del team. Lezioni di aerodinamica che Costa ha fatto proprie diventando in seguito uno dei tecnici più affermati del Circus.


5° - Ferrari 412T2 1995 - Progettisti John Barnard, Gustav Brunner

Appena uscita dai box durante i test fu subito chiaro che la 412T2 era la macchina più bella sul campo. Bella e anche abbastanza veloce da assicurare punti, podi e una vittoria, l'unica di Alesi, a Montreal. Schumacher, che vinse il mondiale 1995 prima di passare alla Ferrari, ci fece qualche test, dicendo poi che con quella macchina sarebbe stato possibile vincere il titolo.


4° - Jordan 191 1991 - Progettista Gary Anderson

La prima Jordan della storia della F1. Verde Irlanda (e 7Up), con un sacco di carico aerodinamico e le idee giuste per renderla subito competitiva. Guidata da Gachot, Zanardi, Moreno, De Cesaris e Schumacher (nella foto a Spa), conquistò subito il 5° posto nel mondiale costruttori oltre al cuore di molti tifosi innamorati dei colori e delle linee moderne della vettura.


3° - Mclaren MP4/6 1991 - Progettista Neil Oatley

La MP4/6 consentì ad Ayrton Senna (e Gerhard Berger) di conquistare entrambi i titoli mondiali. 8 vittorie per una vettura estremamente bella da vedere, pulita e aggressiva come tutte le Mclaren a cavallo dei primi anni '90. Il fascino di questa vettura, e della sua livrea, la rendono un vero e proprio simbolo di quegli anni straordinari.


2° - Williams FW14 1992 - Progettisti Adrian Newey, Patrick Head

La Williams, nel 1992, aveva due piloti incredibili: Mansell e Patrese. Aveva un tecnico già famoso per il suo estro: Adrian Newey. Aveva un motore affidabile e veloce: il V10 Renault. Aveva una vettura con ABS, controllo di trazione, sospensioni attive e altre innovazioni tecnologiche superlative. Aveva, in pratica, una delle auto di F1 più avanzate di sempre: la FW14. La veste aerodinamica, basata sul campionato 1991, era pulita ma al contempo estrema, con pance bassissime. 


1° - Mclaren MP4/14 1999 - Progettisti Adrian Newey, Neil Oatley

Nonostante io ami maggiormente le F1 senza piloncini di sostegno al muso, nonostante la mancanza delle gomme slick, nonostante una livrea bella ma non eccezionale, ecco la mia preferita in assoluto: la Mclaren MP4/14 guidata da Mika Hakkinen e David Coulthard nel vincente campionato 1999. Mentre le altre auto di quell'annata erano assai quadrate e già in fase di abbuffata alare, con alucce e alette sparse dappertutto, la creazione di quel geniaccio di Newey era rotonda e semplice. E dannatamente veloce. 








venerdì 25 luglio 2014

Zsolt Baumgartner, il solo ungherese in F1

Nato a Debrecen il 1 Gennaio 1981, Zsolt Baumgartner è attualmente l'unico pilota di nazionalità ungherese ad aver corso in F1.



Il suo esordio avvenne grazie a un... cedimento strutturale. Durante le prove libere del Gp di Ungheria 2003, la Jordan di Ralph Firman perse il controllo a causa della perdita dell'alettone posteriore.

Un crash esageratamente violento che fece perdere conoscenza a Ralph, dichiarato poi non idoneo a correre per quel Gran Premio (e quello successivo in Italia).


Nonostante la poca affidabilità della Jordan di quell'anno, Zsolt accettò di sostituire Firman. Un'occasione da non perdere: esordire in F1 nella gara di casa.

Il ritiro in quella gara non lo fece perdere d'animo. L'anno dopo, non senza aver provato a comprarsi il sedile Jordan, s'accasò alla Minardi, dove nel GP di Indianapolis riuscì addirittura a conquistare un punto.

La sue degne prestazioni però non hanno impressionato gli utenti del sito f1rejects.com: all'interno dei loro podcast Baumgartner si è trasformato in HWNSNBM. L'acronimo significa He Whose Name Should Not Be Mentioned...

Zsolt è destinato a mantenere il suo primato casalingo ancora per molto, a meno che il connazionale Tamal Pal Kiss, pilota classe 1991 attualmente impegnato in Auto Gp, non riesca a racimolare abbastanza soldi per continuare una carriera ad alti livelli.

domenica 13 luglio 2014

Gaston Mazzacane, l'esatto contrario di Fangio

Ricordate Juan Manuel Fangio, il mitico pilota che a cavallo degli anni '50 vinse 4 titoli mondiali di F1, e che in alcune occasioni stracciò letteralmente i rivali con distacchi chilometrici e performance senza precedenti?

Probabilmente sì. Fangio è uno dei nomi accomunati alla Formula 1 e all'automobilismo in generale.

E dell'altro argentino Gaston Hugo Mazzacane, invece, vi ricordate?


