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martedì 7 ottobre 2014

L'incidente di Bianchi: una lezione per il futuro

Tutti ne hanno dovuto parlare, chi a caldo, chi a vanvera, chi con qualche ragionamento sensato. L'incidente di Jules Bianchi a Suzuka è stato un terremoto nelle certezze di tutti noi.



Io ho aspettato a dire la mia. Non ero a Suzuka e francamente non ho l'autorità per giudicare seriamente ciò che è successo nella stanza dei bottoni. Ma posso valutare quello che Phillip Dabrowiecki, uno spettatore presente al Gran Premio, ha filmato, grazie a un video pubblicato online qualche ora dopo l'operazione chirurgica alla testa subita dal pilota della Marussia.

Guardandolo, ho capito una cosa: che non si può decidere di criticare l'operato del direttore di corsa, dei commissari e dei piloti in base alla gravità dell'evento.

Bianchi arriva a grande velocità nel luogo dell'impatto, di muso. La zona del rollbar si schianta contro il trattore-gru, disintegrandosi. In quel momento Jules subisce i traumi che attualmente fanno temere per la sua vita. La macchina si infila sotto al mezzo di recupero e colpisce le barriere.

Insomma, si tratta di una lunga serie di circostanze davvero al limite. La pioggia, il calar della sera, l'angolo di impatto e la velocità soprattutto.

Le polemiche sull'uso della safety car non reggono. La direzione gara ha applicato il regolamento come meglio poteva. Piuttosto, come giustamente puntualizza Cesare Fiorio, è mancato solo un dettaglio: il reale rispetto delle bandiere gialle.

Purtroppo l'eccesso di velocità in regime di bandiera gialla non è mai stato punito abbastanza, con l'abitudine radicata di rallentare molto poco. Jules ha percorso quel tratto a velocità comunque sostenuta, come tutti i suoi colleghi. Ma, diversamente dagli altri, l'esito è stato davvero cruento. Vista l'enorme quantità di mezzi per controllare velocità e uso dell'acceleratore di tutti i piloti in pista, basterebbe davvero poco per penalizzare in maniera consistente chi esagera in situazione di pericolo. La FIA non deve stravolgere nessun regolamento, quindi: va applicato quello che c'è già, oppure inasprito. Sia in casi estremi come questo, sia per i meno gravi.

Perché la bandiera gialla non è beige, mandarino o zafferano: è GIALLA. Sbaglia anche chi polemizza sul fatto che a pochi metri dalla macchina di Sutil ci fosse una bandiera verde: non è quel segnale che ha fatto perdere il controllo della macchina a Bianchi.

Il video, appena dopo la sua pubblicazione, si è moltiplicato come un virus su youtube e altrove, nel tentativo di eludere la richiesta di blocco da parte della FOM. Che, da parte sua, ha in possesso le immagini originali dell'incidente (si vede infatti il cameraman seguire la traiettoria impazzita della Marussia). In un certo senso sono d'accordo con questo riserbo, perché di immagini così non ne vorrei vedere mai più.

#forzajules

domenica 31 agosto 2014

Perché la Ferrari dovrebbe schierare Bianchi e Marciello nel 2015

Siete stufi di vedere la Ferrari arrancare dietro le super Mercedes e le sempre pericolose Red Bull? Vi siete smaronati di esultare per un 4° posto di Raikkonen, quando in Lotus riusciva a dividere in 6 un capello? Non volete più sentire parlare di Alonso e dei suoi aumenti di stipendio?

Mi dispiace, ma per l'anno prossimo ve li dovrete sorbire ancora.

Tuttavia, per sognare c'è ancora spazio. E allora perché non spedire virtualmente Alonso alla Mclaren Honda e Raikkonen alle gare di Rally Cross, con tutti i loro 44 milioni di euro di stipendio annuale, e guardarsi attorno?

