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venerdì 20 novembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Blancpain Endurance Series

Il mondo dell'Endurance aveva un vuoto, qualche anno fa. Mancava una serie nella quale si potessero coniugare l'anima delle GT con un parco partenti degno di nota. La Blancpain Endurance Series ha portato la ventata d'aria fresca necessaria, e ora il mondo delle GT (anzi, delle GT3) ha un suo spazio ben definito. Stephane Ratel è l'uomo dietro a questo successo. La speranza è che la sua organizzazione mantenga le responsabilità acquisite, dando alle GT la giusta dimensione senza vivere all'ombra di singoli eventi come le 24 Ore di Daytona e di Le Mans, comunque importanti ma focalizzati maggiormente sulle LMP1.



I numeri sono fantastici e soprattutto anti-crisi: oltre 50 vetture iscritte a ognuno dei cinque appuntamenti (cioé la 3 ore di Monza, la 3 ore di Silverstone, la 1000 Km del Paul Ricard, la 24 Ore di Spa e la GT500 del Nurburgring); 11 marche differenti (Aston Martin, Audi, Bentley, BMW, Ferrari, Jaguar, Lamborghini, Mclaren, Mercedes, Nissan, Porsche); 4 vincitori diversi in 5 gare, sia come equipaggio sia come marca.


PRO CUP

Laurens Vanthoor non è riuscito a ripetere l'impresa solitaria del 2014, lasciando la corona della classifica PRO al trio Nissan composto dal britannico Alex Buncombe, dal giapponese Katsumasa Chiyo e dal connazionale belga Wolfgang Reip, pilota proveniente dal mondo GT Academy. I ragazzi terribili del team RJN hanno conquistato la vittoria alla 1000 Km del Paul Ricard e un fondamentale terzo posto al Nurburgring. 

Buncombe, Chiyo e Reip hanno sfruttato la pessima giornata di Stippler e Ortelli, prima del Nurburgring in testa al campionato e grandi favoriti in relazione al vantaggio di punti che avevano. Il loro 14° posto in terra tedesca, dopo una gara anonima, li ha relegati addirittura al terzo gradino del podio nella classifica finale, dietro anche al trio britannico della Bentley Kane/Meyrick/Smith.

La Nissan di Buncombe, Chiyo e Reip

L'unico equipaggio a trionfare in due occasioni è stato quello del team neozelandese Von Ryan. La Mclaren 650S guidata da Rob Bell, Kevin Estre e Shane Van Gisbergen ha vinto a Silverstone e al Nurburgring.

Estre, Van Gisbergen e Bell

La maratona di Spa, quella 24 Ore che è finalmente tornata ai livelli che le competono, è stata vinta dall'equipaggio BMW gestito dal team Marc VDS con alla guida Nick Catsburg, Lucas Luhr e Markus Palttala. Peccato invece per Bastian/Dusseldorp/Juncadella, a lungo in testa con la Mercedes SLS AMG del team Rowe, spinti indietro nella classifica per via di un guasto ai freni.

Ottime prestazioni anche per gli italiani, con Fabio Babini vincitore a Monza con la Lamborghini Huracan del team austriaco Grasser Racing (insieme a Mul e Andrew Palmer), e con Bortolotti e Venturini 12° nella classifica finale e quasi sempre competitivi (anche loro alla guida di una Lamborghini del Grasser Racing). A punti anche Bonanomi, Pier Guidi, Mortara e Zanardi, quest'ultimo protagonista soprattutto a Spa.

Diverso il discorso nella PRO AM, dove l'Italia è stata protagonista assoluta. L'AF Corse ha vinto il titolo grazie al duo Cameron/Griffin (affiancati a partire da Le Castellet dal portoghese Francisco Guedes e anche da Davide Rigon per la sola 24 Ore di Spa). Il team di Amato Ferrari ha piazzato le proprie Ferrari 458 Italia anche al 6° posto finale (con Bruni/Lathouras/Lemeret/Pier Guidi, vincitori di classe a Spa), all'11° (De Leener/Sbirrazzuoli - a Spa coadiuvati da Gianmaria e Vilander) e al 22° (Cioci/Perazzini/Potolicchio). Sono stati classificati anche Kemenater e Lancieri, con un punto ciascuno.

