martedì 8 settembre 2015

Formula Satira - 2015 Episodio 12 - Gp Italia

Amato, bistrattato, messo in discussione, odiato, voluto, bramato: tutto questo nel circuito di Monza, la pista italiana più "italiana" di tutte. Quest'anno, infatti, c'è stata ancora una volta la summa di tutti i comportamenti da Bel Paese, concentrata in tre deliranti giorni da Circus.

1. Il Gomblotto. Finisce la gara, vinta magistralmente da Hamilton, e scoppia il bubbone "pressione delle gomme". Lo pneumatico posteriore sinistro ha una pressione inferiore di 0.3 psi rispetto alle misure consigliate da Pirelli. I commissari ragionano a lungo su una possibile penalità da dare alle Mercedes (anche Rosberg, ritirato, era sotto di 1.1 psi) ma tutto termina con un nulla di fatto. Infatti non esiste una vera regola scritta sulle pressioni, quindi come poter squalificare qualcuno sulla base del nulla? Tanto casino per niente, proprio in stile "processo all'italiana". Alla notizia del "no further action", i tifosi Ferrari corrono a scrivere su internet, per denunciare il favoritismo verso i tedeschi. Già: il diritto di commento non dovrebbe essere permesso a tutti...


2. Il nuovo idolo. Solito discorso: il tifoso Ferrari odia o si disinteressa di tutto quello che non è Rosso. Sebastian Vettel era odiato. Si diceva fosse sopravvalutato. Che vincesse solo per la macchina. Ora, ovviamente, è dio in terra. Il suo secondo posto è stato salutato come l'arrivo del nuovo messia. Alonso è stato dimenticato, come un Merhi qualsiasi.



3. Il gran rifiuto. I motori Renault hanno raggiunto il punto più basso della loro affidabilità, relegando a fondo griglia (con enormi penalità) le due Red Bull e le due Toro Rosso. I piloti, con grande maestria e professionalità, hanno compiuto una gara degna; Ricciardo è riuscito a finire ottavo, Kvyat nono. Sainz undicesimo, mentre Verstappen ha fatto vedere altri ottimi sorpassi. Dopo la gara, la Red Bull ha ottenuto il rifiuto Mercedes per la fornitura di motori. Senza Renault, chi metterà le ali alla banda di Mateschitz? Forse l'altruista Ferrari. Oppure la Honda, con gran sorpresa di tutti?




4. Il politico di turno. Tutti i politici italiani presenti in autodromo per raccogliere visibilità spicciola: evento che si ripete da anni. In questo 2015 il presidente del consiglio Matteo Renzi è arrivato con la mission impossible di convincere Ecclestone a mantenere il GP italiano nel calendario. Dimenticandosi che il caschetto bianco aveva senza troppi problemi fatto fuori la tappa tedesca in calendario...


5. Gli indebitati. Continuano i gossip riguardo alla Lotus. La situazione economica del team è precaria, Ecclestone ha pagato gli ultimi stipendi e la trattativa per vendere tutto alla Renault è in fase di stallo. Le Lotus si sono ritirate entrambe nel corso dei primi giri, e forse non è stato un male: soldi e kilometri risparmiati, mentre la caccia ai soldi continua...


6. La promessa. Durante il weekend Ivan Capelli ha parlato a lungo della questione Monza, sul rinnovo e sui termini dell'accordo da fare con Bernie Ecclestone. Come sempre attento a non pestare troppo i piedi altrui, Capelli ha lodato l'apertura mentale di Ecclestone. Il problema è che con le parole non si rinnovano i contratti. Servono i soldi...









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