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giovedì 11 settembre 2014

Arriva la Formula E! Gli orari della prima gara, sabato 13 settembre

Sabato 13 settembre ci sarà una grande novità per tutti gli amanti del motorsport a 360°. Partirà (finalmente) il campionato di Formula E, il primo mondiale per monoposto totalmente elettriche.

Non sarà un campionato per puristi. Le auto, sibilanti e non propriamente belle da vedere, sono in realtà un concentrato di tecnologia proveniente da entità diverse. Renault provvede al sistema di recupero dell'energia, Mclaren fornisce il motore elettrico, Dallara ha pensato al telaio, Michelin alle gomme e Williams alla batteria.


Le velocità massime saranno bassine (220-230 km/h circa) ma probabilmente la lotta in pista sarà serrata, essendo un monomarca. La cosa più interessante di questo campionato sono i team (10) e i piloti (20). Ecco i nomi (in grassetto gli ex F1):

Virgin Racing: Sam Bird - Jaime Alguersuari
Mahindra Racing: Karun Chandhok - Bruno Senna
Dragon Racing: Oriol Servià - Jérôme d'Ambrosio
e.dams Renault: Nicolas Prost - Sébastien Buemi
Trulli GP: Jarno Trulli - Michela Cerruti
Audi Sport ABT: Lucas di Grassi - Daniel Abt
Venturi Grand Prix: Nick Heidfeld - Stéphane Sarrazin
Andretti Autosport: Franck Montagny - Charles Pic
Amlin Aguri: Takuma Sato - Katherine Legge
China Racing: Ho-Pin Tung - Nelson Piquet Jr

In pratica in questo campionato ci sono numerosi piloti "bruciati" dalla F1 e alcune vecchie conoscenze del paddock Indycar. Michela Cerruti sarà l'unica donna al via del campionato. La lunga esperienza dei protagonisti non sarà probabilmente un fattore, dato che sarà per tutti una sfida inedita sia per quanto riguarda la tecnologia sia per quanto riguarda i circuiti. Attualmente il calendario è ancora in fase di completamento, ma a parte Montecarlo e Long Beach, le Formula E correranno su circuiti completamente nuovi. L'unica costanza è la location, perché saranno tutti circuiti cittadini ospitati da Pechino, Putrajaya (Malesia), Punta del Este (Uruguay), Buenos Aires, Miami, Berlino e Londra.

Il circuito di Pechino

Inusuali anche le date di inizio e di fine campionato, visto che a Pechino si correrà il 13 settembre e a Londra, ultima delle 10 gare previste, il 27 giugno 2015. Il format delle gare sarà molto particolare, con prove libere, qualificazioni e gara tutte nello stesso giorno. Le gare saranno lunghe 45-50 minuti, con un pit stop obbligatorio con cambio vettura a metà delle stesse. Già: le batterie non dureranno più di 25 minuti, costringendo i piloti a saltare di macchina per poter completare i giri previsti.

La regola del pit stop obbligatorio (e della batteria...) costringe infatti i team a lavorare su 4 macchine, 2 per pilota. Saranno weekend difficili per chi andrà a sbattere...

Le gare si potranno vedere anche in Italia, grazie a Fox Sports 2. Ecco gli orari TV per la gara di Pechino*:

QUALIFICHE: sabato 13 settembre alle 6 (replica alle 9)
GARA: sabato 13 settembre alle 10 (repliche alle 13.30/14.30/21)
*Piloti e Motori non si assume la responsabilità per eventuali cambi di rete o di orario


lunedì 8 settembre 2014

Basta con le vie di fuga in asfalto!

Ecco un consiglio non richiesto ai capoccioni della FIA.

Ne avete bisogno, amici.

Chiamate tutti i gestori degli autodromi e dite loro: "Asportate tutto l'asfalto oltre la carreggiata e mettete ghiaia, terra, sabbia... quello che volete".

