venerdì 18 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Renault Sport Trophy

Peccato. Peccato che il Renault Sports Trophy 2015 sia stato un campionato a ranghi ridotti, visto che c'erano ottime premesse. La prima stagione delle serie che sostituisce la ormai defunta Eurocup Megane è andata in archivio un po' in sordina, con pochi piloti in pista (anche se buoni).



Prima di tutto, parliamo della vettura. La R.S. 01ha un motore V6 3.8l biturbo, un disegno accattivante (frutto del mix di competenze tra il designer Akio Shimizu e la tecnologia Dallara), e oltre 500 cv con poco più di 1100 kg di peso. Il fatto che vada praticamente a 300 km/h come velocità massima fa capire quanto questa vettura sia estrema e molto attraente.

Anche dal punto di vista della visibilità il trofeo transalpino gode dell'atmosfera delle World Series by Renault, solitamente eventi capaci di attrarre molto pubblico e trasmessi in molti paesi. Evidentemente il campionato ha bisogno di tempo, ma deve presto trovare un suo spazio nella già intricata parcellizzazione del motorsport. Per il 2016 tutto è confermato, ma sarebbe utile arrivare a un numero congruo di iscrizioni per giustificare l'esistenza della serie.



Parlando del 2015 ci sono tre campioni da celebrare. Come da regolamento, il Renault Sports Trophy ospita una gara endurance e due sprint race, una per i piloti Elite e l'altra per i piloti Prestige. La gara endurance prevede un cambio pilota e un equipaggio formato da un Elite e da un Prestige.

Nella classifica riservata agli Elite il francese classe '92 Andrea Pizzitola ha conquistato il titolo per soli due punti ai danni dell'olandese classe '94 Steijn Schothorst. Pizzitola ha sfruttato a suo vantaggio i due zeri stagionali rimediati dall'avversario, precedendolo nonostante abbia conquistato una vittoria in meno. Schothorst corre qui praticamente con tutta la famiglia, visto che si sono classificati anche il fratello maggiore Pieter (vittorioso a Silverstone), il papà Jeroen e lo zio Bas. Dietro di loro David Fumanelli riesce a conquistare la medaglia di bronzo con una vittoria e due pole position, risultando il miglior italiano davanti a Vittorio Ghirelli (un terzo posto per lui durante la stagione), Federico Leo e Michela Cerruti. Per Fumanelli è arrivato anche il titolo Endurance, condiviso con Dario Capitanio (ne parleremo fra qualche riga).



Per Pizzitola è giunta in premio l'opportunità di effettuare un test ufficiale con la Nissan GT-R del Super GT, uno dei pochi campionati che offre la possibilità di accedere al professionismo.


La classifica Elite (tra parentesi il numero di vittorie):
Andrea Pizzitola (FRA - ART) 140 (2)
Steijn Schothorst (NED - Equipe Verschuur) 138 (3)
David Fumanelli (ITA - Oregon) 103 (1)
Indy Dontje (NED - ART) 96 (1)
Luciano Bacheta (GBR - Oregon) 62
Nicky Pastorelli (NED - V8 Racing) 57
Roy Geerts (NED - V8 Racing) 49 (1)
Bas Schothorst (NED - Zele) 49
Vittorio Ghirelli (ITA - Zele) 46
Wolfgang Reip (BEL - Monlau) 45
Pieter Schothorst (NED - Equipe Verschuur) 40 (1)
Alan Hellmeister (BRA - Oregon) 22
Miguel Ramos (POR - Equipe Verschuur)15
Federico Leo (ITA - V8 Racing) 10
Paul-Loup Chatin (FRA - Monlau) 6
Michela Cerruti (ITA - Monlau) 5
Archie Hamilton (GBR - V8 Racing) 1


La stagione per il romano classe '95 Dario Capitanio è stata fenomenale, con la conquista sia del titolo Prestige sia di quello Endurance. Nel Prestige il pilota del team italiano Oregon ha chiuso sul podio 8 appuntamenti su 9, con tre vittorie e una costanza invidiabile. Solo lo slovacco Richard Gonda (altro giovanissimo nato nel 1994) gli ha tenuto testa, con un identico numero di vittorie e soprattutto con 6 pole e 4 giri veloci. Tuttavia Gonda ha pagato i due ritiri in più rispetto al rivale.



Capitanio, come vincitore di questa classifica, avrebbe avuto il diritto di correre la 24 Ore di Le Mans 2016 su una LMP2. Tuttavia ha preferito declinare il premio, preferendo il passaggio agli Elite (quindi ancora nel Renault Sports Trophy) puntando decisamente al test con la Nissan GT-R. Una scelta a lungo termine sicuramente difficile che solo in futuro potremo giudicare.

Da segnalare anche le due vittorie di Niccolò Nalio, milanese classe '83 con esperienze pregresse nell'Eurocup Megane. Stefano Costantini ha invece concluso al 7° posto finale, primo tra i piloti con programma ridotto e stabilmente nella top five prima di abbandonare la serie.

La classifica Prestige (tra parentesi il numero di vittorie):
Dario Capitanio (ITA - Oregon) 162 (3)
Richard Gonda (SVK - ART) 123 (3)
Diederik Sijthoff (NED - V8 Racing) 109 (1)
Niccolò Nalio (ITA - Oregon) 103 (2)
Max Braams (NED - V8 Racing) 101
Toni Forné (SPA - ART) 81
Stefano Costantini (ITA - V8 Racing) 40
Andrés Méndez (COL - Zele) 28
Jeroen Schothorst (NED - Equipe Verschuur) 27
Philippe Bourgois (FRA - Zele) 24
Sarah Bovy (BEL - Monlau) 19
Adalberto Baptista (BRA - Oregon) 19
António Coimbra (POR - Equipe Verschuur) 17
Chris Harris (GBR - Monlau) 14
David Cebrián (SPA - Monlau) 8
Philippe Haezebrouck (FRA - Zele) 7
Oliver Freymuth (GER - V8 Racing) 4

Meritatissima infine la vittoria schiacciante di Capitanio e Fumanelli nell'Endurance, con una vittoria a Spa e cinque secondi posti, unici a finire tutte le gare sul podio. Pizzitola e Gonda, nonostante un successo in più, sono stati condizionati dal ritiro di Silverstone, uno zero in casella che ha generato un distacco di punti incolmabile. La coppia Capitanio/Fumanelli ha portato un altro trofeo all'Oregon Team, oltre a quello del solo Capitanio nel Prestige. Il team cremasco ha vinto una gara Endurance anche a Silverstone, grazie alla coppia Nalio/Bacheta.


La classifica Endurance (tra parentesi il numero di vittorie):
Dario Capitanio/David Fumanelli (ITA/ITA - Oregon) 115 (1)
Richard Gonda/Andrea Pizzitola (SVK/FRA - ART) 95 (2)
Luciano Bacheta/Niccolò Nalio (GBR/ITA - Oregon) 72 (1)
Max Braams (NED - V8 Racing) 57 (1)
Roy Geerts (NED - V8 Racing) 49 (1)
Nicky Pastorelli/Diederik Sijthoff (NED/NED - V8 Racing) 43
Indy Dontje/Toni Forné (NED/SPA - ART) 43
Wolfgang Reip (BEL - Monlau) 37 (1)
Bas Schothorst (NED - Zele) 36
Andrés Méndez (COL - Zele) 26
António Coimbra (POR - Equipe Verschuur) 26
Miguel Ramos (POR - Equipe Verschuur) 26
David Cebrián (SPA - Monlau) 25 (1)
Steijn Schothorst/Jeroen Schothorst (NED/NED - Equipe Verschuur) 22
Adalberto Baptista/Alan Hellmeister (BRA/BRA - Oregon) 22
Michela Cerruti/Éric Trémoulet (ITA/FRA - Monlau) 12
Philippe Bourgois (FRA - Zele) 11
Philippe Haezebrouck (FRA - Zele) 10
Paul-Loup Chatin/Chris Harris (FRA/GBR - Monlau) 4
Oliver Freymuth (GER - V8 Racing) 2
Vittorio Ghirelli (ITA - Zele) 1
Stefano Costantini (ITA - V8 Racing) 1
Federico Leo (ITA - V8 Racing) 1

giovedì 17 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Mitjet Italian Series

Se dovessi dare un giudizio veloce sul campionato Mitjet Italian Series 2015 direi che la strada è giusta ma si può fare ancora qualcosa in più. E in effetti è una buona definizione per una serie giovanissima sul territorio italiano ma che ha già potuto contare su una buona partecipazione complessiva.