La 458 Italia vincitrice a Spa con Bruni e Pier Guidi (AF Corse)

C'è un altro italiano ben piazzato in questa classe. Si tratta di Alessandro Bonacini, classe '80, habitué di Porsche e Ginetta e quest'anno a bordo della Ferrari 458 Italia portata in pista dalla luganese Kessel Racing. Il secondo posto finale nella classifica PRO AM è arrivato grazie alla vittoria al Paul Ricard e ai terzi posti di Monza e del Nurburgring, conquistati insieme al polacco Michael Broniszewski e al britannico Michael Lyons.

La Ferrari ha quindi concluso il campionato PRO AM portandosi a casa tre vittorie, una delle quali arrivata a Monza con il team belga Rinaldi Racing (nell'occasione con i piloti Salikhov e Siedler), mentre Aston Martin e Jaguar hanno vinto le gare rimanenti, rispettivamente a Silverstone con i britannici Leonard e Meadows (Leonard Motorsport) e al Nurburgring con il sodalizio tutto svizzero composto da Barth, Frey e Gardel (Emil Frey Racing).

La Jaguar della Emil Frey guidata da Barth, Frey e Gardel
Classifica Piloti PRO AM finale (LINK)
Classifica Team PRO AM finale (LINK)


AM

La vittoria finale è andata al duo britannico Ian Loggie/Julian Westwood, piloti del Team Parker e alla guida di un'Audi R8 LMS. Un successo largamente dovuto alla grande prestazione nella 24 Ore, dove hanno guidato praticamente sempre la classifica della loro classe finendo addirittura 14° assoluti.

Il loro vantaggio in termini di punti non ha permesso al trio Haring/Konstantinou/Schmickler di raggiungerli, e nonostante il loro terzo posto finale al Nurburgring Loggie e Westwood hanno mantenuto la leadership per una sola lunghezza.

Buona Italia anche qui, con il terzo posto nella classifica conquistato da Zanuttini (insieme a Earle e Talbot) con il Kessel Racing. Quarti invece Mancini e Mastronardi (che hanno corso con il russo Birzhin), piloti del team svizzero Glorax e protagonisti assoluti nelle prime tre gare con una vittoria al Paul Ricard, il secondo posto a Silverstone e il terzo a Monza. Se i tre avessero corso anche nelle rimanenti gare avrebbero certamente detto la loro per la vittoria finale, e questo è un po' un rammarico.

La Ferrari di Mancini e Mastronardi protagonista nella classe AM

A punti anche Riccardo Ragazzi, Howard Blank (con la AF Corse) e Beniamino Caccia.

Menzione speciale per l'ex portiere della nazionale francese Fabien Barthez. Il campione del mondo di Francia '98, convertitosi all'automobilismo, ha vinto in questa classe nell'ultimo appuntamento al Nurburgring, insieme a Anthony Pons e a bordo della Ferrari 458 Italia del team francese AKKA.

Fabien Barthez

giovedì 12 novembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: International GT Open

Mentre l'Euroformula Open ha vissuto una stagione interessante, il suo cuginetto International GT Open ha deluso per la pochezza di presenze in pista.



Sono finiti i fasti di qualche anno fa, quando molti tra i migliori equipaggi a livello europeo venivano a sfidarsi compressi in griglie tra le 20 e le 30 unità. Durante la stagione 2015, salvo la comunque non eclatante eccezione di Barcellona, ci sono state al massimo una dozzina di vetture presenti. Nonostante la buona visibilità offerta dall'organizzatore e un calendario davvero di gran livello con alcuni tra i migliori circuiti disponibili (anche se sarebbe meglio dire i più celebri), l'International GT Open ha dovuto fare i conti con una concorrenza molto forte. Il WEC e le affollatissime serie Blancpain sono molto più in voga, e altre serie di recente costituzione (la Nascar Whelen, il TCR) o affermati monomarca (come la Seat Leon Eurocup) hanno rappresentato valide alternative per molti team.


Con una griglia così ristretta il campionato ha perso in generale un po' di smalto e questo non farà piacere a chi invece lo ha corso con grande impegno dando comunque spettacolo, come ad esempio i vincitori assoluti Alvaro Parente e Miguel Ramos, piloti del team Teo Martin Motorsport e a bordo di una Mclaren 650S GT3. Il duo portoghese ha vinto per tre volte e soprattutto ha concluso a punti tutte e 14 le gare in calendario, con la costruzione di un vantaggio invidiabile anche su altri equipaggi altrettanto o più vittoriosi.