Vogliamo ritiri, errori. Vogliamo vedere chi ha il coraggio di pestare lo stesso e chi no. A Spa, per l'International Gt Open, ho visto cose allucinanti. Gente che usciva 50 METRI oltre Blanchimont senza perdere nemmeno un centesimo di secondo, come se fosse una scorciatoia in Need For Speed. Senza l'asfalto ai lati si sarebbero ritirati TUTTI. Sono gli stessi problemi evidenziati dalla nuova Parabolica di Monza... Basta! Basta con i circuiti dove è vietato ritirarsi!

Blanchimont a Spa, ora. I piloti la possono affrontare al massimo, visto che oltre il cordolo c'è un largo nastro d'asfalto.

Qualche anno fa, Blanchimont non era per niente facile. La ghiaia non perdona!
Altro esempio: la 130r di Suzuka. Ora è così...
...Prima era assai più complicato recuperare da un errore commesso qui.

La famigerata Curva 8 del circuito di Istanbul. Se ci fosse della terra ai suoi lati sarebbe ancora più ostica.

venerdì 8 agosto 2014

In difesa della sabbia alla Parabolica

Monza è un circuito che mi sta particolarmente a cuore. Ogni anno, al venerdì, vado a gustarmi il weekend della F1; mi alzo prestissimo, cerco di evitare le code, parcheggio lontanissimo dal tracciato, mi sciroppo un po' di podismo e finalmente arrivo in tribuna. Nessuno mi schioda da lì per le successive 9 ore. Passione e incoscienza van sempre d'accordo!

Ecco perché mi sono scomodato a scriverne in passato (qui) ed ecco perché ritorno a parlarne ora, dopo la simpatica asfaltatura di parte della via di fuga della curva Parabolica, simbolo di Monza da sempre.


La SIAS ha rilasciato un comunicato che sa molto di scusa. Si dice che la FIA avrebbe richiesto espressamente quella richiesta, ai fini della sicurezza in vista del GP di F1. Ironicamente, l'autodromo di Monza andrà presto a contrattare il rinnovo con Ecclestone per ospitare ancora la gara in futuro. Il potere contrattuale della SIAS è pertanto ZERO.

Effettivamente, però, Monza non è stata l'unica ad effettuare una modifica del genere. La FIA ha determinato che questa tipologia di via di fuga può drasticamente ridurre la velocità delle auto che escono di pista fuori controllo, più della ghiaia e della sabbia (dell'erba non parliamo nemmeno). C'è stata quindi una corsa all'omologazione tra i vari tracciati, per creare continuità.

Il problema è che i piloti non sono degli ottusi. Con la via di fuga in asfalto, sanno che possono anche sbagliare. Sanno di poter osare maggiormente, visto che le probabilità di uscire fuori pista diminuiscono tantissimo.

Viva la sicurezza, intendiamoci. Ma dov'è quella linea di demarcazione tra chi è in grado di tenere la macchina in pista e chi sbaglia? Prima che venisse scoperto l'uovo di Colombo, i piloti s'insabbiavano quando valutavano male la frenata, oppure quando esageravano nel tentativo di sorpassare. E, giustamente, si ritiravano. Insomma, la gara in questo modo diventava un micro-habitat darwiniano: la specie più evoluta vince e avanza nel campionato, la specie meno forte si ritira e piano piano scompare. Come Hamilton nel 2007 in Cina: con questo errore la sua corsa al Mondiale fu pesantemente compromessa:


Quante volte abbiamo visto, negli ultimi anni, piloti freschi di categorie minori commettere errori madornali senza pagare nemmeno un decimo di secondo di ritardo da chi li precedeva? Quante volte abbiamo assistito a gare senza nessun ritiro per errore del pilota? Tante volte, troppe volte.

Forse, talvolta, si potrebbe pensare ad un passo indietro... più sabbia, meno asfalto. Soprattutto in quelle curve dove si sbaglia spesso.

Quando in F1 si dice di ascoltare di più i fan sorrido: se avessero proposto questa asfaltatura a chi segue i GP, sarebbe andata come con i referendum per l'acqua... un NO secco!