Certo, 16 auto in griglia non rappresentano ancora il numero giusto, ma manca davvero poco per quello che personalmente ritengo il minimo sindacale, cioè oltre le 20 presenze di media a ogni appuntamento. Se però MQ Corse e il Gruppo Peroni Race non molleranno la presa sarà un obiettivo certamente alla portata, nella speranza col tempo di poter riprodurre lo stesso livello di coinvolgimento della serie da cui è nato tutto, cioè quella francese.

Il campionato Mitjet francese è infatti stato il precursore. L'idea (di Jean Philippe Dayraut) era di creare un campionato accessibile, relativamente poco costoso e votato alla massima spettacolarizzazione, con carrozzerie aggressive in stile DTM, vetture 2L della Tork Engineering, e piloti agguerriti. Insomma, una serie che potesse far divertire sia i piloti sia gli spettatori.



Nel frattempo si può già affermare che sul piano della comunicazione la Mitjet Italian Series sta offrendo contenuti interessanti e non banali. Come questo bel camera car:



Il format delle classifiche è il seguente: ogni vettura può essere usata da due piloti all'interno dello stesso weekend. Il pilota A prende parte a due appuntamenti, mentre il pilota B corre i restanti due (in questa stagione la Mitjet ha corso su 6 circuiti per 24 gare totali). I piloti A concorrono per la classifica A, e i piloti B per quella B. Viene formata inoltre quella che dovrebbe essere la classifica regina, cioé il ranking per equipaggi che somma i risultati del pilota A e del pilota B. A vincere questa classifica è stato l'equipaggio Alberto Cola/Carlo Alberto Forte, con la vettura portata in pista dal team Pellin.

Per quanto riguarda la classifica finale equipaggi, ora mi lancerò in un ragionamento un po' complesso ma spero comprensibile. In questa stagione purtroppo gli equipaggi non sono stati abbastanza stabili, rendendo il campionato un po' meno combattuto. Se ad esempio Vito Postiglione e Nicola Neri avessero corso per tutte e 24 le gare condividendo la stessa vettura, avrebbero dato filo da torcere ai vincitori Alberto Cola e Carlo Alberto Forte. Postiglione ha vinto sei gare, contro le 2 dei campioni; i cambi di equipaggio lo hanno sfavorito, anche se calcolatrice alla mano probabilmente non sarebbe cambiato il risultato finale. Il campionato ha bisogno di equipaggi fissi sui quali costruire un racconto stagionale più interessante, sia a livello psicologico sia statistico, evitando un inutile dispersione di punteggi che rende difficoltosa la lettura delle classifiche e delle forze in campo. Il trionfo di Cola e Forte non è in discussione, perché grazie alla costanza di rendimento hanno battuto tutti gli avversari, coronando inoltre il titolo con due vittorie. Ma un po' di lotta al vertice in più non guasta mai, no?



La consolazione per Vito Postiglione è arrivata con la classifica riservata ai piloti B, nella quale ha battuto proprio Alberto Cola grazie alle sue sei vittorie. Nella classifica A è stato un altro sfavorito dai cambi equipaggio a trionfare, cioè Mauro Pizzola. Le sue cinque vittorie sono state sufficienti per precedere Verga e Malvestiti, mentre Carlo Alberto Forte si è classificato al 4° posto.



Da segnalare, tra le tante particolarità della stagione 2015, il weekend perfetto di Zonzini a Monza, dove ha vinto entrambe le gare A con il massimo del punteggio (103 punti).




La classifica finale - Primi 25 Equipaggi (tra parentesi il numero di vittorie):
Alberto Cola/Carlo Alberto Forte (Pellin) 1953 (2)
Roberto Benedetti/Lorenzo Marcucci (The Club Motorsport) 1675 (1)
Giacomo Giubergia (Pellin) 1534
Fabrizio Ongaretto/Ronnie Marchetti (Composit) 1456
Nicola Neri/Vito Postiglione (Kynetic) 1238 (4)
Alberto Massimo/Francesco Malavasi (Composit) 1124
Alexander West/Maurizio Ceresoli (Composit) 992
Albert Colajanni/Edoardo Liberati (Alberteam) 915 (1)
Francesco Malvestiti/Matteo Gonfiantini (Pellin) 882
Mikhail Spiridonov/Roberto Silva (Kynetic) 792
Mauro Pizzola/Matteo Ferraresi (AS Sport Malucelli) 681 (1)
Andrea Fattori/Matteo Ferraresi (Team Malucelli) 621 (1)
Mauro Pizzola/Matteo Desideri (AS Sport Malucelli) 584 (2)
Giovanni Verga/Simone Tempesta (AS Sport Malucelli) 573 (1)
Roberto Belmonte/Matteo Zucchi (Composit) 529
Nicola Neri (Kynetic) 458
Francesco Malvestiti (Pellin) 425 (1)
Maurizio Ceresoli/Emanuele Zonzini (Composit) 374 (2)
Diego Chiavarelli/Matteo Zucchi (Composit) 370
Mauro Pizzola (AS Sport Malucelli) 365 (2)
Francesco Malvestiti/Massimo Pigoli (Pellin) 360 (1)
Davide Roda/Vito Postiglione (Composit) 355 (2)
Giovanni Verga/Luciano Tarabini (Kynetic) 354 (1)
Alberto De Ambrogi/Matteo Gonfiantini (Pellin) 346 (1)
Giovanni Verga/Federico Scionti (AS Sport Malucelli) 332 (1)


Classifica piloti A - primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie):
Mauro Pizzola 951 (5)
Giovanni Verga 937 (3)
Francesco Malvestiti 907 (2)
Carlo Alberto Forte 886
Alberto Massimo 839
Roberto Benedetti 806
Alberto De Ambrogi 778
Fabrizio Ongaretto 756
Nicola Neri 718
Giacomo Giubergia 712

Classifica piloti B - primi 10 (tra parentesi il numero di vittorie):
Vito Postiglione 995 (6)
Alberto Cola 921 (2)
Lorenzo Marcucci 869 (1)
Maurizio Ceresoli 822
Ronnie Marchetti 700
Giacomo Giubergia 690
Matteo Ferraresi 677 (1)
Matteo Gonfiantini 651 (1)
Edoardo Liberati 553 (1)
Matteo Zucchi 537

mercoledì 16 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Turismo Carretera

Il campionato Turismo Carretera è arduo da conquistare. Risulta difficile anche arrivarci, visto che molti piloti devono fare la gavetta nel TC Pista e nel TC Mouras. Per chi riesce ad arrivare a correre in quello che è il campionato turismo più longevo d'Argentina manca solo uno scoglio da affrontare: battere i grandi nomi.



Nel 2015 ha vinto un grande nome che era rimasto all'asciutto per tanti anni. Omar Martínez ha vinto il suo secondo titolo nel Turismo Carretera, dopo il successo colto nel lontano 2004. La sua vittoria arriva a 49 anni suonati, con una stagione di enorme spessore visto le 4 vittorie conquistate. "Chino" e la sua Ford Falcon hanno battuto il campione 2014 Matias Rossi sia nella fase iniziale del campionato (composta dalle prime 11 gare) sia nei Playoff, che secondo regolamento sono determinanti per la consegna del trofeo finale.