Magia! Nel giardino di casa ci sono due piloti pronti pronti per far vedere davvero le loro potenzialità, proprio come un Verstappen qualsiasi. Si chiamano Jules Bianchi e Raffaele Marciello, ed entrambi fanno parte della Ferrari Driving Academy, ente attualmente sottoutilizzato e ancora poco oliato nei meccanismi.

Jules Bianchi
Marciello sul podio a Spa

Jules Bianchi, 25 anni, e Raffaele Marciello, 20. Un francese e un italiano. Due piloti molto veloci e capaci, almeno stando a ciò che dicono addetti ai lavori e risultati.

Non solo: l'età congiunta del duo è di 45 anni attualmente, ben 23 in meno della coppia Alonso-Raikkonen. Dello stipendio ho già detto: Bianchi-Marciello costerebbero praticamente zero, con un corposo risparmio di denaro contante da utilizzare magari, che so, a costruire una monoposto decente. Nulla da dire sulle capacità di Alonso e di Raikkonen, che rimangono cristalline; ma la loro età non permette programmi granché a lungo termine.


I precedenti cantano vittoria. Hamilton e Vettel sono arrivati in F1 presto e hanno vinto già parecchio. Alla Red Bull ora Ricciardo vince e convince, dopo gli anni in Toro Rosso; perché Bianchi non potrebbe fare lo stesso? Nel 2015 debutterà anche un 17enne, Max Verstappen, quindi perché preoccuparsi delle date sulla carta d'identità di Marciello?

Certo, mancherebbe il nome di spicco. Probabilmente però ci sarebbe un po' più di umiltà e di freschezza, doti che il nuovo team principal di Maranello, Marco Mattiacci, sicuramente apprezza. Lui stesso ha dichiarato di volere una Ferrari votata al rischio, e buttare nella mischia due Academy come Bianchi e Marciello sarebbe certamente una bella scommessa.



Bianchi, dei due, è già parecchio rispettato nel paddock. Costantemente nelle ultime file, ma più vicino alla media classifica che al fondo, quest'anno Jules è andato addirittura a punti a Montecarlo, senza contare le ottime prestazioni in qualifica. Con la Marussia è una specie di miracolo! Marciello, dal canto suo, ha appena vinto la gara GP2 a Spa ed è costantemente vicino ai piloti più affermati della categoria. Inoltre, fattore interessante, è italiano...

Di certo, non si può dire che a loro manchi l'esperienza. Credo che non sia nemmeno un fattore importante, nella F1 di oggi. Kvyat, ad esempio, ha saltato la GP2, passando in Toro Rosso direttamente dalla GP3. Lo stesso Raikkonen esordì nel 2001 saltando l'esperienza in F3000, diversamente da Alonso. Piloti subito a punti, anche con macchine modeste.

Dal punto di vista tecnico, Alonso e Raikkonen non hanno mai avuto l'impatto di Schumacher, Barrichello o Badoer. Le macchine sviluppate insieme a Fernando hanno avuto un andamento calante nel corso degli anni. Due novità alla guida potrebbero portare al team visioni differenti della gara e delle strategie.

In Ferrari, però, le parole di Mattiacci devono ancora essere assimilate. Cambiare, a volte, può essere doloroso, proprio come un sogno che non potrà diventare realtà.


venerdì 22 agosto 2014

Il vecchio pazzo circuito di Spa

Spa: una pista amata dai piloti, attesa dai tifosi. Una pista tecnica, veloce, mitica per certi versi. In pochi metri offre un tornantino tra i più lenti del mondo e una curva tra le più ostiche in assoluto.

Ma questa pista, che ora misura circa 7 km, una volta era ancora peggio. Il tracciato, dal 1947 al 1978, era lungo il doppio, con curve maledettamente veloci e rettilinei infiniti. Sempre a tavoletta. Grazie alla crociata di Jackie Stewart e altri piloti, stanchi di dover fare la conta dei colleghi morti o gravemente feriti in quel di Spa, il circuito fu modificato drasticamente, trovando la forma attuale (nettamente più sicura).