Come ad esempio la coppia Raffaele Gianmaria/Ezequiel Perez Companc, in grado di conquistare 5 successi di tappa sulla Ferrari 458 Italia GT3 messa in pista da AF Corse. Il forte duo è stato quindi il più vittorioso, ma i due zeri incasellati a Monza (gara 1) e Barcellona (sempre gara 1) li hanno fatti retrocedere al terzo posto finale, dietro anche ai compagni di scuderia Michele Rugolo/Pasin Lathouras (3 vittorie).

La Ferrari 458 Italia guidata da Raffaele Gianmaria

Al 4° posto si sono classificati Alessandro Balzan e Nicola Benucci, alfieri del Villorba Corse e alla guida della Ferrari 458 Italia. L'International GT Open è sempre stato un campionato interessante per i piloti italiani, e anche quest'anno - seppur non in modo continuativo e meno che in passato - molti hanno partecipato: Biagi, Bontempelli, Caccia, Costantini, Fornaroli, Lancieri, Luca Pastorelli, Pezzucchi, Puglisi, Roda, Sini.

La Chevrolet di Sini e Puglisi a Monza

Dal punto di vista delle vetture, nel corso del 2015, c'è stata una bella varietà, con ben 13 marchi diversi. Non hanno in ogni caso mai corso tutti assieme, e quindi è difficile metterle in confronto. Le statistiche dicono solamente che la Ferrari e la Mclaren si sono aggiudicate tutte le vittorie, tenendo presente che alla fine la Mclaren ha vinto il titolo piloti assoluto, e che la Ferrari ha potuto contare sulla presenza di importanti team come AF Corse e Villorba.

Il titolo riservato ai piloti amatori è andato al 53enne tedesco Claudio Sdanewitsch, habitué della serie fin dalla stagione 2011.

Classifica finale GTS piloti - Primi 20 - (tra parentesi il numero di vittorie):
Alvaro Parente/Miguel Ramos (POR/POR - Teo Martin/Mclaren) 220 (3)
Michele Rugolo/Pasin Lathouras (ITA/THA - AF Corse/Ferrari) 179 (5)
Raffaele Gianmaria/E.P.Companc (ITA/ARG - AF Corse/Ferrari) 172 (3)
Alessandro Balzan/Nicola Benucci (ITA/ITA - Villorba/Ferrari) 132 (1)
Shaun Balfe/Phil Keen (GBR/GBR - Balfe/Ferrari) 87
Claudio Sdanewitsch (GER - AF Corse/Ferrari) 72
Duncan Cameron/Matt Griffin (GBR/IRL - AF Corse/Ferrari) 69
Ilya Melnikov (RUS - AF Corse/Ferrari) 65
Emiliano Lopez (ARG - Baporo/Ferrari) 55 (1)
Filipe Barreiros (POR - AF Corse/Ferrari) 55
Matias Russo (ARG - AERT/Lamborghini & Baporo/Ferrari) 51 (1)
James Abbott (GBR - Radical Works/Radical) 41
Euan Hankey/Salih Yoluc (GBR/TUR - TF Sport/Aston Martin) 35
Andrew Watson (GBR - Teo Martin/Mclaren) 33 (1)
Michael Schmetz/Tim Verbergt (BEL/BEL - Aston Martin Brussels/Aston Martin) 32
Anton Neblylitskiy (RUS - AERT/Lamborghini) 31
Antonio Coimbra/Luis Silva (POR/POR - Sports&You/Mercedes) 30
Mads Rasmussen (DEN - AF Corse/Ferrari) 26
Alvaro Barba (SPA - AERT/Lamborghini) 25
Francisco Guedes (POR - AF Corse/Ferrari) 21

sabato 20 dicembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: International GT Open

"Non siamo al boom di due anni fa, ma resistiamo" potrebbe essere la frase che riassume al meglio la recente stagione dell'International GT Open, una serie che si pone da sempre a margine del circuito FIA-ACO. Il campionato '14, infatti, è stato combattuto come da tradizione, anche se le griglie di partenza hanno superato poche volte la ventina di unità. Come piloti non ci si può lamentare, visto che ci sono state anche quest'anno delle belle novità e delle grandi conferme dal nome pesante.



Come funziona il GT Open? La classe Super GT comprende sia le vetture omologate GTE sia le GT3, e non prevede obblighi riguardo la scelta dei piloti; nella classe GTS sono ammesse solamente le GT3 e nella coppia di piloti può esserci al massimo un professionista. Le due classi, sia per la non elevata differenza di prestazioni, sia per gli handicap di tempo assegnati agli equipaggi più veloci (nel GT Open non esiste balance of performance, per cui si è optato per questa soluzione), hanno spesso lottato insieme per il podio e per la vittoria.

