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giovedì 27 ottobre 2016

Il riassunto della stagione 2016: Nascar Whelen Euro Series

La Nascar Whelen Euro Series 2016 ha preso la via delle Fiandre. Anthony Kumpen, vincitore della Elite 1, e Stienes Longin, capoclassifica della Elite 2, arrivano proprio dalla macro-regione belga, e pure il team PK Carsport, il cui acronimo sta per Paul Kumpen (padre di Anthony), ha sede in quei luoghi - più precisamente nella città di Hasselt.



Il campionato conferma il successo delle passate stagioni, con tanti piloti e team di qualità. A parte il weekend di Tours, gara disertata da alcuni team e quindi disputata con soli 17 piloti per entrambe le classi, ci sono state tra le 23 e le 25 presenze a ogni gara, con 16 programmi full time nella elite 1 e 17 nella elite 2. Come comunque è stato sottolineato più volte, la serie offre molto anche oltre le semplici gare, con dei weekend interamente votati all'intrattenimento del pubblico e incentrati sulla possibilità di avere un contatto diretto con vetture e piloti. In pieno spirito U.S.A. anche il regolamento sportivo, con le semifinali di Adria e le finali a Zolder premiate con il doppio punteggio che ha reso avvincente il finale di campionato.

Dicevamo di Anthony Kumpen: il belga ha vinto il maggior numero di gare in una stagione nella quale non ha comunque dominato. Infatti il francese Gabillon e l'israeliano Day hanno combattuto fino all'ultima gara a Zolder, collezionando ottime statistiche. Gabillon ha vinto quattro gare (una in meno di Kumpen), e ha concluso sempre nella top 5. Un ruolino di marcia invidiabile che non è comunque bastato, anche se per il francese è stata la miglior stagione di sempre nella serie. Alon Day ha invece conquistato lo stesso numero di vittorie rispetto al 2015, ma retrocedendo di una posizione nella classifica finale (da 2° a 3°). Il suo più grande risultato è però l'ingresso nel programma NASCAR Next, che permette ai giovani piloti di avere un accesso facilitato alla tre serie maggiori. Infatti il debutto nella Xfinity e nei truck è già avvenuto nel corso della stagione, con tre gare disputate e un 13° posto come miglior risultato (a Mid-Ohio, nella Xfinity).

Anthony Kumpen

Anche Nicolò Rocca ha corso bene, nonostante non siano state confermate le vittorie e le pole del 2015. Per lui tanti piazzamenti in top 10 e una grande costanza di rendimento. Il pilota pisano, classe '93, è stato il migliore tra gli italiani: dietro di lui Gianmarco Ercoli (8°), Dario Caso (12°), Riccardo Geltrude (16°), Gian Maria Gabbiani (18°), Alex Caffi (19°), Carlo Alberto Forte (21°), Simone Monforte (23°) e Claudio Giudici (33°). Ercoli, che era campione in carica della Elite 2, ha ottenuto 4 piazzamenti nella top 5 ma niente di più, anche a causa di alcuni inconvenienti tecnici occorsi durante la stagione. La parola dell'anno è stata "sfortuna", ma c'è sicuramente voglia di rivincita sia per lui sia per il team Double-T by Nocentini.


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Alon Day... in dolce compagnia (!)


Nella Elite 2 il dominatore è stato Stienes Longin. La sua è una progressione continua dalla prima stagione, e infatti il 27° posto del 2014 si era trasformato in 4° nel 2015 e ora in una tonda vittoria, con 8 successi di tappa e 11 top five. Evidentemente è stato seguito bene dal team PK Carsport, capace di trovare la formula giusta per mettere in pista i propri piloti. La dimostrazione? Il secondo posto di Gabriele Gardel, vittorioso in due occasioni con un ottimo 2° posto finale e un finale in crescendo che ha messo pressione a Longin. Un risultato sicuramente apprezzato dal pilota ticinese che è un grande appassionato del motorsport all'americana.


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Stienes Longin


Il titolo di miglior rookie della Elite 2 è andato a Riccardo Geltrude, del Double-T. Il pilota di Prato ha vinto gara uno a Tours e ha concluso il campionato in 6° posizione a pochissimi punti dalla top five finale. Un grande debutto per un giovanissimo (classe '97) che non ha avuto paura di misurarsi con i più esperti della serie né nella Elite 2 (la serie di elezione) né nella Elite 1 (dove ha colto un piazzamento in top 5).