Guardiamo, però, com'era girare a Spa quando, più che l'Eau Rouge, era la sequenza di Masta a mettere in crisi piloti e mezzi meccanici...

1966. Ecco un estratto della cronaca del GP del Belgio. Condizioni pessime quel giorno...


Ecco la parte del mitico film "Grand Prix" girata a Spa. Immagini stupende e molto poco "recitate"...


Come sono quei tratti di pista oggi? Ce lo spiega Martin Brundle in questo bellissimo servizio:


Questo è però il video più bello di tutti. Il prozio di Jules Bianchi (attuale portacolori della Marussia in F1), Lucien Bianchi, spiega in francese tutti i segreti della pista versione 1962. Grazie alla telecamera a bordo della macchina, si possono vedere tutti gli incredibili rischi che potevano occorrere ai piloti impegnati a Spa...

giovedì 14 agosto 2014

Il costo (a punti) dei piloti di F1


Ogni anno viene pubblicata la lista degli stipendi dei piloti di F1. Oltre a essere interessante dal punto di vista numerico (alcune sono cifre davvero astronomiche) questa classifica propone degli ottimi spunti di riflessione.

Quello che vi propongo, diversamente dalla versione base, è il calcolo del costo per punto di ogni singolo pilota. Siamo a metà stagione, quindi questo calcolo a fine stagione potrebbe assumere un tono diverso.

Prendiamolo come gioco, allora.

Cominciamo con la classifica per stipendi, con valori espressi in Euro. Oltre i 15 milioni di Euro a stagione ci sono i 5 campioni del mondo iscritti; Rosberg, primo nel mondiale, si ferma a 12 milioni. Dietro il vuoto: Massa e Hulkenberg a 4 milioni, Grosjean, Perez e Maldonado a 3 milioni, Sutil a 2. Bottas sta facendo una grande stagione e guadagna "solo" 1 milione di Euro, ma ancora più strana è la posizione di Ricciardo: solo 750000 euro per un pilota che ha vinto una gara ed è 3° nella classifica.

Raikkonen 22M
Vettel 22M
Alonso 22M
Hamilton 20M
Button 16M
Rosberg 12M
Massa 4M
Hulkenberg 4M
Grosjean 3M
Perez 3M
Maldonado 3M
Sutil 2M
Magnussen 1M
Bottas 1M
Vergne 750000
Ricciardo 750000
Bianchi 500000
Gutierrez 400000
Kvyat 250000
Chilton 200000
Ericsson 150000
Kobayashi 150000

Dividendo per i punti conquistati abbiamo una situazione decisamente più interessante. Nella colonna di destra si possono vedere i soldi guadagnati da ogni pilota per ogni punto conquistato.

Raikkonen 814815
Grosjean 375000
Button 266667
Vettel 250000
Bianchi 250000
Alonso 191304
Hamilton 104712
Perez 103448
Massa 100000
Vergne 68182
Rosberg 59406
Hulkenberg 57971
Kvyat 41667
Magnussen 27027
Bottas 10526
Ricciardo 5725


Raikkonen guadagna più di 800mila Euro a punto, seguito da Grosjean e da Button. Vettel e Bianchi sono appaiati a 250mila Euro. Rosberg guadagna solo 59mila Euro a punto, ma sono sempre Bottas e Ricciardo i più "convenienti" del gruppo. Certo, le macchine contano, ma tra i piloti con più soldi guadagnati a punto ci sono due senatori (Raikkonen e Button) e un pilota apparentemente giù di morale (Vettel)...


Stride soprattutto il dato su Raikkonen, soprattutto ora che i suoi risultati languono. La Ferrari forse farebbe meglio a disfarsi di un oneroso contratto tra i due, e puntare su un giovane (Bianchi, Marciello) con un ingaggio inferiore. Red Bull è riuscita nel giochino, grazie a Ricciardo, almeno fino alla fine della stagione; poi l'australiano potrà chiedere un giusto aumento...