martedì 29 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: WRC-2 e WRC-3

I campionati di contorno del WRC 2015 sono stati contraddistinti da un talento e da una certezza. Il talento è un francese nato nel 1989 che ha vinto con ampio margine sia il WRC-3 sia la classifica Junior: si chiama Quentin Gilbert. Mentre la certezza è un campione olimpico del Qatar che ha fatto suo il WRC-2 e il MERC, cioè Nasser Al-Attiyah.

Al-Attiyah aveva già vinto il WRC-2 nel 2014, e quindi questa è una conferma per un pilota che ha sia i mezzi economici necessari per disporre delle migliori vetture sia il talento per poterle portare alla vittoria. Le sue imprese alla Dakar non sono certo arrivate per caso! In questo 2015 Al-Attiyah, navigato dal francese Matthieu Baumel, è stato l'unico a centrare tre vittorie. Nelle sette gare del Mondiale disputate (sulle 13 totali) il pilota del Qatar ha concluso sei volte a punti, con un 5° posto come peggior risultato. Nel 2016 non potrà però difendere questo titolo, perché sarà impegnato nella preparazione alla gara olimpica del Tiro al Piattello, nella quale sarà chiamato a una riconferma dopo il bronzo conquistato a Londra.



Al secondo posto nel WRC-2 si è piazzato l'equipaggio ucraino Yuriy Protasov/Pavlo Cherepin. Per Protasov è il miglior risultato di sempre nella serie, ottenuto con buoni piazzamenti e una vittoria di classe al Rally di Sardegna, sempre alla guida di una Ford Fiesta RRC.



Esapekka Lappi, campione ERC 2014, è arrivato invece terzo con la sua Skoda Fabia. Un risultato positivo che in realtà nasconde della delusione, visto che nei 7 rally disputati sono arrivate due vittorie e due secondi posti. Un ruolino di marcia che purtroppo è stato rovinato da altri tre risultati mediocri; ci fosse stata una maggior costanza da parte sua la leadership di Al-Attiyah sarebbe stata maggiormente in pericolo.



Nel campionato, per quanto riguarda le iscrizioni un po' frammentario vista la regola che obbliga i piloti a poter partecipare al massimo a 7 gare mondiali su 13, ci sono stati ben 10 vincitori differenti. Oltre ai piloti sul podio finale, già citati, hanno vinto una gara anche Abdulaziz Al-Kuwari/Marshall Clarke (Ford), Pontus Tidemand/Emil Axelsson (Skoda), Jari Ketomaa/Kaj Lindstrom (Ford), Jan Kopecky/Pavel Dresler (Skoda), Teemu Suninen/Mikko Markkula (Skoda). Julien Maurin/Nicolas Klinger (Ford) e Stephane Lefebvre/Stephan Prevot (Citroen). Tra questi il più giovane è Teemu Suminen, finlandese classe '94.

Per gli italiani spicca il secondo posto di classe di Andreucci/Andreussi al Rally di Sardegna, anche se in classifica sono stati sopravanzati da Gianluca Linari/Nicola Arena. I due hanno vinto il titolo Produzione 2015 con la loro Subaru Impreza WRX STi. Classificati anche Max Rendina (navigato prima da Mario Pizzuti e poi da Emanuele Inglesi) Simone Tempestini/Matteo Chiarcossi e Marco Vallario/Manuela Di Lorenzo.




Classifica finale WRC-2 - top 20 (tra parentesi il numero di vittorie):
Nasser Al-Attiyah/Matthieu Baumel (QAT/FRA - Ford/Skoda) 112 (3)
Yuriy Protasov/Pavlo Cherepin (UKR/UKR - Ford) 90 (1)
Esapekka Lappi/Janne Ferm (FIN/FIN - Skoda) 88 (2)
Abdulaziz Al-Kuwari/Marshall Clarke (QAT/GBR - Ford) 87 (1)
Pontus Tidemand/Emil Axelsson (SWE/SWE - Skoda) 86 (1)
Jari Ketomaa/Kaj Lindstrom (FIN/FIN - Ford) 67 (1)
Jan Kopecky/Pavel Dresler (CZE/CZE - Skoda) 58 (1)
Craig Breen/Scott Martin (IRL/GBR - Peugeot) 58
Teemu Suninen/Mikko Markkula (FIN/FIN - Ford) 51 (1)
Eric Camilli/Benjamin Veillas (FRA/FRA - Ford) 49
Armin Kremer/Klaus Wicha+Pirmin Winklhofer (GER/GER+GER - Skoda) 46
Nicolas Fuchs/Fernando Mussano (PER/ARG - Ford) 46
Julien Maurin/Nicolas Klinger (FRA/FRA - Ford) 42 (1)
Stephane Lefebvre/Stephan Prevot (FRA/BEL - Citroen) 35 (1)
Quentin Giordano/Valentin Sarreaud (FRA/FRA - Citroen) 27
Jaroslav Koltun/Ireneusz Pleskot (POL/POL - Ford) 26
Gianluca Linari/Nicola Arena (ITA/ITA - Subaru) 22
Scott Pedder/Dale Moscatt (AUS-AUS - Ford) 20
Valeriy Gorban/Volodymyr Korsia (UKR/UKR - Ford) 20
Nil Solans/Miguel Ibanez (SPA/SPA - Peugeot) 20

***

Per quanto riguarda il WRC-3, come detto, è stato Quentin Gilbert (Citroen) a dominare in lungo e in largo. Con 4 vittorie e due terzi posti il francese navigato dal belga Renaud Jamoul aveva già in tasca il campionato al Rally della Catalogna, una tappa in anticipo rispetto alla fine del mondiale. Con un terzo della gare vinte da Gilbert agli altri è rimasto pochino, ma ci sono spunti interessanti su cui mettere luce.



Partiamo dal secondo in classifica, il norvegese Ole Christian Veiby. Le due vittorie conquistate sono state un ottimo biglietto da visita per un classe '96, e quindi giovanissimo soprattutto nel mondo dei rally dove l'età media è sempre un po' più alta rispetto all'automobilismo su pista. Tralasciando il successo in Svezia, dove era l'unico WRC-3 presente, è stata certamente più indicativa la grande prestazione in Galles, terreno ostico per chiunque.

Il terzo posto finale di Simone Tempestini è invece uno dei successi più grandi dell'Italia rallistica '15. Non è una vittoria, è vero: ma due rally conquistati (Polonia e Francia) per un pilota nato nel 1994 sono da accogliere con entusiasmo. I successi di Simone Tempestini sono stati condivisi con il navigatore Matteo Chiarcossi.



Anche altri italiani si sono fatti notare, comunque. Andrea Crugnola/Michele Ferrara hanno vinto il Rally di Germania nella loro classe, ma correndo da soli; per loro sarà stato forse più soddisfacente il secondo posto conquistato in Francia, davanti a Gilbert. L'equipaggio ACI Team Italia Fabio Andolfi/Simone Scattolin ha concluso in sesta posizione nel campionato con un secondo e due terzi posti. A punti anche Damiano De Tommaso/Massimiliano Bosi, Giuseppe Testa/Emanuele Inglesi e Alessandro Re/Giacomo Ciucci.

Da segnalare come non ci siano stati iscritti nei tre rally extra-europei, vale a dire Messico, Argentina e Australia. Questo purtroppo fa diventare il campionato un po' meno "mondiale"...

I successi di Gilbert si sono ripetuti anche nel "Mondiale" Junior, disputato ufficialmente su sette tappe e interamente in Europa (ecco perché ci sono anche qui le virgolette...). Con il successo in cinque occasioni il francese ha chiaramente dominato, lasciando Veiby e il francese Terry Folb sulle restanti posizioni del podio. Simone Tempestini ha lasciato anche qui un segno, con la vittoria di categoria in Polonia.

