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giovedì 17 marzo 2016

Tutti i caschi della stagione 2016 di F1

Il 2016 sarà la seconda stagione in cui vedremo il "casco unico" per i piloti di Formula Uno. La norma, che aveva suscitato qualche perplessità all'inizio della scorsa stagione, ha prodotto interessanti risultati. Prima di tutto, quasi nessuno ha tentato di aggirarla: solo Vettel ha trovato un sistema per modificare sistematicamente il proprio casco come un tempo, variando dei dettagli senza intaccare lo schema base (come nel caso del numero 5 scritto alla "giapponese" proprio in quel di Suzuka, oppure con l'utilizzo creativo di brillantini e altri stratagemmi).

Inoltre, approfittando della staticità imposta, alcuni piloti sono tornati a disegni più legati alle loro prime stagioni (Alonso e Button, ad esempio), mentre altri hanno trovato uno standard probabilmente definitivo (come per il casco nero di Rosberg).

Grossi cambiamenti rispetto al 2015 per Nico Hulkenberg: il pilota tedesco ha abbandonato i colori più legati alla propria nazionalità per sfoggiare un vistoso verde fluo che ricorda... l'incredibile Hulk, ovviamente. A rimarcare questa scelta Hulkenberg ha parzialmente variato lo schema geometrico per far posto alla scritta Hulk.

Kimi Raikkonen porterà in pista un casco decisamente più rosso, con il numero sette stilizzato che invece assumerà una tonalità "ghiaccio-nero".

Per Romain Grosjean c'è un ritorno alle origini con tonalità di blu, colore che ha utilizzato anche nella stagione in cui ha debuttato in F1. Il compagno di squadra Esteban Gutierrez ha definitivamente abbandonato lo schema con base gialla degli inizi di carriera, preferendo colori più in linea con la bandiera nazionale.

Come anticipato, ritorno in grande stile per la Union Jack sul casco di Jenson Button. L'inglese è stato aiutato dai fan per la scelta dei colori, e in questo caso ha prevalso il sentimento nostalgico.

Il casco di Valtteri Bottas, nonostante sembri simile a quello dello scorso anno, è in realtà del tutto diverso. Nel passaggio da Arai a Stilo si è evidenziato un forte richiamo ad Alain Prost, sia per le linee sia per la tonalità del blu. Chissà se il riferimento al pilota francese è casuale o voluto!

Molto interessanti le tre new entry del campionato. Il casco di Jolyon Palmer richiama per le linee quello del papà Jonathan, seppur con tinte più chiare. Rio Haryanto ha scelto uno schema con base gialla, attraversato da linee rosse, bianche e nere. Il casco di Pascal Wehrlein è invece più tedesco di quanto si pensi: la base nera è contornata da spazi sfumati nei quali s'incontrano il resto dei colori nazionali (giallo e rosso). All'interno del disegno compare anche una P bianca (per via del nome) e due piccoli oblò di fianco alla firma, recanti la bandiera tedesca (nazionalità di suo padre) e quella delle Mauritius (paese d'origine della madre).

Scorrendo con il mouse sulle foto (e restandoci un poco) potrete trovare una piccola descrizione per ognuno dei piloti che solcherà la pista nella stagione 2016 del campionato del mondo di F1.