Da sempre la classifica assoluta della serie è stata terreno di conquista per i piloti italiani. Nella prima edizione (2006) vinse Michele Bartyan e nel 2012 raggiunsero la vetta del campionato Federico Leo e Gimmi Bruni, mentre Andrea Montermini ha trionfato per ben 2 volte, nel 2008 (in coppia con Michele Maceratesi) e nel 2013. La tradizione è proseguita anche quest'anno, e infatti a vincere la assoluta e la Super GT è stato Daniel Zampieri, in coppia con il russo Mavlanov (su una Ferrari 458 Italia del SMP Racing). Non è la prima volta per Daniel, in quanto aveva già ottenuto la vittoria nella classe GTS nel 2012 (quella volta in compagnia di Michael Dalle Stelle).

Zampieri e Mavlanov

Ma per Zampieri non è stato facile. Nell'ultimo weekend, a Barcellona, erano ben tre gli equipaggi in grado di vincere il titolo. Dopo la gara del sabato, Montermini-Schirò erano tornati in testa alla classifica (grazie a una splendida prestazione) con un punto di vantaggio su Zampieri-Mavlanov. A 15 punti di distacco c'era anche il duo Pastorelli-Ramos (Chevrolet Corvette), matematicamente ancora ben piazzato secondo il regolamento GT Open, che prevede il conteggio dei 13 migliori risultati su 16 gare ai fini della classifica generale. Tuttavia, nella gara di domenica tutto si sarebbe nuovamente ribaltato...

La Ferrari di Montermini/Schirò

Mentre Pastorelli-Ramos riscattavano un sabato pessimo arrivando secondi davanti proprio agli accorti Zampieri-Mavlanov, a Montermini-Schirò capitava di tutto, con due penalità comminate prima per una posizione non restituita dopo un taglio di chicane e poi per un contatto giudicato irregolare.

Il duo SMP Racing ha quindi conquistato il titolo grazie ad una maggiore costanza e attenzione, con 5 punti di vantaggio sulla coppia Chevrolet Nicky Pastorelli-Miguel Ramos (comunque i più vittoriosi) e 7 punti sui Villorba boys Montermini-Schirò.

La Corvette di Pastorelli/Ramos

Ecco la classifica Super GT (tra parentesi il numero di vittorie assolute):
Roman Mavlanov/Daniel Zampieri (RUS/ITA - Ferrari 458 Italia GT3) 104 (3)
Nicky Pastorelli/Miguel Ramos (ITA/POR - Chevrolet Corvette C6R) 99 (5)
Andrea Montermini/Niccolò Schirò (ITA/ITA - Ferrari 458 Italia GT3) 97 (2)
Maxime Soulet (BEL - Chevrolet Corvette C6/ZR1) 81 (2)
Isaac Tutumlu (TUR - Porsche 997 GT3 R e Chevrolet Corvette C6R/ZR1) 71 (2)
Archie Hamilton (UK - Chevrolet Corvette C6R) 62 (1)
Dietrich Sijthoff (OLA - Chevrolet Corvette C6R) 33
Jody Fannin/Darren Turner (UK/UK - Aston Martin V12) 18 (1)
Nick Catsburg (OLA - Chevrolet Corvette C6R/ZR1) 16 (1)
Kelvin Snoeks (OLA - Chevrolet Corvette C6R) 12
Francesco Pastorelli (ITA - Chevrolet Corvette C6R) 11
Alvaro Barba/Thomas Fjordbach (SPA-DAN - Porsche 997 GT3) 7
Joël Camathias (SUI - Ferrari 458 Italia GT3)  6
Mirko Venturi (ITA - Ferrari 458 Italia GT3) 3

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Nella classe GTS è stato un trionfo tutto italiano, grazie a Giorgio Roda, pilota della AF Corse. Unico pilota full-time a correre con la Ferrari n°56, Giorgio Roda è un classe '94 e come tanti altri giovani connazionali ha concentrato le sue attenzioni sulle ruote coperte, dimostrando subito di essere un vincente. Durante la stagione ha condiviso la vettura con piloti dalla maggiore esperienza come Andrea Piccini, Paolo Ruberti (il più assiduo, 4° alla fine) e Marco Cioci.