Classifica finale WRC-3 - top 10 (tra parentesi il numero di vittorie):
Quentin Gilbert/Renaud Jamoul (FRA/BEL - Citroen) 130 (4)
Ole Christian Veiby/Anders Jæger (NOR/NOR - Citroen) 98 (2)
Simone Tempestini/Matteo Chiarcossi (ITA/ITA - Citroen) 81 (2)
Andrea Crugnola/Michele Ferrara (ITA/ITA - Renault) 70 (1)
Terry Folb/Franck Le Floch (FRA/FRA - Citroen) 62
Fabio Andolfi/Simone Scattolin (ITA/ITA - Peugeot) 59
Henrik Haapamaki/Marko Salminen (FIN/FIN - Citroen) 48
Pierre-Louis Loubet/Victor Bellotto (FRA/FRA - Citroen) 34
Jean-René Perry/Joshua Reibel (FRA/FRA - Citroen) 28
Teemu Suninen/Mikko Markkula (FIN/FIN - Citroen)  25 (1)

Il riassunto della stagione 2015: ELMS

L'European Le Mans Series è un punto di riferimento per il mondo endurance europeo, e anche nel 2015 non c'è che dire: l'ACO ha fatto un ottimo lavoro mantenendo intatte le peculiarità di un campionato così importante. Già, perché l'ELMS è di fatto la porta d'ingresso alla 24 Ore di Le Mans per i vincitori delle quattro classi presenti (LMP2, LMP3, LMGTE e GTC).

Un nutrito gruppo di vetture (il cui numero è stato sempre attorno alle 30 unità) ha dato vita a un campionato interessante, con risultati anche inaspettati. Questa griglia, suddivisa quasi equamente tra prototipi e vetture GT, ha insomma fornito al pubblico delle cinque "4 ore" in calendario (Silverstone, Imola, Red Bull Ring, Le Castellet, Estoril) uno spettacolo di pregio.



Nella classe LMP2 l'ultima gara all'Estoril è risultata decisiva per la classifica finale. Il team Jota Sport era in testa alla classifica alla vigilia della gara portoghese, unica squadra all'epoca in grado di finire sul podio in tutti gli appuntamenti e capace di ottenere alla fine quattro pole position. Purtroppo, però, la 4 ore dell'Estoril è stata per loro una tragedia sportiva, dato che con un singolo testacoda si sono esaurite tutte le speranze di portare finalmente a casa il campionato già sfuggito nei due anni precedenti. La maledizione invece continua, e a trarne vantaggio è stato il Greaves Motorsport, che con un secondo posto è riuscito a ottenere i punti necessari per sopravanzare il team connazionale.



Osservando la classifica è strano notare come tra i primi tre piazzati il Greaves Motorsport sia stato il meno presente sul podio (tre volte, contro le 4 del Thiriet by TDS Racing e dello Jota Sport), ma combinando le due vittorie e i due 4° posti come miglior risultato la statistica ha giocato a loro favore. In ogni caso tra primo e terzo ci sono stati alla fine solo quattro punti di differenza, un dato che la dice lunga anche sulla straordinaria equivalenza che c'è stata tra le forze in campo.

Il Greaves Motorsport ha conquistato anche la classifica piloti con Hirsch, Lancaster e lo svedese Wirdheim ex campione di F3000.

LMP2 - Top 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
1) Greaves Motorsport, n°41 (GBR - Gibson/Nissan) 93 (2)
- Gary Hirsch (SWI), Jon Lancaster (GBR), Bjorn Wirdheim (SWE)
2) Thiriet by TDS Racing, n°46 (FRA - Oreca/Nissan) 91 (2)
- Ludovic Badey (FRA), Pierre Thiriet (FRA), Tristan Gommendy (FRA), Nicolas Lapierre (FRA)
3) Jota Sport, n°38 (GBR - Gibson/Nissan) 89 (1)
- Filipe Albuquerque (POR), Simon Dolan (GBR), Harry Tincknell (GBR)
4) Krohn Racing, n°40 (USA - Ligier/Nissan) 46
- Niclas Jonsson (SVE), Tracy Krohn (USA), Oswaldo Negri (BRA), Julien Canal (FRA), Olivier Pla (FRA)
5) AF Racing, n°21 (RUS - BR Engineering/Nissan) 33
- Mikhail Aleshin (RUS), Kirill Ladygin (RUS), Victor Shaytar (RUS)

Nella classe LMP3 si è visto il dominio più netto dell'anno con il team LNT. acronimo che sta per Lawrence Neil Tomlinson, attuale proprietario del costruttore Ginetta e vincitore a Le Mans 2006 nella classe GT2. Il telaio Ginetta ha in effetti vinto tutte le gare annuali (con team differenti), lasciando solamente un secondo posto a Estoril alla Ligier del team Graff. Il team LNT ha piazzato due vetture ai primi due posti, con il trionfo della coppia Charlie Robertson/Chris Hoy (per loro 3 vittorie e 3 pole). Robertson è un classe '97 che ha impressionato per la maturità, mentre Sir Chris Hoy è un ex ciclista su pista vincitore di 6 medaglie olimpiche e detentore di 11 mondiali.



Peccato per il duo Villorba Roberto Lacorte/Giorgio Sernagiotto, che dopo due secondi posti consecutivi in Austria e in Francia ha perso ogni opportunità di lottare per il podio finale nell'ultimo round a causa di un problema elettrico.

LMP3 - TOP 5 (tra parentesi il numero di vittorie): 
1) Team LNT, n°3 (GBR - Ginetta) 93 (3)
- Chris Hoy (GBR), Charlie Robertson (GBR)
2) Team LNT, n°2 (GBR - Ginetta) 58 (1)
- Gaetan Paletou (FRA), Michael Simpson (GBR), Mark Shulzitskiy (RUS)
3) SVK by Speed Factory, n°15 (SPA - Ginetta) 57
- Konstantins Calko (LAT), Dainius Matijosaitis (LIT), Jesus Fuster (SPA), Mirco Van Oostrum (NED)
4) University of Bolton, n°7 (GBR - Ginetta) 40 (1)
- Rob Garofall (GBR), Jens Petersen (GER), Morten Dons (DEN)
5) Villorba Corse, n°5 (ITA - Ginetta) 36
- Roberto Lacorte (ITA), Giorgio Sernagiotto (ITA)

Dopo una stagione al top, con due successi conquistati, il team Formula Racing ha sentito un po' di... fiato sul collo all'ultima 4 ore di Estoril! Il team danese con le Ferrari 458 Italia, che aveva 19 punti di vantaggio sui rivali del Marc VDS prima dell'ultima bandiera a scacchi, ha concluso invece avanti di sole 4 lunghezze, grazie a un quinto posto. Così ecco arrivare l'unico successo italiano nell'ELMS 2015, con Andrea Rizzoli. Per il parmense classe '85 è un periodo d'oro, visto che era tornato nell'ELMS con in tasca il titolo Pro-Am 2014 della Blancpain Endurance Series. Quest'anno, insieme a Rizzoli, c'erano Johnny Laursen, 51 anni, e Mikkel Mac, nato nel 1992: equipaggio certo eterogeneo ma ben assortito.

Hanno vinto una gara anche Hassid, Jesse Krohn e Priaulx (BMW, Marc VDS), Carroll, Wainwright, Keen (Porsche, Gulf Racing) e il nostro Alessandro Pier Guidi insieme a Alexander Talkanitsa Sr. e suo figlio, con un successo ottenuto a Imola.



LMGTE - TOP 5 (tra parentesi il numero di vittorie): 
1) Formula Racing, n°60 (DEN - Ferrari 458 Italia) 83 (2)
- Johnny Laursen (DEN), Mikkel Mac (DEN), Andrea Rizzoli (ITA)
2) BMW Sports Trophy Marc VDS, n°52 (BEL - BMW Z4) 79 (1)
- Henry Hassid (FRA), Jesse Krohn (FIN), Andy Priaulx (GBR)
3) AF Corse, n°55 (ITA - Ferrari 458 Italia) 63
- Duncan Cameron (GBR), Matt Griffin (IRL), Aaron Scott (GBR)
4) Gulf Racing UK, n°86 (GBR - Porsche 911) 56 (1)
- Adam Carroll (GBR), Michael Wainwright (GBR), Phil Keen (GBR), Daniel Brown (GBR)
5) AT Racing, n°56 (AUT - Ferrari 458 Italia) 55 (1)
- Alessandro Pier Guidi (ITA), Alexander Talkanitsa Sr. (BLR), Alexander Talkanitsa Jr. (BLR)

L'armata AF Corse non è riuscita a portare a casa il titolo GTC, nonostante la massiccia presenza. Il team italiano ha occupato la classifica dalla 2° alla 4° posizione, con tre vittorie delle quali 2 da parte di Castellacci (coadiuvato in un caso anche da Rino Mastronardi) e 1 con Cioci e Giorgio Roda. A vincere il titolo è però stato il TDS Racing, con una BMW Z4 portata in pista da Dermont, Lunardi e Perera. La compagine transalpina ha vinto due gare e ha ottenuto la pole in tre occasioni, risultando la più costante e anche l'unica ad aver concluso tutti i round in programma.