Kimi abbandona il bianco 2015 per un casco più rosso ma sempre incentrato sul numero 7, che presenta una sfumatura dal color ghiaccio al nero
Kimi Raikkonen
Sebastian Vettel ha dorato il precedente bianco pieno, senza lasciare il disegno retrò della bandiera tedesca
Sebastian Vettel
L'incredibile Hulk è arrivato, con colori e scritta a corredo
Nico Hulkenberg
Per Sergio Perez base gialla e inserti neri. Spazio anche per la bandiera messicana (sul retro)
Sergio Perez
Disegno invariato per K-Mag, con i colori danesi e citazioni al papà Jan
Kevin Magnussen
Il deb Jolyon Palmer ha seguito lo stile del padre Jonathan, seppur con tonalità di colore più chiare. Bellissimo nella sua semplicità
Jolyon Palmer
Alonso rimane fedele ai suoi colori nazionali e locali
Fernando Alonso
Jenson Button torna a sfoggiare praticamente lo stesso disegno dei suoi primi anni in F1
Jenson Button
Lewis ha aggiunto la terza stellina rossa, che celebra altrettanti mondiali vinti. Il bianco non ha ancora del tutto sostituito il giallo delle origini
Lewis Hamilton
Disegno ormai consueto per Nico Rosberg, con la N argentata su sfondo nero
Nico Rosberg
Kvyat non cambia il proprio disegno, assai riconoscibile
Daniil Kvyat
Il casco base di Ricciardo adotta questo schema bianco e turchese
Daniel Ricciardo
Pochissime variazioni nel layout del casco di Marcus Ericsson, giallo e blu come i colori della sua Svezia
Marcus Ericsson
Linee bianche leggermente più oblique nel casco di Nasr che pare ispirato a quello usato da Lauda negli anni '80
Felipe Nasr
Casco Red Bull cromato per Sainz Jr., fortunatamente adornato da una vistosa banda con i colori spagnoli
Carlos Sainz Jr.
La V dei Verstappen è sempre presente, anche se meno visibile per via dello schema Red Bull che contorna la zona centrale
Max Verstappen
Un po' più di Alain Prost nei colori del casco di Bottas
Valtteri Bottas
Nell'ormai iconico disegno di Felipe Massa è stato aggiunta anche una zona azzurra nella parte inferiore
Felipe Massa
Maggioranza di nero, la P bianca e parti che sembrano dorate ma che recano le sfumature della bandiera tedesca: ecco il nuovo casco di Pascal Wehrlein
Pascal Wehrlein
Molto giallo e un po' di rosso indonesiano per Haryanto
Rio Haryanto
Ritorno al blu per Grosjean, mentre resiste l'arancione. Disegno molto moderno ma non facilmente memorizzabile
Romain Grosjean
Il messicano Gutierrez torna titolare con un casco dorato (di base) adornato da inserti rossi, verdi e bianchi in onore del paese d'origine
Esteban Gutierrez

Per fare un rapido confronto ecco la carrellata dei caschi usati dai piloti di F1 nel 2015.

E per chi avesse nostalgia dei caschi di una volta, ecco qui una raccolta di 30 icone della storia della F1.

venerdì 23 ottobre 2015

Il casco di Giacomo Agostini

Un casco iconico per un super campione. Giacomo Agostini ha vinto 15 titoli mondiali e conquistato 122 vittorie e 117 giri veloci dal 1963 al 1977. Una carriera motociclistica pazzesca che non potrà mai più ripetersi soprattutto nel contesto in cui essa si è svolta. Le dieci vittorie al TT sono il fiore all'occhiello di un'epoca che Agostini ha vissuto da assoluto mattatore. Prima del ritiro dalle competizioni, Ago ha saggiato pure le gare di F1, anche se non nel Mondiale. Conquistò infatti un secondo posto e sei terzi posti nel biennio 1979-80 della F1 inglese, a bordo di una Williams FW06. Nelle moto, invece, il pilota del Lago d'Iseo ha corso con Moto Morini e soprattutto con MV Agusta e con Yamaha, due marchi ai quali è ancora strettamente legato.

Già, perché Agostini - classe '42 - è sempre nel giro del motomondiale, per questa passione viscerale che lo porta ancora ai circuiti, nei paddock, nei talk sui motori. Capita spesso di vederlo in testa a rievocazioni storiche e come testimonial è assolutamente credibile. Come se la sua carriera non fosse davvero finita nel 1977.

In ogni caso c'è un altro marchio legato indissolubilmente con Agostini. Si tratta della AGV, casa costruttrice di caschi da sempre utilizzata nel corso della carriera motociclistica. Mentre per quanto riguarda la F1, Ago usò i caschi Nava, con un disegno completamente diverso. Ma andiamo con ordine... nella foto sotto siamo nel 1974. Agostini indossa il disegno classico con la bandiera italiana.


