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sabato 27 settembre 2014

1947-48, quando a Vercelli si correva in macchina

È la capitale europea del riso, ma una volta ci correvano mitiche auto da corsa. Parlo di Vercelli, città legata allo sport da sempre, grazie alle fortune della grande Pro di Guido Ara e Silvio Piola, e all'agricoltura. Una città che si rimbocca le maniche da sempre, e che basa il suo nucleo sulle migliaia di persone che hanno vissuto, nel passato remoto e recente, mani e piedi nell'acqua a mondare il riso, elemento e simbolo prezioso.

Una città che però ha ospitato, nel biennio 1947-48, anche un'importante competizione automobilistica nella quale Ferrari e Cisitalia hanno lasciato il segno.

Ma andiamo con ordine.

Vercelli aveva già visto sfrecciare bolidi sulle proprie vie tra il 1930 e il 1934. Gare di regolarità più che altro, oltre alla Coppa Internazionale Des Alps del 1933. Un totale di cinque edizioni che si pensava non potessero avere più ritorno, a causa della seconda guerra mondiale. Invece, per il biennio 1947-48, Vercelli tornò alla grande nel calendario nazionale grazie alla Coppa Enrico Faini del 1947, riservata alle vetture Sport e Corsa fino a 1500cc, e al Circuito di Apertura del 1948.

Il 1° giugno 1947 ci fu il trionfo della Ferrari, con la vittoria (per la categoria oltre i 1100cc) di Franco Cortese sulla sua 125 S Integrale. Fu il secondo successo della storia per la Scuderia di Maranello, colto una settimana dopo l'impresa (sempre di Cortese) alle Terme di Caracalla a Roma.

Franco Cortese alla guida della sua Ferrari sul circuito vercellese nel 1947

Grazie alla Biblioteca Civica di Vercelli, che contiene nei propri archivi preziosi numeri de "La Sesia", è possibile sapere qualcosa di più sul tracciato di gara e sui suoi protagonisti.

Prima di tutto, perché la gara venne chiamata "Coppa Enrico Faini"? Il presidente del comitato organizzatore, Donato Faini, volle dedicare il trofeo al suo compianto figlio, Enrico, morto a causa di un incidente in auto.

Le prime notizie sul venturo circuito si ebbero a inizio '47. Il 25 febbraio La Sesia scriveva di un concorso collegato alla gara automobilistica: ben 8000 lire di premio a chi avrebbe creato il miglior manifesto sul circuito vercellese! Il manifesto avrebbe dovuto tener conto anche di una gara motociclistica in programma 8 giorni dopo la Coppa Faini. Il montepremi totale del trofeo automobilistico fu di 845 mila lire, cifra ragguardevole a quei tempi.

Quella del 1° giugno 1947 fu una vera e propria giornata di corse come quelle attuali. Furono 4 le categorie impegnate:
Vetture Sport fino a 750cc - 30 giri
Vetture Sport da 750cc a 1100cc - 30 giri
Vetture Sport oltre i 1100cc - 35 giri
Vetture Corsa fino a 1500cc - 40 giri