GTC - TOP 5 (tra parentesi il numero di vittorie): 
1) TDS Racing, n°59 (FRA - BMW Z4) 101 (2)
- Eric Dermont (FRA), Dino Lunardi (FRA), Franck Perera (FRA)
2) AF Corse, n°62 (ITA - Ferrari 458 Italia) 81 (2)
- Francesco Castellacci (ITA), Stuart Hall (GBR), Thomas Flohr (SWI), Rino Mastronardi (ITA)
3) AF Corse, n°64 (ITA - Ferrari 458 Italia) 60
- Francisco Guedes (POR), Mads Rasmussen (DEN), Filipe Barreiros (POR), Adrien De Leener (BEL)
4) AF Corse, n°63 (ITA - Ferrari 458 Italia) 56 (1)
- Marco Cioci (ITA), Ilya Melnikov (RUS), Giorgio Roda (ITA)
5) Massive Motorsport, n°68 (DEN - Aston Martin V12 Vantage) 30
- Casper Elgaard (DEN), Simon Moller (DEN), Kristian Poulsen (DEN)



lunedì 28 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Seat Leon Eurocup

La quinta stagione della Seat León Eurocup ha confermato che questo monomarca è uno dei più in forma d'Europa. Il campionato 2015, sette round con due gare ciascuno, è stato popolato da oltre 30 vetture in un paio di occasioni e ha regalato molto spettacolo. Non è semplicemente una questione di griglia: i piloti dell'Eurocup se le danno per davvero.



Come nel 2014 Pol Rosell ha conquistato il campionato, anche se in modo differente. L'anno scorso lo spagnolo classe '91 aveva battuto i colleghi sul piano della costanza, precedendo ben quattro piloti con più gare vinte; nel 2015 è stato invece lui a sovrastare tutti in quanto a trionfi di tappa con 4 successi, uno dei quali è risultato decisivo.



Non è comunque stato facile per il pilota del Baporo Motorsport conquistare questo titolo. Alla vigilia dell'ultimo round a Barcellona, lui e il norvegese Stian Paulsen erano appaiati a 72 punti, e quindi con uguali probabilità di trionfare nel campionato. A parte loro, solo Mikel Azcona era matematicamente in lizza anche se indietro di 17 punti. Rosell ha fatto esattamente ciò che doveva fare, conquistando prima due punti per il 2° posto in qualifica, e poi vincendo gara 1. Le ultime speranze di Paulsen si sono infrante in gara 2, nella quale comunque ha spremuto oltre ogni limite la propria León, con un incidente a un giro dalla fine.

Prima di elencare gli altri vincitori di tappa, è giusto dare spazio alla vincitrice di una classifica alla quale Seat ha dato molta importanza in questa stagione: il Ladies Trophy. A vincerlo è stata la francese Lucile Cypriano, classe '96. La Cypriano ha vinto gara 2 a Barcellona e ha concluso al terzo posto anche gara 1 all'Estoril (per altro partendo dalla pole position) e gara 1 a Monza. Questi tre ottimi risultati sono stati ampiamente sufficienti per battere le concorrenti, ovvero la svizzera Andrina Gugger (un 7° posto come miglior risultato), la connazionale Marie Baus-Coppens, l'ungherese Edina Bus e Amalia Vinyes Dabad, da Andorra (tutte e tre a quota zero punti).

Lucile Cypriano

A quota due vittorie, oltre a Paulsen, c'è anche Fran Rueda. Lo spagnolo, classe '97, ha vinto due delle prime quattro gare, ma poi è precipitato spesso fuori dai punti concludendo alla fine in 8° posizione. Sembra comunque uno dei migliori piloti spagnoli in prospettiva futura, magari proprio nel mondo delle competizioni turismo.

A quota una vittoria ci sono altri cinque piloti. Lo spagnolo Mikel Azcona ha vinto la gara di apertura a Le Castellet, conquistando il maggior numero di giri veloci nella stagione (cinque), concludendo al terzo posto in classifica; il britannico Alex Morgan ha vinto gara 2 al Nurburgring; il francese Thibault Mourgues ha trionfato a Monza in gara 1 in una sorta di festa transalpina con i compagni di squadra Briché e Cypriano secondi e terzi; l'olandese Loris Hezemans ha battuto tutti al Red Bull Ring (gara 1); Jonny Cocker ha invece vinto la gara-2 casalinga a Silverstone.

L'Italia è stata rappresentata dal team Target Competition (una vittoria con Hezemans e sesto posto finale per Jordi Oriola) e dal team Dinamic SRL che ha conquistato due punti con Stefano Zanini (mentre Marco Pellegrini è rimasto a quota zero).


#SEATLeoneurocup season highlights. Images to remember a exciting year.
Posted by SEAT Sport on Lunedì 2 novembre 2015


La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Pol Rosell (SPA - Baporo Motorsport) 88 (4)
Stian Paulsen (NOR - Stian Paulsen) 77 (2)
Mikel Azcona (SPA - PCR Sport) 66 (1)
Julien Briché (FRA - JSB Competition) 45
Alex Morgan (GBR - Baporo Motorsport) 43 (1)
Jordi Oriola (SPA - Target Competition) 37
Mario Dablander (AUT - Seat Austria) 35
Fran Rueda (SPA - Monlau) 34 (2)
Lucile Cypriano (FRA - JSB Competition) 29 (1)
Shane Williams (RSA - Wolf Power) 24
Mauricio José Hernandez (CRC - Target Competition) 17
Thibault Mourgues (FRA - JSB Competition) 15 (1)
Manuel Giao (POR - Baporo Motorsport) 14
Loris Hezemans (NED - Target Competition) 13 (1)
David Cebrian (SPA - Monlau) 12
Jonathan Cocker (GBR - Wolf Power) 11 (1)
Niels Langeveld (NED - Target Competition) 7
Jimmy Antunes (SWI - Monlau) 6
Norbert Kiss (HUN - B3 Hungary KFT) 5
Jurgen Schmarl (AUT - Target Competition) 5
Andrina Gugger (SWI - Target Competition) 2
Stefano Zanini (ITA - Dinamic) 2
Lourenço Beirão da Veiga (POR - LBV) 1

Il riassunto della stagione 2015: Tutti i trofei continentali Rally FIA

Per me è sempre interessante fare un viaggio nello strano mondo dei rally continentali. Si tratta di un mix eterogeneo di storie, nazioni e visioni che fa fatica a emergere nel racconto del motorsport contemporaneo. Andiamo quindi alla scoperta dei campioni 2015, meritati protagonisti in diversissimi panorami motoristici, lontani parenti del Mondiale Rally mediaticamente coperto e universalmente seguito.

Come da consuetudine, la FIA continua a suddividere il nostro pianeta in sei fette rallistiche, eleggendo campioni continentali in Europa, nell'area Asia-Pacifico, in Africa, in Medio Oriente, in Nordamerica e in Sudamerica.

European Rally Championship - 10 gare/5 diversi vincitori

Voltata la pagina dopo i fasti dell'IRC, nel Campionato Europeo nessun pilota, almeno tra quelli di punta, ha deciso di gareggiare per tutta la stagione. Di conseguenza un numero molto alto di equipaggi ha solcato le strade della serie, per altro prestigiose vista la presenza in calendario di rally storici come l'Acropoli, l'Azzorre, lo Janner, il Barum, il Westhoek, affiancati da altri ottimi percorsi in nazioni lasciate fuori dal mondiale (Cipro, Svizzera, Estonia, Irlanda e Lettonia). A vincere è stato l'equipaggio Kajetan Kajetanowicz/Jaroslaw Baran con una Ford Fiesta del team connazionale Lotos. I due hanno vinto in tre occasioni (due volte nella classifica assoluta, visto che a Cipro ha trionfato il fuori classifica Al-Attiyah) e hanno concluso a podio altre quattro volte. Meglio di Breen/Nagle (Peugeot 208), che però hanno subito tre ritiri e hanno corso spesso nel WRC, disputando una stagione molto allargata rispetto ai colleghi polacchi.

Terzo il russo Lukyanuk, che ha diviso la vettura prima con l'ucraino Chervonenko e poi con il connazionale Arnautov. Per lui due vittorie stagionali in Estonia e al Valais. Una vittoria invece per il ceco Jan Kopecky e per il belga Freddy Loix, intervenuti una tantum nei rispettivi rally nazionali sbaragliando la concorrenza.