Omar Martinez

Matías Rossi (su Chevrolet) ha vinto in due occasioni, risultando l'avversario più pericoloso per Martinez. Ma l'età è dalla sua parte, e in futuro sarà per lui possibile battere molti record, proseguendo con questo ritmo. Per Rossi i Playoff non sono stati così positivi come per Martinez, e la mancanza di un podio rispetto al rivale è stata pesante per le sue speranze targate 2015.

Matias Rossi

Dietro i primi due una lunga serie di piloti hanno vinto almeno una gara. Si tratta di Facundo Ardusso (terzo alla fine), Luís José Di Palma, Agustín Canapino, Guillermo Ortelli, Mariano Werner, Leonel Pernía, Juan Marcos Angelini, Mariano Altuna, Juan Manuel Silva e Norberto Fontana. Di questo gruppo di piloti bisogna spendere due parole sul più giovane, cioè Agustín Canapino.

Agustin Canapino

Solo Trosset (classe '92) e Urcera ('91) sono più giovani di Canapino, che è nato nel 1990 al pari di Gentile e di Echevarria. Canapino, quinto quest'anno nel Turismo Carretera, ha già però alle spalle una carriera stellare. Debuttò nel Turismo Carretera nel 2009 e vinse il campionato già l'anno successivo, sfruttando però una piega del regolamento. Accadde infatti che il pilota con più punti, cioè Mariano Werner, non aveva ottenuto il requisito fondamentale per vincere il titolo, cioè vincere almeno una gara. Canapino invece una gara l'aveva vinta, e così potè conquistare la corona grazie a un... secondo posto in classifica. Negli anni successivi Canapino è diventato il re della Top Race V6, con 4 campionati consecutivi conquistati (dal 2011 al 2014).

Norberto Fontana ha invece vinto la sfida tra ex F1 con Gaston Mazzacane, avendo vinto in un'occasione (all'Autódromo José Muñiz di Rio Gallegos) e avendo concluso il campionato in 21° posizione contro la 29° finale di Mazzacane (il suo miglior risultato è stato un 12° posto).

Norberto Fontana

Con 44 piloti a referto e con 12 diversi vincitori in 16 gare, è stato ancora dimostrato che il Turismo Carretera è un campionato sul quale è difficile fare pronostici. Anche a livello di marca non c'è un dominatore: Ford e Chevrolet hanno vinto 6 gare a testa, mentre Dodge e Torino (nome che indica il modello IKA-Renault Torino) si sono divise equamente le restanti quattro.



Infine, in quanto italiano, è in un certo senso familiare scorrere una classifica nella quale oltre la metà dei piloti ha un cognome originario dello Stivale. Per questo dovremmo considerare il Turismo Carretera come un nostro parente, lontano sì geograficamente, ma sentimentalmente ancora vicino.



La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie): 
Omar Martínez (Ford/Guri Martinez Competicion) 773 (4)
Matías Rossi (Chevrolet/Donto Racing) 552 (2)
Facundo Ardusso (Dodge/Trotta Racing) 478 (1)
Luís José Di Palma (Torino/Indecar Racing) 465 (1)
Agustín Canapino (Chevrolet/Jet Racing) 461 (1)
Guillermo Ortelli (Chevrolet/JP Racing) 454 (1)
Mariano Werner (Ford/Werner Competicion) 371 (1)
Juan Pablo Gianini (Ford/JPG Racing) 360
Leonel Pernía (Chevrolet/Las Toscas Racing) 355 (1)
Christian Ledesma (Chevrolet/Jet Racing) 348
Nicolás Bonelli (Ford/Bonelli Competicion) 332
Juan Marcos Angelini (Dodge/UR Racing) 330 (1)
Santiago Mangoni (Torino/Laboritto Juniors) 324
Mariano Altuna (Chevrolet/Mariano Altuna) 324 (1)
Juan Martín Trucco (Dodge/JMT Motorsport) 317
Mauricio Lambiris (Torino/Coiro Dole Racing) 316
Gabriel Ponce de León (Ford/Ponce de León) 311
Matías Jalaf (Ford/Alifraco Sport) 309
Sergio Alaux (Chevrolet/Coiro Dole Racing) 304
Juan Manuel Silva (Ford/Catalan Magni) 302 (1)
Norberto Fontana (Torino/Laboritto Juniors) 283 (1)
Mauro Giallombardo (Ford/Maquin Parts) 273
Martín Ponte (Dodge/MVD Competicion) 268
Emanuel Moriatis (Ford/SFP Alifraco) 266
Jonatan Castellano (Dodge/Castellano Power Team) 234
José Manuel Urcera (Torino/JP Racing) 231
Emiliano Spataro (Dodge/UR Racing) 217
Leonel Sotro (Ford/Alifraco Sport) 215
Gastón Mazzacane (Chevrolet/Coiro Dole Racing) 193
Próspero Bonelli (Ford/Bonelli Competicion) 182
Lionel Ugalde (Ford/Ugalde Competicion) 180
Carlos Okulovich (Torino/Sprint Racing) 176
Matías Rodríguez (Dodge/UR Racing) 156
Mathías Nolesi (Ford/JPG Racing) 154
Laureano Campanera (Chevrolet/Donto Racing) 151
Federico Alonso (Torino/Taco Competicion) 147
José Savino (Ford/Savino Sport) 145
Camilo Echevarría (Torino/Coiro Dole Racing) 139
Martín Serrano (Dodge/Coiro Dole Racing) 111
Pedro Gentile (Chevrolet/JP Racing) 110
Diego De Carlo (Chevrolet/JC Competicion) 81
Christian Dose (Chevrolet/Dose Competicion) 77
Juan Bautista De Benedictis (Ford/Alifraco Sport) 60
Nicolás Trosset (Torino/Maquin Parts) 46

Campione 2015 TC Pista: Esteban Gini
Campione 2015 TC Mouras: Julian Santero
Campione 2015 TC Pista Mouras: Sebastian Reynoso
Campione 2015 Turismo 4000: Mauricio Selva

Qui trovate il link per arrivare al sito dell'ACTC, organizzatore del campionato.


martedì 15 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: Stock Car Brasil

Il campionato più importante del Brasile ha regalato agli appassionati una stagione davvero colma di eventi. L'annata 2015 dello Stock Car Brasil ha compresso tutti gli elementi positivi e negativi del motorsport, tra belle storie di vittoria, penalità discutibili, grandi incidenti e il solito gruppone di piloti competitivi.



Ha vinto Marcos Gomes, classe '84 e pilota Peugeot del VOXX Racing. Il pilota di Ribeirão Preto continua una tradizione di famiglia, visto che il padre Paulo Gomes è stato il primo vincitore della serie, nata nel 1979, ed è anche il terzo vincitore di sempre, dopo Cacá Bueno e Ingo Hoffmann. Con tre vittorie Marcos Gomes ha battuto proprio Cacá Bueno, pilota amatissimo in patria e apprezzato professionista anche in Europa (quest'anno ha corso in tutti e due i campionati Blancpain con la BMW).

Marcos Gomes

Il pilota Chevrolet e Red Bull ha vinto due volte e ha guidato la classifica fino al momento in cui ha dovuto scontare due gare di squalifica. Nel secondo appuntamento del campionato, sul circuito cittadino di Ribeirão Preto, Bueno e Gomes avevano vissuto una situazione davvero caotica nel finale di gara, quando non fu data la bandiera a scacchi al loro passaggio. I due lottarono per un altro giro completo prima di capire che la gara era già finita. Bueno criticò e insultò i commissari via radio, ricevendo per questo comportamento una multa e, come detto, due gara di squalifica (scontate nel secondo appuntamento di Curitiba).


Bueno festeggia la vittoria a Taruma

La gestione assurda della bandiera a scacchi e soprattutto una così dura reprimenda hanno aggiunto parecchio pepe al campionato, che Bueno ha perso proprio per via dei punti conquistati da Gomes durante la sua assenza. In ogni caso ha riconosciuto i meriti di Gomes come chiunque: nessuno può dire che questo campionato sia stato rubato. Gomes ha anche ottenuto più podi e più pole position del rivale.