Il 30 e il 31 maggio sul circuito si tennero varie fasi eliminatorie per scremare il gruppo di iscritti, molto folto. Che mi pare doveroso ricordare...*
Vetture Sport fino a 750 - Armando Francois, Gianni Arezzi, Piero Avalle, Mario Avalle, Franco Dansi, Giuseppe Tavazzani, Elio Zagato, Umberto Maglioli, Luigi Tamai, Giuseppe Cappa, Mario Reinaldi, Antonio Clerici, Matteo Fissore, Antonio Coletti, Arciso Sesema, Antonio Prina, Giuseppe Bertone, Bartolomeo Franceri, Adolfo Macchieraldo, Carlo Pesci, Bruno Martignoni, Sesto Leonardi, Mario Lietti.
Vetture Sport da 750 a 1100 - Gustavo Coppo, Piero Carini, Enrico Beltracchini, Ernesto Leva, Ferdinando Righetti, Piero Torelli, Adolfo Bellusi, Emilio Brigatti, Francesco Nissotti, Guido Scagliarini, Vincenzo Auricchio.
Vetture Sport oltre 1100 - Ezio Zanicheli, Ambrogio Quartiroli, Nino Ravelli, Enrico Beltracchini, Renato Balestrero, Aldo Marinotti, Stefano Rossi, Aldo Ranzini, Giovan Battista Azzi, Giovanni Bracco, Franco Cortese.
Vetture Corsa fino a 1500 - Luigi Della Chiesa, Lamberto Grolla, Franco Cornacchia, Mario Porrino, Piero Taruffi, Giovanni Bracco, Marino Brandoli, Franco Mosser.
(*mi scuso nell'eventualità ci sia qualche cognome sbagliato, in quanto nelle edizioni della Sesia a me gentilmente fornite non furono pochi gli errori di battitura e le dimenticanze!)

Oltre al già citato Cortese, vinsero Sesto Leonardi su Stanguellini S750 (categoria fino a 750cc), Ferdinando Righetti su Stanguellini S1100 (Sport 750-1100cc) e Piero Taruffi su Cisitalia D46/Fiat (vetture Corsa).

Il tracciato, molto veloce, misurava 1827 metri, una sorta di anello con 4 svolte secche. La partenza era ubicata in Via XX Settembre, con la percorrenza in senso orario e la prima curva in Piazza Solferino.

Il circuito di Vercelli versione 1947
Nell'anno successivo fu aggiunto un tratto che portava fino alla fine di Viale Rimembranza, portando il chilometraggio per singolo giro a 2800 metri.

Il circuito di Vercelli versione 1948
La mappa originale tratta dal regolamento ufficiale ACI
(documento contenuto negli archivi della Biblioteca Civica di Vercelli)

Il 9 maggio 1948 fu disputata infatti la seconda edizione del Circuito Automobilistico, stavolta aperto alle vetture sport tra 750cc e 1100cc (con 60 giri da percorrere) e alle F2, consentendo per quest'ultime sia le auto con 500cc e compressore, sia le 2000cc senza compressore (50 giri). 120mila lire il premio per la vittoria, tetto fissato per entrambe le categorie. La tassa d'iscrizione era stata posta a 3000 lire, mentre i massimali per la responsabilità civile, secondo il regolamento pubblicato all'epoca dall'ACI, erano questi: 500mila lire per danni a cose, 1 milione e mezzo per persona e 10 milioni per "catastrofe".

Alle gare, con partenza da fermo su tre file, poterono accedere i 20 migliori tempi per la categoria sport e i 15 più veloci per la F2, ma i partecipanti effettivi furono meno. Infatti per la F2 scesero in pista 9 vetture, con la vittoria di Felice Bonetto su Cisitalia D46/Fiat. Solo 3 arrivarono al traguardo. Per la categoria Sport, furono invece 16 le vetture alla partenza, con 9 classificati finali capeggiati da Guido Scagliarini su Cisitalia.

Un'epoca splendida per l'automobilismo, catalizzatore quanto il calcio e il ciclismo della rinascita, non solo sportiva, dopo gli anni bui delle guerre e della miseria.

Vorrei chiudere con una frase presa dall'edizione del 27 maggio 1947 della Sesia: "Rombo ai motori a quattro ruote nella città del riso, nota per il suo alimento in tempo di guerra, nota per la sua sportività nel tempo di pace".

mercoledì 3 settembre 2014

Viaggio nel Circuito Motociclistico di Sondrio

Il Passo dello Stelvio, Livigno, Bormio, il Gavia, l'Aprica. Mete da sempre di motociclisti (e allenati ciclisti) oltre che di sciatori. La Valtellina è stata ed è una terra di moto da strada, ma un tempo è stata anche un luogo per le moto da corsa. Esisteva infatti un Campionato Valtellinese di motociclismo.