Kajetan Kajetanowicz


African Rally Championship - 7 gare/5 diversi vincitori

L'equipaggio formato dal kenyano Jaspreet Singh Chatthe e dall'inglese Craig Thorley ha conquistato il titolo continentale, con tre vittorie assolute. Il pilota di origini indiane ha comunque vinto un campionato nel quale non ci sono stati molti piloti in grado di prendere parte a più di uno o due appuntamenti. Il detentore 2014 Gary Chaynes ha partecipato ad esempio solo al primo rally in Costa D'Avorio, per altro vincendolo.

Il campione 2013 Jassy Singh (Zambia) ha concluso al secondo posto, concludendo secondo in due occasioni. Per lui è stata una stagione difficile, considerando anche alcuni problemi giudiziari che ha avuto (è stato scagionato dalle accuse di aggressione a un impiegato all'ufficio immigrazione a Lusaka).

Una vittoria anche all'equipaggio sudafricano Mark Cronje/Robin Houghton, alla coppia della Tanzania Gerard Miller/Peter Fox e al duo del Madagascar Mamy Patrick "Boom" Solofonirina/Berthin "Berthin" Randriamihaingo. Tutti loro hanno vinto il rally di casa in un continente nel quale la quantità delle iscrizioni è legata soprattutto agli equipaggi nazionali e limitrofi.

Sfortunata invece questa edizione del Rwanda Mountain Gorilla Rally per Giancarlo Davite, ritiratosi a causa di uno scontro con una mucca vagante. Anche Jassy Singh ha chiesto ai vari organizzatori dei rally africani per una maggiore attenzione sui percorsi, il cui monitoraggio è a volte latente con attraversamenti di persone, animali e addirittura vetture in senso opposto rispetto ai rallisti.



Asia-Pacific Rally Championship - 6 gare/3 diversi vincitori

Un assolo dall'inizio alla fine: ecco come si può definire la trionfale stagione del duo svedese Pontus Tidemand/Emil Axelsson (Skoda Fabia), vincitori del campionato Asia-Pacifico con la bellezza di 4 gare vinte e due secondi posti. Anche se non ce ne era veramente il bisogno, visto il vantaggio accumulato con questi risultati, ai fini del punteggio finale pure il secondo posto di Tidemand all'International Rally of Whangarei (Nuova Zelanda) è stato considerato come un primo dato che Ken Block (il reale vincitore) ha corso fuori classifica.

L'unico pilota iscritto all'APRC in grado di battere Tidemand è stato in realtà l'indiano Gaurav Gill, campione 2013. Gill, navigato dall'australiano Glenn MacNeall, ha corso con lo stesso team di Tidemand (il MRF) e con la stessa vettura. Nonostante la vittoria nel Rally della Nuova Caledonia, l'indiano ha concluso al terzo posto in classifica, preceduto dal più costante neozelandese Michael Young.

Due navigatori hanno portato in alto la bandiera italiana in due occasioni, grazie alla vittoria di Alex Gelsomino in Nuova Zelanda insieme a Block, e al terzo posto di Nicola Arena nel Rally del Queensland in Australia conquistato insieme al pilota indonesiano Subhan Aksa


Gaurav Gill e Pontus Tidemand


Middle-East Rally Championship - 8 gare/3 diversi vincitori

Undicesima vittoria nel MERC per Nasser Al-Attiyah, pilota che sta vivendo una fase di carriera davvero emozionante con anche il trionfo nella classifica del WRC-2. Il medagliato olimpico nato a Doha ha vinto sei delle 8 gare del campionato, un dominio che nessuno ha potuto mettere in discussione. Onore quindi a lui e anche al suo navigatore, il francese Matthieu Baumel, e alla sua vettura, una Ford Fiesta RRC.

Le briciole, cioè le gare disputate in Libano e a Dubai, sono state vinte rispettivamente dai libanesi Roger Feghali/Joseph Matar (Ford Fiesta) e dalla coppia Khalid Al Qassimi/Chris Patterson (Citroen DS3). Proprio Al Qassimi ha concluso al terzo posto in campionato, dietro anche ad Abdulaziz Al-Kuwari. Si confermano insomma al vertice i tre big locali, senza molte sorprese.


Al-Attiyah/Baumel


NACAM Rally Championship - 5 gare/4 diversi vincitori

Lo strano campionato del Nord e del Centro America è stato anche quest'anno privo di gare negli Stati Uniti. In realtà era in programma il Rally del West Virginia, poi cancellato. Inoltre pure il Rally Costa del Pacifico (Costarica) è saltato, costringendo la FIA ad accontentarsi di soli cinque appuntamenti. Come nel 2014 il messicano Ricardo Triviño (Mitsubishi Lancer Evo X) ha portato a casa il titolo, con due vittorie assolute (ottenute entrambe nei rally di casa) e altri due podi. In classifica ha preceduto il connazionale Miguel Medina e lo statunitense Dillon Van Way, quest'ultimo vincitore del Rally Panama, navigato dall'inglese Craig Parry.

Gli altri vincitori di tappa sono stati i giamaicani Jeffrey Panton/Michael Fennell (nel Rally Jamaica, per altro) e José Andrés Montalto/Rodrigo Quirós primi al Rally Africa Safari disputato in Costarica.


Ricardo Triviño

CODASUR Rally Championship - 5 gare/2 diversi vincitori

Il campionato continentale del Sudamerica sembra in realtà la serie nazionale paraguaiana. Già, perché la sfida al vertice è stata tra Diego Dominguez e Gustavo Saba, divisi alla fine da soli 4.5 punti. Il vincitore finale, cioè Diego Dominguez (con una Ford Fiesta, navigato dall'argentino Edgardo Galindo), ha conquistato tre rally e collezionato un solo ritiro, proprio nell'appuntamento di casa in Paraguay. Il Rally Trans-Itapua è andato invece proprio al connazionale Saba, navigato da Diego Cagnotti e alla guida di una Skoda Fabia.

A completare la festa paraguaiana è arrivato anche il terzo posto di Alberto Antebi/Victor Aguilera, riusciti a precedere di due punti i rivali uruguaiani Rodrigo Zeballos/Sebastian Dotta. Solo un terzo posto per Federico Villagra, 55 rally valevoli per il WRC disputati, l'ultimo dei quali proprio quest'anno (10° in Argentina con un punto conquistato).


Diego Dominguez

***

Ricapitolando, ecco i campioni continentali 2015:
European Rally Championship - Kajetan Kajetanowicz/Jaroslaw Baran (Ford Fiesta)
African Rally Championship - Jaspreet Singh Chatthe/Craig Thorley (Mitsubishi Lancer Evo X)
Asia-Pacific Rally Championship - Pontus Tidemand/Emil Axelsson (Skoda Fabia)
Middle-East Rally Championship - Nasser Al-Attiyah/Matthieu Baumel (Ford Fiesta)
NACAM Rally Championship - Ricardo Triviño/Marco Hernández (Mitsubishi Lancer Evo X)
CODASUR Rally Championship - Diego Dominguez/Edgardo Galindo (Ford Fiesta)

giovedì 24 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Porsche Carrera Cup italia

Alla fine, il verdetto è arrivato. Riccardo Agostini (Antonelli Motorsport) è stato confermato come campione 2015 della Porsche Carrera Cup Italia. Dopo una stagione colma di polemiche l'italiano può ufficialmente fregiarsi di un titolo che personalmente sentiva già suo. Anche se... non è stato edificante vedere ancora un campionato finito in mano a dei giudici. Almeno non è stato ribaltato l'ordine di classifica, con Agostini arrivato a 183 punti e il francese Côme Ledogar a 182. Proprio il team di Ledogar, lo Tsunami RT, è proprio l'artefice del ricorso del post Mugello.



Il team Tsunami RT aveva richiesto una pena più severa nei confronti di Agostini per una contatto subito da Ledogar proprio nella penultima gara del campionato (cioè la prima del round finale al Mugello). I giudici avevano già comminato ad Agostini una squalifica che lo aveva fatto scivolare al 4° posto, con annesso reclamo da parte di Antonelli (tuttavia subito rigettato). Con una penalità maggiore Ledogar sarebbe passato in testa alla classifica. A parziale consolazione, tuttavia, lo Tsunami RT ha conquistato il titolo a squadre grazie alle migliori prestazioni di Gaidai rispetto ai vari compagni di squadra di Agostini nel team Antonelli.