Il titolo per Gomes è arrivato dopo una tesissima gara finale a Interlagos, nella quale sia lui sia Bueno sono stati attardati da incidenti e contatti vari. La classifica è stata così rivoluzionata da premiare soprattutto i piloti di seconda fascia, mentre i protagonisti pativano problemi di ogni genere. Una giornata storica per gli outsider e ininfluente per il campionato, in sostanza.

Terzo in campionato, il paulista Thiago Camilo Palmieri ha dato prova di avere grandi doti velocistiche (con due gare vinte) e soprattutto di avere grande tenacia. Il pilota classe '84 aveva subito un grave incidente a Curitiba, con relativo ricovero in ospedale per una sospetta frattura alla caviglia sinistra. Una volta esclusa la frattura Camilo si è sottoposto a intense cure fisioterapiche per poter gareggiare, due settimane dopo, alla "Gara da 1 milione" che si tiene ogni anno sul circuito Ayrton Senna di Goiânia.


Rubens Barrichello non è riuscito a difendere il titolo conquistato nel 2014, e il suo quarto posto finale non è stato nemmeno premiato da una vittoria. Per Rubinho sono arrivati solamente due secondi posti e un terzo posto, sufficienti comunque per precedere di quattro punti il compagno di squadra Allam Khodair. Barrichello è stato l'unico tra i primi 12 classificati a non essere mai salito sul gradino più alto del podio in questo 2015.

Rubens Barrichello

A tal proposito va ricordata l'estrema varietà al vertice in questo campionato. Quattordici vincitori diversi (predominanza Chevrolet, con 15 successi contro i 6 di Peugeot) e 18 facce differenti sul podio.

La serie si è inoltre confermata difficile per gli ex F1, con Zonta, Pizzonia e Burti anche loro a secco di vittorie. Solo Zonta è riuscito a competere per le posizioni di vertice, con due podi all'attivo.




Ci sono state altre... particolarità durante la stagione. La nota positiva è la grande festa del motorsport d'inizio stagione, con la gara di Goiânia da correre a coppie. Gli invitati di quest'anno sono stati Nestor Girolami (vincitore insieme al due volte vincitore del campionato Ricardo Maurício), Laurens Vanthoor (poi chiamato a sostituire Cacá Bueno a Curitiba), il vincitore del V8 Supercars Mark Winterbottom, il vincitore del WTCC José Maria Lopez, Lucas Di Grassi, Vitor Meira, Nicolas Prost, Chico Serra, Ingo Hoffmann, Luis Razia, Enrique Bernoldi, Vito Liuzzi, Bruno Senna, Ricardo Rosset, Chris Van Der Drift, Felipe Giaffone, Nelson Piquet Jr e Jacques Villeneuve. Proprio quest'ultimo si è reso protagonista in quella gara di un episodio controverso, quando si è preso letteralmente a ruotate in rettilineo con Antonio Perez, fratello maggiore del pilota messicano della Force India Sergio Perez.

La nota negativa è stata la mancanza di una migliore organizzazione, che si è riflettuta su episodi poco professionali come nel caso della mancata esposizione della bandiera a scacchi oppure per l'invasione di pista di cani e perfino di adolescenti (come a Curitiba, quando un ragazzino ha attraversato il tracciato per recuperare un... souvenir lasciato da qualche vettura).

L'unica cosa certa è che questo campionato è intrinsecamente in grado di dare emozioni. Imprevedibili.

Una foto pubblicata da Stock Car (@stock_car) in data:

La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Marcos Gomes (Peugeot/VOXX) 242 (3)
Cacá Bueno (Chevrolet/Red Bull) 212 (2)
Thiago Camilo (Chevrolet/Ipiranga-RCM) 193 (2)
Rubens Barrichello (Chevrolet/Full Time Sports) 188
Allam Khodair (Chevrolet/Full Time Sports) 184 (1)
Daniel Serra (Chevrolet/Red Bull) 181 (2)
Ricardo Maurício (Chevrolet/Eurofarma RC) 173 (1)
Max Wilson (Chevrolet/Eurofarma RC) 162 (2)
Felipe Fraga  (Peugeot/VOXX) 159 (1)
Átila Abreu (Chevrolet/AMG Motorsport) 155 (1)
Júlio Campos (Peugeot/Prati-Donaduzzi) 154 (1)
Valdeno Brito (Chevrolet/Shell Racing) 148 (2)
Ricardo Zonta (Chevrolet/Shell Racing) 147
Diego Nunes (Chevrolet/Vogel) 139
Vitor Genz  (Peugeot/Boettger) 124
Gabriel Casagrande (Chevrolet/Axalta C2) 110
Sérgio Jimenez (Chevrolet/Axalta C2) 108 (1)
Antônio Pizzonia (Peugeot/Prati-Donaduzzi) 97
Luciano Burti (Chevrolet/RZ Motorsport) 93
Galid Osman (Chevrolet/Ipiranga-RCM) 92
Denis Navarro (Chevrolet/Vogel) 79
César Ramos (Peugeot/Total Racing) 66
Tuka Rocha (Peugeot/Uniao Quimica) 58 (1)
Raphael Matos (Peugeot/Schin Racing) 55
Popó Bueno (Peugeot/Total Racing) 54
Lucas Foresti (Chevrolet/AMG Motorsport) 53 (1)
Rafael Suzuki (Chevrolet/RZ Motorsport) 51
Felipe Lapenna (Peugeot/Schin Racing) 44
Raphael Abbate (Chevrolet/Hot Car) 42
Felipe Guimarães (Peugeot/Boettger) 16
Gustavo Lima (Chevrolet/ProGP) 15
Bia Figueiredo (Peugeot/Uniao Quimica) 13
Fábio Fogaça (Chevrolet/Hot Car) 3
Mauro Giallombardo (Chevrolet/Hot Car) 2

lunedì 14 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: CIVM

Non ci sono limiti per Simone Faggioli. Sembra quasi diventata una piacevole abitudine, quella di stravincere. Anche quest'anno sono piovuti trofei a ripetizione per un pilota che è già nella storia delle corse in salita sia in Italia sia in Europa. Undicesimo CIVM vinto e ottavo Campionato Europeo Montagna (quest'anno in categoria 2), più 8 scalate vinte in 12 weekend valevoli per il Campionato Italiano.

Simone Faggioli

Agli altri sono rimaste le briciole. Christian Merli, anche quest'anno secondo, ha vinto la 61° Coppa Nissena, la 43° Pieve Santo Stefano – Passo dello Spino e la seconda manche della 46° Verzegnis - Sella Chianzutan; la prima manche della gara friulana è invece stata conquistata da Michele Fattorini; Domenico Scola, terzo alla fine, ha infine trionfato nella prima gara dell'anno al Monte Erice.



Il Campionato Italiano Velocità Montagna continua ad avere un grande successo, attirando molti protagonisti dell'automobilismo nostrano di dimensione regionale e provinciale. Il pubblico risponde bene, ma soprattutto sono le iscrizioni a fiorire rigogliose. Pensiamo alle cifre 2015: il peggior appuntamento, a livello di partecipanti, è stato la Rieti-Terminillo. Dove c'erano "solo" 85 partenti... tra i quali però c'erano più prototipi che in una qualsiasi gara del CISP (......lascio lo spazio per riflettere a chiunque voglia farlo).

La gara con più piloti ai nastri di partenza è stata la stupefacente 85° edizione della Coppa Selva di Fasano, con addirittura 189 vetture!

Il lato se vogliamo negativo di tutta questa benevola abbondanza è la nascita di molteplici classifiche dedicate, talvolta inestricabili senza un po' di esperienza e di occhio. Certo è che molti hanno potuto festeggiare un trofeo che, se fosse esistita solo la classifica assoluta, non avrebbero potuto vedere nemmeno con il binocolo. Il CIVM è talmente aperto che può capitare di vedere a pochi minuti di distanza il passaggio di una F.3000 e poi di una Fiat Uno Turbo. E tutto questo colore è divertente per il pubblico.