Giorgio Roda e Andrea Piccini

Anche in questa categoria la russa SMP Racing ha piazzato i propri piloti sul podio finale, grazie al 2° e 3° posto dello spagnolo José Manuel Perez-Aicart e al russo Viacheslav Maleev. Ottima stagione anche per il duo Autorlando Matteo Beretta-Joel Camathias, alla guida delle Porsche 997 GT3R, finiti 5° con un rendimento davvero regolare.

La Porsche di Beretta/Camathias

Ecco la classifica GTS (tra parentesi il numero di vittorie assolute):
Giorgio Roda (ITA - Ferrari 458 Italia) 86
José-Manuel Perez-Aicart (SPA - Ferrari 458 Italia) 77 (1)
Vyacheslav Maleev (RUS - Ferrari 458 GT Italia) 63
Paolo Ruberti (ITA - Ferrari 458 Italia) 59
Matteo Beretta/Joël Camathias (ITA/SUI - Porsche 997) 59
César Campaniço/Aditya Patel (POR/IND - Audi R8 LMS Ultra) 48
Duncan Cameron/Matt Griffin (UK/IRL - Ferrari 458 Italia) 42
Alan Sicart (SPA - Ferrari 458 Italia) 36 (1)
Stefano Costantini (ITA - Ferrari 458 Italia) 33
Claudio Sdanewitsch (GER - Ferrari 458 GT Italia) 30
Luca Persiani/Nikita Zlobin (ITA/RUS - Ferrari 458 Italia) 23
Lorenzo Bontempelli (ITA - Lamborghini Gallardo) 22
Michele Rugolo (ITA - Ferrari 458 Italia) 18
Alvaro Barba Lopez (SPA - Ferrari 458 Italia) 18 (1)
Stefano Gattuso (ITA - Ferrari 458 Italia) 17
Pasin Lathouras/Richard Lyons (THA/UK - Ferrari 458 Italia) 16
Joan Vinyes (ROM - Ferrari 458 Italia) 14
Craig Dolby (UK - Nissan GT-R NISMO) 13
Andrea Piccini (ITA - Ferrari 458 Italia) 13
Federico Leo (ITA - Ferrari 458 GT Italia) 12

A dimostrazione della presenza massiccia degli italiani in questa serie, è giusto citare tutti i team e i piloti nostrani che hanno solcato almeno una volta i circuiti del GT Open (un altro punto a favore del campionato, perché nel '14 si è corso al Nurburgring, a Monza, a Silverstone, a Jerez, in Algarve, a Spa e all'Hungaroring oltre a Barcellona):
- Villorba (unico full-time nella classe Super GT), Autorlando, Eurotech (con le Lamborghini Gallardo), AF Corse, Ombra, Krypton Motorsport, Ebimotors, Nova Race, Easy Race per i team.
- Montermini, Schirò, Nicky Pastorelli, Francesco Pastorelli, Zampieri, Valsecchi, Venturini in Super GT; Matteo Beretta, Romani, Castellacci, Federico Leo, Rugolo, Giorgio Roda, Andrea Piccini, Ruberti, Cioci, Persiani, Cordoni, Gattuso, Geri, Bontempelli, Solieri, Pezzucchi, Mancini, Dromedari nella GTS.


Gli altri riassunti della stagione 2014 by Piloti e Motori:
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mercoledì 17 dicembre 2014

Il riassunto della stagione 2014: ELMS e Asian Le Mans Series

L'European Le Mans Series e l'Asian Le Mans Series hanno vissuto una stagione 2014 completamente diversa. Da una parte, quella Europea, discreti numeri e qualità in pista. Dall'altra, il campionato dedicato alla zona Asia-Pacifico, per tutta la stagione in sordina e con una quantità di iscrizioni che non fa onore al mondo dell'endurance. I due campionati sono molto importanti; per un team la vittoria finale di classe significa avere accesso diretto alla 24 Ore di Le Mans dell'anno successivo.

