martedì 17 giugno 2014

F1: 9 piloti austriaci da ricordare

Niki Lauda 
3 volte campione del mondo, attualmente in F1 come presidente non-esecutivo del team Mercedes, Niki è uno dei piloti più famosi al mondo. Ha corso con Ferrari e Mclaren, ha vinto tantissimo in carriera ed è sopravvissuto ad un incidente spaventoso, che gli ha lasciato indedelebili tracce sul viso. Ma non nello spirito: nonostante l'aver vissuto un'esperienza praticamente di pre-morte, Niki è sempre rimasto cinico, calcolatore e tremendamente veloce.

Gerhard Berger 
Non ha mai conquistato un titolo mondiale, ma ha vinto il premio per il pilota più scherzoso del circus. Negli anni in Mclaren arrivò a riempire la camera di Senna di animali e gli buttò la valigia dall'elicottero, inaugurando una serie impressionante di burle al limite del sopportabile. Abbonato al numero 28, portato in Mclaren e soprattutto in Ferrari, è stato molto amato dai tifosi ferraristi per la sua spontaneità e fedeltà. Ha continuato a gestire l'azienda di trasporti familiare dopo la morte del padre, oltre ad aver collaborato con la FIA per il rilancio delle formule minori. Ha anche posseduto per due anni il 50% della Toro Rosso, prima di rivendere le sue quote a Dieter Mateschitz.
Berger e Wendlinger
Karl Wendlinger 
Stesso background di Michael Schumacher (la Sauber prototipo protagonista a Le Mans) ma una carriera molto diversa. Karl ha vissuto due vite: una prima dell'incidente di Montecarlo nel '94 (finì in coma), l'altra fuori dalla F1, con successi nel mondo dei prototipi e delle GT. Quell'incidente orribile fu un ostacolo insormontabile ad una carriera nella massima serie ben avviata e che sarebbe stata certamente brillante.

Alexander Wurz 
Ossessionato dalla forma fisica e riconoscibile da lontano (unico pilota ad indossare scarpe di diverso colore), Wurz impressionò nel 1997 quando fu chiamato a sostituire Berger in Benetton, cogliendo il terzo gradino del podio alla sua terza gara, a Silverstone. In carriera ha vinto due volte la 24 Ore di Le Mans e ha totalizzato 3 podi in F1, ma è diventato rispettato grazie alle sue qualità come test driver, incarico ricoperto per quasi 7 anni consecutivi. Ora allena e segue i piloti Williams, gestisce alcune attività imprenditoriali, è ambasciatore FIA per la sicurezza, ma il suo impegno maggiore è con Toyota nel WEC.

Helmut Marko 
L'eminenza grigia ai box Red Bull è stato un pilota di F1 a cavallo degli anni '70. Una pietra, sollevata dall'auto di Emerson Fittipaldi, colpì il suo casco durante il GP di Francia 1972, rendendolo cieco da un occhio (ora di vetro). Helmut, nonostante una vittoria alla 24 Ore di Le Mans 1971 e un ruggente secondo posto alla Targa Florio 1972, ha avuto più fortuna come scopritore di talenti, portando in F1 Berger, Montoya e Vettel. Le sue critiche sono taglienti, come sanno i numerosi giovani piloti passati nelle fila del vivaio Red Bull.

Christian Klien 
Il talento di Klien è rimasto impantanato nelle alterne fortune della Jaguar F1 e della Red Bull dei primi tempi, lontanissima parente della scuderia vincente odierna. Pilota affidabile e calcolatore, Klien non è però mai riuscito a salire sul podio in F1. Per molti anni ha tentato di rimanere aggrappato alla massima serie, a costo di correre con pessime monoposto (HRT in primis) e guidare solamente come test driver nella speranza di risalire la china. Ora è reduce da una discreta prestazione a Le Mans (10° assoluto su una LMP2) dove ha guidato con la stessa precisione e consistenza con le quali aveva positivamente impressionato nei primi anni della sua carriera.

Harald Ertl 
Non sono certo i risultati in F1 ad averlo reso celebre, ma Ertl è uno degli eroi della F1 d'altri tempi. Harald è stato uno dei 4 piloti a salvare il connazionale Lauda dalle fiamme; ha portato nel circus dei baffi mai visti prima; è stato uno dei pochi piloti-giornalisti della storia; è l'unico pilota ad aver partecipato ad un GP senza essersi qualificato, primato ottenuto schierandosi sulla griglia di partenza del GP di Francia del 1976... Il pilota baffuto è morto a 33 anni in un incidente aereo nel 1982.

Hans Binder 
La carriera molto breve di Binder, uno dei primi talenti scoperti da Marko, consta di una vittoria nel campionato europeo di Formula Ford e di 15 GP tra il 1976 e il 1978 senza alcun punto conquistato. Nonostante gli scarsi risultati merita questa citazione, perché lui è il padre di René Binder, attualmente pilota GP2 nel team Arden International, e fratello di Franz Binder (campione nei kart): una vera famiglia da corsa! Ecco Hans in azione sul circuito di casa dell'Österreichring nel 1977, con al commento il mitico Mario Poltronieri:

Roland Ratzenberger
Il povero Ratzenberger, esattamente come Ayrton Senna, perse la vita nel maledetto weekend di Imola nel 1994. Ingiustamente dimenticato, offuscato dalla uguale morte del suo più celebre collega, Roland stava vivendo all'epoca il sogno rincorso tutta la vita, per il quale aveva fatto sacrifici immani, correndo in giro per il mondo a bordo delle auto più disparate. Una vita da nomade che lo aveva portato a correre in F1in una scuderia acerba e molto poco ricca, la Simtek. Proprio un cedimento strutturale della vettura fu la sua condanna. Al suo funerale, tra i piloti della F1 di quell'anno, andarono solo Gerhard Berger e Johnny Herbert, unici ad onorare la vita del loro tenace e sorridente amico.

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