Gli altri piazzati italiani sono stati Renzo Calcinati (12°), Simone Laureti (16°), Arianna Casoli (19°), Dario Caso (21°), Erika Monforte (23°), Luca Tosini (26°), Marco Spinelli (29°), Giovanni Altoé (30°) e Claudio Giudici (33°). Proprio la famiglia Giudici si è resa protagonista di un brutto episodio a Venray, con l'aggressione all'entourage di Freddie Hunt (dopo un incidente in pista) e la conseguente squalifica a tempo indeterminato con il divieto di frequentare il paddock della NASCAR europea.




La classifica 2016 Elite 1 (tra parentesi il numero di vittorie) - primi 25:
Anthony Kumpen (BEL-PK Carsport/Chevrolet) 657 (5)
Frederic Gabillon (FRA-RDV/Ford) 646 (4)
Alon Day (ISR-CAAL/Chevrolet) 614 (3)
Niccolò Rocca (ITA-CAAL/Chevrolet) 553
Bert Longin (BEL-PK Carsport/Chevrolet) 535
Thomas Ferrando (FRA-Knauf/Ford) 533
Wilfried Boucenna (FRA-Knauf/Ford) 529
Gianmarco Ercoli (ITA-Double T by Nocentini/Ford) 525
Ulysse Delsaux (FRA-RDV/Ford) 496
Freddy Nordstrom (SWE-CAAL/Chevrolet) 494
Borja Garcia (SPA-SPV/Ford) 480
Dario Caso (ITA-Vict Motorsport/Ford) 460
Marconi Abreu (BRA-Brazil Team/Ford) 450
Jerry De Weerdt (BEL-Brass Racing/Ford) 433
Willy Gruber (AUT-Dexwet Renauer/Chevrolet) 413
Riccardo Geltrude (ITA-Double T by Nocentini/Ford) 362
Marc Goossens (BEL-Brass Racing/Ford) 343
Gian Maria Gabbiani (ITA-Double T by Nocentini/Ford) 314
Alex Caffi (ITA-Alex Caffi/Ford) 284
Eric De Doncker (BEL-Motorsport 98/Ford) 262
Carlo Alberto Forte (ITA-Double T by Nocentini/Ford) 260
Martin Doubek (CZE-Dexwet Renauer/Ford) 258
Simone Monforte (ITA-DF1/Chevrolet) 235
Barry Maessen (NED-Raceway Venray/Chevrolet) 204
Florian Renauer (Dexwet Renauer/Ford) 189

La classifica 2016 Elite 2 (tra parentesi il numero di vittorie) - primi 25:
Stienes Longin (BEL-PK Carsport/Chevrolet) 650 (8)
Gabriele Gardel (SUI-PK Carsport/Chevrolet) 604 (2)
Thomas Ferrando (FRA-Knauf/Ford) 590
Salvador Tineo Arroyo (SPA-CAAL/Chevrolet) 571 (1)
Hugo Bec (FRA-RDV/Ford) 539
Riccardo Geltrude (ITA-Double T by Nocentini/Ford) 530 (1)
Guillaume Deflandre (BEL-CAAL/Chevrolet) 504
Martin Doubek (CZE-Dexwet Renauer/Ford) 500
Marconi Abreu (BRA-Brazil Team/Ford) 499
Justin Kunz (GER-CAAL/Chevrolet) 491
Jerry De Weerdt (BEL-Brass Racing/Ford) 486
Renzo Calcinati (ITA-Double T by Nocentini/Ford) 463
Paul Guiod (FRA-Knauf/Ford) 463
Roman Mavlanov (RUS-Dexwet Renauer/Ford) 461
Didier Bec (FRA-RDV/Ford) 457
Simone Laureti (ITA-Double T by Nocentini/Ford) 431
Willy Gruber (AUT-Dexwet Renauer/Chevrolet) 413
Shawn Paul Wakefield (GBR-SPV/Ford) 406
Arianna Casoli (ITA-Vict Motorsport/Ford) 404
Eric De Doncker (BEL-Motorsport 98/Ford) 300
Dario Caso (ITA-Vict Motorsport/Ford) 220
Marko Stipp (GER-Raceway Venray/Chevrolet) 195
Peter Gross (AUT-Dexwet Renauer/Ford) 183
Erika Monforte (ITA-Double T by Nocentini/Ford) 183
Freddie Hunt (GBR-DF1/Chevrolet) 176