Ecco un dettaglio del casco visto da dietro - in pratica, come lo vedevano gli avversari! Si nota bene anche la fascia dorata sotto la bandiera.


La parte destra, con la parte rossa.


Il logo AGV era visibile anche sulla parte anteriore del casco, come si vede da questa foto di Agostini alla 200 Miglia di Daytona del 1974.


Agostini impegnato nella F1 britannica. Il disegno, completamente rinnovato rispetto agli anni delle moto, presenta una singola riga rossa tra due bianche. Qua siamo nel 1980.


...Ma le linee di un tempo non possono essere dimenticate. Così, insieme a una particolare tuta recante i colori dell'iride, Ago torna di nuovo a sfoggiare i colori che hanno reso famoso il suo casco durante le esibizioni storiche al TT e a Goodwood.





giovedì 15 ottobre 2015

Tutti i caschi di Michael Schumacher

Una carriera incredibile per un pilota considerato tra i più forti della storia della F1. Parliamo di Michael Schumacher, asso tedesco vincitore di sette mondiali tra il 1991 e il 2012.

Schumi si è subito fatto vedere, sin dagli esordi, per una spiccata attenzione ai dettagli e ai simboli. In questo post vedremo come negli anni il pilota tedesco ha usato il proprio casco per manifestare all'esterno i propri amori e i suoi punti cardinali.

Ai tempi del kart Michael Schumacher aveva scelto un casco bianco, sul quale aveva fatto apporre la bandiera tedesca. Negli anni il suo attaccamento ai colori della Germania è andato scemando, ma è grazie ad essi che il suo casco è diventato un classico.

La foto che segue apre una finestra sul presente. Siamo davvero sicuri che Sebastian Vettel sia andato in crisi una volta imposta la regola sul congelamento del design dei caschi? Schumacher è stato il suo idolo, e scegliere questo casco in suo onore ha permesso a Sebastian di ricongiungersi anche con i colori della sua nazione natìa.


Dal 1990 al 1990 Michael Schumacher ha portato sulle piste questa colorazione, molto riconoscibile, alla quale ha apportato pochissime modifiche. Il casco, così progettato, andava incontro anche alle esigenze dei numerosi sponsor personali e dei team, che potevano avere spazio a disposizione senza danneggiare l'estetica.


Schumacher portò nel 2000 la maggiore innovazione della sua carriera (sempre di caschi parlando). L'attaccamento per il rosso Ferrari lo convinse ad abbandonare definitivamente le due strisce bianche che passavano sopra e sotto la bandiera tedesca. La tinta unita fece scomparire anche il blu della parte superiore. Questa colorazione è diventata un classico quanto quella del decennio precedente, e non venne abbandonata nemmeno al ritorno alle competizioni nel 2010, quando Schumi corse per le frecce d'argento Mercedes.


In Mercedes Schumi ha comunque dato spazio a un paio di variazioni sul tema. La più simbolica riguarda quella relativa al casco scelto per celebrare il 300esimo Gran Premio della sua carriera, corso a Spa nel 2012. Oltre ai ricorsi storici legati alla pista nella quale ha debuttato in F1 e dove ha colto il primo successo, ci sono altre considerazioni molto interessanti relative al casco scelto. Il colore abbinato all'argento, prima di tutto: l'amato rosso; il suo logo, con la M e la S che insieme formano la silhouette di una F1; il drago, con un valore personale molto alto, posizionato dove in passato si stagliava la bandiera tedesca: tre dettagli che determinano il suo passaggio dall'essere un idolo dei tedeschi ad essere un mito internazionale, libero quindi di mostrare sul suo casco la propria personalità.



Ecco infine la gallery con 16 caschi di Michael Schumacher, in ordine strettamente cronologico. Per dare il là a questo post, resta solo una cosa da scrivere: #KeepFightingMichael.