In ogni caso, è evidente a giudicare dalla classifica assoluta che i prototipi restano i mezzi migliori per affrontare questa tipologia di gare. E la sfida al vertice è competitiva. Anche alla Pedavena-Croce D'Aune Faggioli ha ritoccato il record assoluto del tracciato, nonostante avesse già il titolo matematicamente in tasca. E non è stata l'unica occasione nella quale uno dei piloti iscritti ha battuto i tempi degli anni precedenti, sia per le classi più veloci sia per le vetture più simili a quelle di tutti i giorni.

Il futuro sarà roseo, mantenendo questo passo. Anche BRC ha manifestato la volontà di spostare la sua Green Hybrid Cup dalle piste al CIVM (in gare selezionate). Ragioni di visibilità, perché il pubblico delle salite è sempre folto mentre talvolta in circuito c'è un vuoto pneumatico poco adatto agli sponsor.


Classifica assoluta - primi 10 - (tra parentesi il numero di vittorie):
Simone Faggioli (Norma M20) 147.5 (14)
Christian Merli (Osella FA30) 132.5 (5)
Domenico Scola (Osella PA 2000) 110 (2)
Michele Fattorini (Osella PA 2000) 88.5 (1)
Omar Magliona (Osella PA 21) 50
Domenico Cubeda (Osella PA 2000) 45
Francesco Conticelli (Osella PA 2000) 41
Paride Macario (Lola B99/50 - Osella FA30) 37.5
Vincenzo Conticelli (Osella PA 30) 33.5
Giuseppe Castiglione (Formula Master) 28

Simone Faggioli

Classifica Bicilindriche (top 5):
Andrea Currenti (Fiat 500L) 80
Daniele Portale (Fiat 126) 62.5
Domenico Morabito (Fiat 500) 53.5
Antonio Ferragina (Fiat 500) 42.5
Antonio Maiolo (Giannini 650 NP) 40

Andrea Currenti

Classifica Racing Start fino a 2000cc:
Antonio Scappa (Renault Clio RS) 130
Angelo Loconte (Peugeot 106 16v) 82
Giovanni Grasso (Renault Clio RS) 64.5
Giovanni Angelini (Renault Clio RS) 50
Marco Cappello (Honda Civic) 47.5

Antonio Scappa

Classifica Racing Start fino a 1600cc:
Oronzo Montanaro (Mini Cooper S) 147.5
Nicola Novaglio (Mini Cooper SCW) 147.5
Mario Tacchini (Mini Cooper S) 67
Andrea Marchesani (VW Polo) 59
Andrea Giraldi (Mini Cooper S) 40.5

Oronzo Montanaro

Classifica Gruppo N:
Antonino Migliuolo (Mitsubishi Lancer) 155
Giovanni Del Prete (Mitsubishi Lancer) 100
Giovanni Regis (Peugeot 106 Rallye) 77.5
Rocco Errichetti (Peugeot 106 Rallye) 59
Armin Hafner (Mitsubishi Lancer) 53.5

Antonino Migliuolo

Classifica Gruppo A:
Salvatore D'Amico (Renault Clio RS) 145
Paolo Parlato (Honda Civic/Renault Clio) 88
Serafino Ghizzoni (Honda Civic Type R) 66
Rudi Bicciato (Mitsubishi Lancer) 40
Sauro Sandroni (BMW M3 E36) 30

Salvatore D'Amico

Classifica Gruppo E1/E2S:
Marco Gramenzi (Alfa Romeo 155 ITC) 142.5
Fulvio Giuliani (Lancia Delta HF) 121
Luigi Sambuco (Renault New Clio) 81
Pietro Nappi (Ferrari 550 GTI) 72.5
Ferdinando Cimarelli (Alfa Romeo 156) 63.5

Marco Gramenzi

Classifica Gruppo GT:
Roberto Ragazzi (Ferrari 458 Challenge) 140
Bruno Jarach (Ferrari 458 Challenge) 77
Rosario Parrino (Porsche 911 GT3) 61.5
Francesco Leogrande (Porsche 996) 59.5
Guido Sgheri (Porsche 997) 56

Roberto Ragazzi

Classifica Gruppo CN:
Omar Magliona (Osella PA 21) 160
Achille Lombardi (Osella PA 21) 117.5
Luca Ligato (Osella PA 21) 84.5
Giuseppe Corona (Osella PA 21) 63.5
Stefano Crespi (Osella PA 21) 54

Omar Magliona

Classifica Gruppo E2B:
Simone Faggioli (Norma M20) 154
Domenico Scola (Osella PA 2000) 125.5
Michele Fattorini (Osella PA 2000) 102.5
Francesco Conticelli (Osella PA 2000) 67
Vincenzo Conticelli (Osella FA 30) 60

Classifica Gruppo E2M:
Christian Merli (Osella FA30) 160
Franco Cinelli (Lola B99/50) 96.5
Paride Macario (Lola B99/50 - Osella FA30) 62
Adolfo Bottura (Osella FA30) 59
Diego Degasperi (Lola B99/50) 56.5

Christian Merli

Trofeo Under 25: Domenico Scola
Coppa Dame: Paola Pascucci
Trofeo Scuderie: Fasano Corse




Il riassunto della stagione 2015: International V8 Supercars

Alla fine Mark Winterbottom ce l'ha fatta. Dopo una sfilza di terzi posti e di altri onorevoli piazzamenti, il pilota 34enne da sempre legato a doppio filo con Ford ha conquistato la V8 Supercars. Una lunga carriera nella serie che ora può essere definita finalmente di successo, dopo ben 13 stagioni.

Winterbottom ha strameritato il successo finale con ben 9 vittorie di tappa (tra le quali va annoverata anche la Sandown 500 in coppia con Steve Owen) e con una situazione paradossale da vivere fin da inizio stagione. La Ford, prima del 2015 impegnata praticamente a livello ufficiale con il team Ford Performance Racing, aveva ridotto i fondi per questa stagione. Addirittura il team di Winterbottom aveva cambiato denominazione, iscrivendosi come Prodrive Racing Australia... Chissà, forse è stato proprio questo disimpegno a rendere il team più competitivo!

Mark Winterbottom

A parte gli scherzi, per il team Prodrive Racing è stata davvero una bella stagione. Chaz Mostert, prima del grave infortunio patito a Bathurst, aveva fatto faville con cinque vittorie e numerose pole position. Prima della Bathurst 1000 Mostert era secondo in campionato, e nonostante la sua assenza in ben 12 appuntamenti è riuscito comunque a finire il campionato in 11° piazza, davanti ad altri 13 piloti full-time.

Al secondo posto il 41enne Craig Lowndes ha dimostrato ancora di avere tanta birra in corpo rispetto a molti suoi giovani avversari. Lowndes ha vinto il suo primo titolo nel 1996 (!), quando il campionato si chiamava ancora Australian Touring Car Championship. In questo 2015 lui e la sua Holden 888 hanno vinto 6 gare tra le quali spicca la Bathurst 1000 corsa in coppia con Steven Richards.


David Reynolds ha conquistato il terzo posto finale in quello che è il suo risultato di maggior rilievo dopo la conquista della Carrera Cup australiana nel 2007. Con la Ford del Rod Nash Racing il pilota classe '85 ha vinto due gare. La sua brillante seconda parte di stagione ha contribuito molto, ma in generale Reynolds è stato un habitué della top ten per tutto il campionato.

Il miglior... neozelandese è stato il sempre attivo Shane Van Gisbergen. Con la sua Holden Van Gisbergen ha concluso al 4° posto finale con 2 vittorie, tante quante ne ha conquistate nella Blancpain Endurance Series. Certamente è uno dei piloti più "eclettici" della serie, visto che ha partecipato anche alla 24 Ore di Daytona.