Una gara facente parte di questo campionato venne disputata sia nel 1935, sia nel 1936: si trattava del “Circuito Motociclistico di Sondrio”.

Partenza del Circuito Motociclistico 1936

La Biblioteca Pio Rajna di Sondrio possiede le copie (in microfilm) del periodico Il Popolo, dal quale si possono leggere informazioni dettagliate su tracciato, regolamenti, partecipanti e classifiche. La prima edizione si svolse il 22 settembre 1935 alle ore 14.

La gara venne organizzata dal Moto Club di Sondrio, con una grossa presenza sulle strade interessate di forze dell'ordine quali Carabinieri, camicie nere, giovani fascisti e militi del fuoco... a tentare di mettere in fila i tanti curiosi che cercano di assieparsi ovunque per assistere allo spettacolo.

Il circuito, con partenza e arrivo da Piazza Garibaldi (con a corredo due tribune erette per l'occasione), era lungo 2.9 km con tornanti e tratti in pendenza. Nella immagine seguente eccovi una ricostruzione basata sul testo del “Popolo”, che così scriveva: Percorso. Partenza da Piazza Garibaldi – Corso Vittorio Emanuele – Via Piazzi – Via IV Novembre – tornante di Colda – tornante Ospedale Psichiatrico – Via Ponchiera – Cotonificio Fossati – Via Gombaro – Lungomallero Luigi Cadorna – Piazza Garibaldi.


I giri da percorrere erano 25, per un totale di 73 km. Lo spettacolo non fu gratuito: l'ingresso a Piazza Garibaldi costava 1 lira, e un posto in tribuna 2 lire; tuttavia c'era la possibilità di aggirare la tariffa sporgendosi dai balconi delle case e sedendosi sulle terrazze sopra Sondrio. Nel regolamento ufficiale veniva ricordato ai corridori di portare il casco regolamentare per tutta la durata della corsa. Due le categorie di moto ammesse: fino a 250cc e oltre i 250cc, con specifiche di questo genere: freni indipendenti ed efficaci, tubi dello scappamento prolungati oltre il mozzo della ruota posteriore, parafanghi sporgenti oltre il pneumatico per almeno un centimetro e coprire almeno 120 gradi della circonferenza della ruota anteriore e 180 di quella posteriore...

Tra gli iscritti (costo dell'iscrizione: 20 lire) figurano molti centauri del luogo, come Annovazzi, Bartoli, Beretta, Dagasso, Pini e Redaelli ma non il super campione Omobono Tenni, di Tirano, primo vincitore non anglosassone del TT all'isola di Man. Tenni era un eroe alla stregua di Girardengo e Meazza, amatissimo dentro e fuori l'ambiente motociclistico. A causa di gare più titolate contemporanee alle edizioni del Circuito Motociclistico il mitico Omobono non riuscì mai a correre per le strade di Sondrio. 

Ecco la classifica finale assoluta dell'edizione 1935:
1° Carlo Fumagalli – Bianchi 500 – 25 giri in 1.14'39” a una media di 59.776 km/h
2° Ettore Villa – Gilera 500
3° Nino Grieco – Serium 250 (1° nella categoria 250)
4° Nabucco Brenni – Motosacoche 500
5° Cipriano Mandelli – Serium 250
6° Aldo Redaelli – Gilera 500
7° Luigi Tagliabue – Benelli
8° Vittorio Bartoli – CM 175 (ritirato, noie al cambio)
9° Osvaldo Beretta – AJS 350 (ritirato, caduta)
10° Luigi Annovazzi – Bianchi 250 (ritirato)
NC Stefano Ronco – FN (caduto al primo giro) 

Giro veloce: il 6° di Fumagalli in 2'56”.


Sull'organizzazione della gara e sulle eventuali pecche, purtroppo, non sapremo mai com'è andata: Il Popolo, ligio ai dettami fascisti, glissa su ogni inconveniente e incensa spudoratamente la manifestazione che vince lo scetticismo dei cittadini sondriesi.