Nel 1985 Schumacher indossava un casco bianco con una striscia orizzontale recante i colori della bandiera tedesca
1985 (orizzontale)
Sempre nel 1985 ci fu questa versione con bandella verticale, ora più nota grazie al disegno 2015 scelto da Sebastian Vettel
1985 (verticale)
Ecco la prima versione del casco
1990
Nel 1992 viene introdotto un motivo a quadretti all'interno delle parti colorate del casco
1992
Il casco forse meno riuscito di Schumi, usato nel 1993. La striscia tedesca si interrompe e scende con il nero sotto la visiera
1993
Ritorno al disegno originale nel 1994, con il motivip a quadretti che rimane solo nella parte superiore
1994
L'arrivo in Ferrari nel 1996 porta l'aggiunta di due riche rosse tra la bandiera tedesca e il blu nella parte superiore
1996
Lo sfortunato casco cromato di Suzuka '98
1998
Durante il 2000 scompare il bianco a favore di un rosso decisamente ferrarista. Ma la bandiera tedesca rimane
2000
Il casco di Monza 2001, senza scritte, a ricordo dell'attentato alle Torri Gemelle
2001
Lo strano casco sfoggiato a Barcellona nel 2002, a scopo di collaudo
2002
Viva l'Italia! La bandiera tedesca scompare per far posto ai colori della bandiera italiana, in quel di Monza, nel 2004
2004
Interlagos 2006: per l'ultimo GP con la Ferrari, Schumi mette sul casco una data per ogni vittoria e adorna il rosso con dettagli dorati. Compare anche il drago, simbolo a cui il pilota tedesco tiene molto
2006
Al ritorno in F1 nel 2010, con Mercedes, Schumi mantiene la predominanza del rosso
2010
Casco celebrativo a Spa per i vent'anni in F1
2011
Con l'argento - molto Mercedes - Schumi festeggia a Spa il suo 300esimo Gran Premio
2012

martedì 10 marzo 2015

Tutti i caschi della stagione 2015 di F1

Quando la FIA ha deciso di obbligare i piloti di F1 a mantenere una livrea del casco uniforme per tutta la stagione, mi sono sentito tra due fuochi.

Da una parte, ne ero felice. Con troppi cambi e tanta confusione, è difficile riconoscere un pilota dall'unico "indumento" personalizzabile. Come ben si sa, i caschi iconici dell'automobilismo sono diventati tali rimanendo fedeli nel tempo a un certo tipo di design e a poche modifiche, spesso dettate da esigenze di sponsor (un adesivo qua e là, niente di più).

Eppure questa regola rischia di diventare troppo stringente per tutti quei piloti che vogliono omaggiare un collega, festeggiare una ricorrenza, promuovere un'asta benefica... 

Dei piloti attuali, chi ne risente maggiormente è Sebastian Vettel, abituato da sempre a cambiare colorazioni e soggetti. Ha infatti dichiarato che se potrà infrangere la regola pagando una multa salata, non ci penserà due volte a dare un tocco di novità al suo casco. Del resto anche Valentino Rossi ha cambiato spesso casco in carriera...

Piloti come ad esempio Massa, Alonso, Ericsson, Nasr e Raikkonen non avranno grossi problemi, visto che in carriera la livrea del loro casco è sempre stata simile. Il casco di Massa è distinguibile a chilometri di distanza e fra qualche anno sarà certamente ancora ricordato come uno dei più belli del periodo.

Della collezione caschi 2015 si possono già notare alcune cose interessanti. Il casco di Raikkonen è diventato più aggressivo con un frontale quasi totalmente nero e un sette (il suo numero) rosso molto ben visibile. Vettel, liberatosi dell'ingombrante logo Red Bull, ha optato per un casco piuttosto vintage. Come del resto ha fatto anche Nasr: i suoi colori ricordano molto il casco di Niki Lauda versione anni '80.

Jenson Button ha abbandonato il rosa del 2014 (un omaggio al padre) per andare incontro al Giappone. La parte rossa e bianca per il connubio con Honda è stata accostata alla Union Jack, con le iniziali JB presenti come sempre.

