domenica 27 settembre 2015

Formula Satira - 2015 Episodio 14 - Gp Giappone

A Suzuka la ruota panoramica è la metafora della vita. Tutto gira vorticosamente, e gira così velocemente da non lasciare respiro. Cambiamenti repentini, addii, nuove unioni. A qualcuno gira bene, ad altri girano le palle. La F1 non si sottrae a questa giostra...

Vince Hamilton, secondo Rosberg e terzo Vettel. Gara combattuta per tutte le posizioni, un arrivo che sa di replica ma che in realtà non era così atteso, vista la pole di Rosberg e la presenza nel mezzo anche delle Williams. In realtà, da qualche Gran Premio a questa parte, c'è una sola costante: le prestazioni di Max Verstappen.

Intendiamoci, il pargolo non ha ancora vinto una gara, ma la sua presenza sta cominciando a diventare ingombrante. A suon di sorpassi e di piazzamenti Max sta mettendo in ombra la sua pietra di paragone più grande: suo padre. All'esordio, Jos contava di una macchina competitiva, la Benetton con la quale Michael Schumacher vinse il mondiale '94. Ma nessuno si ricorda dei duelli, piuttosto sono rimasti impressi gli incidenti e le fiamme di Hockenheim... Povero Jos, di questo passo nessuno lo inquadrerà più...



Tiene banco la polemica - via radio - tra Alonso e la Mclaren-Honda. Le frasi "Imbarazzante, davvero imbarazzante" e "GP2, Motore di GP2...Aaargh!" non sono passate inosservate. Fernando, con questo team radio che sa tanto di "siete proprio dei scemi/geni", ha oltrepassato il limite tra critica e sfogo. L'atmosfera nel team sta diventando pesante, e con il suo look da Grande Lebowski (mancano solo la vestaglia e il tappeto che dava davvero un tono all'ambiente) Alonso è tornato a essere il cattivo della compagnia.



Ovviamente le parole di Alonso non hanno fatto piacere a Ron Dennis. Il patron della Mclaren ha incassato il colpo, anche se ha invitato lo spagnolo ad assumere un atteggiamento professionale. Sembra però che Ron sia consapevole del fatto che i suoi piloti potrebbero essere dalla parte della ragione, a riguardo delle prestazioni delle sue macchine e dei motori giapponesi...



La Lotus è stata l'altra grande protagonista della settimana. Non avendo più i soldi nemmeno per lavare i calzini di Grosjean (che infatti si è accasato al Team Haas per il 2016), al team di Enstone hanno fatto fatica a passare la settimana. Nonostante i pasti a scrocco al Paddock Club, e soprattutto le sessioni di libere percorse a ritmo blando per non dover ricorrere a pezzi di ricambio tenuti insieme con il pongo, Grosjean e Maldonado hanno comunque finito la gara a punti dimostrando di non essere dei fermi... Forza, Renault, salvali!



Altro weekend anonimo per il re degli occhiali scuri, Kimi Raikkonen. Questa foto degna di noto rappresenta in pieno l'apporto del finlandese alla buona riuscita del GP del Giappone.



Infine, la querelle tra Red Bull, Renault e Ferrari ha quasi raggiunto il suo culmine. In breve: la Red Bull era stufa della Renault, e ha così interrotto anzitempo il contratto per la fornitura dei motori ufficiali. Le trattative con la Ferrari sono cominciate bene ma poi si è arrivati alla fatidica clausola della discordia. In pratica la Red Bull vorrebbe gli stessi motori della rossa, a regime massimo di evoluzione, ma la Ferrari resta tentennante perché, insomma, potrebbe essere la classica zappata sui piedi. Dieter Mateschitz, con un tempismo agghiacciante, entra nella diatriba dichiarando che sia Red Bull sia Toro Rosso sono destinate al ritiro dalla F1 senza un motore competitivo. Un clima pesante dove tutti vogliono tutto, in pratica.


La ruota panoramica gira, e continuerà a girare...

domenica 20 settembre 2015

Formula Satira - 2015 Episodio 13 - Gp Singapore

Come tutti gli anni, il Gran Premio di Singapore regala sorprese niente male. Molti sostengono che questo circuito sia noioso, ma alla fine dei conti c'è sempre qualche evento che rende questa gara cittadina assolutamente imperdibile.

In questa edizione c'è stato il GP rovesciato. Le Mercedes, solitamente dei siluri, arrancavano come camion a rimorchio su una parete di arrampicata. Le Ferrari e le Red Bull, usualmente lontane dalle frecce d'argento, volavano e strapazzavano tutti i motorizzati Mercedes. Addirittura le Mclaren lottavano per un piazzamento a punti! Senza dimenticare l'invasione di pista da parte di uno squinternato che ora starà probabilmente lottando tra la vita e la morte in un carcere di massima sicurezza di Singapore, costretto a rivedersi in repeat tutti gli interventi di Ettore Giovannelli dalle linee di partenza.

Giorno molto negativo per chi è stato haters di Vettel e contemporaneamente è anche tifoso Ferrari. Questi personaggi si sveglieranno domani mattina con un fastidiosissimo tic nel cervello e un doloretto al deretano, visto che il pilota che fino a ieri non sopportavano oggi è un idolo.