La seconda (e ultima edizione) del Circuito Motociclistico di Sondrio venne disputata il 14 giugno 1936. Stesso percorso e stessi regolamenti, ma un maggior numero di iscritti. A vincere la generale fu Lorenzetti (Triumph 250) mentre nella categoria 500 passò per primo Gerosa (Rudge), attardato però da una caduta. Il vincitore del 1935, Fumagalli, si ritirò per un guasto al motore. Lorenzetti si portò a casa ben 300 lire per il premio della 250, mentre Gerosa addirittura 350 lire...

Anche nel 1936 fu un successo di pubblico, stando agli articoli del Popolo, ma con qualche smagliatura (ad esempio, spettatori non paganti imbucatisi in Piazza Garibaldi)... Tuttavia, non mancò all'autore la voglia di porre l'accento sullo spettacolo del motociclismo, declamando dediche poetiche ai centauri, in questo caso però meritate.

Perché a quell'epoca, e ancora oggi, chi corre in moto è comunque un cavaliere del rischio, a prescindere da governi, guerre, lacune organizzative e ossequiosi lacchè.

venerdì 29 agosto 2014

Il Circuito Automobilistico di Vigevano, anno 1947


La città di Vigevano è rinomata soprattutto per la favolosa Piazza Ducale, contornata dal Castello e da un dedalo di viuzze dal sapore medioevale. Personalmente amo girarla a piedi, perché girarci in auto non fa per me.

Mi perdo, faccio fatica con i parcheggi, e i sensi unici minacciano la mia tranquillità.

Comunque, tornando ad argomenti più strettamente collegati a questo blog, arrivo al dunque: Vigevano, nel lontano 15 Giugno 1947, ospitò una gara automobilistica. Anzi, due.

Due gare distinte per due categorie di vetture. La più corposa, in quanto a numero di iscritti, fu quella relativa alle vetture categoria sport fino a 1500 di cilindrata. Ecco le auto partecipanti: Fiat 1100, Stanguellini S1100, Maserati 1500, Orca 1100, Lancia Aprilia e la Ferrari 125 S Competizione di Franco Cortese.

Proprio Cortese si aggiudicò la gara, davanti alle Stanguellini di Vincenzo Auricchio e Guido Scagliarini (rispettivamente a uno e due giri di distacco), coprendo i 72 km previsti, spalmati su 40 giri, a una media di 78.8 km/h. Giorno storico per la Ferrari: questa fu la prima vittoria assoluta della 125S Competizione (foto).


L'altra gara (126 km di lunghezza su 70 giri), destinata alle vetture di categoria corsa (cilindrata massima 1500), fu vinta dalla Cisitalia di Felice Bonetto, davanti alla Maserati di Luigi Villoresi.

Insomma, grandi nomi e grandi marche. Tuttavia il motivo di interesse è per me un altro, e riguarda un fattore poco conosciuto, almeno online: il circuito.

Grazie all'aiuto fondamentale del personale della Biblioteca Civica L.Mastronardi di Vigevano e dell'Archivio Storico Comunale, ho potuto raccogliere interessanti informazioni sul 1° (e unico) Circuito Automobilistico di Vigevano. La "bibbia" del circuito è contenuta interamente sul periodico L'Informatore Vigevanese. Prima di tutto, la mappa (l'orginale e la trasposizione su Google Maps):

Mappa pubblicata dall'Informatore Vigevanese, 6 giugno 1947 (Archivio Storico Comunale di Vigevano)
Il circuito sovrapposto a una mappa odierna della città di Vigevano.

Il circuito, lungo circa 1800 metri, partiva da Viale Alessandro Manzoni e in senso orario imboccava Corso Torino, Via L.Casale, Via Egidio Sacchetti. L'unica curva a sinistra, un tornantino, riportava indietro verso Via Bramante. Infine due curve ad angolo retto in Via Francesco Sforza per ritornare sul breve rettilineo di partenza. Il piazzale della Fiera, dunque, era il fulcro del tracciato. Nelle prossime foto faremo un tour virtuale a distanza di oltre 60 anni dal giorno più rombante che Vigevano abbia conosciuto direttamente.