No, non credo proprio abbiano voglia di ascoltarci.

venerdì 27 giugno 2014

Le assurde regole della F1 2015

La FIA ha confermato oggi una serie di nuove regole che entreranno in vigore nel 2015. La reazione degli appassionati è stata subito veemente, con proteste (per ora solo online) che probabilmente supereranno in quantità e vigore le lamentele legate al doppio punteggio della gara finale. Vediamo in sintesi cosa hanno deciso quei volponi della FIA e dei team di F1.

Ripartenza da fermo dopo la Safety Car


Dopo un periodo di Safety Car, la gara ripartirà da fermo. Tutti di nuovo sulla griglia, come se fosse il primo giro. Quest'assurdità, un fatto assolutamente nuovo per la F1 e mai collaudato in nessun'altra serie automobilistica di rilievo, porterà a delle terribili distorsioni dal punto di vista dello spettacolo. La partenza è certo uno dei momenti più emozionanti della F1, ma introducendola anche in mezzo la gara, il suo valore ne verrà sminuito. Allo stesso tempo, è anche uno dei momenti più pericolosi. E se alla nuova partenza ci fosse un incidente? Ci sarebbe un'altra ripartenza. Si può immaginare cosa questo può voler dire in circuiti come Montecarlo, Montreal o Singapore. Questa sarà - azzardo - la regola più STUPIDA della storia della F1.

Pattini antiscivolo in titanio


Le F1 di una volta generavano, al contatto con l'asfalto, una nuvola di scintille dal grande effetto visivo. Ora verranno introdotte delle parti in titanio sul fondo vettura per ricreare quella magia. Questa regola è stata scritta per aumentare lo spettacolo, ma se mancano i sorpassi la gente davanti alla tv si addormenta lo stesso. In sostanza un inutile additivo.

Riduzione dei test

Altro specchio per le allodole. Per ridurre i costi, i test prestagionali passeranno da tre sessioni da 4 giorni a due sessioni da 4 giorni. Mentre i test durante la stagione scenderanno da 4 a 2. Come questo possa ridurre veramente i costi, è un mistero. Nel frattempo, le scuderie portano alle piste motorhome sempre più lussuosi, rivelando poi di non avere abbastanza soldi per portare in pista piloti non paganti. 

Parco chiuso fin dal venerdì

Altra regola incomprensibile che ammazzerà l'inventiva dei team. Le auto non potranno più essere modificate dopo la fine delle prove libere del venerdì. In questo modo, i piloti e i team in difficoltà al venerdì non avranno praticamente più l'opportunità di ribaltare la situazione. Rendendo inoltre inutile la prova libera del sabato mattina.

Riduzione prove aerodinamiche

Le prove in galleria del vento subiranno una riduzione in termini di ore e i team potranno nominare una sola galleria del vento utilizzabile a inizio anno. I team non potranno più confrontare i dati di diverse gallerie del vento, in sostanza. Avevamo veramente bisogno di una regola del genere?

Queste regole, oltre ad essere decisamente fuori luogo e fuori dal tempo, non cambieranno una virgola nei budget messi in piedi dalle squadre. Se Red Bull, Ferrari o Mercedes vorranno spendere di più degli altri, saranno sempre in grado di farlo. Chi può controllare il budget reale speso da queste scuderie? Nessuno.

Inoltre, è ormai palese che la questione dello "spettacolo" è parecchio sopravvalutata. Sono ormai 20 anni, personalmente, che guardo la F1 e ne leggo notizie e reportage. Non mi è mai capitato di seguire una stagione senza sentire parlare di questo problema. Ma il mondiale 2014 assomiglia molto a quello 1988. E i turbo hanno più o meno lo stesso rumore oggi come nel 1985... 

In conclusione... Cara FIA (e cari team), perché non provate DAVVERO ad ascoltare chi paga il biglietto per le corse e chi compra cappellini, magliette? Forse potremmo avere ottime idee da offrire. Sicuramente migliori di queste.