Si è trascinata anche a Singapore la polemica sulle pressioni delle gomme e sugli angoli di camber, costata un quarto d'ora di sudore alla Mercedes in quel di Monza. Alcuni osservatori ipotizzano che il weekend nero vissuto qui dai tedeschi sia da imputare a una maggiore fedeltà su questi parametri consigliati da Pirelli e da questo GP più controllati dalla FIA. Ovviamente nulla di vero in tutto questo, ma per il bene dello Sport è giusto ogni tanto aggiungere un pizzico di comico complottismo...


L'angolo della stronzaggine è stato occupato nella giornata di domenica da quella iena di Stella Bruno, prontissima a rinfacciare ad Alonso la sua pessima situazione attuale comparata a quella discreta che si vive in casa Ferrari. Davanti alle telecamere Fernando non ha mosso nemmeno il sopracciglio, ma nell'oscurità del retropaddock deve aver riflettuto amaramente...


Era da anni che non si vedeva un invasore di pista in F1. In diretta era evidente lo stato alcolico del losco figuro, intento a passeggiare fischiettando accanto a una selva di bolidi urlanti... Questo blog si assume la responsabilità nell'individuare l'identità del tizio: si tratta del simpatico Lewis Hamilton. Il biondo, tre giri dopo il suo ritiro, voleva sbollire la sua rabbia e soddisfare la sua sete di notorietà mostrando in mondovisione la sua attitudine modaiola...


Grande debutto anche per lo spilungone Alexander Rossi. Il californiano ha subito battuto Will Stevens in un duello tutto targato Manor. Tante inquadrature e un destino segnato: Haas ha già detto che non lo vuole tra i piedi...


Il grande dubbio, però, rimane: cosa è successo alle Mercedes? Sembra quasi che Toto Wolff e compagnia abbiano solamente preso un weekend di vacanza...



martedì 8 settembre 2015

Formula Satira - 2015 Episodio 12 - Gp Italia

Amato, bistrattato, messo in discussione, odiato, voluto, bramato: tutto questo nel circuito di Monza, la pista italiana più "italiana" di tutte. Quest'anno, infatti, c'è stata ancora una volta la summa di tutti i comportamenti da Bel Paese, concentrata in tre deliranti giorni da Circus.

1. Il Gomblotto. Finisce la gara, vinta magistralmente da Hamilton, e scoppia il bubbone "pressione delle gomme". Lo pneumatico posteriore sinistro ha una pressione inferiore di 0.3 psi rispetto alle misure consigliate da Pirelli. I commissari ragionano a lungo su una possibile penalità da dare alle Mercedes (anche Rosberg, ritirato, era sotto di 1.1 psi) ma tutto termina con un nulla di fatto. Infatti non esiste una vera regola scritta sulle pressioni, quindi come poter squalificare qualcuno sulla base del nulla? Tanto casino per niente, proprio in stile "processo all'italiana". Alla notizia del "no further action", i tifosi Ferrari corrono a scrivere su internet, per denunciare il favoritismo verso i tedeschi. Già: il diritto di commento non dovrebbe essere permesso a tutti...


2. Il nuovo idolo. Solito discorso: il tifoso Ferrari odia o si disinteressa di tutto quello che non è Rosso. Sebastian Vettel era odiato. Si diceva fosse sopravvalutato. Che vincesse solo per la macchina. Ora, ovviamente, è dio in terra. Il suo secondo posto è stato salutato come l'arrivo del nuovo messia. Alonso è stato dimenticato, come un Merhi qualsiasi.



3. Il gran rifiuto. I motori Renault hanno raggiunto il punto più basso della loro affidabilità, relegando a fondo griglia (con enormi penalità) le due Red Bull e le due Toro Rosso. I piloti, con grande maestria e professionalità, hanno compiuto una gara degna; Ricciardo è riuscito a finire ottavo, Kvyat nono. Sainz undicesimo, mentre Verstappen ha fatto vedere altri ottimi sorpassi. Dopo la gara, la Red Bull ha ottenuto il rifiuto Mercedes per la fornitura di motori. Senza Renault, chi metterà le ali alla banda di Mateschitz? Forse l'altruista Ferrari. Oppure la Honda, con gran sorpresa di tutti?




4. Il politico di turno. Tutti i politici italiani presenti in autodromo per raccogliere visibilità spicciola: evento che si ripete da anni. In questo 2015 il presidente del consiglio Matteo Renzi è arrivato con la mission impossible di convincere Ecclestone a mantenere il GP italiano nel calendario. Dimenticandosi che il caschetto bianco aveva senza troppi problemi fatto fuori la tappa tedesca in calendario...


5. Gli indebitati. Continuano i gossip riguardo alla Lotus. La situazione economica del team è precaria, Ecclestone ha pagato gli ultimi stipendi e la trattativa per vendere tutto alla Renault è in fase di stallo. Le Lotus si sono ritirate entrambe nel corso dei primi giri, e forse non è stato un male: soldi e kilometri risparmiati, mentre la caccia ai soldi continua...


6. La promessa. Durante il weekend Ivan Capelli ha parlato a lungo della questione Monza, sul rinnovo e sui termini dell'accordo da fare con Bernie Ecclestone. Come sempre attento a non pestare troppo i piedi altrui, Capelli ha lodato l'apertura mentale di Ecclestone. Il problema è che con le parole non si rinnovano i contratti. Servono i soldi...