Il 6 volte campione Jamie Whincup si è classificato "solo" quinto, ma non ha certo mollato le posizioni di vertice. Infatti ha vinto in 8 occasioni, con un finale di stagione pazzesco fondato su 9 nove podi consecutivi negli ultimi tre appuntamenti. Purtroppo però la fase centrale dell'annata non è stato positiva, rendendo la sua rincorsa finale statisticamente positiva ma inutile ai fini della lotta per il campionato.

Ancora buone prestazioni per il giovane Scott McLaughlin, classe '93 (Garry Rogers Motorsport, Volvo S60). Non è arrivata la vittoria come nei due anni precedenti, ma è evidente che questo pilota sarà una stella dei prossimi campionati se saprà farsi strada tra i tanti senatori ancora in gran forma.

Scott McLaughlin

Il trofeo Pirtek Endurance Cup dedicato agli appuntamenti del campionato da correre in coppia, composto dalla Sandown 500, dalla Bathurst 1000 e dalla Gold Coast 600, è stato vinto dal duo Garth Tander/Warren Luff sulla Holden n°2 del team Holden Racing. I due hanno conquistato questa classifica grazie alla regolarità, con due terzi e due quarti posti, relegando i vincitori di tappa nelle posizioni retrostanti.

Una foto pubblicata da V8 Supercars (@v8supercars) in data:


Nella classifica dei team Lowndes e Whincup hanno portato nuovamente alla vittoria il Triple Eight Race Engineering. Si tratta del settimo successo per uno dei team più blasonati della serie. Insieme al Prodrive Racing hanno decisamente staccato la concorrenza, con 28 vittorie (14 a testa) su 36 appuntamenti disputati.

Per quanto riguarda infine le case costruttrici, Holden ha vinto per 19 volte con la VF Commodore, battendo di tre lunghezze la Ford (in pista a inizio stagione con la FG Falcon e poi con l'aggiornata FG X Falcon). La Mercedes E63 AMG dell'Erebus Motorsport ha vinto in una sola occasione con Will Davison (prestazione per altro isolata). Nissan e Volvo sono rimaste a secco.



La classifica finale - primi 25 (tra parentesi il numero di vittorie):
Mark Winterbottom (Ford/Prodrive Racing) 3246 (9)
Craig Lowndes (Holden/Triple Eight) 3008 (6)
David Reynolds (Ford/Rod Nash) 2910 (2)
Shane Van Gisbergen (Holden/Tekno Autosports) 2712 (2)
Jamie Whincup (Holden/Triple Eight) 2647 (8)
Garth Tander  (Holden/Holden Racing) 2584
Fabian Coulthard (Holden/Brad Jones) 2542 (1)
Scott McLaughlin (Volvo/Garry Rogers) 2205
Rick Kelly (Nissan/Nissan Motorsport) 2154
James Courtney (Holden/Holden Racing) 2110 (2)
Chaz Mostert (Ford/Prodrive Racing) 2017 (5)
Michael Caruso (Nissan/Nissan Motorsport) 1898
Tim Slade (Holden/Walkisnhaw Racing) 1764
Lee Holdsworth (Holden/Charlie Schwerkolt) 1699
Will Davison (Mercedes/Erebus) 1672 (1)
Jason Bright (Holden/Brad Jones) 1671
Todd Kelly (Nissan/Nissan Motorsport) 1664
James Moffat  (Nissan/Nissan Motorsport) 1643
Scott Pye (Ford/DJR Team Penske) 1589
Dale Wood (Holden/Britek) 1325
Tim Blanchard (Holden/Lucas Dumbrell) 1272
Nick Percat (Holden/Lucas Dumbrell) 1204
David Wall (Volvo/Garry Rogers) 1118
Andre Heimgartner (Ford/Super Black) 1068
Ashley Walsh (Mercedes/Erebus) 769

Il vincitore della seconda serie, la Dunlop V8 Supercars Series, è Cameron Waters, classe '94.



venerdì 11 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: NASCAR Xfinity e Camping World Truck

Chris Buescher è il nuovo meritato campione della NASCAR Xfinity Series. Il secondo campionato più importante di stock car ha vissuto una stagione comunque all'insegna... dei piloti della Sprint Cup, che con le loro partecipazioni extra campionato hanno portato a casa 25 dei 33 trofei a disposizione. Questa regola, o non-regola, toglie un po' di gloria a molti piloti in cerca di visibilità. Personalmente credo che sia giusto porre almeno un piccolo limite, anche se è vero che poter disporre di campioni come Kyle Busch e Joey Logano può attirare più spettatori. Si tratta di un classico caso di conflitto di interessi, e sarà difficile azzerarlo.



In ogni caso, Buescher (classe '92) ha vinto con un vantaggio minimo su Chase Elliott, campione del 2014. Solo 15 punti di distacco tra i due. Elliott ha concluso nella top ten per più gare, ma questa regolarità è stata rovinata da tre arrivi oltre la top 20 che hanno senz'altro pesato nel computo finale. I due nel 2016 si trasferiranno entrambi nella Sprint Cup: Buescher andrà al Front Row Motorsport (in prestito dal team Roush Fenway) mentre Elliott, che è giovanissimo essendo nato nel 1995, sostituirà addirittura Jeff Gordon sulla numero 24 del team Hendrick Motorsports!

Chris Buescher

Il record di vittorie stagionali di Buescher (2) è stato eguagliato da Regan Smith (4° alla fine) e da Ryan Blaney, 22° alla fine ma solo perché il suo programma nella Xfinity è stato limitato.

Il titolo di Rookie Of The Year è andato a Daniel Suarez, primo messicano a correre una stagione full-time nella seconda serie NASCAR. Per lui ben tre pole positione e un 2° posto in Texas come miglior risultato. La sua conquista assume un significato ancora più particolare perché dietro di lui si è piazzato Darrell "Bubba" Wallace Jr., afroamericano. I due sono stati divisi in classifica da un solo piazzamento in top ten in più (ovviamente da parte di Suarez) ma sono stati uniti dalla loro diversa etnicità rispetto alla maggioranza dei piloti del campionato. L'origine e il colore della pelle non sono discriminanti per la velocità in pista, ovviamente, ma il solo fatto che la NASCAR sia diventata un po' meno "bianca" è un fatto positivo. Suarez è un classe '92, mentre Wallace del '93, quindi li accomuna anche la giovinezza.

Daniel Suarez

Anche Ryan Reed è del 1993, e quest'anno si è fatto notare per aver vinto la prima gara della serie disputata a Daytona. Nel resto della stagione Reed non è più tornato nella top ten, ma avrà ancora tempo per migliorare le proprie statistiche.



La classifica finale della Xfinity Series - primi 30 (tra parentesi il numero di vittorie):
Chris Buescher (Ford/Roush Fenway) 1190 (2)
Chase Elliott (Chevrolet/JR Motorsports) 1175 (1)
Ty Dillon (Chevrolet/Childress) 1172
Regan Smith (Chevrolet/JR Motorsports) 1168 (2)
Daniel Suárez (R) (Toyota/Joe Gibbs) 1078
Elliott Sadler (Ford/Roush Fenway) 1075
Darrell Wallace, Jr. (R) (Ford/Roush Fenway) 1071
Brian Scott (Chevrolet/Childress) 1032
Brendan Gaughan (Chevrolet/Childress) 1012
Ryan Reed (Ford/Roush Fenway) 902 (1)
Ryan Sieg (Chevrolet/RSS Racing) 827
J. J. Yeley (Toyota/JGL Racing) 803
Dakoda Armstrong (Ford/Richard Petty) 803
Jeremy Clements (Chevrolet/Jeremy Clements) 801
Ross Chastain (R) (Chevrolet/JD Motorsports) 785
David Starr (Toyota/TriStar) 713
Blake Koch (Toyota/TriStar) 646
Landon Cassill (Chevrolet/JD Motorsports) 637
Eric McClure (Toyota/TriStar) 565
Cale Conley (R) (Toyota/TriStar) 561
Joey Gase (Chevrolet/Jimmy Means) 545
Ryan Blaney (Ford/Penske) 461 (2)
Brennan Poole (Chevrolet/Hscott with Ganassi) 433
Harrison Rhodes (R) (Chevrolet/JD Motorsports) 430
Mike Harmon (Dodge+Chevrolet/Mike Harmon) 315
Derrike Cope (Chevrolet/Derrick Cope) 309
Peyton Sellers (R) (Chevrolet/Obalka Racing) 238
Ben Rhodes (Chevrolet/JR Motorsports) 230
Mario Gosselin (Chevrolet/King Autosport) 182
Dylan Lupton (Chevrolet/Athenian) 178