Mazzacane nacque a La Plata l'8 maggio 1975. Il padre Hugo, appassionato e pilota, lo chiamo così per via di Gaston Perkins, un collega che correva nel campionato touring car locale, il più seguito e amato dalla gente argentina. Il cognome di Mazzacane, che rivela chiare origini italiane, fa sorridere gli appassionati di corse. Un po' per il significato letterale, un po' perché Gaston non ha lasciato una grande traccia in F1.

Eppure.

Eppure Gaston non ha così sfigurato nel circus iridato. Ha preso il via in 21 GP (17 con la Minardi nel 2000 e 4 con la derelitta Prost del 2001 prima di essere rimpiazzato da Burti), non conquistando alcun punto ma precedendo ben 4 volte in qualifica il ben più quotato spagnolo Marc Genè. In F3000, precedentemente, aveva conquistato due 6° posti, risultato eguagliato nella brevissima apparizione in Champ Car (9 corse con il team Dale Coyne).




Gaston in Champ Car
Il posto in Minardi lo aveva recuperato a suon di bigliettoni, grazie ad alcuni sponsor argentini e a un po' di soldi di papà, importatore della birra Quilmes. Uno degli sponsor di Gaston, PanAmerican Sports Network, tentò addirittura di acquisire il team. Nelle serie minori Gaston non aveva comunque sfigurato (vinse addirittura la F2000 italiana, nel 1994), ma forse avrebbe potuto combinare qualcosa di più nelle GT, o nelle vetture turismo come da tradizione familiare. Tuttavia, il sogno della F1 talvolta offusca la percezione dei piloti...

Il ricordo di Mazzacane in F1, in positivo, sono 3 giri a Indianapolis con Hakkinen alle calcagna. Grazie al meteo ballerino e ad una strategia particolare, Gaston si era ritrovato a battagliare con i primi. Hakkinen non riuscì a trovare lo spazio per superarlo, per via della sua coriacea difesa. Questi 15 minuti di celebrità furono gli unici in questi 2 anni nel circus. Proprio Hakkinen e Coulthard, alfieri Mclaren, non lo avevano certo aiutato a farsi un buon nome, definendolo "chicane mobile"... Prima di accasarsi alla Prost, Gaston aveva provato anche la Arrows (altra scuderia in crisi monetaria all'epoca) per poi sparire nell'anonimato. Un anonimato tutto argentino: nessun pilota di quel paese ha più corso in F1 dopo di lui.

Gaston (account twitter @gastonmazzacane) ora corre con meno pressione e più passione proprio nella categoria nella quale gareggiò il padre, ovvero nel campionato turismo carretera argentino (TC2000).

Look e auto 2014 del mitico Gaston Mazzacane
Per vedere il sito internet di Gaston, ecco qui il link. Fateci un giro, Gaston apprezzerà.

martedì 17 giugno 2014

Quanto costa una F1 usata?

Nel luglio 2013 la mitica Mercedes W 196 R del 1954, guidata da Juan Manuel Fangio, è stata venduta per 22,7 milioni di Euro ad un collezionista privato. Si tratta di un record: è l'auto venduta all'asta più costosa di sempre.

Tuttavia, non tutte le F1 arrivano a costare così tanto. Anzi. Alcune di loro sono (relativamente) a buon mercato. Prima di tutto, dove si possono trovare?

La Mercedes di Fangio, ad esempio, è stata battuta all'asta da Bonhams, in occasione del Goodwood Festival of Speed. Altre F1 si possono trovare su RM Auctions, su F1-Sales e addirittura su eBay (ma probabilmente senza motore). Vediamo qualche esempio.

La Ferrari F1-89 (o 640) del 1989, la prima con cambio semi-automatico, è stata venduta (nel 2014) a 616mila €. La guidò Gerhard Berger:

Invece la stupenda Hesketh 308, del 1974, guidata da James Hunt, è stata battuta all'asta per soli 280mila €.

Esistono due campionati per correre con queste vetture. Il primo, sanzionato dalla FIA, è il FIA Masters Historic F1 Championship, rigidamente strutturato e dedicato alle F1 dal 1960 agli anni '80. Il secondo, invece, è molto più libero: si chiama BossGP e permette ai fortunati piloti di gareggiare con monoposto proveniente da F1, GP2, Indycar... e ovviamente, esiste un mercato interno. Assai vantaggioso, per altro. Ad esempio, questa Minardi M190 con colori non originali costa 155mila €, compresi ricambi e gomme:

Un altra chicca: la Minardi M187 di Nannini è acquistabile a partire da 120mila €, grazie a un rivenditore italiano. Invece la bellissima Footwork 1993 e la Williams 1999 guidata da Ralf Schumacher sono in vendita su F1-Sales a partire da 125mila € e 320mila € rispettivamente. Si alza decisamente il prezzo per la Lotus 49B del 1968 guidata da Graham Hill, base d'asta 880mila €. Credo li valga tutti...
Se vi sembrassero alti questi prezzi, sappiate che una F1 nuova di pacca costa oltre 7 milioni di Euro. Meglio ripiegare sulle monoposto del passato, forse meno tecnologiche ma... meno impegnative da mantenere!