Il momento del contatto tra Agostini e Ledogar a partire dal minuto 1:54


I due team si sono punzecchiati anche precedentemente all'ultimo round. Ad esempio a Monza, dove c'erano stati identici appelli per penalizzazioni riguardo a tagli di chicane, poi finiti in niente con la conferma delle decisioni dei commissari.

Dal punto di vista statistico è giusto dire che Agostini ha meritato il campionato. Cinque vittorie e otto podi su 13 gare sono la prova delle capacità velocistiche del pilota padovano classe '94. Ledogar, a titolo di confronto, ha vinto meno (in tre occasioni) ma è stato più presente tra i primi tre con undici piazzamenti a podio. Insomma, i due hanno veleggiato appaiati per tutta la stagione, con Agostini in grande spolvero fino alla prima gara di Vallelunga e poi con Ledogar in recupero negli ultimi cinque appuntamenti. La sfida è stata grande tra due giovani piloti dello Scolarship che hanno tutte le credenziali per fare carriera nel mondo del motorsport.

Ledogar e Agostini

Come del resto anche il terzo classificato Mattia Drudi. Drudi, classe '98, ha vinto gara 2 a Vallelunga e ha spesso presenziato sul podio, dimostrando ancora una volta di essere consistente anche a ruote coperte.

Mattia Drudi


Nel 2015 anche la presenza di Stefano Colombo è stata di spicco. Due gare vinte, delle quali una è stata in occasione della gara italo-francese a contorno della 24 Ore di Spa, anche se non è stata assoluta (quattro piloti della Carrera Cup francese lo hanno preceduto). Per il pilota classe '90 è un ritorno nelle posizioni di vertice dopo un 2014 marginale. Ricordiamo infatti che Colombo è stato per due anni protagonista del GT Italiano (campione nel 2012, 2° nel 2013).

Hanno vinto una gara a testa anche Gianluca Giraudi (gara 2, Imola) e Enrico Fulgenzi (gara 1, Mugello). Entrambi fanno parte della storia della categoria, visto che Fulgenzi è stato campione 2013 e che Giraudi - ora 47 anni - è arrivato terzo per due anni consecutivi (2013-2014).

A vincere il titolo riservato ai piloti della Michelin Cup è stato Alberto De Amicis, per altro 8° nella classifica assoluta, con sette vittorie di classe. De Amicis ha vinto la gara di Spa nella sua classe battendo anche i colleghi della serie francese.

Alberto De Amicis

A parte le polemiche finali il campionato è stato discretamente popolato, con una griglia che ha oscillato attorno alle 19-20 presenze di media. E lo spettacolo non è mai mancato...



La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Riccardo Agostini (ITA - Antonelli/Padova) 183 (5)
Côme Ledogar (FRA - Tsunami RT) 182 (3)
Mattia Drudi (ITA - Dinamic) 145 (1)
Gianluca Giraudi (ITA - Antonelli/Torino) 99 (1)
Stefano Colombo (ITA - LEM Racing) 92 (2)
Enrico Fulgenzi (ITA - Heaven) 69 (1)
Aku Pellinen (FIN - LEM Racing) 55
Alberto De Amicis (ITA - Ebimotors) 54
Andrea Fontana (ITA - Ghinzani Arco) 51
Oleksandr Gaidai (UKR - Tsunami RT) 49
Da Sheng Zhang (CHI - LEM Racing) 41
Alex De Giacomi (ITA - Dinamic) 34
Takashi Kasai (JAP - Antonelli/Padova) 25
Marco Cassarà (ITA - Ghinzani Arco) 24
Pietro Negra (ITA - Ebimotors) 23
Hans-Peter Koller (SWI - TAM Racing) 22
Thomas Biagi (ITA - Dinamic) 21
Sergio Negroni (ITA - Antonelli/Padova) 20
Kevin Giovesi (ITA - Ghinzani Arco) 12
Alessandro Bonacini (ITA - Dinamic) 9
Niccolò Mercatali (ITA - Dinamic) 4
Christopher Gerhard (GER - TAM Racing) 1
Andrea Russo (ITA - Antonelli/Padova) 1

mercoledì 23 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Super Trofeo Lamborghini

Il super lavoro di Lamborghini nel Motorsport sta continuando a dare ottimi frutti. Anche nel 2015 il Super Trofeo è stato un successo in termini di spettacolo e di griglia. Con un format ormai definito e il debutto della Huracán LP620-2 Super Trofeo le serie continentali facenti parte del programma sportivo Lamborghini hanno confermato le proprie peculiarità, attirando maggiormente l'attenzione anche a livello mediatico. A parte la serie asiatica, ancora povera in quanto a numeri, la serie europea e quella nordamericana hanno offerto tanti spunti.



La serie Europea, che ha corso sui circuiti di Monza, Silverstone, Paul Ricard, Spa e Nurburgring (oltre alle finali mondiali di Sebring), è quella che ha portato più vetture sulla griglia, superando praticamente sempre la trentina di presenze considerando sia le nuove Huracan sia le vecchie Gallardo alle quali è stata dedicata una classifica riservata.

Il dominatore della serie è stato il finlandese (ma nato a Marbella) Patrick Kujala, classe 1996. Kujala è arrivato nel Super Trofeo dopo due non irresistibili stagioni in GP3, ma si è presto capito che sarebbe stato il suo anno. Pensate: 9 successi su 12 non sono certo casuali! Evidentemente per il giovanissimo pilota dello Young Drivers Program Lamborghini il passaggio dalle monoposto alle ruote coperte non è stato un problema, e così vincendo avrà senz'altro goduto di una visibilità prima irraggiungibile.



Le tre vittorie rimaste sono andate a tre equipaggi differenti. Mavlanov (altro pilota dello Young Drivers Program) e Zampieri, secondi alla fine, hanno vinto la seconda gara del Paul Ricard. Hanno anticipato in classifica per un solo punto il romano Alberto Di Folco, altro classe '96 e vincitore a Spa. Con Di Folco, per altro detentore del titolo Pro-Am '14, la Lamborghini fa en plein sul podio con i piloti del proprio programma giovanile.

A proposito di Pro-Am: Loris Spinelli si è laureato campione totalizzando il maggior numero di vittorie tra i pari classe (3), precedendo i ben più navigati Eskelinen/Snoeks e Amstutz. Spinelli è infatti nato nel 1995 e praticamente è salito sulle Huracan direttamente dai kart, impressionando per la costanza di rendimento. In ogni caso, Spinelli ha portato a casa il titolo grazie anche a due co-equipier come Marco Moscato (con lui due delle tre vittorie) e Riccardo Agostini, anche loro giovani e velocissimi.

Tra gli altri va citata la coppia Schlegelmilch/Stepanov, capace di conquistare la vittoria assoluta in gara 2 alle finali di Sebring (anche se in quel caso sia Kujala sia Mavlanov/Zampieri non hanno avuto l'opportunità di siglare punti). Bobbi, Cozzolino, Giannoni e Pellegrinelli hanno conquistato una vittoria a testa, con Pellegrinelli unico dei quattro ad aver vinto senza condividere l'equipaggio con un altro pilota.

Nella Am vinta dal georgiano Abkhazava gloria per i nostri Faccioni e Silva, con un successo a testa, mentre Andrea Palma (in coppia con la portoghese Carina Lima) ha conquistato la classifica riservata alle Gallardo con un buon vantaggio sul veloce portoricano Ricardo Vera.