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Per quanto riguarda la Camping World Truck Series, si è conclusa la striscia vincente di Matt Crafton. Lo specialista della serie, vittorioso nel 2013 e nel 2014, quest'anno si è arreso a due straordinari giovani talenti. Il vincitore Erik Jones, per altro rookie e pilota nel team del vincitore della Sprint Cup Kyle Busch, ha vinto il campionato con le stesse modalità di Buescher nella Xfinity. Tre vittorie e un solo risultato fuori dalla top 15 hanno permesso a Jones, già messo sotto contratto da Joe Gibbs per correre la Xfinity nel 2016, di precedere di 25 punti il coetaneo Tyler Reddick.

Erik Jones

Reddick, non più rookie vista la sua presenza nella serie già nel 2014, è stato in testa alla classifica fino a Mosport, quando un incidente ha interrotto la sua leadership. Alla fine solo 15 punti hanno diviso lui e Jones (che per altro è il più giovane vincitore di sempre della serie).

Tyler Reddick

Crafton, comunque terzo alla fine, ha vinto in ben 6 occasioni ma è anche arrivato 4 volte oltre la top 20. Sei sono anche le vittorie dei piloti non autorizzati a conquistare punti per la serie, e su 23 gare disputate la statistica risulta migliore rispetto alla Xfinity. Nella Camping World Truck c'è quindi più spazio per i primi attori della serie rispetto ai grandi della Sprint Cup.

La n°88 di Crafton e la n°4 di Jones

Ci sono due piloti vincenti in questa stagione che hanno superato, in fatto di giovinezza, i due primi classificati del campionato. John Hunter Nemechek, figlio del celebre e ancora attivo Joe, ha vinto a Chicago. John Hunter è del 1997, ma c'è chi ha fatto ancora meglio. Cole Custer, nato il 23 gennaio del 1998, ha trionfato al Gateway Motorsports Park, dando subito lustro a quello che in realtà è stato un programma ridotto. Il bello è che è già la sua seconda vittoria nella serie, visto che nel 2014 aveva vinto a Loudon, nel New Hampshire. Chissà cosa potrebbe combinare, con un programma completo...



La classifica finale della Camping World Truck Series - primi 30 (tra parentesi il numero di vittorie):
Erik Jones (R) (Toyota/Kyle Busch) 899 (3)
Tyler Reddick (Ford/Brad Keselowski) 884 (2)
Matt Crafton (Toyota/ThorSport) 877 (6)
Johnny Sauter (Toyota/ThorSport) 809
Timothy Peters (Toyota/Red Horse) 804 (2)
Cameron Hayley (R) (Toyota/ThorSport) 766
Daniel Hemric (R) (Chevrolet/NTS) 733
John Wes Townley (Chevrolet/Athenian) 730 (1)
Ben Kennedy (Toyota/Red Horse) 694
Spencer Gallagher (R) (Chevrolet/GMS) 677
Ray Black, Jr. (R) (Chevrolet/SS-Green Light) 635
John Hunter Nemechek (R) (Chevrolet/SWM-NEMCO) 630 (1)
Tyler Young (Chevrolet/Young's) 629
Mason Mingus (Chevrolet/Billy Boat) 527
Brandon Jones (R) (Chevrolet/GMS) 482
Travis Kvapil (Chevrolet/MAKE + Premium) 477
Jennifer Jo Cobb (Chevrolet/Jennifer Jo Cobb) 473
Korbin Forrister (R) (Chevrolet/SS-Green Light) 463
Jordan Anderson (Chevrolet/Mike Harmon) 379
Norm Benning (Chevrolet/Norm Benning) 365
Matt Tifft (Toyota/Kyle Busch) 327
Cole Custer (Chevrolet/JR Motorsports) 305 (1)
Timmy Hill (Chevrolet/Premium) 297
Austin Theriault (R) (Ford/Brad Keselowski) 279
Justin Boston (R) (Toyota/Kyle Busch) 255
Justin Jennings (Chevrolet/MB Motorsports) 237
Christopher Bell (Toyota/Kyle Busch) 231 (1)
Tyler Tanner (Chevrolet/MB Motorsports) 217
Ryan Ellis (Chevrolet/MAKE) 192
Caleb Holman (Chevrolet/Henderson) 166

Il riassunto della stagione 2015: CISP

Nobile decaduto: ecco l'esatta definizione del Campionato Italiano Sport Prototipi. Non è facile trovare un motivo principale per spiegare come è avvenuta la fuga da tale serie, probabilmente perché ci sono fin troppe cause. Non hanno mai aiutato le polemiche, i reclami, le gelosie. Ma se in F1 queste cose si dimenticano con una scrollata di spalle, nel piccolo mondo del motorsport italiano le ferite possono pregiudicare anche le buone idee. Perché fare un campionato riservato ai Prototipi è una buona idea.



É una buona idea perché nel V de V francese ci sono oltre 20 macchine, perché nel Radical European Masters ci sono praticamente sempre 15 vetture (se non di più) e perché nel CIVM 2015 l'elenco dei prototipi che hanno preso parte almeno a una corsa è dannatamente lungo. Non c'è una crisi di amore verso le biposto, anzi. Sembra piuttosto il contrario.

Però l'Italiano Sport Prototipi stende a decollare. Alcuni tirano in ballo la crisi, ma fare il CIVM con queste vetture non è certo gratuito. E anche in Francia i cordoni della borsa si sono parecchio chiusi. Quindi, che fare? ACI Sport è chiamata a trovare una soluzione per abbassare i costi non solo per le ipotetiche new entry nel campionato, ma anche per le scuderie già presenti. Ad esempio agendo ancora sul regolamento tecnico, e cercando di azzerare altre voci di spesa. In ogni caso bastano cinque o sei macchine in più per tornare ad avere una griglia decorosa.

Il 2015 si è sviluppato per tutto l'anno attorno a un nocciolo di una decina di vetture. Vetture belle, veloci e in mano a team competenti, ma poche. A vincere è stato Giorgio Mondini, "italo-svizzero", da qualche tempo lontano da programmi full-time e quest'anno a bordo di una Ligier JS53 Evo preparata dall'Eurointernational, team per il quale aveva corso anche in passato nelle formule. Mondini ha chiuso il campionato con oltre 100 punti di vantaggio su Margelli, avendo conquistato 9 vittorie con 14 gare a disposizione. Va ricordato comunque che Mondini ha corso a Monza con il team ligure Audisio & Benvenuto (vincendo gara 1) e a Vallelunga con il team Best Lap (cogliendo un podio), prima di approdare all'Eurointernational.

Giorgio Mondini


La vera lotta, se vogliamo, è stata per le rimanenti posizioni del podio finale, con il 48enne Walter Margelli della Nannini Racing (Norma M20F) alla fine secondo grazie a una straordinaria regolarità. Margelli ha infatti concluso tutte le gare arrivando spesso a podio, ma senza mai assaporare la vittoria.

Al terzo posto è giunto Filippo Vita (Osella PA21), pilota della Progetto Corsa di Tony Maione. Anche per lui nessuna vittoria ma tanti piazzamenti di rilievo.