Il riassunto delle stagioni precedenti: 2014 - 2015

mercoledì 6 luglio 2016

Intervista a Gabriele Gardel: American style

Sentendo parlare Gabriele Gardel ho subito pensato alle origini della mia passione verso il motorsport. Che non era fatta di soli GP di Formula 1, ma piuttosto delle auto da corsa, fossero a ruote coperte o scoperte, su pista o su asfalto, sprint o endurance.



Il pilota ticinese (ma nato a Milano), classe '77, è un purista. La sua carriera è rimasta coerente, alla ricerca del piacere del motorsport. Tanto da fargli dire: «Amo le corse per quelle che sono, non per quanti soldi mi danno o per le coppe».

Nel 2016 Gardel sta correndo una discreta stagione nella Whelen Nascar Euroseries (team PK Carsport), con cinque top ten in dieci apparizioni e qualche ammaccatura sulla portiera, che porta il numero 24 (lo stesso che aveva Jeff Gordon). «Ho portato a casa un po' meno di quello che avrei voluto, ma è la natura del mondo Nascar a essere così. Sono stato buttato fuori a Valencia, a Venray e a Brands Hatch, sempre quando ero davanti. Probabilmente mi manca un po' di malizia! Dopo tanti anni nelle GT, categoria in cui le ruotate ci sono ma dove si sta solitamente più attenti, ora sto cercando di imparare a "darle" e al di là delle botte prese la categoria mi piace davvero molto. Non è magari evidente, ma correre in questo campionato non è per niente semplice, con alcuni elementi completamente nuovi o diversi rispetto al modo di correre europeo. Ad esempio qui ci sono gli spotter, che vanno ascoltati e con i quali la comunicazione deve essere perfetta».



Il sogno americano è una vera passione per Gabriele, e ha contagiato anche la sua attività lavorativa. Nella concessionaria da lui diretta è arrivato il marchio Indian e c'è uno spazio per le custom. «Da quando ho cominciato lo spazio per le moto e per l'american style è aumentato e questo calza a pennello con l'avventura che sto vivendo nel motorsport. Sono in entrambi i casi delle attività che fanno tornare alle origini, a un modo di intendere i motori più semplice. Mi sono appassionato a questo mondo grazie all'esperienza con i Daytona Prototype nel 2008 (team Doran), notando subito quei dettagli che anche oggi apprezzo: le poche hospitality, l'attenzione per lo spettatore, la presenza di raduni per marchi o per tipologia, il calore degli appassionati».



Gabriele ha cominciato a correre nelle monoposto nel 1997, è passato alle GT nel 2003 e ha corso per svariate case e con diverse tipologie di monoposto. Anche oggi la voglia di sperimentare non è tramontata. «Parteciperò a una gara della Global Mazda MX-5 Cup a Laguna Seca, a settembre. Per arrivare a questo ho partecipato a delle prove di selezione, rimettendomi in gioco completamente. Ci sono state delle sfide con simulatori di guida (iRacing, dove non sono andato benissimo: non sono abituato...), di preparazione fisica e di capacità al volante. L'organizzazione è stata eccellente e per me sarà un'esperienza stimolante».

Sorge spontanea una domanda. Chi lo fa fare, a un vincitore di classe a Le Mans, di andare a correre con le Miata?
«Semplice, se mi chiedono di correre, vado. Mi piace correre e basta, non ho nessun tipo di ambizione se non quella di scendere in pista e dare il massimo di quello che ho. Se poi i risultati arrivano, è chiaro che non dispiace. Posso aver vinto tante corse con le GT, ma chi lo sa, magari con le MX-5 me le daranno di santa ragione. Però nel frattempo avrò vissuto un'altra esperienza personale di rilievo, in un periodo dove comunque sono concentrato soprattutto sul lavoro nella mia concessionaria, un impegno veramente a tempo pieno».



