mercoledì 8 marzo 2017

Donne che vanno davvero forte

L'otto marzo, alla fine, è solo una scusa. Una scusa per ricordare a tutti che il motorsport non è stato fatto per essere amato solo dagli uomini. C'è tanto desiderio d'automobilismo tra le donne, sempre più fan al femminile e sempre più interesse per un mondo che è ancora non così aperto verso ciò che è diverso.

Già, perché le donne alla guida di auto da corsa sono ancora una piccola minoranza, che si sbatte per emergere tra molta diffidenza e qualche sguardo di troppo. Quello di cui voglio parlare in questo post (e ne approfitto anche per scusarmi di un'assenza lunga ma dettata da impegni professionali finalmente più stringenti) non riguarda i soliti nomi, non riguarda il mondo dorato della F1 che premia "talenti" come quello di Carmen Jordà...

Voglio parlare delle donne che hanno, nel 2016, vinto qualcosa o che comunque ci sono andate vicine. Indipendentemente dalla categoria o dalle condizioni. Donne giovani, che hanno pigiato il piede a fondo e che hanno smosso un po' l'ingessato ambiente, cominciando a costruire qualcosa di bello. 

Ho scelto, secondo un giudizio basato sui risultati, 14 donne che nel 2017 dovranno riconfermarsi per poter saltare l'asticella ancora più in alto. Non è una classifica dalla prima all'ultima, è piuttosto un elenco. Un elenco che celebra la voglia di primeggiare e di correre che i piloti donne, come gli uomini, portano dentro i loro istinti.


Christina Nielsen, Danimarca, 1992


Nel 2016 ha corso benissimo, nel WeatherTech SportsCar Championship. Ha vinto la Daytona class insieme all'italiano Alessandro Balzan, con successi di tappa a Sebring e Watkins Glen. Ha guidato prima la Ferrari 458 e poi la 488, a seguito dell'esperienza 2015 con la Aston Martin. La danese è figlia di Lars Erik, anch'egli pilota nell'endurance. Nel 2017 parteciperà alla sua seconda 24 Ore di Le Mans e se manterrà questa costanza diventerà una presenza fissa del panorama delle corse di durata.


Sharon Scolari, Svizzera, 1994


L'ho seguita passo per passo durante la stagione 2016: una grande campagna (partita in sordina) nella Lotus Cup Europe. La ticinese è andata a podio nella sua categoria praticamente sempre e ha mancato il titolo per un soffio, a causa di un contatto malandrino nella sua amata Le Mans. Ora Sharon punterà a ripetere le ottime prestazioni fatte vedere, con il sogno di poter in futuro salire di categoria.


Katherine Legge, Inghilterra, 1980


Ha già 37 anni, è vero. Ma nel 2016 ha stupito tutti correndo in modo straordinario alla 24 Ore di Daytona. L'ho inserita nell'elenco non per vittorie o piazzamenti (di rilievo non ce ne sono stati ultimamente) ma perché ha dimostrato che l'età non conta. Non ha forse la velocità pura di Simona De Silvestro o il viso da commercial di Danica Patrick, ma è una che in ogni caso non molla.


Julia Ballario, Argentina, 1992


È stata la prima donna a vincere una gara nella categoria Top Race Series in Argentina, che si corre con vetture turismo da 260 cavalli. La serie è uno dei campionati satelliti che ruotano attorno al Turismo Carretera, istituzione locale. Ha corso anche per il più importante TC 2000, arrivando a podio.


Bruna Tomaselli, Brasile, 1997


Chiare origini italiane per la brasiliana che nel 2016 è arrivata 4° nella F4 sudamericana, grazie a ben 5 piazzamenti a podio. Il suo eroe è Ayrton Senna, ma attualmente non ha seguito i suoi passi. Nel 2017 infatti correrà nella US F2000, con l'obiettivo di seguire la strada che potrebbe portarla a Indy.


Sophia Flörsch, Germania, 2000


La tedesca ha cominciato ad andar forte, battendo record e vincendo, a bordo delle Ginetta G40 nel 2015. L'anno successivo ha debuttato nella F4 tedesca, cogliendo un giro più veloce e sei top ten in un campionato tra i più combattuti in circolazione.


Steffi Halm, Germania, 1984


È protagonista ormai da qualche anno del European Truck Racing Championship, ma nel 2016 ha alzato di molto il suo livello. Ha vinto 4 gare ed è arrivata 4° in campionato. Lei sfonda le barriere non solo in quanto pilota da corsa: guidare i camion non è certo una professione considerata tra le più femminili...


Lucile Cypriano, Francia, 1996


Nella Seat Eurocup 2016 non ha corso per tutta la stagione, ma nelle 6 gare portate a termine ha conquistato due podi. C'è stata insomma la stessa sostanza del 2015, anno che si era concluso con una vittoria. La francese è una di quelle presenze che, se fossimo negli States anziché in Europa, gli organizzatori si contenderebbero. Voglio dire, è donna, va forte, è sorridente: cosa si può avere di più?


Gosia Rdest, Polonia, 1993



La polacca ha fatto un'ottima stagione nella Audi TT Cup, raccogliendo anche un podio oltre ad altri piazzamenti di rilievo nella top 5. Per lei si configura una carriera tra le vetture turismo e le GT.


Clementine Lhoste, Francia, 1999


Durante la stagione 2015/2016 ha vinto il trofeo femminile Andros, e nella stagione successiva ha rivaleggiato con i maschi senza sfigurare mai. Prosegue la tradizione femminile francese nelle corse su ghiaccio, come la grande Margot Laffite. Sarebbe bello poterla vedere all'opera nel World RX.


Emma Kimilainen, Finlandia, 1989


È una protagonista del campionato turismo STCC, nel quale ha conquistato almeno un podio nelle ultime tre stagioni. È sempre andata forte, ma ha preferito costruirsi comunque una carriera fuori dalle piste: lavora infatti per la televisione finlandese al seguito della F1.


Magda Andersson, Svezia, 1998


Nel rallycross sa farsi valere: ha vinto la tappa belga del campionato 2016 dell'European RX - classe Touring Car, concludendo il campionato al 2° posto per un solo punto. Tra le donne del rallycross europeo è quella con maggiori chance di lasciare un segno tangibile.


Macy Causey, Stati Uniti, 2000




Giovanissima, è stata scelta dalla NASCAR per il programma 2017 Drive for Diversity. Corre nella NASCAR Whelen All-American Series, e vanta il titolo di Rookie of the Year 2015 dello stato della Virginia. Ha ottenuto nel 2016 il prestigioso premio NASCAR Young Racer Award.


Madeline Crane, Stati Uniti, 1997




Come per Macy Causey, anche per lei la NASCAR ha aperto le porte del programma Drive for Diversity. La NASCAR Whelen All-American Series la accoglierà nuovamente dopo la splendida stagione 2016 condita da tantissimi piazzamenti nella top 10. Il suo soprannome è Mad Maddie. Come per Sharon Scolari, ha un trascorso nelle Legends.