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giovedì 12 novembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: International GT Open

Mentre l'Euroformula Open ha vissuto una stagione interessante, il suo cuginetto International GT Open ha deluso per la pochezza di presenze in pista.



Sono finiti i fasti di qualche anno fa, quando molti tra i migliori equipaggi a livello europeo venivano a sfidarsi compressi in griglie tra le 20 e le 30 unità. Durante la stagione 2015, salvo la comunque non eclatante eccezione di Barcellona, ci sono state al massimo una dozzina di vetture presenti. Nonostante la buona visibilità offerta dall'organizzatore e un calendario davvero di gran livello con alcuni tra i migliori circuiti disponibili (anche se sarebbe meglio dire i più celebri), l'International GT Open ha dovuto fare i conti con una concorrenza molto forte. Il WEC e le affollatissime serie Blancpain sono molto più in voga, e altre serie di recente costituzione (la Nascar Whelen, il TCR) o affermati monomarca (come la Seat Leon Eurocup) hanno rappresentato valide alternative per molti team.


Con una griglia così ristretta il campionato ha perso in generale un po' di smalto e questo non farà piacere a chi invece lo ha corso con grande impegno dando comunque spettacolo, come ad esempio i vincitori assoluti Alvaro Parente e Miguel Ramos, piloti del team Teo Martin Motorsport e a bordo di una Mclaren 650S GT3. Il duo portoghese ha vinto per tre volte e soprattutto ha concluso a punti tutte e 14 le gare in calendario, con la costruzione di un vantaggio invidiabile anche su altri equipaggi altrettanto o più vittoriosi.

Come ad esempio la coppia Raffaele Gianmaria/Ezequiel Perez Companc, in grado di conquistare 5 successi di tappa sulla Ferrari 458 Italia GT3 messa in pista da AF Corse. Il forte duo è stato quindi il più vittorioso, ma i due zeri incasellati a Monza (gara 1) e Barcellona (sempre gara 1) li hanno fatti retrocedere al terzo posto finale, dietro anche ai compagni di scuderia Michele Rugolo/Pasin Lathouras (3 vittorie).

La Ferrari 458 Italia guidata da Raffaele Gianmaria

Al 4° posto si sono classificati Alessandro Balzan e Nicola Benucci, alfieri del Villorba Corse e alla guida della Ferrari 458 Italia. L'International GT Open è sempre stato un campionato interessante per i piloti italiani, e anche quest'anno - seppur non in modo continuativo e meno che in passato - molti hanno partecipato: Biagi, Bontempelli, Caccia, Costantini, Fornaroli, Lancieri, Luca Pastorelli, Pezzucchi, Puglisi, Roda, Sini.

La Chevrolet di Sini e Puglisi a Monza

Dal punto di vista delle vetture, nel corso del 2015, c'è stata una bella varietà, con ben 13 marchi diversi. Non hanno in ogni caso mai corso tutti assieme, e quindi è difficile metterle in confronto. Le statistiche dicono solamente che la Ferrari e la Mclaren si sono aggiudicate tutte le vittorie, tenendo presente che alla fine la Mclaren ha vinto il titolo piloti assoluto, e che la Ferrari ha potuto contare sulla presenza di importanti team come AF Corse e Villorba.

Il titolo riservato ai piloti amatori è andato al 53enne tedesco Claudio Sdanewitsch, habitué della serie fin dalla stagione 2011.

Classifica finale GTS piloti - Primi 20 - (tra parentesi il numero di vittorie):
Alvaro Parente/Miguel Ramos (POR/POR - Teo Martin/Mclaren) 220 (3)
Michele Rugolo/Pasin Lathouras (ITA/THA - AF Corse/Ferrari) 179 (5)
Raffaele Gianmaria/E.P.Companc (ITA/ARG - AF Corse/Ferrari) 172 (3)
Alessandro Balzan/Nicola Benucci (ITA/ITA - Villorba/Ferrari) 132 (1)
Shaun Balfe/Phil Keen (GBR/GBR - Balfe/Ferrari) 87
Claudio Sdanewitsch (GER - AF Corse/Ferrari) 72
Duncan Cameron/Matt Griffin (GBR/IRL - AF Corse/Ferrari) 69
Ilya Melnikov (RUS - AF Corse/Ferrari) 65
Emiliano Lopez (ARG - Baporo/Ferrari) 55 (1)
Filipe Barreiros (POR - AF Corse/Ferrari) 55
Matias Russo (ARG - AERT/Lamborghini & Baporo/Ferrari) 51 (1)
James Abbott (GBR - Radical Works/Radical) 41
Euan Hankey/Salih Yoluc (GBR/TUR - TF Sport/Aston Martin) 35
Andrew Watson (GBR - Teo Martin/Mclaren) 33 (1)
Michael Schmetz/Tim Verbergt (BEL/BEL - Aston Martin Brussels/Aston Martin) 32
Anton Neblylitskiy (RUS - AERT/Lamborghini) 31
Antonio Coimbra/Luis Silva (POR/POR - Sports&You/Mercedes) 30
Mads Rasmussen (DEN - AF Corse/Ferrari) 26
Alvaro Barba (SPA - AERT/Lamborghini) 25
Francisco Guedes (POR - AF Corse/Ferrari) 21

lunedì 5 ottobre 2015

Cronache Monzesi in un weekend senza F1

Domenica 4 ottobre 2015.