Una foto pubblicata da Lamborghini Super Trofeo (@thesupertrofeo) in data:

Classifica Pro - Europa - Primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie):
Patrick Kujala (FIN - Bonaldi) 144 (9)
Roman Mavlanov/Daniel Zampieri (RUS/ITA - Antonelli) 91 (1)
Alberto Maria Di Folco (ITA - Raton Racing) 90 (1)
Sergio Campana/Fabrizio Crestani (ITA/ITA - Lazarus) 84
Kei Cozzolino/Shinya Michimi (ITA/JAP - VSR) 81
Florian Spengler (GER - Bonaldi) 80
Patric Niederhauser (SWI - Raton Racing) 72
Edoardo Liberati (ITA - Raton Racing) 60
Giacomo Barri/Alberto Cerqui (ITA/ITA - Imperiale) 55
Isaac Tutumlu (SPA - Leipert) 36

Classifica Pro-Am - Europa - Primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie):
Loris Spinelli (ITA - Antonelli) 115 (3)
Mikko Eskelinen/Kelvin Snoeks (FIN/NED - Leipert) 106
Adrian Amstutz (SWI - Konrad) 91 (2)
Raffaele Giannoni (ITA - Automobile Tricolore) 88 (1)
Simone Pellegrinelli (ITA - Imperiale) 86 (2)
Marco Moscato (ITA - Antonelli) 75 (2)
Harald Schlegelmilch/Michail Stepanov (LAT/RUS - Artline Team Georgia) 68 (1)
Milos Pavlovic (SRB - GRT Grasser) 43 (1)
Sebastian Merchan (VEN - Bonaldi) 36 (1)
Jacopo Faccioni/Olly Rae (ITA/AUS - VSR) 31

Classifica Am - Europa - Primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie):
Shota Abkhazava (GEO - Artline Team Georgia) 111 (3)
Mark Ineichen (SWI - Konrad) 93 (1)
Jurgen Krebs (GER - Sportech) 87 (1)
Mikhail Spiridonov (RUS - Kinetik) 77 (2)
Eugenio Montez/Sergio Montez (POR/POR - Veloso) 73
Laurent Jenny/Cedric Leimer (SWI/SWI - X Bionic) 72 (3)
Amir Krenzia (ISR - Konrad) 57
Christophe Lenz (SWI - Sportech) 42
Tim Richards (CAN - Toro Loco) 29
Roberto Pampanini (ITA - Sportech) 28




Nella serie nordamericana, per altro anch'essa eccezionale per numero di partecipanti e per il livello complessivo, vittoria in classe Pro per Richard Antinucci (che, ricordiamolo, è il nipote di Eddie Cheever). Il pilota americano nato a Roma nel 1981, un tempo destinato a una carriera nelle monoposto prima di cambiare decisamente prospettiva, ha battuto l'ex F1 Enrique Bernoldi. Il titolo di Antinucci è arrivato con il grande aiuto del nostro Edoardo Piscopo: i due hanno condiviso il volante della Huracan del team O'Gara per buona parte della stagione.

Nella Pro-Am dominio assoluto per Corey Lewis, che ha conquistato il doppio dei punti del duo Sbirrazzuoli/DeGeorge. Le dieci vittorie di classe del pilota di Nazareth rimarranno un primato difficilmente ripetibile.

Nella Am vittoria sul filo di lana per Ryan Ockey (classe '62), solamente tre punti avanti a Jim e Josh Norman. L'ex pilota del Ferrari Challenge ha battuto la famiglia Norman grazie a una vittoria in più (4 contro 3). Il fratello di Ryan, cioè Damon Ockey, ha concluso al terzo posto in classifica.

Classifica Pro - Nordamerica - primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Richard Antinucci (USA - O'Gara) 147 (6)
Enrique Bernoldi (BRA - Prestige) 126 (2)
Edoardo Piscopo (ITA - O'Gara) 113 (4)
Justin Marks (Change Racing) 100
Madison Snow (BAD Lambo) 96 (2)

Classifica Pro-Am - Nordamerica - Primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Corey Lewis (Change Racing) 174 (10)
Cedric Sbirrazzuoli/Lawrence DeGeorge (STR) 86 (2)
Jeffrey Cheng (GMG Racing) 64
Aaron Povoledo/Joe Courtney (Musante-Courtney) 64
Fernando Barbachano (STR) 64

Classifica Am - Nordamerica - Primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Ryan Ockey (O'Gara Motorsport) 139 (4)
Jim Norman/Josh Norman (BAD Lambo) 136 (3)
Damon Ockey (O'Gara Motorsport) 93 (3)
Ross Chouest (Musante-Courtney) 80
John DiFiore (Prestige) 24






Nelle finali di Sebring, con i Pro, i Pro-Am e gli Am delle varie serie in pista assieme, i valori non sono cambiati. Kujala ha vinto la classifica Pro, stilata con la somma dei punteggi delle due gare disputate, conquistando un primo e un secondo posto. La seconda gara Pro è andata a Niederhauser, mentre l'equipaggio Spinelli/Zampieri ha concluso al secondo posto con un 2° e un 3° piazzamento. Nella Pro-Am Corey Lewis ha continuato il dominio vincendo entrambe le gare, e pure nella Am Ryan Ockey ha proseguito nel solco del successo, precedendo l'equipaggio protagonista della serie europea Leimer/Jenny.


martedì 22 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Campionato Italiano Rally

Nove titoli non sono pochi. E se l'ultimo di questi lo conquisti a 50 anni, bèh, allora entri automaticamente nella storia del tuo sport. Parlo di Paolo Andreucci, ancora una volta Campione Italiano Rally alla guida del "suo" fedele marchio Peugeot. Con i loro 4 rally vinti anche nel 2015 l'equipaggio Andreucci/Andreussi è stato l'attore protagonista di un campionato in realtà vittima di una eccessiva frammentazione della specialità e della da tempo avvenuta trasformazione in gara sprint.


Come già ho scritto in passato, il rally ha perso in generale un po' dello spirito endurance che lo caratterizzava un tempo, per ragioni logistiche, mediatiche e soprattutto economiche. Anche in Italia, chiaramente, è così. Sono un sostenitore dei rally lunghi, con prove speciali di diverso raggio e capaci di rivoluzionare le classifiche al sommarsi di imprevisti altrimenti meno probabili con chilometraggi ridotti.

Inoltre penso che sarebbe interessante, anche se totalmente contrario alla moda corrente, aggiungere altri rally con validità per il CIR passando magari dagli 8 attuali a 12, o anche 14 appuntamenti. Con un modello inclusivo, cioè aperto a tante vetture diverse e mirato all'aumento delle iscrizioni. Nel 2015 ci sono stati due rally contrapposti in tal senso: il Sanremo, arrivato a quota 67 iscritti, e il Roma Capitale, con un triste numero di verificati (appena 22).

Ci sarebbe anche il discorso delle decine e decine di classi inventate per tentare di fare chiarezza (o forse per dare un trofeo-contentino a molti insoddisfatti del giochino?) e invece risultate incomprensibili per molti appassionati, ma questo è relativamente poco attinente al lavoro che deve fare Aci Sport per tenere alta l'attenzione sul rally italiano. Si tratta proprio di un problema a monte che solo la FIA può risolvere, cercando di mettere ordine in quella giungla di sigle...

Tornando al CIR, solo un equipaggio ha statisticamente impensierito Andreucci, e si tratta di Scandola/D'Amore con la loro Skoda. Il duo ha vinto in tre occasioni, ma si è ritirato altrettante volte. Questo ruolino di marcia altalenante ha fatto perdere loro la seconda posizione in classifica a vantaggio della coppia BRC Giandomenico Basso e Lorenzo Granai, mai vincitori ma per ben sei volte sul podio (record stagionale comunque eguagliato da Andreucci).

Umberto Scandola e Guido D'Amore

Alessandro Perico, navigato da Mauro Turati, ha invece vinto con la sua Peugeot 208 il primo appuntamento stagionale, cioè il Rally del Ciocco. Quella vittoria aveva regalato loro la testa del campionato, persa poi subito nel rally successivo per mano di Andreucci, da quel momento in avanti sempre al comando.

Giandomenico Basso e Alessandro Perico

Stagione d'oro negli Junior per Michele Tassone, classe '91. Con la sua Peugeot 208 R2 e con il navigatore Daniele Michi ha vinto la classifica di classe in 4 occasioni su 6, steccando solamente al Ciocco (dove comunque arrivò secondo) e disertando il Rally di Roma Capitale.

Michele Tassone

L'unico vero rivale è stato Giuseppe Testa. Il pilota nato nel 1994 e navigato da Emanuele Inglesi ha vinto il primo appuntamento del campionato e ha concluso in seconda posizione per tre volte. La sua unica vittoria stagionale ha quindi rappresentato l'unica "minaccia" all'assolo di Tassone, visto che la vittoria di Corinne Federighi al Rally di Roma Capitale è arrivata senza alcun avversario intorno.

Giuseppe Testa e Emanuele Inglesi


Tassone e Testa hanno concluso il trofeo riservato alle R2 nelle stesse posizioni dello Junior, mentre in R3 Luca Rossetti ha vinto il titolo partecipando solamente a metà degli appuntamenti (per altro vincendo sempre, 4 volte su 4).




