domenica 15 giugno 2014

F1: Gli 8 Gp d'Austria più belli di sempre

Dopo 11 anni la F1 s'appresta a tornare a percorrere i lunghi rettilinei e le curve d'appoggio del circuito austriaco di Spielberg, in Stiria. La pista ha cambiato nome più volte, passando da Österreichring (la configurazione super-veloce, utilizzata dal 1970 al 1987) a A1-Ring (il tracciato attuale, rivisto dal solito Hermann Tilke) e ora Red Bull Ring.

Ecco le 8 migliori gare corse qui...

1975 - La vittoria di Vittorio Brambilla
"The Monza Gorilla", come lo soprannominavano gli inglesi, era particolarmente abile in condizioni di asfalto viscido. E quel giorno, sul circuito austriaco, pioveva davvero a catinelle. Vittorio, sulla sua March 751 arancione, ebbe la meglio sul sorprendente James Hunt (su Hesketh) e Tom Pryce (Shadow), e per festeggiare la sua prima ed unica vittoria in F1 lasciò le mani dal volante, mandando l'auto in acquaplaning e rompendo l'alettone anteriore.
Brambilla con l'alettone rotto saluta i tifosi
2002 - Le polemiche sul gioco di squadra Ferrari
Già al sesto gran premio di quella stagione si intuiva che contro Michael Schumacher non ci sarebbe stato nulla da fare. Jean Todt, però, non era dello stesso avviso. Per assicurare a Michael più punti possibili, il "condottiero" francese intimò via radio a Rubens (autore di una gara impeccabile corsa in testa) di dare strada al tedesco meglio piazzato in campionato. Rubens, dopo molte remore, eseguì, lasciando passare Schumacher con una manovra plateale negli ultimi metri.

1999 - Il miracolo di Eddie Irvine
Con Michael Schumacher costretto allo stop dopo il grave incidente subito a Silverstone, tutte le speranze mondiali ferrariste gravavano su Eddie Irvine. In qualifica il nordirlandese si beccò 1 secondo di distacco dalle Mclaren di Hakkinen e Coulthard, ma in gara accadde di tutto. Prima Coulthard spinse fuori pista Hakkinen, spedendolo nelle retrovie, poi la strategia ai box della Ferrari premiò la costanza di Irvine, che sopravanzò lo scozzese giungendo primo al traguardo.

1982 - Elio De Angelis al fotofinish
Una gara memorabile sia per il vincitore, Elio De Angelis, sia per la F1, con il primo pit-stop con rifornimento pianificato della storia. L'idea dello splash-and-go venne al patron della Brabham, tal Bernie Ecclestone: fece fermare Piquet e Patrese per dare loro l'opportunità di spingere al massimo i loro turbo BMW. Tuttavia, le loro speranze si infransero a causa di problemi di affidabilità, mentre Elio, con la Lotus, riuscì a resistere agli attacchi di Keke Rosberg (Williams), arrivando sul traguardo con meno di un decimo di vantaggio.

1987 - Caos alla partenza
L'ultima edizione del GP d'Austria disputata sull'Österreichring fu tormentata da una serie di incidenti al via. Ci vollero tre tentativi per cominciare finalmente a correre. Ecco il video del secondo tentativo, il più distruttivo e spettacolare:
La gara, per la cronaca, fu vinta da Nigel Mansell (Williams) davanti a Nelson Piquet (suo compagno di squadra) e Teo Fabi (Benetton).

1997 - Trulli al comando!
L'arrivo delle Bridgestone nel mondiale scombussolò tutte le certezze dei team più blasonati. Proprio sull'A1-Ring il giovanissimo Jarno Trulli, sulla Prost, condusse in testa il gran premio per 37 tornate prima del ritiro, a causa della rottura del motore Mugen-Honda. Nonostante il livellamento delle prestazioni (15 auto in un secondo nelle qualifiche), il favorito Jacques Villeneuve riuscì a portare la Williams alla vittoria. Ma che peccato per Jarno!

1985 - Il volo di De Cesaris
Andrea De Cesaris è sempre stato un pilota al limite, talvolta anche oltre al limite: lo dimostrano i tanti incidenti che ha collezionato nella sua comunque onorevole carriera in F1. Gli inglesi lo chiamavano Andrea De Crasheris... All'Österreichring Andrea uscì indenne da un crash davvero spettacolare, che contribuì al suo successivo licenziamento dal team Ligier. Eccolo:

1980 - Nigel Mansell in fiamme
Nella gara vinta da Jabouille (Renault), debuttò su Lotus un giovane inglese destinato a far parlare di sè: Nigel Mansell. Tuttavia la sua prima gara non fu così straordinaria... "Al mio posto di partenza, pochi minuti prima del via, mi sentivo ancora nervoso, ma ragionevolmente controllato. [...] Tuttavia, non capivo perché, cominciai ad avvertire un certo calore nelle mie parti posteriori; mi pareva strano e non me ne spiegavo la ragione. Poi mi resi contro di cosa era accaduto. Quando avevano chiuso il serbatoio, un poco di carburante era colato lungo il mio dorso fin nel seggiolino. Stavo bruciando. Lo dissi ai meccanici e quelli risposero che potevo scendere. Li aggredii: «Voi state scherzando; questo è il mio primo Gran Premio, non posso abbandonare la macchina. Cosa intendete fare?». Nel tentativo di diluire il carburante e di rinfrescarmi, gettarono un paio di galloni d'acqua su di me e sul sedile. Mi sentii meglio, ma poi il bruciore si fece sentire nuovamente. [...] Dopo quaranta giri il motore fuse e, onestamente, non credo di essere mai stato felice come in quel momento." (dal libro "Nigel Mansell, In gara per vincere: Una autobiografia", di Derick Allsop, 1989, Rizzoli)

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