Sono a Monza per gustarmi un giorno intero di motorsport, dalla mattina alla sera, respirandone i profumi e vivendone i suoni. Nel menù ci sono Radical European Masters, International GT Open, Euroformula Open, Seat Leon Eurocup e Formula Junior. Il circuito di Monza è un ristorante che ha sempre la stessa atmosfera epica e veloce, le portate sono buone - anche se le quantità non sono abbondantissime. Eppure manca la cosa fondamentale: i commensali.

Fa sempre parecchio male arrivare a un evento in autodromo e scoprire che le tribune sono rimaste mezze vuote, che nel paddock non ci sono assembramenti attorno agli stand, che appena fuori dal circuito non ci sono cartelloni, né avvisi, né attività promozionali.

Questo è uno dei classici weekend senza F1 e senza Rally Show. Neanche il biglietto gratis - capirai, fosse stato quindici euro non sarebbe stato un furto, anzi - ha attirato il pubblico che mi aspettavo. Insisto a dire che attorno al motorsport, in Italia, c'è un problema culturale profondo. Non può esistere solo la F1, non possono esistere solo le grandi star. Ci sono team, piloti, giovani talenti che hanno bisogno di tribune colme per farsi conoscere e per dare spettacolo...

E infatti lo spettacolo c'è stato. Come nella Seat Leon Eurocup, gara combattuta a suon di sportellate. Nonostante un momento di comica, quando un mezzo di recupero si è arenato nella sabbia provocando l'ingresso della safety car e poi addirittura la sospensione della corsa con bandiera rossa, ho visto sorpassi e manovre aggressive. Se televisivamente sarà stato uno spettacolo, immaginate vederlo dal vivo. La gara è stata vinta dallo spagnolo Pol Rosell.

La Leon di Edina Bus, che si è fatta vedere aggressivamente in gara 2

La Seat vincitrice in gara 2 con Pol Rosell

L'Euroformula Open era già mitica prima ancora della partenza. Mai vista una griglia così etnicamente eterogenea! C'erano tra gli altri indiani, polacchi, italiani, spagnoli, thailandesi, un giapponese, un israeliano, un guatemalteco e Ahmad Al Ghanem, dal Kuwait. Il pilota romano del team italiano RP Motorsport Damiano Fioravanti ha ottenuto una perentoria vittoria, mentre dietro sono state innumerevoli le staccate al limite.

Musetti delle Dallara F312 usate nell'Euroformula Open


L'International GT Open ha rappresentato la nota dolente del weekend. Le poche macchine in pista hanno regalato meno emozioni del previsto, anche se i duelli non sono mancati. La concorrenza del WEC, delle serie targate Blancpain e un impoverimento generale delle classi GT a livello nazionale hanno pesato sulla griglia di questo campionato. L'Italia ha sorriso ancora con la vittoria di Raffaele Gianmaria e dell'argentino Ezequiel Perez Companc, a bordo di una Ferrari 458 Italia GT3 gestita dalla AF Corse.

Il campionato Radical European Masters e la Formula Junior hanno fatto vedere delle corse degnissime dimostrando che non è necessario spendere vagonate di milioni per dare un po' di spettacolo.

La Radical SR8 di Jeremy Ferguson e Alex Kapadia

Una Formula Junior del Team Covir

Mi piacerebbe trovare un modo, magicamente magari, per far comparire spettatori sulle tribune per applaudire i piloti e le scuderie di questi campionati. L'unica cosa che posso fare, in realtà, è scriverne e sperare che qualcuno si ravveda e che la prossima volta muova le chiappe per farsi un giro in autodromo. Non importa quale. Non importa per che campionato.

Ci arrabbiamo, discutiamo e leggiamo migliaia di articoli sulle gabole tra Ecclestone e l'autodromo di Monza, ma il legame più in discussione è quello con la base del motorsport nazionale. Le schiere di piloti senza grandi sponsor che devono faticare per trovare sedili reclamano visibilità. I gridi d'allarme si sentono da tempo, ma in superficie i soccorsi vanno a rilento.

L'anno prossimo porterò mio figlio (ora ha 3 anni) in autodromo. Chissà, forse è solo una questione di generazione.