Partenza e arrivo in viale Alessandro Manzoni. A sinistra erano posizionate le tribune. In fondo le vetture affrontavano una veloce piega a destra per immettersi in Corso Torino.
La svolta in via Casale.
Un'altra svolta a destra di uguale raggio per entrare in via Sacchetti.
Alla fine di via Sacchetti, un tornantino riportava nel piazzale della fiera. In questa foto, l'unica datata 1947, Felice Bonetto esce dalla curva alla guida della sua Ferrari numero 46.
L'immissione in via Bramante era composta da due semicurve probabilmente da percorrere con una sola traiettoria.
L'ennesima svolta a destra per entrare in via Francesco Sforza.
L'uscita dell'ultima curva che riporta al rettilineo delle tribune.

 Altri spunti interessanti... Eccoli:

- La gara fu organizzata dalla sezione locale dell'ACI.

- Inizialmente si parlava di una possibile partecipazione di Tazio Nuvolari e Achille Varzi, poi smentita dai fatti. Si iscrisse ufficialmente, invece, il vigevanese Galante; fu probabilmente l'unico pilota di casa.

- Una delle preoccupazioni maggiori era lo stato del manto stradale, soprattutto in via Casale. L'amministrazione comunale si occupò del rifacimento di alcuni tratti e della manutenzione di altri, con l'Informatore favorevole all'impegno: "Fin che si costruisce non si spende mai male".

- Dopo la gara, ecco il commento sui lavori: "Il comune ha rifatto la massicciata stradale con molta buona volontà ma con scarso scrupolo. La curva di via Casale s'è disfatta dopo due passaggi."

- La chiusura al traffico durò tre giorni, da venerdì 13 a domenica 15 giugno.

- Ecco le regole per l'ammissione alla gara dopo le prove ufficiali: "Le due corse saranno effettuate al massimo da 12 concorrenti ciascuna. Alle stesse parteciperanno i concorrenti che avranno ottenuto i tempi migliori nelle prove". I giri di qualifica permessi erano 5.

- Non è possibile risalire al numero di iscritti totale. Tuttavia nell'edizione dell'Informatore precedente alla corsa (in edicola il 13 Giugno 1947) i nomi elencati arrivavano alle 40 unità.

- A quanto pare l'incasso è stato meno del previsto, nonostante la buona affluenza di pubblico. Ecco il commento dell'Informatore: "Troppa gente e pochi soldi: ecco il paradosso. Troppi portoghesi e troppi biglietti d'invito. Troppe persone che fingono di darsi da fare per avere il biglietto d'ingresso e provocano un'indicibile confusione".

L'edizione dell'Informatore Vigevanese del 15 maggio 1947 dove viene data per la prima volta notizia della gara a Vigevano (Archivio Storico Comunale di Vigevano)
Il numero dell'Informatore Vigevanese dopo la gara (20 giugno 1947 - Archivio Storico Comunale di Vigevano)

Concludo con una frase dell'Informatore del 15 maggio 1947, data in cui fu servita ai lettori la notizia della gara (un solo mese, dall'annuncio alla bandiera a scacchi: che tempi): "Le società sportive nascono tutte dall'entusiasmo di un gruppo di tifosi, che sacrificano la loro tranquillità per l'onere di procurare agli altri le soddisfazioni dello sport. Più che tifosi, sono degli ingenui filantropi che credono più a sé stessi che alla logica, sicuri che lo sport sia il paradiso della passione. E' bene ed è male che sia così: è male perché il troppo entusiasmo fa sembrare facili le cose insormontabili con conseguenti disillusioni. E' bene perché è assai meglio sbagliare piuttosto di non tentare il rischio".



giovedì 19 giugno 2014

Il circuito di Morano sul Po: dalla gloria all'abbandono

Un tempo, sulle rive del Po, a qualche chilometro da Casale Monferrato, sorgeva un autodromo da sogno: il circuito di Morano sul Po. Un tracciato semplice, immerso in un contesto naturale incantevole, non molto lontano dalle industrie monferrine e crocevia tra la Torino della Fiat e la Milano dell'editoria di settore (qui Quattroruote faceva parecchi test drive). L'inaugurazione avviene il 19 marzo 1973, con un battesimo niente male... Arturo Merzario porta qui la Ferrari 312 B2 di Formula 1, girando in 1'01"100 (alla media di 145 km/h). 