A meno di rinunce e stravolgimenti di percorso, a qualificarsi saranno:
- ELMS: SMP Racing (1° in LM GTE e GTC - 2 inviti); AF Corse (2° LM GTE - un invito da aggiungere a quello raccolto per la vittoria di categoria a Le Mans '14); Signatech Alpine (1° in LMP2 - un invito)
- Asian LMS: AAI Racing (1° e 2° posto nella GTC - 2 inviti) OAK Racing (1° in LMP2 - un invito)

I partecipanti alla prima gara dell'anno a Silverstone

Nella ELMS il calendario proponeva 5 gare da 4 ore ciascuna: Silverstone, Monza, Red Bull Ring, Le Castellet e Estoril. Un ottimo mix di circuiti che ha generato, soprattutto in LMP2, un forte rimescolamento di valori. A vincere, nella categoria, sono stati ben 5 equipaggi diversi. La lotta in classifica è stata senza esclusione di colpi, con il Signatech (Alpine - Nissan) che ha prevalso per soli 4 punti sullo Jota Sport (Zytek - Nissan), team che comunque può ritenere soddisfacente questa stagione avendo vinto a Le Mans.
Dietro di loro, a pochi punti di distanza, anche i team svizzeri Newblood by Morand (Morgan - Judd) e Race Performance (Oreca - Judd) insieme al team di Sebastian Loeb (Oreca - Nissan). Chatin, Panciatici e Webb sono stati i vincitori tra i piloti, con un parco partenti di spicco grazie alle presenza anche di Albuquerque, Klien, Gommendy, Eriksson, Charouz, Bacheta, Berthon, Chandhok, Kimber-Smith e tanti altri specialisti del mondo endurance.

L'Alpine A450 (Signatech) di Chatin/Panciatici/Webb


Nella classe LM GTE la presenza italiana si è fatta sentire tantissimo. A partire dalle vetture iscritte: la Ferrari 458 Italia ha vinto in tutti gli appuntamenti e ha occupato le prime 9 posizioni della classifica, battendo sistematicamente sia le Porsche 911 RSR, sia le Aston Martin Vantage V8. Il nostro Andrea Bertolini ha invece vinto il titolo riservato ai piloti, grazie a 2 vittorie e numerosi piazzamenti, alla guida della Ferrari n°72 del SMP Racing. La squadra russa ha schierato con lui anche Zlobin e Shaitar, ma la vera superstar è stata proprio Bertolini; un pilota che sta diventando una leggenda delle ruote coperte. Questo trofeo, infatti, si aggiunge ai 4 titoli del FIA GT, alla vittoria nell'Asian LMS nel 2013, al trionfo nel Superstars International Series 2011. La AF Corse non è riuscita a conquistare il campionato, ma ha costantemente lottato per le prime posizioni, schierando molti italiani: Rugolo, Cioci, Perazzini, Venturi, Casé e Gianmaria. Hanno corso nel campionato anche Zampieri, Cressoni, Kemenater, Giacomo Piccini e Frezza.

Zlobin, Bertolini e Shaitar

La classe GTC è stata, come nella LM GTE, una faccenda per russi. Il team SMP Racing, con Beretta, Anton Ladygin e Markozov, ha conquistato il campionato con la Ferrari 458 Italia. In questo caso, però, la casa di Maranello non è riuscita a fare la cinquina a causa della vittoria BMW a Estoril, con il team Marc VDS (piloti Leinders, Palttala, Hassid). Buona la stagione, tra gli italiani, di Luca Persiani, Alessandro Pier Guidi e Andrea Piccini: per loro una vittoria a testa. Castellacci, Rizzoli, Mediani, Cordoni, Zanuttini e Montermini hanno partecipato al campionato, tutti quanti a punti almeno una volta.

La 458 guidata da Luca Persiani

Nella Asia Le Mans Series sono state disputate 4 gare, all'Inje Speedium in Corea Del Sud, al Fuji, a Shanghai e a Sepang. Nella LMP2 il campionato è stato conquistato senza problemi dal cinese Ho-Pin Tung e dall'americano di origine cinese David Cheng dell'OAK Racing, con 4 vittorie su 4.

Ho-Pin Tung e David Cheng hanno corso con questa Morgan-Judd

Nella GTC, fortunatamente, c'è stata più lotta, con due equipaggi che hanno lottato fino in fondo per la conquista del titolo, nonostante facessero parte dello stesso team (l'AAI Racing, che ha schierato delle BMW Z4 GT3). Hanno vinto il pilota di Taiwan Jun San Chen e il giapponese Tatsuya Tanigawa, con 7 punti di vantaggio sul tedesco Marco Seefried e l'altro pilota di Taiwan Han Chen Chen. La Ferrari ha comunque vinto due gare, grazie agli equipaggi del team Clearwater Racing.

La vettura n°91 dell'AAI Racing, vincitrice della classe GTC


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