Sono pochi i piloti che possono vantare tale poliedrismo. Come mai secondo te?
«In Europa, a differenza degli States, c'è più paura. Qualcuno magari pensa "Se vinco in GP2, e poi mi invitano a fare una gara in GP3 dove non vado forte, cosa penseranno di me?". Oppure "Non vado a fare il Rally di Lugano perché poi un falegname potrebbe andare più forte di me visto che non è il mio terreno"... Ecco, invece per me il bello è proprio mettersi in gioco, anche rischiando di arrivare ultimi.
Qui si sente tanto il miraggio della F1. Non nego che a 18 anni anch'io avevo speranze, ma poi avevo capito che sarebbe stato più giusto correre senza mettere un soldo. Minardi all'epoca mi disse che andavo abbastanza forte ma che senza un contributo non sarei riuscito a esordire. E allora cercai altre strade, andando poi nel mondo delle GT dove ho corso come professionista facendo tutto da solo, senza manager o altri intermediari. Ho imparato a fare i contratti e ora questo mi aiuta molto sul lavoro. A tal proposito dico ai giovani piloti di valutare bene le proprie possibilità, perché sono davvero troppi quelli che non hanno il senso dei soldi..

Il Ticino è un territorio piccolo ma che ora è rappresentato da tanti piloti di grande livello. Il peso mediatico però non è elevato.
«Quando ero agli inizi della carriera c'era un rapporto con i giornalisti di pura amicizia. A loro interessava il risultato delle corse a livello professionale e anche personale. Ora sembra che senza il comunicato stampa a volte non si accorgano nemmeno che c'è stata una corsa durante il weekend. Perché mai dovremmo dirglielo noi, quando ad esempio Alex Fontana va a correre nel miglior campionato GT al mondo oppure quando Stefano Comini stravince nel TCR? Trovo il livello attuale un po' carente - c'è troppa concentrazione su hockey e pallone - ma va anche detto che in ogni caso il Ticino è un territorio ristretto, forse dovremmo lavorare di più su scala nazionale».

La Corvette del Larbre con la quale Gabriele ha vinto la classe GTE-AM nel 2011


Cosa secondo te sarebbe utile trasferire dalla Nascar alla F1?
«La F1 a me piace molto, rimane sempre il top dell'automobilismo. Certamente però manca la semplicità, che è la grande dote della Nascar. Per loro l'obiettivo principale è la soddisfazione del pubblico, mentre in F1 è la necessità di non far incazzare i grossi costruttori. Ecclestone infatti cerca di tenere tutto il Circus in equilibrio mediando tra gli interessi che possono essere molto diversi. Inoltre c'è una differenza grande nel rapporto tra piloti e pubblico. Negli Stati Uniti chiunque può stringere la mano a Dale Earnhardt Jr. o Jeff Gordon, mentre in F1 è difficile soffermarsi per un attimo con Rosberg o Hamilton. Bisogna considerare che inoltre in Nascar i piloti hanno degli stipendi molto più alti...»




domenica 18 ottobre 2015

Il riassunto della stagione 2015: NASCAR Whelen Euro Series

Ormai non è più solo una questione americana. La NASCAR è anche, finalmente, un prodotto ben visto dagli europei. Lo dimostra la quarta stagione della NASCAR Whelen Euro Series, campionato continentale che continua a offrire grande spettacolo e a generare un ottimo seguito di pubblico. L'urlo roco delle Chevrolet SS e Camaro, delle Toyota Camry e delle Ford Mustang è entrato di diritto nella cultura motoristica nostrana, e pure italiana grazie alla presenza in calendario della tappa di Magione.



La straordinaria cornice di pubblico, in weekend nei quali la parola d'ordine è "sogno americano", è il fiore all'occhiello di una serie che riesce a calamitare molto interesse sui media online e soprattutto sulla propria dimensione live. C'è invece ancora molto da lavorare per rendere migliore la serie a livello dei media tradizionali. Riguardo allo spettacolo in pista non c'è invece bisogno di molti cambiamenti: i piloti sono contenti di correre nella categoria e alcuni, come i nostri Gianmarco Ercoli, Eddie Cheever Jr e Francesca Linossi, sono pronti a vivere questa esperienza anche oltreoceano, dove è nato tutto.

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Non ci sono i numeri delle serie maggiori, dove è stato imposto un tetto massimo di 43 vetture; ma con un'oscillazione tra i 20 e i 25 iscritti per classe (di media) a ogni appuntamento si tratta di cifre di assoluto rispetto per un campionato che cinque anni fa avremmo definito come minimo "alieno".