A Misano in gara 2 è stato battuto invece un record. Danny Molinaro è diventato il più giovane vincitore di sempre in una gara del Prototipi, con i suoi 17 anni. Il cosentino ha portato la sua Osella sul gradino più alto del podio in una gara disputata su asfalto bagnato.

Danny Molinaro

Hanno vinto una gara anche Simone Iaquinta e gli eterni Claudio Francisci e Davide Uboldi. Successi, questi, ottenuti nella prima fase del campionato prima della lunga striscia vincente di Mondini.




La classifica finale (tra parentesi il numero di vittorie):
Giorgio Mondini 279 (9)
Walter Margelli 178
Filippo Vita 137
Ranieri Randaccio 120
Danny Molinaro 113 (1)
Marco Jacoboni 99 (1)
Claudio Francisci 71 (1)
Davide Uboldi 67 (1)
Simone Iaquinta 48 (1)
Pierre Nicolet 31
Antonio Beltratti 20
Maurizio Pitorri 14
Jacopo Faccioni 13
Umberto Calò 10
Gianfranco Giorgio 10
Carlo Brivio 9
Gianni Giudici 6
Diego Borgese 4

giovedì 10 dicembre 2015

Il riassunto della stagione 2015: CITE

Questo è uno di quegli addii che lasciano intatta la speranza. Salutiamo infatti con questo riassunto l'ultima stagione del Campionato Italiano Turismo Endurance, altresì noto come CITE. Questa denominazione, assunta nel 2008 per raccogliere quanto era rimasto del CIVT, ha attraversato annate discrete a livello di partecipazione e altre molto meno affollate.

Le griglie 2015 del CITE non sono state molto folte, salvo qualche piacevole eccezione come al Mugello

Il 2015 è stato purtroppo contraddistinto da una presenza in griglia normalmente risicata. Un'anno di transizione verso le TCR? Assolutamente sì, e c'è un fatto che basta da solo a confermare questa tesi: la vittoria meritata di Valentina Albanese nella classifica assoluta.

Valentina Albanese è scesa in pista con una Seat Leon Racer già in configurazione TCR, anticipando quindi i tempi. Seat Motorsport Italia è una casa pesantemente coinvolta nel progetto TCR e ha totalmente appoggiato questa scelta. Il binomio è diventato quindi irresistibile, con cinque gare vinte sulle 8 valevoli per la classifica assoluta. In vista del 2016 è stata una gran bella mossa.

Valentina Albanese e Jordi Gené

Il 2016 rappresenterà infatti un cambiamento niente male per tutti. Oltre a sdoganare ufficialmente le vetture TCR l'ACI ha varato il TCS. Si tratta di una categoria ancora più vicina alle vetture di serie, ideata per raccogliere quel bacino di scuderie e piloti che non ha le risorse per gestire una vettura TCR. Le auto del TCS subiranno infatti pochissime modifiche rispetto all'originalità, e chiaramente l'obiettivo è riportare in pista un numero di vetture consono al passato. Se tutto andrà per il meglio, come ci si augura, nel 2017 si potrà assistere a uno split tra TCR e TCS per raggiunta indipendenza.

Ritorniamo però alle classifiche 2015. Inutile soffermarsi molto sulla classe TCR, dove ha gareggiato praticamente solo Valentina Albanese accompagnata ogni tanto da estemporanei rivali come Jordi Gené, Carlotta Fedeli e Simone Sartori.

Più interessante il confronto nella Prima Divisione, prolungato fino all'ultimo appuntamento del Mugello. Paolo Meloni e Massimiliano Tresoldi (W&D Racing, BMW M3 E46) hanno mantenuto la testa della classifica, bissando il titolo 2014. Le speranze di Stefano Valli e di Vincenzo Montalbano (BMW M3 E90) si sono infrante definitivamente durante la gara 2 disputata in Toscana, quando il cambio li ha abbandonati. Meloni e Tresoldi hanno giustamente dedicato la vittoria alla memoria di Walter Meloni, che ci ha lasciato lo scorso maggio.



Dal punto di vista statistico Valli/Montalbano hanno conquistato due vittorie in più rispetto a Meloni/Tresoldi (6 contro 4) ma allo stesso tempo hanno collezionato quattro pesanti zeri in classifica. Una differenza determinante, soprattutto alla luce della regolarità dei titolati che sono sempre andati a punti.

Vittorie di classe (a Imola in gara 2 e a Vallelunga in gara 2) per Mario Ferraris e Matteo Milani a bordo del Cinquone preparato da Romeo Ferraris. Due successi infine per Walter Palazzo e Massimo Zanin con la BMW M3 E46 del W&D, ottenuti entrambi nel weekend finale del Mugello.



Nella Seconda Divisione c'è stato invece l'assolo di Filippo Maria Zanin, capace con la sua BMW 320i del ProMotorsport di conquistare 9 vittorie di classe. Notevolmente distanziati i secondi classificati Alberto e Riccardo Fumagalli, spesso a podio ma mai premiati con una vittoria di tappa.

Filippo Maria Zanin

Le restanti cinque gare sono andate a Mario La Barbera e Giosuè Rizzuto (Pergusa, gara 1), Dario Pennica e Alessandro Baccani (Pergusa, gara 2), Lorenzo Baroni e Giovanni Mancini (Vallelunga, gara 1), Massimo Zanin (Misano, gara 1) e Mariano Bellin (Mugello, gara 1). Giusto citarli tutti in quello che è il canto del cigno di questo campionato.




Le classifiche finali (tra parentesi il numero di vittorie):

Valentina Albanese vincitrice della Classifica Assoluta

Classe TCR
Valentina Albanese (Seat Motorsport Italia) 255 (12)
Jordi Gené (Seat Motorsport Italia) 65 (1)
Carlotta Fedeli (Seat Motorsport Italia) 30
Simone Sartori (Dinamic) 24

Prima Divisione
Paolo Meloni/Massimiliano Tresoldi (BMW M3 E46) 203 (4)
Vincenzo Montalbano/Stefano Valli (BMW M3 E90) 177 (6)
Mario Ferraris/Matteo Milani (Cinquone) 140 (2)
Martina Del Castello/Roberto Del Castello (BMW M3 E46) 89
Walter Palazzo (BMW M3 E46) 87 (2)
Massimiliano Chini (Seat Leon) 53
Massimo Zanin (BMW M3 E46) 40 (2)
Marcello Gunnella (Seat Leon) 38
Benedetto Palermo (Renault Clio) 15
Mariano Costamagna (Seat Leon) 15
Andrea Argenti (Seat Leon) 15
Fabrizio Montali (BMW M3 E90) 12
Massimiliano Fissore (Seat Leon) 8
Gianni Giudici (Alfa Romeo Giulietta) 8
Jimmy Ghione (Seat Leon) 7

Seconda Divisione
Filippo Maria Zanin (BMW 320i) 207 (9)
Alberto Fumagalli/Riccardo Fumagalli (BMW 320i) 140
Samuele Piccin (Honda Civic) 90
Romy Dell'Antonia (Honda Civic) 45
Omar Paravati (Honda Civic) 45
Massimo Arduini (Citroen C3) 39
Alessandro Baccani/Dario Pennica (Citroen C3) 35 (1)
Giorgio Fantilli (Alfa Romeo 147) 35
Massimo Zanin (BMW 320i) 35 (1)
Mario La Barbera/Giosuè Rizzuto (BMW 320i) 32 (1)
Lorenzo Facchinetti (Abarth 695) 32
Pierluigi Malatesta (BMW 320i) 32
Mariano Bellin (BMW 320i) 29 (1)
Andrea Bertolini (Abarth 695) 28
Rino De Luca/Camillo Piccin (Honda Integra) 23
Lorenzo Baroni/Giovanni Mancini (Citroen C3) 20 (1)
Gianluca Mauriello (Citroen C3) 20
Giovanni Lopes (Citroen C3) 19
Paolo Pirovano (Citroen C3) 19
Luigi Moccia (Abarth 695) 13
Giuseppe Montalbano/Pasquale Notarnicola (Renault Clio) 12