Classifica Finale assoluta CIR (tra parentesi il numero di vittorie):
Paolo Andreucci/Anna Andreussi (Peugeot 208 R5) 88 (4)
Giandomenico Basso/Lorenzo Granai (Ford Fiesta R5) 66
Umberto Scandola/Guido D'Amore (Skoda Fabia) 65 (3)
Sebastien Chardonnet/Thibault de la Haye (Ford Fiesta R5) 28
Alessandro Perico/Mauro Turati (Peugeot 208 R5) 27 (1)
Stefano Albertini/Danilo Fappani (Peugeot 208 R5) 18
Nicola Caldani/Sauro Farnocchia (Ford Fiesta R5/Citroen DS3) 18
Michele Tassone/Daniele Michi (Peugeot 208) 17
Stefano Baccega/Valerie Ottaviani e Marco Menchini (Ford Fiesta R5) 15
Gabriele Ciavarella/Giacomo Ciucci (Ford Fiesta R5) 7

domenica 20 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Campionato Italiano GT

Il Campionato Italiano GT ha vissuto un 2015 all'insegna dei grandi numeri. La crescita rispetto al 2013 è molto ben visibile, perché praticamente sono quasi raddoppiate le iscrizioni alle gare del campionato. Con un panorama così roseo fa bene al motorsport italiano. In gara-2 a Imola sono partite 37 vetture, una cifra ragguardevole considerando l'atmosfera economica generale.


Stefano Gattuso si è laureato Campione Italiano GT3 in quel del Mugello, in un weekend apertissimo con numerosi equipaggi in lizza. Il pilota della Scuderia Baldini 27 Network, alla guida di una Ferrari 458 Italia, ha conquistato tre vittorie totali. Una è arrivata in coppia con Lorenzo Casè, con il quale ha corso per i primi 5 appuntamenti stagionali. Delle restanti quattro gare Gattuso ne ha vinte due in coppia con Matteo Malucelli. Gattuso, pilota classe '84 di Sarnico (BG), ha scelto come molti altri piloti di trasferirsi dall'International GT Open al GT Italiano, e nel suo caso i risultati sono stati decisamente migliorati tra il 2014 e il 2015.

Stefano Gattuso

Il tesoretto di team e piloti ritornati in patria è motivo d'orgoglio per ACI Sport, ma è anche una sfida: è necessario per il bene della categoria che tutti rimangano sulle piste italiane e mantengano questo ottimo livello di partecipazione raggiunto.

Ma torniamo alla classifica... Con un finale di stagione in crescendo, Andrea Amici e Marco Mapelli hanno conquistato il secondo posto finale. Il duo di Audi Sport Italia ha vinto in due occasioni e tre dei cinque podi totali li ha ottenuti nelle ultime tre gare. Il team di Nibbiola è quindi tornato al successo dopo oltre un anno, chiudendo la sua striscia negativa e ponendo le basi per il successo in questo 2015 nella classifica dei team (ottenuto anche grazie all'apporto di Dindo Capello e Emanuele Zonzini).

Amici e Mapelli

Sono stati comunque diversi gli equipaggi che hanno recitato ruoli centrali nel racconto del GT Italiano 2015. Mirko Bortolotti e Alberto Viberti hanno vinto tre gare (due delle quali a Monza) con la Lamborghini Gallardo dell'Imperiale Racing; tre successi anche per Matteo Beretta e Alex Frassineti con la Ferrari 458 dell'Ombra Racing; una gara a testa per Vito Postiglione e Vincenzo Donativi (Porsche 911 GT3, Ebimotors), Stefano Comandini e Andrea Gagliardini (BMW Z4, ROAL), Luigi Lucchini e Mirko Venturi (Ferrari 458, BMS Scuderia Italia). Leggendo l'elenco si può azzardare questa considerazione: finalmente il Campionato Italiano GT può di nuovo fregiarsi di avere tra le proprie fila quasi tutti i team più prestigiosi e moltissimi nomi noti tra i piloti. E gli appassionati ringraziano.

Viberti e Bortolotti


Quarto posto finale invece per Giovanni Berton e Niccolò Schirò, nonostante non abbiano marcato vittorie di tappa. Per il duo del Villorba sono arrivati ben sette podi, con una costanza che nessuno è riuscito a replicare (Gattuso, ad esempio, si è fermato a 6 come anche Bortolotti).

La vettura di Gattuso e Malucelli


La classifica finale GT3 - primi 20 (tra parentesi il numero di vittorie):
Stefano Gattuso (Ferrari/Scuderia Baldini 27 Network) 130 (3)
Andrea Amici/Marco Mapelli (Audi/Audi Sport Italia) 116 (2)
Mirko Bortolotti (Lamborghini/Imperiale Racing) 113 (3)
Giovanni Berton/Niccolò Schirò (Ferrari/Villorba) 113
Alberto Viberti (Lamborghini/Imperiale Racing) 110 (3)
Lorenzo Casè (Ferrari/Scuderia Baldini 27 Network) 107 (1)
Matteo Beretta/Alex Frassineti (Ferrari/Ombra) 105 (3)
Vincenzo Donativi/Vito Postiglione (Porsche/Ebimotors) 96 (1)
Emanuele Zonzini/Rinaldo Capello (Audi/Audi Sport Italia) 93
Stefano Comandini/Andrea Gagliardini (BMW/ROAL) 47 (1)
Matteo Malucelli (Ferrari/Scuderia Baldini 27 Network) 45 (2)
Daniele Di Amato (Ferrari/MP1 Corse) 44
Luigi Lucchini/Mirko Venturi (Ferrari/BMS Scuderia Italia) 43 (1)
Max Mugelli (Ferrari/MP1 Corse) 35
Stefano Gai (Ferrari/Ombra) 35
Joel Camathias/Mario Calamia (Porsche/Autorlando) 27
Francesco Sini (Corvette/Solaris) 22
Raffaele Gianmaria (Ferrari/Scuderia Baldini 27 Network) 19
Daniel Keilwitz (Corvette/Solaris) 18
Thomas Biagi (Porsche/Racing Studios) 17

***

Per quanto riguarda la GT CUP (classifica riservata alle vetture in configurazione monomarca), Luca e Nicola Pastorelli hanno portato a casa il titolo con 4 vittorie di classe all'attivo. La loro Porsche 997 Cup, messa in pista dalla Krypton Motorsport, non è stata comunque la vettura più vincente della stagione. Sono stati in realtà i secondi classificati David Perel (sudafricano) e Mirko Zanardini a salire più spesso sul gradino più alto del podio, con cinque successi alla guida della Lamborghini Gallardo del Bonaldi Motorsport. Sulla classifica di Perel e Zanardini pesano quindi i tre zeri rimediati sulle 14 gare disputate, mentre i Pastorelli sono stati più costanti con 13 piazzamenti a punti (di cui solo 12 sono stati considerati validi secondo il regolamento che impone due scarti).

Luca e Nicola Pastorelli

Sono state due, invece, le vittorie di classe per Tommaso Maino e Stefano Selva (Porsche 997, Ebimotors) mentre si sono fermati a un successo le coppie Steven Goldstein/Christian Passuti (Porsche 997, Antonelli), Angelo Fabrizio Comi/Davide Durante (Lamborghini, Imperiale Racing) e Sossio Del Prete/Dario Caso (Ferrari 458 Challenge).

Il gruppo della GTCUP guidato dalla Lambrghini di Zanardini e Perel


La classifica finale GTCUP - primi 20 (tra parentesi il numero di vittorie):
Luca Pastorelli/Nicola Pastorelli (Porsche/Krypton) 155 (4)
David Perel/Mirko Zanardini (Lamborghini/Bonaldi) 143 (5)
Tommaso Maino/Stefano Selva (Porsche/Ebimotors) 143 (2)
Alessandro Baccani/Luigi Venerosi Pesciolini (Porsche/Ebimotors) 113
Steven Goldstein (Porsche/Antonelli) 94 (1)
Sossio Del Prete (Ferrari) 78 (1)
Angelo Fabrizio Comi/Davide Durante (Lamborghini/Imperiale) 68 (1)
Dario Caso (Ferrari) 66 (1)
Christian Passuti (Porsche/Antonelli) 62 (1)
Sabino Marco De Castro (Porsche/Ebimotors) 60
Giuseppe Bodega (Porsche/Drive Technology) 56
Ronnie Valori (Porsche/Ebimotors) 40
Matteo Desideri (Porsche/Antonelli) 27
Giacomo Spezzapria (Porsche) 25
Renato Di Amato (Ferrari/Sport Made in Italy) 25
Gianluigi Piccioli (Porsche) 23
Federico Zangari/Matteo Zangari (Porsche/Ghinzani Arco) 21
Alberto Scilla (Porsche) 20
Andrea Russo (Porsche/Antonelli) 20
Leonardo Geraci (Porsche/Drive Technology) 20



Il riassunto della stagione 2015: Campionati Nazionali F4

Benvenuti nel colorito e incasinato mondo della F4, la categoria per giovani piloti che si pone l'obiettivo di colmare il vuoto esistente tra i kart e la F3 (anche se non è esattamente una regola, attualmente). In precedenza avevo parlato del Campionato Italiano F4 e del Formel 4 ADAC. Quest'ultimo è risultato essere per altro il più affollato.