Max Verstappen ha mantenuto sulla parte frontale del casco il disegno a V che già sfoggiava suo padre, mentre il compagno di squadra Sainz Jr. ha adornato lo schema a lattina Red Bull con un nastro dal sapore patriottico.

La sfida tra Hamilton e Rosberg, oltre che in pista, ha creato una divisione anche sui caschi. Alla prima stagione in Mercedes era difficile distinguere i due, perché entrambi sfoggiavano livree gialle. Lewis si era ispirato a Senna, mentre Nico aveva reso moderna la colorazione usata da papà Keke. Ora i due hanno fatto scelte diametralmente opposte, con Lewis orientato sul bianco e Nico sul nero...

Scorrendo con il mouse sulle foto (e restandoci un poco) potrete trovare una piccola descrizione per ognuno dei piloti che solcherà la pista in questa attesa stagione 2015.


Kimi Raikkonen sfoggia un disegno più aggressivo, con il suo numero (il 7) ben visibile al centro
Kimi Raikkonen
Chissà se Sebastian Vettel riuscirà a resistere più di una gara con lo stesso casco. Nei test invernali questa livrea retrò è piaciuta a molti
Sebastian Vettel
Il casco di Nico Hulkenberg, semplice ma accattivante
Nico Hulkenberg
Sergio Perez sposa il giallo fluo con l'aggiunta di alcune decorazioni sul retro
Sergio Perez
Piuttosto complesso lo schema usato da Grosjean. Da notare il numero 8 e una certa predominanza arancione
Romain Grosjean
Anche Maldonado ha spesso cambiato stile, mantenendo comunque sempre i colori della bandiera venezuelana
Pastor Maldonado
Pochi cambiamenti per il casco di Fernando Alonso, sempre legato alle Asturie e alla Spagna
Fernando Alonso
La scritta JB quest'anno è bianca su sfondo rosso (i colori del Giappone) ma non poteva mancare un tratto di Union Jack
Jenson Button
Per Lewis Hamilton sfondo bianco con alcuni motivi gialli e rossi. Molto diverso dai caschi delle origini e forse meno riconoscibile
Lewis Hamilton
Sul casco di Rosberg la N argentata si sposa bene con il fondo nero carbonio
Nico Rosberg
Il casco di Kvyat è a maggioranza rosso-blu. Disegno semplice e ben riconoscibile
Daniil Kvyat
Il casco di Ricciardo? Abbastanza anonimo, anche se esteticamente l'accostamento bianco-blu non stona
Daniel Ricciardo
Tanta Svezia nel casco di Ericsson, identico a quello presentato nel 2014
Marcus Ericsson
Il casco di Nasr ricorda quello che Niki Lauda usò negli ultimi anni in Mclaren. Omaggio anche alle origini libanesi con il suo nome scritto in arabo
Felipe Nasr
Per Sainz Jr. una lattina di Red Bull contornata da un nastro rosso e giallo, a ricordare la nazionalità spagnola
Carlos Sainz Jr.
Il forte legame con il padre Jos è evidenziato anche dalla presenza della V di famiglia sulla parte anteriore del casco
Max Verstappen
Colori freddi (e finlandesi) per il casco di Valtteri Bottas
Valtteri Bottas
Il casco inconfondibile di Felipe Massa: diverso nello stile (ora più sinuoso) ma sempre colorato alla brasiliana
Felipe Massa
Giallo, rosso e verde per Roberto Merhi, rimasto fedele a queste linee da inizio carriera
Roberto Merhi
Colori della bandiera britannica per Will Stevens
Will Stevens
Le citazioni di Kevin Magnussen: un richiamo al disegno del casco del padre Jan (ovvero la freccia rossa che compone la K) e una scelta di colori patriottica (rosso e bianco come nella bandiera danese)
Kevin Magnussen


E per chi avesse nostalgia dei caschi di una volta, ecco qui una raccolta di 30 icone della storia della F1.