Come da tradizione, la Whelen Euro Series propone due classifiche distinte per i piloti della classe Elite 1 e per quelli della Elite 2. Nella Elite 1 lo spagnolo Ander Vilarino, specialista della serie, ha vinto per la terza volta il campionato; discorso diverso per la Elite 2 dove il romano Gianmarco Ercoli ha battuto tutti in modo convincente, conquistando due pole e due vittorie nel weekend conclusivo a Zolder. Il bottino conclusivo della Camaro numero nove è di quattro vittorie, tre pole e due giri veloci. Nel 2016 Ercoli potrà anche lui sfidare gli States, grazie a una wild card data in premio per la vittoria nel campionato.

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Ander Vilarino

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Gianmarco Ercoli

La Whelen Euro Series, oltre a un'anima francese - lingua degli organizzatori - parla anche un ottimo italiano. Già, perché Ercoli ha vinto con una vettura schierata dal team MRT - by Nocentini, e entrambi i titoli riservati ai team sono stati conquistati dal GDL Racing. Ottimo il campionato per Eddie Cheever Jr (5° nella Elite 1, 1 vittoria) e Nicolò Rocca (9° in Elite 1 ma a lungo tra i pretendenti al titolo grazie anche a 3 vittorie). Gettoni di presenza anche per Giovanni Altoè, Fabrizio Armetta, Leonardo Baccarelli, Vittorio Bagnasco, Cesare Balistreri, Roberto Benedetti, Renzo Calcinati, Michela Cerruti, Gianluca De Lorenzi, Simone Laureti, Ruggero Melgrati, Erika Monforte, Simone Monforte, Domenico Schiattarella,



Francesca Linossi ha conquistato il titolo riservato alle donne con soli cinque punti di vantaggio sulla francese Carole Perrin. In questa lotta al femminile (tutta in Elite 2) si sono inserite anche la brasiliana Gabriela Arantes Prado e Erika Monforte, che però a differenza delle colleghe non ha partecipato a tutti e sei gli appuntamenti in calendario.



Ecco la classifica finale per la Elite 1 (primi 20 - tra parentesi il numero di vittorie)

Ander Vilarino (SPA) 662 (3)
Alon Day (ISR) 627 (3)
Romain Iannetta (FRA) 614 (1)
Anthony Kumpen (BEL) 610 (1)
Eddie Cheever III (ITA) 599 (1)
Frederic Gabillon (FRA) 587
Philipp Lietz (AUT) 575
Florian Renauer (AUT) 571
Nicolò Rocca (ITA) 561 (3)
Wilfried Boucenna (FRA) 545
Hugo Bec (FRA) 519
Bert Longin (BEL) 509
Dominic Tiroch (AUT) 491
William Ayer (BRA) 457
Eric De Doncker (BEL) 452
Freddy Nordström (SWE) 394
Jerry De Weerdt (BEL) 365
Fabrizio Armetta (ITA) 344
Martin Doubek (CZE) 227
Gianmarco Ercoli (ITA) 207

Qui il ranking completo 2015 per la Elite 1

La classifica finale per la Elite 2 (primi 20 - tra parentesi il numero di vittorie):

Gianmarco Ercoli (ITA) 663 (4)
Philipp Lietz Philipp (AUT) 643 (2)
Thomas Ferrando (FRA) 639 (3)
Stienes Longin (BEL) 621 (1)
Salvador Tineo Arroyo (SPA) 620 (1)
Florian Renauer (AUT) 589 (1)
Ulysse Delsaux (FRA) 572
Eric De Doncker (BEL) 537
Francesca Linossi (ITA) 524
Carole Perrin (FRA) 519
Didier Bec (FRA) 490
Leonard Vernet (SWI) 486
Guillaume Deflandre (BEL) 440
Jerry De Weerdt (BEL) 438
Gabriela Arantes Prado (BRA) 429
Martin Doubek (CZE) 415
Christian Malcharek (SVK) 402
Maxime Dumarey (BEL) 319
Nicki Petersen (DEN) 273
Roberto Benedetti (ITA) 266

Qui il ranking completo 2015 per la Elite 2