Il panorama 2015 della F4 non si ferma però qui. La FIA ha conferito l'ufficialità ad altri 6 campionati nazionali, cioè il campionato F4 giapponese (telai Dome, motori Toyota), il MSA Formula (Mygale/Ford), il campionato F4 cinese (Mygale/Geely), il SMP F4 Championship (Tatuus/Abarth come nel Formel 4 ADAC e nell'Italiano), il campionato F4 australiano (Mygale/Ford) e il NACAM F4 Championship (Mygale/Ford), che però è appena iniziato essendo una serie interstagionale (si concluderà nel 2016, a luglio).



Oltre a questi ci sono altri tre monomarca che prendono la denominazione F4 ma che non sono riconosciuti come tali. Il BRDC F4 Championship, diretto rivale della serie MSA, corre con delle Tatuus-Cosworth; il campionato F4 francese, corso con le F.Renault 1.6 e vinto dal transalpino Valentin Moineault; la F4 sudamericana, conquistata dal brasiliano Pedro Cardoso, che utilizza le vetture della ex Formula Futuro Fiat, con telaio Signatech.

L'obiettivo di questo post è di mettere nero su bianco i migliori piloti di ogni campionato, organizzando quindi una selezione dei migliori piloti visti nelle serie F4 aderenti al regolamento FIA.

MSA Formula - Regno Unito/30 gare - 24 piloti a punti/9 vincitori diversi

Lando Norris (classe '99) è stato il grande protagonista del campionato. Arrivato all'ultima gara a Brands Hatch ancora in lotta con Ricky Collard ('96, figlio di Rob veterano del BTCC) Norris non ha sentito la pressione riuscendo a vincere una delle tre gare finali e siglando per due volte il giro più veloce. Sono state 8 le vittorie totali in stagione, meglio di chiunque altro. Ottima stagione anche per Colton Herta, nato nel 2000 e anche lui figlio d'arte. Record negativo invece per Dan Ticktum, che ha collezionato squalifiche per sei gare e che a Silverstone ha deliberatamente colpito Collard in regime di Safety Car...

Primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Lando Norris (GBR - Carlin) 413 (8)
Ricky Collard (GBR - TRS Arden) 371 (6)
Colton Herta (USA - Carlin) 355 (4)
Sennan Fielding (GBR - JHR Developments) 300 (3)
Matheus Leist (BRA - Double R) 273 (2)



F4 Japanese Championship - Giappone/14 gare - 29 piloti a punti/3 vincitori diversi

La battaglia tra Shou Tsuboi (classe '95) e Tadasuke Makino (nato nel 1997) ha contraddistinto questa stagione, con Tsuboi alla fine vittorioso con soli tre punti di vantaggio, grazie in sostanza a un successo in più rispetto all'avversario. I due hanno fatto il vuoto, con il terzo classificato Hiroki Ohtsu staccato di quasi 90 lunghezze. Solo Shinnosuke Yamada è riuscito a interrompere il predominio vincendo la seconda gara ad Autopolis. I numeri della serie sono inferiori (ma di poco) rispetto alla Formel 4 ADAC, e soprattutto c'è una grossa scrematura a livello di classifica, visto che ci sono stati ben 25 piloti a secco di punti durante il 2015.

Primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Shou Tsuboi (JAP - TOM's Spirit) 195 (7)
Tadasuke Makino (JAP - Rn-Sports) 192 (6)
Hiroki Ohtsu (JAP - Honda Formula Dream Project) 108
Shinnosuke Yamada (JAP - B-MAX Racing Team) 84 (1)
Yuya Hiraki (JAP - RS Fine) 83

Shou Tsuboi

SMP F4 - Russia, Finlandia, Estonia/21 gare - 16 piloti a punti/6 vincitori diversi

Niko Kari, finlandese classe '99, è il primo campione della serie targata SMP Racing e relativa alla zona geografica definita NEZ (North European Zone). Kari ha vinto un terzo delle gare disputate, ed ha concluso al secondo posto in altre 12 occasioni. Il suo campionato è stato splendente e il premio per queste performance si è materializzato con l'ingresso nel programma Junior della Red Bull. Dopo Kari, almeno per numero di successi, va citato il 5 volte vincitore Enaam Ahmed, britannico nato nel 2000. Il suo sforzo non ha però valore ufficiale, visto che ha corso fuori classifica in quanto sprovvisto della licenza NEZ. Hanno alzato la coppa del vincitore anche il russo classe '99 Atoev (2° in classifica, 3 successi), il finlandese Huovinen (4° con 3 successi), Korneev (5°, due successi) e Troitskiy (una gara vinta).

Primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Niko Kari (FIN) 449 (7)
Vladimir Atoev (RUS) 296 (3)
Nerses Isaakyan (RUS) 234
Aleksanteri Huovinen (FIN) 229 (3)
Aleksey Korneev (RUS) 191 (2)



CAMS Jayco F4 Australian Championship - Australia/21 gare - 16 piloti a punti/4 vincitori diversi

La lotta tra Jordan Lloyd (nato nel '95) e Thomas Randle ('96) ha contraddistinto il campionato australiano. I due hanno corso in marcatura stretta per tutta la stagione, con Lloyd alla fine vincitore con ben 12 successi. Randle può comunque essere soddisfatto delle sue 7 vittorie stagionali e delle 8 pole position conquistate. Le restanti due vittorie sono andate a Will Brown (la prima del campionato sul circuito cittadino di Townsville) e a Nicholas Rowe (a Sydney). I due piloti sono entrambi del 1998 e hanno disputato un'ottima stagione, con Brown al terzo posto finale e Rowe settimo nonostante abbia disputato 9 gare in meno rispetto agli avversari.

Primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Jordan Lloyd (AUS) 441 (12)
Thomas Randle (AUS) 387 (7)
Will Brown (AUS) 216 (1)
Harry Hayek (AUS) 207
Jimmy Vernon (AUS) 197

Jordan Lloyd


F4 Chinese Championship - Cina/8 gare (2 ancora da disputare) - 15 piloti a punti/2 vincitori diversi

Il campionato cinese di F4, nonostante manchino ancora due manche secondo calendario, è stato matematicamente vinto dal colombiano Julio Sebastian Acosta, vincitore di 7 gare su 8. L'unica gara non conquistata da Acosta è andata al cinese Yue Cui.

Julio Sebastian Acosta


BRDC F4 Australian Championship - Regno Unito/24 gare - 23 piloti a punti/8 vincitori diversi

La dinastia Palmer continua grazie a Will, fratello di Jolyon quindi figlio dell'ex F1 Jonathan. Il britannico classe '97 ha vinto il titolo BRDC grazie a una grande stagione, contraddistinta da 12 vittorie (la metà delle gare totali) e da 15 giri veloci conquistati nelle ultime 18 gare! Dietro di lui l'altro figlio d'arte Harrison Newey è riuscito a concludere al secondo posto con una sola vittoria e con sette secondi posti. Tra i vincitori di tappa ha sorpreso soprattutto Omar Ismail, nato nel 1999 e autore di una prova quasi perfetta a Snetterton, con pole e vittoria; nel resto della stagione è stato costantemente nella top ten, classificandosi alla fine 9°. Un risultato che comunque sarebbe potuto essere potenzialmente migliore se avesse corso tutto il campionato (ha invece saltato sei gare). Certamente la serie targata BRDC è stata quella più multietnica, con due messicani, due indiani, due sudafricani, un argentino e un pilota dell'Oman.

Primi 5 (tra parentesi il numero di vittorie):
Will Palmer (GBR) 592 (12)
Harrison Newey (GBR) 455 (2)
Tom Jackson (GBR) 420 (2)
Rodrigo Fonseca (MEX) 409 (2)
Ciaran Haggerty (GBR) 406