Chiamato "Circuito di Casale Monferrato", visto la maggiore importanza che quel centro storico rivestiva (e riveste tutt'oggi) nella zona, il tracciato tocca due comuni, Morano sul Po e Pontestura. La pista è lunga 2460 metri, è larga 11 e ha 8 curve (6 a destra), e si percorre in senso orario. Qui gareggiano la F.3 Italiana, il Challenge Ford Escort Mexico, il Giro d'Italia automobilistico e numerose serie a titolazione italiana e svizzera. Sullo stupendo album Flickr di bgiuliano ci sono molte foto di quelle gare...



Nel 1974, con 17 competizioni, 2151 piloti e 100000 spettatori totali l'attività in pista raggiunge l'apice. Visti i numeri si pensa di allungare la pista portandola a 4 chilometri, per aprirla a campionati internazionali. Vari progetti si susseguono, ma purtroppo nessuno di questi si realizza: in realtà il circuito rappresenta per molti un problema. 

Gli abitanti di Coniolo e Pontestura si lamentano per il rumore: qui si gira quasi tutti i giorni e non sono ancora i tempi dei turbo silenziosi. L'amministrazione comunale di Morano è invece favorevole al proseguimento dell'avventura, ma il sindaco di Pontestura non vuole più sentir ruggire motori da corsa. Il 18 agosto 1977 una ruspa entra sul circuito (la cui attività era già stata ridotta) e ara 500 metri di pista. Sembra la fine, ma c'è un bagliore di speranza. La pista viene riasfaltata nel 1980, la riapertura sembra vicina. 

Purtroppo, però, nessuno ci crede fino in fondo. Nessuno porta sul tavolo della discussione i vantaggi a lungo termine per il territorio, per il turismo, per l'occupazione. La pista chiude ed entra nella sua fase decadente. Il Po, nelle sue frequenti esondazioni, rimane l'unico a entrare in pista con regolarità. Crescono le erbacce e le complicazioni: l'area diventa Parco Fluviale e ogni tentativo di riqualificare il circuito viene stritolato da insormontabili ostacoli burocratici.

Questa foto è stata scattata nel 2012. Il tempo è tiranno.


Qui hanno girato, oltre a Merzario, Lella Lombardi, Nelson Piquet, Vittorio Brambilla e Riccardo Patrese. Su queste curve molti hanno giurato una utopica rivincita, molti hanno raccolto firme e promesse. Nulla di fatto. Dell'epoca che fu rimangono solo ruderi e speranze. Chi entra qui non può fare a meno di scattare delle foto, di pensare a cosa si sarebbe potuto fare, di cercare di trovare una soluzione a un'opera che è la classica incompiuta. Ogni volta che rivedo, grazie alle immagini satellitari, il disegno del tracciato, mi viene in mente il circuito di Top Gear, ovvero una pista prove in mezzo alla campagna diventata improvvisamente un'icona.


Sul circuito di Morano le informazioni online sono pochine, ma di qualità. Il bellissimo sito gdecarli.it, un vero e proprio archivio di tracciati da tutto il mondo, riassume tutta la storia progettuale del circuito. Su Facebook esiste un gruppo "Riapriamo la pista di Morano", mentre la grafica Annapi ospita sul suo sito una fantastica (e malinconica) raccolta fotografica. Queste qui di seguito, invece, sono le mie foto... Come vorrei che auto e moto rombassero di nuovo su queste strade!